WAILERS E GANJAMAMA: REGGAE NIGHT ALL'ALCATRAZ

trio si unisce ai fratelli Barrett e inizia a conquistare la prima scena reggae,

Allegati

07/nov/2005 01.04.03 L'altoparlante diffusione di notizie e suoni Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 
 
BUDDHA ROCK CAFE & LIVE CLUB PRESENTANO
 
LUN 14 NOVEMBRE 
 
all' Alcatraz di Milano - Via Valtellina 25 
 
(INIZIO CONCERTO ORE 21.30, prevendite su www.ticketone.it)
 
THE WAILERS
 
 
Senza ombra di dubbio il nome The Wailers si collega a quello di Bob Marley e al reggae.
Gruppo tra i padri spirituali della musica giamaicana oltre che grandi diffusori del messaggio rastafariano (la religione giamaicana). Continuano a portare avanti lo spirito e l'influenza musicale create da Bob Marley e da Aston "Familyman" Barrett, che guida ancora la band in tour per il mondo. Riconosciuto come l'architetto del reggae, "Familyman" ha creato un genere musicale che ha conquistato il mondo quando poi, in qualità di bassista e direttore musicale, si è unito a Bob Marley. "Familyman" e la sua band, The Wailers, hanno continuato a fare concerti in tutto il mondo senza lasciar dubbio sull'eredità musicale creata da lui e da Bob Marley. Il nome Wailers inizialmente era del gruppo guidato da Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Livingston a metà degli anni '60, quando il sound ska dominava la musica giamaicana. Alla fine di quel decennio il trio si unisce ai fratelli Barrett e inizia a conquistare la prima scena reggae, registrando hits per il produttore Lee "Scratch" Perry. Dopo la firma con la Island Records nel 1971, il nome Wailers viene riferito alla band che accompagna Marley. Quando Peter e Bunny lasciano il gruppo due anni dopo, il nome passa ufficialmente ad Aston "Familyman" Barrett e a suo fartello Carlton, morto poi nel 1987.
Bob Marley e The Wailers avrebbero poi scritto la storia della musica vendendo più di 250 milioni di dischi in tutto il mondo. Chiaramente, "Familyman" è il solo erede dei The Wailers, è lui, bassista e arrangiatore musicale di Marley, che continua a diffonderne l'eredità musicale. Oltre a "Familyman" stesso, la line-up attuale include il lead singer Gary "Nesta" Pine, considerato largamente il migliore front man dei The Wailers dopo il grande Bob.
 
