SABATO 27 maggio KING DIAMOND + Griffin +Thunderbolt IN CONCERTO - TEMPO ROCK

24/mag/2006 13.22.47 TEMPO ROCK Contatta l'autore

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SABATO 27 MAGGIO 2006
AL TEMPO ROCK (R.E.)
KING DIAMOND + Griffin + Thunderbolt IN CONCERTO

Una leggenda dell’Hard Rock mondiale già leader dei Mercyful Fate.....

IL RE E’ TORNATO..........

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IL TEMPO ROCK SI TROVA IN S.S 63 GUALTIERI (R.E.)

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KING DIAMOND:
Era il 14 giugno del 1956 quando nacque nella piccola Danimarca quello che adesso è considerato uno degli inamovibili pilastri del Black Metal degli anni '80 e '90, ovvero King Diamond. Il cantante, che allora non usava ancora il suo famosissimo nome d'arte ma era per tutti semplicemente Kim Bendix Petersen, iniziò la sua fortunatissima carriera nel mondo musicale "professionistico" all'età di 17 anni, nel 1973, quando, dopo provino, si presentò come chitarrista nei Brainstorm, classica band di coveristi come se ne trovano ovunque, ma ad ogni modo gruppo di discreto successo e abbastanza conosciuto nella penisola danese. Rimasto nei Brainstorm sino al 1978, Kim lasciò la band per suonare assieme ad un altro gruppo delle sue parti, i Black Rose, per la prima volta non come musicista, ma come voce. Fu proprio nei Black Rose che l'allora imberbe Kim Bendix Petersen decise di dare un restyle al suo nome, assumendo lo pseudonimo di King Diamond, Re Diamante. Questo fatto fu preceduto di poco da un altro evento di pari importanza, ovvero l'utilizzo del trucco, allora sconosciuto al cantante. Infatti l'idea gli venne dopo aver visto l'attrice Alice Cooper nello show "Welcome to my Nightmare way back", e, apprezzata moltissimo l'idea, decise di imitare Alice, cominciando per la prima volta a dipingersi sul volto le maschere che tuttora usa durante le sue uscite al pubblico. Tutto questo avveniva durante l'anno 1975. King, la cui notorietà a livello nazionale stava pian piano crescendo, suonò coi Black Rose sino al 1980, quando sotto offerta dei Brats, band praticante un allora coinvolgente Punk-Metal, lasciò la vecchia band. Nei Brats il nostro si trovò a cantare assieme ai musicisti molto in gamba, soprattutto uno con il quale da lì a poco avrebbe formato un gruppo destinato a fare la storia del metal pochi anni più tardi. I suoi compagni si chiamavano al secolo Hank Sherman, professione chitarrista, Michael Denner, chitarrista pure lui, e Timi Hansen, bassista. Pur suonando discretamente i Brats furono rovinati da una diatriba interna, causata dal tipo di musica che si sarebbe dovuta suonare nel gruppo, e così dopo pochi concerti la band si sciolse creando due fazioni, la prima nella quale facevano parte Michael e Timi, che andarono poi a collaborare coi Danger Zone, e la seconda con King e Hank, che decisero di formare una nuova band, avente loro due come Leaders. Il destino volle però che i quattro ragazzi non rimasero separati a lungo. Infatti per ironia della sorte capitò che i Danger Zone chiesero proprio a Diamond e Sherman di assisterli durante la realizzazione di una demo, con la conseguenza che i quattro ex-Brats tornarono a lavorare assieme, rinsaldando un rapporto ormai creduto logoro, e in definitiva perduto. Nel frattempo si unì ai Danger Zone anche il batterista Kim Ruzz, e la Band fece il passo che li avrebbe poi caratterizzati per sempre, ovvero cambiarono nome. Erano Nati i Mercyful Fate.
La Band non registrò una demo sola, ma anche una seconda subito dopo (cosa non prevista all'inizio). La loro prima fatica era composta da quattro pezzi, che già evidenziavano lo stile della band, un black metal ispirato al satanismo, tuttavia non basato eccessivamente sulla potenza musicale e brutalità dei vari strumenti quanto ad uno stile molto particolare che creava nella testa di chi ascoltava (pur senza rinunciare al metal), scene molto evocative, grazie al saggio uso degli strumenti musicali e soprattutto alla suadente e quasi mielosa voce di King, che alternava (caso più famoso tra tutti i cantanti del genere credo) questo tono vocale a un pazzesco e molto ben riuscito falsetto e a un gutturale e stridente tono death (forse però la voce meno riuscita delle 3), mix che catturava completamente l'attenzione di chi ascoltava. Il primo demo conteneva appunto un quartetto di tracce, intitolate "Walking Back to Hell", "Running Free", "Black Masses" e "Hard Rocker", mentre il secondo, anch'esso contente un poker di canzoni, era formato da "Curse of the Pharaos", "Return of the Vampire", "A Corpse Without Soul" e "Burning the Cross". I due lavori ricevettero discreta attenzione dal case discografiche di medio livello, e, nella primavera del 1982, la Ebony Records (inglese) richiese ai Mercyful due pezzi, "Walcking back to Hell" e il singolo (non contenuto nelle demo) "Black Funeral", quest'ultimo incluso nell'album compilation Metallic Storm. Per quanto riguarda la prima canzone, essa non fu rilasciata sul mercato prima del 1984, sotto il nuovo titolo di "A Dangerous Meeting". Subito dopo fu la volta della tedesca Rave-On Records, che offrì alla nascente band il suo primo contratto discografico, e, nel settembre dello stesso anno, negli Stone Sound Studios, in Olanda, in soli tre giorni i Mercyful registrarono e mixarono quattro canzoni, destinate a far parte del loro primo classico, intitolato Eponymous EP, che sarebbe uscito poco dopo sul mercato col nome "Nuns Have no Fun".La demo dell'album ebbe buon successo, e nell'estate del 1983 bussò alla porta dei Mercyful la prima casa discografica importante a livello internazionale, ovvero la roadrunner records, che sarebbe poi diventata storica casa della band negli anni a seguire.
Firmato il primo contratto veramente importante della loro carriera i 5 musicisti si muisero a lavorare, e a novembre sfornarono il loro primo album completo, intitolato "Melissa". L'album in principio era senza un nome, e fu chiamato così dopo un avvenimento curioso, ovvero dopo che un fan della band rubò un teschio che la band usava abitualmente durante i suoi show, durante un concerto al Paraiso Club ad Amsterdam. L'album ebbe un ottimo successo e fu acclamato sia dalla critica che dal pubblico, e ben presto divenne un vero e proprio hit nel campo del black metal. Subito dopo Melissa uscì (in dicembre) il singolo Black Funeral, singolo che conteneva un lato B che fu chiamato Black Masses. Non sazia dei successi che stava ottenendo, la band tornò subito al lavoro, e nell'agosto 1984 rilasciò quello che sarebbe diventato un altro immortale classico del genere, ovvero "Don't Break the Oath", album che però precedette il primo scioglimento della band. Infatti nei mesi seguenti all'uscita dell'album, il gruppo, che era negli U.S.A per un tuor promozionale di Don't break the Oath, cominciò a risentire di alcune frizioni interne, che vedevano come protagonisti proprio i due leader degli ormai affermati danesi, ovvero tra Kind Diamond e Hank Sherman. Le liti avevano come radici degli scoppi il futuro stile musicale che la band avrebbe dovuto proporre. Infatti Hank (forse ubriacato della sete di dollari), sosteneva e continuava a proporre uno stile molto più commerciale, sullo stile dei Twisted Sisters e dei Motley Crue, mentre King voleva continuare sui ritmi oscuri che avevano reso famoso il gruppo. Nessuno scese a compromessi e la band si scisse. Era il dicembre del 1984. Hank se ne andò per proprio conto, creando un suo gruppo chiamato Fate, mentre l'ex Kim Petersen portò avanti lo stile Mercyful fate, non da solo ma sostenuto da ben altri 2 membri della vecchia band, ovvero Michael Denner (il secondo chitarrista) e il bassista Timi Hansen. L'ultimo membro degli ormai defunti Mercyful, il batterista Kim Ruzz, abbandonò le scene musicali, ritirandosi a vita privata, vivendo per qualche anno in America lavorando come postino per poi tornare nella natia Danimarca. Nel 1985 Kind Diamond assunse due membri addizionali (il chitarrista Floyd Konstantin e il batterista Mikkey Dee) per portare avanti il suo progetto e completare la sua sua Line Up di musicisti, creando così i "Gheisha".
Floyd fu cacciato solo dopo un giorno di prove, in quanto considerato dai tre ex Mercyful incapace di suonare, e fu presto rimpiazzato dal chitarrista degli sconosciuti EF, Anders Allhage, che cambiò brevemente il suo nome in quello, certamente ora più famoso, di Andy LaRocque. Il primo lavoro della nuova Band di King fu rilasciato nel mese di Dicembre dello stesso 1985, ed era un singolo che fu intitolato "No Present for Christmas". Il primo album completo della nuova band fu rilasciato nell'aprile dell'anno successivo, e si chiamava "Fatal Portrait". Le prime cinque canzoni dell'album erano state già realizzate dalla vecchia band, ed erano titolate "The Candle", "The Jonah", "The Portait", "Dressed in White" e "Haunted". Solo questi componimenti mantennero lo stile classico alla Mecyful Fate, mentre quelle che vennero in seguito erano state concepite con un'altra tecnica, non totalmente innovativa (semmai un po' modificata), ma che funse da vero e proprio apripista per gli album destinati a succedere al primo. Pochi mesi dopo l'uscita di Fatal Portrait uscì sul mercato una versione limitata di un singolo dedicata alla canzone Halloween, singolo contenente tra l'altro i pezzi "The Candle" e "The Lake", e nel 1987 King abbracciò l'idea di continuare quel famoso nuovo concetto di canzone, che già in parte era presente in Fatal Portrait. Uscì così lo storico "Abigail", storico perché capostipite di una lunga serie di dischi che non abbracciavano non più il satanico come avvenuto ai Mercyful, ma avevano in sé uno stile basato su occulto (non più satanico), mistero e dramma psicologico, aspetto psicologico che in ogni album sarebbe stato sempre più raffinato fino a sfiorare veramente la psicoanalitica. In ogni canzone King narrava i suoi pensieri, le sue psicologie, e tutte le canzoni erano dipendenti l'una dall'altra, come fossero i capitoli di una lunga storia. Il primo passo di questa sua "conversione" si ebbe con il suo video promozionale alla canzone "The family Ghost", canzone alla quale fu dedicato e pubblicato un singolo nel luglio dello stesso anno, il 1987, singolo che nel lato b consisteva in uno spezzone di Abigail, chiamato Shrine, che però fu succesivamente rimosso dall'album perché contentente liriche troppo differenti dagli altri pezzi della raccolta.
Con la crescente fama di King Diamond, ci fu un notevole incremento della domanda per una ristampa per l'ormai quasi introvabile primo demo dei vecchi Mercyful Fate, così nell'ottobre del 1987 la RoadRunner rilasciò la compilation the Beginning,che conteneva le quattro canzoni del primo demo della storia della band, a cui erano state aggiunte altre quattro canzoni, delle quali tre registrate nel lontano 1983 in una sessione di lavori con la BBC, ovvero "Curse of the Pharaos", "Evil" e "Satan's Fall", e la quarta che era quel Black Masses che si poteva trovare fino ad allora esclusivamente sull'ormai esaurito singolo di Black Funeral.Mentre la RoadRunner pubblicava i Geisha (nome abbastanza criticato, tant'è che su tutti gli album ci stava scritto King Diamond e non Gheisha), stavano subendo una nuova trasformazione, visto che gli ultimi due membri dei Mercyful che avevano accompagnato ai tempi King Diamond nel suo progetto, abbandonarono il gruppo. Michael Denner lasciò perché voleva passare più tempo con la sua famiglia, che ormai non riusciva più a vedere, e fu rimpiazzato provvisoriamente nell'Abigail Tour da Michael Moon, e in seguito da Pete Black, mentre Timi Hansen, che pressappoco abbandonò per gli stessi motivi di Denner, fu sostituito da Hal Patino, danese come King ed ex Leader e fondatore dei Maltese Falcon. Cominciarono i lavori per prendere affiatamento coi nuovi arrivati, e nel giugno 1988 uscì il primo album del nuovo gruppo, intitolato "Them". L'album ebbe un successo enorme, tant'è che nel mese successivo alla sua uscita, il video di "Welcome Home" (canzone presente in Them ovviamente) fu il più visto e richiesto dagli spettatori di MTV. Them fu anche l'album che in assoluto rese più profitti e vendite alla band. Ma già si stava lavorando per il futuro. Pochi mesi dopo Them, la band rilasciò un mini album chiamato "The Dark Sides", contenente No presents for Christmas, The Lake, Shrine e Phone Call. Subito dopo King Diamond fu chiamato in causa legale dal bassista dei Kiss, Gene Simmons che lo accusava (sic) di aver usato sulla cover di Dark Sides lo stesso trucco che lo stesso bassista usava durante le sue esibizione. Persa la causa, King dovette cambiare il suo make-up e pagare le spese giudiziarie. Dopo aver rilasciato The Dark Sides, Kind Diamond perse Mykkei, che appagato dai soldi e non più mentalmente coinvolto con la band, abbandonò. L'artista fu prontamente sostituito col nuovo batterista Chris Whitemeier che nonostante fosse tutt'altro che male, fu dagli altri ritenuto non all'altezza della band, e quindi silurato poco dopo. Alla disperata ricerca di un nuovo bassista King chiese a Mikkey se per favore fosse potuto tornare a suonare solo per la registrazione del nuovo album, per poi eventualmente tornare a vita privata. Accettando, Mikkey registrò assieme alla band l'album Conspiracy, che uscì nei negozi nell'agosto 1989 e, secondo le dichiarazioni degli autori era visto dal lato storico come seguito di Them. Per promuovere Conspiracy al pubblico fu realizzato un video promo della canzone "Sleepless Night" ma l'album, fu nuovamente al centro di un caso giudiziario. Infatti la copertina, che ritraeva una faccia "cattiva" e come sempre truccata (trucco che ritraeva un volto sanguinolento) dello stesso King, fu censurata in diversi stati, come la Corea, che modificò la copertina inserendo solo il logo di King Diamond e il titolo Consiparcy. Visto che Mikkey come detto rilasciò la band, King in vista del suo incombente Tour, si mise alla ricerca di un nuovo batterista, trovandolo nel 1989 in Snowy Shaw, che completò quindi il quintetto dell'artista danese.
Di nuovo al completo la band si mise a lavorare sul suo successivo Album, e nell'ottobre del 1990 furono iniziati i preparativi per "The Eye", per il quale non forono progettato assieme, per la prima volta, nessun tour. Eye era un album particolarissimo, quasi scandalo, perché al contrario dei lavori precedenti, gran parte delle storie narrate e cantate erano tratte dalla sfortunata realtà, con i protagonisti delle tristi vicende realmente esistiti. L'album vide inoltre per la prima volta la collaborazione di tutti i cinque membri del gruppo nella sua fase di song-writing, mentre nei precedenti erano opera solo di King Diamond e dell'ormai inseparabile Andy LaRocque. Infine per la prima volta la batteria fu registrata con una drum-machine. Prima del completamento dell'album si ebbe però un grave fatto, in quanto la band cacciò insieme sia Hal Patino che Pete Black, ufficialmente con la scusa di scarso impegno ed entusiasmo, ma in realtà perché si sospettava che avessere un serio problema di droga, problema poi confermato (i due poi faranno una loro band, i Totem Pole). Al loro posto arrivarono gli ennesimi rimpiazzi, ovverosia rispettivamente Sharlee D'Angelo per per Hal e Mike Wead per Pete.L'anno 1991 fu caratterizzato dal primo video Live della band, che rappresentava il concerto del 1987 di Abigail, mentre nel '92 si ebbero le pubblicazioni di ben due compilation, ovvero "A Dangerous Meeting", contentente 16 classici di King Diamond e Mercyful fate, e "Return of The Vampire", contenente 9 vecchie demo registrate nel 1981/82. Il 92 fu caratterizzato da una notizia che causò tantissimo scalpore. King Diamond e la Roadrunner Records, sua celebre e storica casa discografica che fino ad allora salvo un paio di pezzi aveva pubblicato tutto il materiale del cantate sotto le sue insegne, divorziavano. King ruppe l'accordo perché si era ritenuto insoddisfatto della poca pubblicità che a suo dire la roadrunner aveva fatto nei suoi confronti, soprattutto verso "The Eye". Rotto l'accordo con la sua ex fonte di guadagni, La band di King siglò un contratto con un'altra storica e prestigiosa music-house, ovvero la metal blade. Nel frattempo la band si trovò a collaborare con musicisti a King fin troppo noti, come Hank Sherman e Michael Denner. Ormai tanto tempo era passato, e ricordando quello che erano stati i Mercyful, iniziò a frullar loro in testa l'ipotesi che essi potessero tornare alla ribalta mondiale.
Con un opportuno giro di contatti tutti aderirono a questo progetto (escluso l'ex batterista Kim Ruzz, che da 8 anni non suonava e si trovava benissimo con la sua nuova vita), e cosi rinacque la folle Band che tanto successo aveva fatto solo un decennio primo. Tornarono i Mercyful Fate, dei quali facevano parte King Diamond e ovviamente i figlioli prodighi Sherman, Denner e Hansen. Agli inizi del 1993 i nuovi Mercyful Fate rientrarono nei loro studios per registrare un nuovo album, il primo 9 anni dopo Don't Break the Oath. La band era senza un batterista, così intervenne come batterista provvisorio Morten Nielsen. La band ri-registrò, come canzone bonus dell'album, la canzone Return of The Vampire, questa volta con un batterista d'eccezione come il Metallica Lars Ulrich. Dopo le sessioni di registrazione Snowy Shaw venne richiamato dal gruppo di King Diamond, e andò a suonare nei Mercyful Fate, che ripreserp il loro antico stile che li rese famosi. Subito dopo uscì l'album "In the shadows". La band per questo album fece due video, relativi alle canzoni "Egypt" e "The Bell Witch" ai quali seguì un concerto a Copenhagen fatto assieme ai Metallica, grandi amici dei Mercyful da tempo. Tuttavia Timi Hansen non durò per molto, infatti non appena finito il tuor in Danimarca lasciò per la seconda volta e definitivamente la band. Deluso da questo abbandono King chiamò nei Mercyful il suo bassista di fiducia nell'altro gruppo del cantante danese, ovvero Sharlee D'Angelo. Pian piano le due band stavano diventando una sola. Nel 1994 i Mercyful fecero un nuovo Album, chiamato "Time", che fu sponsorizzato con due video delle canzoni "Nightmare be Thy Name" e "Witche's Dance", e dopo il quale il batterista Shaw abbadonò il gruppo, che lo rimpiazzò con Bob Lance (che al suo ingresso in band cambiò il suo nome in Bjarne T. Holm), musicista che in passato aveva collaborato molto con Hank, in quanto proprio batterista di quei Fate da Hank stesso fondati anni prima, alla prima rottura dei Mercyful. Dopo il ritorno dei Mercyful Fate king diamond ebbe però una crisi di coscienza, in quanto vedeva che la band che aveva creato lui stesso, i "King Diamond", non avevano più fatto nulla, e lui non voleva perderli per nulla al mondo. Decise quindi di lavorare con entrambi i gruppi di musicisti. Nei 5 anni di abbandono della voce di Danimarca, i King Diamond avevano perso ben tre dei loro 4 rimanenti elementi, e solo il fedelissimo LaRocque rimaneva ancora. Però a King questo non andava e chiamò alla sua corte come nuovi membri Darryn Antony (batteria), Herb Simonsen (chitarra) e Chris Estes (basso). Fatte le opportune conoscenze King Diamond completò il suo album the Eye, fino ad allora non pubblicato, in quanto non ce ne era stata ancora l'opportunità, ma iniziato ben 5 anni prima. Nei primi mesi del 1996, mentre stavano portando avanti le registrazioni del loro nuovo album, i Mercyful Fate furono contattati dalla Metal Blade, con la richiesta di partecipare a un album di tributo ai Judah Priest, proposta che la band accettò volentieri, in quanto da sempre fan dei Judah. La canzone di cui King Diamond e soci fecero la cover fu "The Ripper", canzone che venne appunto inclusa nell'album "Legends of Metal : A Tribute to Judah Priest". Nello stesso 1996 il gruppo completò ben due albums, che in teoria avrebbero dovuto uscire contemporaneamente sul mercato, optando poi per l'uscita della seconda compilation pochi mesi dopo la prima, questo per cercare di non fare scontrare gli album tra di loro e massimizzare i profitti.
La prima delle due fatiche a uscire sul mercato su "Into the Unknown", che fu un album molto più progressivo, anche come ritmi, di tutti gli album mai rilasciati dai Mercyful. L'album fu venduto nella versione classica e nella versione giapponese (ovviamente venduta nel paese del Sol Levante), che conteneva anche "The Ripper" oltre a tutte le altre canzoni, e fu seguito da un tour dal quale si astenne Michael Denner (sostituito da Mike Wead fino alla fine del tuor, ma poi tornato perché non solo ottimo musicista, ma anche dotato di grande feeling e carisma con gli altri), in quanto voleva assistere (giustamente) alla nascita del suo secondo figlio. Subito dopo il tour uscì il secondo Album, targato non Mercyful Fate ma King Diamond, intitolato "The Graveyard", che vide tra l'altro il ritorno (solo per quell'album) dei vecchi compagni Mike Wead e Snowy Shaw. L'album, primo nella storia dei King Diamond, non trattava la classica storia psicologica come nei precedenti album dei, ma evidenziava e denunciava un argomento da sempre visto come un Tabù, ovvero l'incesto. Curiosità sull'album stava nel fatto che alla fine della canzone "I Am", che doveva concludersi con tre "Die!", King Diamond ebbe una crisi e impazzì brevemente (prima volta che succedeva) e iniziò a urlare indipendentemente dalla sua volontà la parola "Die" a ripetizione, quasi fosse posseduto. Nessuno disse niente in quel momento, vista la situazione bizzarra e potenzialmente pericolosaGiungeva il 1997 e Michael Denner lasciò definitivamente la Band, per stare coi suoi figli, che ormai stavano crescendo, così Mike Wead andò permanentemente a suonare con i Mercyful. L'annata, nonostante non vide l'uscita di nessun nuovo album di alcuna delle due Band di King Diamond, fu veramente intensa, con lo stesso King che rimasterizzò gli album che erano stati messi in vendita sotto l'etichetta Roadrunner, nuove versioni con nuove immagini, e alcune perfino con la copertine modificate. Ben 6 dei 9 album rimasterizzati contenevano una o più bonus track, come ad esempio il demo di "Death Kiss" per Don't Break the Oath. L'anno di duro lavoro si chiuse purtroppo con un incidente stradale del quale fu vittima il batterista Darrin Antony, che dovette così abbandonare forzatamente la band. Bisogna aspettare fino al Febbraio 1998 per il rilascio di un nuovo album, targato King Diamond. L'album che originalmente avrebbe dovuto chiamarsi the Plague, ma ben presto King e LaRocque si resero conto che la storia ideata per le varie canzoni era troppo simile a quella di "The Eye", così si decise di rifarla da zero. L'unico problema stava nel fatto che non si trovava una storia che reggesse, e i lavori furono fermi fino a quando un giorno il bassista Chris Estes chiese a King Diamond cosa ne pensasse dei riti Voodoo. .
L'idea inizia a frullare nella testa, così lo stesso bassista si recò in una biblioteca dove affittò ben 5 tomi riguardanti l'argomento che la band lesse in brevissimo tempo. Affascinati dall'idea decisero di creare la storia in base ai temi dei libri appena letti, quindi, dopo le opportune modifiche uscì l'album Voodoo, che avrebbe dovuto essere il primo di una bilogia di compilations (e che aveva avuto come componente speciale il Pantera Darrel), come successe per "Them/Conspiracy" anni prima. L'album fu il secondo la critica il migliore della band degli ultimi, ed ebbe un notevole incasso nei negozi di articoli musicali, e fu apripista per un concerto in canada che riscosse un notevolissimo seguito di fans da Canada e Stati uniti. Ultimata la fatica con le ex Gheishe, King Diamond tornò al lavoro coi Mercyful Fate, rilasciando a tempo record Dead Again, album che conteneva la più lunga canzone mai fatta dalla band, intitolata proprio "Dead Again". Poco prima dell'uscita di Dead Againg King realizzò l'ennesimo video promo all'album, stavolta per la canzone "The Night".Ma i lavori in corso per la band non finirono certo con Dead Again. Infatti soli 6 mesi dopo, nel giugno 1999, uscì sul mercato l'ottavo album uffiale targato Mercyful Fate (e 16 in totale di King Diamond tra le sue due band), intitolato "9" e che ricalcava come stile musicale un Heavy Metal simile a quello di don't break the Oath e si ebbe anche il cambio del logo della band. La band, una delle poche volte che questo accade, non lasciò nessun video in relazione all'album. "9" è l'ultimo album fino ad oggi rilasciato dai Mercyful Fate, ma non certo da King Diamond che subito dopo il tuor di "9" si chiuse negli studios per creare il nono album (17 tra le due band) dei King Diamond, intitolato "The House of God", lavori interrotti solo in occasione di un viaggetto che King Diamond fece a Chicago per fare da voce a una canzone degli Usurper, band Death metal dell'Illinois.House of God è stato messo sul mercato nel giugno del 2000, e come da tradizione, fu seguito da un tuor intitolato come l'album, che attraversava tutta l'america a partire dal mese di Luglio dello stesso 2000. Nello stesso anno uscì anche un album di tributo al lavoro dei Mercyful Fate, dove tra l'altro suonarono anche quegli usurper che poco prima avevano ottenuto l'aiuto di King. Nel frattempo si ebbero altre defezioni di personale nel gruppo, tutte più o meno supportate da motivi familiari, tranne una, quella di David Harbour, che aveva lavorato con i King Diamond per House of God, e che fu cacciato dallo stesso danese in malo modo, a causa dei pessimi comportamenti che David teneva coi fans, e che avevano causato più di qualche malumore. I sostituti furono una vecchia conoscenza, il già King Diamond di una decina di anni prima, ovvero Hal Patino, e il batterista Matt Thompson...
Nel gennaio 2001, dopo una breve pausa, King Diamond si rimise al lavoro con la sua band, e rilasciò un album live (registrato addirittura 20 anni prima), dove suonava coi Black Rose, sua seconda band in carriera, album che fu appunto chiamato : "King Diamond & Black Rose : 20 years ago - A Night of Rehersal" Pochi giorni dopo l'uscita del live, venne trovatò l'ultimo elemento che serviva per completare la band, elemento riconosciuto in quel Mike Wead che già aveva fatto parte dei King Diamond solo qualche anno prima. Potendo disporre di nuovo della band al gran completo, i 5 partirono alla volta di un grande tour europeo che toccò Russia, Germania, Inghilterra e Olanda, e che durò dal 13 marzo al 30 aprile 2001. Nello stesso tempo King lavorò brevemente per un progetto di metal che aveva a capo Dave Grohl (ex Nirvana e Foo Fighters), nel quale molti cantanti componevano una canzone, poi da loro cantata e registrata su un maxi-album metal. La canzone che fece King Diamond venne intitolata Sweet Dreams. Completato anche questo lavoro, dopo un periodo di riposo la King Diamond band tornò in sala di registrazione per realizzare l'album (uscito a fine gennaio 2002) che attualmente è considerato dalla critica forse il migliore del cantante degli ultimi 15 anni, seguito di Abigail e titolato "Abigail II : the Revenge", che ha letteralmente sbancato i botteghini. Aspettando il probabile tour che segue ogni Album gustiamoci pure le creazioni di questo genio della musica Black, che sicuramente anche al termine della sua carriera (anche grazie alle sue non poche innovazioni) sarà ricordato come uno dei pilastri inamovibili della storia del genere.

KING DIAMOND sul web: <http://www.covenworldwide.org>

GRIFFIN:
Quattro chiacchere con Kai Nergaard, leader dei Griffin, metal band Norvegese dedita ad un classico NWOBHM sound che con l' ultimo "Lifeforce" ci ha sorpreso piacevolmente...

Iniziamo parlando un po’ della storia della band…

La band è ufficialmente nata nel ’98, soprattutto grazie all’amore per l’heavy metal che tutt’ora proviamo. Dopo due demo siamo riusciti ad attirare l’attenzione della label francese Season of Myst’s con la quale abbiamo prodotto i nostri primi due cd: ‘Wasteland Serenades’(2000) e ‘The Sideshow’(2002). Dopo alcuni cambi di line-up nel 2003 abbiamo firmato con la norvegese FaceFront e subito dopo è uscito il nostro terzo disco ‘No Holds Barred’, disco co-prodotto da Alexi Laiho. Dopo il successo dell’ultimo disco abbiamo firmato un accordo con la Spiritual Beast, tranne che per la Norvegia che era gestita ancora dalla FaceFront. Il nostro ultimo lavoro ‘Lifeforce’ (2005), è stato prodotto dal leggendario chitarrista di King Diamond Andy LaRocque. Tra le maggiori esperienze on stage non potremo mai dimenticare quelle di supporto a bands come Mayhem, Dark Tranquility o Wasp.

“Lifeforce” suona molto ‘vintage’. Album dopo album, avete spostato il vostro sound indietro fino ai giorni della gloriosa NWOBHM e al vecchio suono del metal classico. Cosa ne pensi?

Sono d’accordo, almeno sulla struttura delle canzoni. La produzione comunque è leggermente più al passo coi tempi. Penso che sia quello che ci piace fare. Non riescono a piacermi le metal song che durano dieci minuti e che non arrivano mai al punto. Ma quella è roba per bands progressive che non danno mai alle canzoni una certa identità e pensano solo far vedere quanto sono bravi! Quando le canzoni sono costruite in questo modo, è la fine! Per me, heavy metal è divertimento, e non vogliamo assolutamente creare qualcosa di nuovo adesso. Se una cosa non è rotta, non la ripari. Ci sono un casino di band che cercano di re-inventare il genere ogni giorno. Questo non fa per noi!

L’album mi è piaciuto, anche se non capisco la cover dell’album. La grafica computerizzata non è il massimo per rappresentare la vostra musica. Cosa ne pensi?

Non riesco proprio a vedermi buttato in mezzo a draghi, donne nude o uomini atletici sulla copertina di un disco. E’ facile per le persone dire ‘oh, voi suonate questo, o quel tipo di metal’. Spero invece che le persone prendendo il cd in mano lo esaminerà dal di fuori e suppongo che rifletteranno sul titolo ‘Lifeforce’, pensando all’energia, a qualcosa di astratto ed esplosivo. Inoltre non possiamo permetterci disegni su ordinazione per i nostri dischi...

Voi venite dalla Scandinavia, una delle più importanti roccaforti del metal al mondo. Dopo vent’anni di cambiamenti sei soddisfatto della qualità della musica in generale o pensi che ci siano troppe bands ed etichette?

Oh, ci sono davvero troppe bands e labels. L’industria si sta rovinando. Oramai uno può fare musica sul proprio computer e la label può avere il materiale… nello stesso istante. La scena live ne sta risentendo, perché ci sono troppi tour, a le persone non ce la fanno più a supportarli tutti. Penso comunque che la qualità sia molto buona, e così deve essere, perché la competizione e dura oggigiorno, in confronto a vent’anni fa.

Qualche band classica è oramai diventata vecchia. Cosa pensi di Iron Maiden, Judas Priest, Mayhem, Kiss, Venom, Metallica, Napalm Death, Deep Purple ... Abbiamo ancora bisogno di loro o no?

Non più, a meno che non riescano a portare qualcosa di buono. Dovrebbero avere qualcos’altro da offrire e non solo tanta nostalgia. Sono stato al primo concerto della reunion dei Kiss, ed è stato incredibilmente divertente, ma la seconda volta che ci sono stato, me ne sono andato dopo metà set perché mi stavo annoiando a morte. L’età non ha niente a che fare con tutto ciò, è solo una questione di motivazioni.

Cosa pensi del classic rock e del metal classico di oggi?

Beh, molte delle band che suonano classic metal oggi, lo fanno per fare qualche soldo facile. Lo si può dire con facilità, perché non c’è più cuore e anima nel metal. E bene o male sono tutti sono dei gran scopiazzatori delle vecchie bands. Il trucco sta nell’aggiungere un po’ del proprio cuore. Noi speriamo di essere in grado di fare tutto questo con un po’ di originalità senza distogliere l’attenzione su cìò che serve per fare buone canzoni metal, ovvero palle e attitudine.

Ogni musicista comincia a suonare perchè rimane letteralmente shockato da qualcuno, che sia Coverdale, Malmsteen o Lombardo. Chi è il ‘responsabile’ della tua carriera?

Probabilmente i Kiss e Dave Mustaine. I Kiss mi hanno fatto vivere la magia del rock and roll, ma Mustaine e i Megadeth sono stati i primi a farmi venire il desiderio di imparare a suonare. Ero un piccolo ragazzino con un casino di frustrazioni, e imparare a suonare la chitarra mi ha aiutato a passare quei brutti momenti.

I tre dischi che porteresti con te su un’isola deserta…

Posso portarmi un stereo vero? Beh, prima di tutto Pink Floyd - The Wall. Nessun altro album è riuscito a darmi quello che mi ha trasmesso ‘The Wall’. Non mi sono mai veramente annoiato di questo disco, e rimane ancora un masterpiece sia come testi che musicalmente. Adesso che ci penso, è probabilmente l’unico disco di cui ho bisogno. Il metal mi fa venir voglia di andare a un festa, e dubito che potrebbe servirmi a qualcosa su un’isola deserta.

Ritornando all’album. Possiamo dire che ‘Lifeforce’ rappresenti pienamente l’identità dei Griffin oggi? State già pensando seriamente al prossimo capitolo?

Si, ho già iniziato a metter giù del materiale per il prossimo lavoro. Sarà più pesante, un pizzico più veloce e più oscuro sotto l’aspetto lirico del precedente. C’è una certa tensione che si sta accumulando, e c’è bisogno che in qualche modo venga fuori. Questo senza perdere la base per una Griffin song, ovvero una buona melodia. Abbiamo registrato ‘Lifeforce’ in gennaio, e suona proprio come noi eravamo allora. Spero solo che le cose possano solo andare meglio. Io devo crederlo, altrimenti quale sarebbe il nostro obiettivo?

Avete intenzione di promuovere il disco con un tour? C’è qualcosa in programma?

Certo! Gireremo in Europa con un grosso headliner nel Maggio dell’anno prossimo. Stiamo ancora negoziando con il loro management, ma le cose stanno andando bene, e sono facile di dire che verremo in Italia per la terza volta. La adoro letteralmente…

Ultima domanda: piani per il dominio del mondo e l’ultimo messaggio per i fan italiani

Suppongo che sia un segreto, ma abbiamo in progetto una rivoluzione, e il dominio totale sul mondo, ma non abbiamo molti soldi e ci siamo rotti. Ecco il perché dobbiamo vendere milioni di dischi così potremo smettere di suonare, che è solo una copertura per racimolare il più possibile per i nostri piani segreti sulla conquista del mondo. A tutti i ragazzi e ragazze italiane: un grazie e sono sicuro che ci beccheremo quando verremo in Italia, così possiamo bere qualcosa e divertirci insieme!!

GRIFFIN sul web: <http://www. www.griffin.no>


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