EDOARDO CEREA: COMESEFOSSENORMALE TOUR

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09/apr/2005 17.30.21 L'altoparlante diffusione di notizie e suoni Contatta l'autore

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COMESEFOSSENORMALE TOUR
 
Edoardo Cerea porta nei club il suo lavoro discografico
 
 
E' cominciato il tour che sta portando in giro per la penisola le canzoni di "COME SE FOSSE NORMALE", il sorprendente disco d'esordio di Edoardo Cerea. Dopo le prime positive recensioni da parte della stampa specializzata (qui di seguito uno stralcio), le interviste, gli show-case ed i passaggi nelle radio, Edo è stato accolto ai primi concerti con un inaspettato entusiasmo. 
 
Ecco le prime date del tour:
 
SABATO 26 MARZO - JOE'S - FIDENZA (PR)
GIOVEDI 31 MARZO - DIAVOLO ROSSO - ASTI
VENERDI 15 APRILE - MACELLO - SAN MARINO
SABATO 16  APRILE - QUO VADIS - SASSUOLO (MO)
DOMENICA 17 APRILE - MAD HOUSE - PIACENZA
SABATO 30 APRILE - MATATU - MILANO
MERCOLEDI 18 MAGGIO - CASA 139 - MILANO
SABATO 28 MAGGIO - ATALANTE - CAMAIORE (LU)
 
 
Nella band Mario Congiu (chitarra e piano), Fausto Mazza (chitarra), Massimo Loi (batteria e percussioni), Stefano Schembari (basso).
 
CONTINUA LA PROMOZIONE DEL DISCO E DEL TOUR:
EDOARDO E' DISPONIBILE PER INTERVISTE, PER SHOW -CASE E LIVE CON BAND O IN ACUSTICO NEI LOCALI E NELLE RADIO. info@laltoparlante.it
 
Edoardo Cerea (1970) nasce artisticamente nella sua Piacenza come cantante di blues: dopo aver studiato canto per tre anni presso il soprano Raffaella Arzani, ha costituito diversi gruppi con i quali, per più di dieci anni, ha suonato in molti prestigiosi locali emiliani e lombardi. Attualmente Edoardo è la voce di un fortunato tributo a Luigi Tenco allestito da Renzo Sicco per la compagnia torinese Assemblea Teatro (www.assembleateatro.it). Ha appena finito di incidere il disco di questo spettacolo, L’aria triste che tu amavi tanto, (prodotto da Assemblea Teatro e Mescal). Ma il suo vero disco, quello con cui si presenta sulla scena musicale nazionale è, appunto, “ Come se fosse normale ” (autoprodotto/BMG/Venus)   

Il disco è stato realizzato a quattro mani con Marco Peroni (ideatore e curatore insieme allo storico Giovanni De Luca  di una collana intitolata Le voci del tempo pubblicata dalla Ricordi). Parte fondamentale all’evoluzione di questo progetto ha avuto, in un secondo momento, il giovane torinese Mario Congiu: genietto della musica torinese, cantautore, polistrumentista e produttore (tra i tanti dischi realizzati, Tempo di vento di Lalli per Il Manifesto e il nuovo Una canzone senza finale con Stefano Giaccone per Santeria; ma suoi sono anche tre arrangiamenti all’interno dell’ultimo tributo a Luigi Tenco intitolato Come fiori in mare). www.ilmiogiocattolino.it


QUESTI SONO ALCUNI DEI MEDIA CHE HANNO INTERVISTATO EDOARDO CEREA O RECENSITO IL DISCO.
 
 

AVVENIMENTI-BACKSTREETS-BRIGATA LOLLI-CHANSONNIER-CITTADINO DI LODI -COMUNICATI.NET-CREMONA ON LINE-CRONACA PIACENZA -FANZINE.NET-FREEQUENCY -IL GUFETTO.IT-IO DONNA  -ITALYNEWS-LA PADANIA -LIBERAZIONE-LIBERTÀ -MESCALINA-MESSAGGERO TV -MESSAGGIAMI.NET-MILLIONAIRE -MUCCHIO SELVAGGIO -MUSIC BOOM-MUSIC SITE-MUSICA & DISCHI -MUSICALNEWS-MUSICAMUSICANTI -MUSICSITE-NO QUARTER-RENUDO -RINASCITA-ROCKSHOCK-ROOTS HIGHWAY-SFOGLIA MILANO-SOPRATTUTTO -SOTTERRANEI POP-SOUNDVILLAGE-TRIBE -USCITA DI SICUREZZA-VARESE MAGAZINE-VIRGILIO -WEB MUSIC WORLD -ALL MUSIC MAGAZINE -BUSCADERO-CORRIERE ROMAGNA -LA SICILIA-JAM MAG -KATAWEB -LA GAZZETTA DI PARMA -LA PADANIA -MONDOERRE-PASSIONE ALTERNATIVA -ROCKSTAR -STRUMENTI MUSICALI

 

E QUESTI SONO ALCUNI ESTRATTI DALLE RECENSIONI

 

 

Interessante esordio discografico per il piacentino Edoardo Cerea, che con questo suo primo album dimostra come si possa fare buona musica rock anche nel nostro paese, senza cadere nella banalità o nei facili inglesismi… Come se fosse normale può vantare una base musicale rock melodica sorretta da testi intelligenti… Un buon esordio per un ragazzo e per la sua band che meritano la massima attenzione.

BUSCADERO

 

Le frecce nell’arco musicale di Edoardo Cerea e di Marco Peroni non sono né poche né storte: sono acuminate, d’ottima fattura, fatte con legno ben stagionato che trafigge con una certa facilità l’obbiettivo delle emozioni. La stoffa è di pregio e la necessità di farsi notare e ascoltare è assoluta…L’humus da cui provengono questi suoni e queste storie è fatto di polvere e sogni (…), e contro questa simbiosi non ci sono ragionamenti né strategie che tengano…

 

L’ISOLA CHE NON C’ERA

 

 

Canzoni che si avvicendano con spontaneità, alternando arrangiamenti raffinati, talvolta intinti in armonie più dark, senza mai eccedere in pesantezza e in banalità. Un risultato pregevole che, unito all’intensa interpretazione di Edoardo - la cui voce riesce a trasmettere il senso alle parole - e alle venature rock-blues, risuona come qualche cosa di bello e originale.

                                                                                                        JAM

 

 

Edoardo, nel modo di coniugare le sue composizioni musicali a vere e proprie poesie come quelle scritte da Peroni, dimostra il talento e la freschezza di chi rifiuta qualsiasi barriera mentale. Sono anche un altro è una bellissima canzone e non è l’unica. Ci ha colpiti molto la conclusiva Senza sicura, un’altra scheggia nitida e lucidissima di un’analisi spietata della realtà che ci circonda. Tra le cose più interessanti ascoltate di recente nel settore cantautorale.

TRIBE

 

Edoardo Cerea è alle prese con canzoni che grondano vita vissuta, amori perduti ("Sono anche un altro") e guai quotidiani ("Parto da quello che c'è"). "Tre accordi" racconta a suon di country-rock le speranze e i sogni di un uomo alle prese con "Tre accordi, sempre gli stessi": l'autobiografia di un cantautore italiano errante fra la Via Emilia e il West, con Springsteen negli occhi e Guccini nelle scarpe.

                                                                                                                                                                                                                               

                                                                                                                 ROCKSTAR

 

Come se fosse normale è uno dei debutti più promettenti di questo 2004 ormai in conclusione… Quella di Cerea, del suo ottimo autore di versi Marco Peroni e del produttore Mario Congiu, è una musica che vive di ritmi sostenuti, suoni corposi e parole che aggirano gli ostacoli della metrica italiana con invidiabile disinvoltura… In questo debutto niente suona “come se fosse normale”. A meno che non crediate che sia roba da poco trovare un disco intendo dal primo all’ultimo brano.

 

AVVENIMENTI

 

Luigi Tenco incontra la scuola cantautorale della west coast in questo album che segna il debutto sulla lunga durata del piacentino Edoardo Cerea. I brani sono scritti a quattro mani con Marco Peroni e musicalmente seguono le onde del più classico rock cantautorale. In più i testi raccontano storie e sensazioni evitando di rimestare nel solito stucchevole archivio di finte emozioni “on the road” e trasgressioni mai vissute.

LIBERAZIONE

 

…Quasi giorno, per esempio, è una delle canzoni chiave che rappresentano al meglio l’interazione Cerea-Peroni: testo intenso ed ermetico quanto basta che si accompagna ad una voce che muta tono e timbro in un crescendo melodico di sicura presa. Quando la coppia assesta tali colpi c’è davvero da chiedersi se questi due non abbiano le carte in regola per occupare un posto importante nella geografia del nostro rock…

LA LIBERTA’

 

 

Bisogna ammettere che tra le nuove leve Edoardo Cerea è un’autentica sorpresa: un disco di grande spessore, non solo dal punto di vista lirico ma anche e soprattutto per via di un suono elettrico che rimanda direttamente ai tanti eroi americani che popolano le nostre discografie…la forza trainante di Come se fosse normale è proprio la sua unicità, il suo richiamare e non scopiazzare idee… ,usica e parole viaggiano davvero con una sintonia rara da riscontrare nei giovani autori rock italiani…

 

www.rootshighway.it

 

 

Tutto qua, non serve spiegare o teorizzare molto: in questo disco il rock e la canzone italiana sono una cosa sola, come se lo fossero sempre stati. Sono canzoni “ubriache di inutilità” e proprio per questo preziose: scagionano la canzone d’autore dai suoi impegni e il rock dalle sue pose...

www.mescalina.it

 

Edoardo Cerea ha trovato per ognuna delle dieci canzoni altrettante soluzioni lasciando comunque alla fine una sensazione di unitarietà compositiva… i testi di Marco Peroni sono sempre adeguati, mai cervellotici o forzatamente ricercati, ma nello stesso tempo incisivi… Ottima la produzione di Mario Congiu... Questo disco è una gran bella sorpresa all'interno del panorama musicale italiano, una ventata d'aria pura…

www.backstreets.it

 

La sostanza delle canzoni di quest’album vive di vita propria, respira il sacro fuoco del Rock e si sposa con la tradizione del cantautorato nostrano, dando vita a un disco che si ascolta come bere un bicchier d’acqua e lascia dissetati, soddisfatti come dopo aver spento un’accecante arsura. Di buona musica.

 

www.rockshock.it

 

Dieci brani sospesi nel tempo, come spiriti ubriachi che danzano volgendo a tratti verso il rock, a tratti verso il cantautorato, a tratti verso le ballate: dove l’unico denominatore comune sono quelle scie musicali, viscerali, quella tensione nascosta dietro l’angolo. E un’irresistibile voglia di rimanere aggrappati a quello che si ha, un’irresistibile voglia di sentirsi vivi…

 

www.gufetto.it



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