 
+ GANJAMAMA
 
 
E' già l'alba tour 2005...
 "E' già l'alba" è il secondo album in studio dei Ganjamama, che segue a "Fino a domani" uscito nel settembre 2003 per Alternative Produzioni-Venus. Anche per questo nuovo lavoro la base di partenza è stata il Ganjamama Studio di Milano, dove la band ha iniziato dal settembre 2004 a pre-produrre le canzoni. Registrazioni e mix vengono effettuate da Madaski e Mauro Tavella tra aprile e maggio 2005 al "Dub the demon" studio a Luserna S. Giovanni (TO), nuovo e bellissimo studio del Mada che nella sua cornice di boschi, ruscelli e natura rilassante fa da ambiente ideale per la realizzazione del nuovo lavoro. Album che viene prodotto esecutivamente da Claudio Ongaro per Produzioni Alternative e Valerio Bonalumi insieme a Fulvio De Rosa, e masterizzato al Nautilus di Milano da Giovanni Versari. La produzione artistica è sempre Ganjamama con l'apporto fondamentale di un uomo di reggae che tutti conosciamo benissimo, che ha saputo infondere ai brani il proprio gusto senza deviare il percorso della band, ma piuttosto arricchendolo con la sua esperienza e competenza in materia.
Oltre ai sette Ganjamama ritroviamo come guests nostre amate conoscenze, sia nella musica che giù dal palco, nella sezione fiati: gli immancabili Marco Zaghi (RnTickets, Franziska) al sax tenore, Riccardo "Jeeba" Gibertini (RnTickets, Franziska) alla tromba e Mr. T-Bone (Africa Unite, Bluebeaters) al trombone. Una nuova collaborazione nasce con Sister-E, bellissima voce dei Michelangelo Buonarroti, ai cori. Apprezzatissimi e di gran carica emotiva sono gli interventi di Bunna, in duetto con il nostro Vincio nel brano "La misura in cui", e le voci baritonali di Madaski su "Il muro" e "Nessuna resa". 
"E' già l'alba" è sicuramente un disco più maturo del precedente, sia per quanto riguarda la composizione che la produzione dei brani, che vanno dal reggae roots più ipnotico a contaminazioni dance hall, elettroniche, jungle e r'n'b fino alle visionarie incursioni dub di Madaski, passando anche per l'amato rocksteady fino a spunti dance e funk. La crescita si avverte anche nel sound della band, più "grande" e qualitativamente curato, grazie soprattutto all'esperienza di Madaski e Tavella che hanno saputo tradurre l' idea di reggae della band con le giuste frequenze, soffermandosi molto sulla ripresa degli strumenti e sperimentandone le possibilità timbriche. Anche la sempre crescente e trascinante scena musicale reggae europea e jamaicana di oggi hanno contribuito a influenzare positivamente la musica del gruppo, soprattutto nell'approccio ritmico e nella scelta di sonorità anche "al di fuori" di quelle canoniche del genere, tenendo sempre come riferimento naturale la melodia, gli arrangiamenti curati e il groove. Un disco quindi che assorbe lo stile dei vari musicisti e lo restituisce sotto forma di 13 tracce, confermando il Ganjamama Style come punto fermo nello stile di composizione del gruppo, e che ben emerge dalle canzoni.  I Ganjamama (Gangiamamma in origine) nascono tra Milano e Pavia nel maggio del 1999 dall’ unione di 6 musicisti provenienti da esperienze diverse ma uniti dalla passione per la musica di Bob Marley. Nel febbraio del 2000 inizia la collaborazione con Valerio Bonalumi della TOD Management, agenzia specializzata nella promozione di “tribute bands”. Nel maggio seguente David Florio (voce) lascia il gruppo per seguire altri progetti musicali. Al suo posto viene chiamato Vincenzo Monti, cantautore con il quale alcuni membri della band avevano già suonato in passato. La band inizia a girare nei migliori locali d’ Italia come tributo di Bob Marley, seguendo un percorso artistico teso a evitare il più possibile la pura imitazione ed evidenziando invece la voglia di esprimere le singole personalità.  E’ una voglia che fa nascere da subito l’esigenza di creare musica originale.  E allora si cambia nome. Da Gangiamamma a Ganjamama. Si cambia repertorio; non più solo Bob ma anche un omaggio ai classici del reggae (Steel Pulse, Toots & the Maytalls, Inner Circle). Cresce l’attività live, complice il feeling che il gruppo riesce ad instaurare con un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. E cresce anche l’esigenza di evolversi e passare dalla situazione di cover band reggae a quella di reggae band vera e propria. Nasce così il Ganjamama studio. Una sala prove/studio di registrazione dove il gruppo passa la maggior parte del tempo a suonare alla ricerca di un sound fresco ed originale. Un vero e proprio laboratorio musicale dove prende finalmente forma il progetto discografico Ganjamama. L’esigenza di un sound più completo fa nascere nel gruppo il desiderio di allargarsi. Nel febbraio del 2003 entra nel gruppo Fabio Forni (chitarra ritmica e cori), che completa la attuale line up. Con questo “impianto stabile Ganjamama hanno registrato a tutt’oggi due dischi. www.gangiamana.it 
 
INGRESSO 15 EURo
 


 
Queste segnalazioni vengono inviate a scopo informativo, per la Vs attività giornalistica e professionale e non
 sono oggetto nè di "spamming" nè di disturbo e,  nel rispetto della legge 675/96, il trattamento dei  vostri dati,
provenienti da elenchi o servizi di pubblico dominio, avviene solo all'interno del nostro ufficio.
Per modifiche, aggiornamenti, esclusioni scrivere all'indirizzo sopra indicato.  
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl