CONCERTO MODENA CITY RAMBLERS AL TEMPO

18/mar/2007 16.10.00 TEMPO ROCK Contatta l'autore

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Sabato 24 marzo al Tempo Rock di Gualtieri (R.E.) si terrà il concerto della band più importante della scena folk-rock italiana: i Modena City Ramblers!!!

Il concerto che sarà un concentrato dei migliori brani della carriera della band vedrà anche la presentazione dei nuovi brani appartenenti all’ultimo album pubblicato alla fine del 2006 intitolato “Dopo un lungo inverno”.

I MCR da sempre garanzia di divertimento e ottima musica saliranno sul palco del Tempo alle ore 22.00 per termine il loro concerto dopo oltre 2 ore!

Il prezzo d’ingresso sarà piuttosto popolare di 12 euro.

Al termine del concerto la serata proseguirà sulle 3 piste del locale con il dj set del Tempo Rock.

Dopo il concerto ingresso 10 euro ridotto con consumazione e 11 euro intero con consumazione.

Per ulteriori informazioni: www.ramblers.it, www.temporock.it.

Ivan
Direzione Artistica Tempo Rock
www.temporock.it
info@temporock.it
ivan@temporock.it
www.myspace.com/temporockclub
339.89.24.666

 

BIOGRAFIA UFFICIALE MODENA CITY RAMBLERS:

Il combat-folk all'emiliana.
Modena, 1991. Una cricca di amici mette in piedi un ensemble aperto (c'è chi va, chi viene, chi resta) per suonare folk irlandese con sana attitudine punk e con lo spirito militante-resistenziale della provincia rossa emiliana. Non li anima nessuna vera ambizione, tutto è frutto di passione.
Il pubblico - conoscenti, parenti, avvinazzati e compagni di osterie e case del popolo - dimostra un entusiasmo che sorprende il gruppo. E allora: perché no?, si domandano, e nascono i Modena City Ramblers. Il nome è un parto cesareo, forzato dal proprietario di un locale che vuole a tutti i costi un riferimento per organizzare la serata: rambler significa vagabondo, in Irlanda lo usano in tanti (Dublin City Ramblers, Cork City Ramblers) e suona bene.
Nel 1992 si è ormai condensato un nucleo fisso di sei elementi, intorno a cui ruotano musicisti estemporanei, amici e sodali di bevute. Il repertorio comprende brani folk, cover di Pogues e Waterboys e canzoni tradizionali come "Bella Ciao", "Contessa", "Fischia Il Vento", tutto sparato all'irrispettosa velocità del punk.
Nel 1993 il combo registra il demo intitolato "Combat Folk", ormai un introvabile pezzo da collezionisti. Un anno dopo arriva il primo album "Riportando Tutto A Casa", ruspante opera meticcia edita dalla romana Helter Skelter. La scena indie accoglie con antusiasmo i MCR e i loro vibranti spettacoli dal vivo; in breve la band conclude con Mescal e Polygram, che a fine 1994 ristampa l'album con l'aggiunta di "Il Bicchiere Dell'Addio", a cui collabora Bob Geldof.
Segue la partecipazioe a due tributi, per Ivano Fossati (settembre 1994) e per Augusto Daolio dei Nomadi (1995), e alle compilation di Repubblica, di Max Generation e dei CSI ("Materiale Resistente"). La tournée con Paolo Rossi è un successo, il disco di debutto pure (25mila copie vendute). Suonano in Irlanda, partecipano alla biennale di Lisbona per giovani artisti e al concerto Irish Heartbeat con Saw Doctors, Cranberries e Van Morrison, nel 1995 si esibiscono con i Chieftains. A ottobre il cantante Alberto Morselli prede altre strade.
Nel 1996 i Modena City Ramblers pubblicano "La Grande Famiglia", in cui contaminano il combat-folk con impennate rock; gli ospiti sono Mara Redeghieri, Paolo Rossi, i Gang, le mondine di Novi.
Nella band entrano i toscani Francesco Moneti e Massimo Giuntini (uileann pipe - la cornamusa irlandese, bouzouki, banjo), mentre Luciano Gaetani è costretto a limitare la sua presenza per motivi familiari e lavorativi. Facciamo due conti: a questo punto della storia la formazione è composta dai nuovi acquisti e da Alberto Cottica (fisarmonica, voce), Franco D'Aniello (tin whistle, flauto), Giovanni Rubbiani (chitarra, armonica, voce), Massimo Ghiacci (basso, voce), Roberto Zeno (batteria, percussioni) e Stefano 'Cisco' Bellotti.
Ancora migliaia di chilometri con il fido furgone, il concerto a Roma il 1° maggio, Paolo Rossi compagno nel tour di settembre, poi i Modena vivono sul campo la loro passione per l'impegno poltico, prima nel Sahara Occidentale con i rifugiati Saharawi e in seguito in Sud America, terra mitica di lotta e utopia. Stringono amicizia con gli scrittori Luis Sepulveda, Daniel Chavarria, Paco Ignacio Taibo II.
Nel settembre 1997 esce in Italia "Terra E Libertà", mentre il gruppo è in Bolivia per il ventesimo anniversario della morte di Che Guevara. Al loro ritorno, i Modena si scatenano nei palazzetti e durante l'anno di tour richiamano folle numerose. Viene il tempo di consuntivi con "Raccolti", rilettura acustica dei classici della band registrati in un pub emiliano-irlandese, poi riproposti dal vivo in una serie di concerti nei teatri.
"Fuori Campo", pre-prodotto in Irlanda, esce nel settembre 1999 per la Universal ed è un album ancora più eclettico dei suoi predecessori. Due mesi dopo Paolo Ferrari e Paolo Verri raccontano i MCR nel libro "Combat Folk: L'Italia Ai Tempi Dei Modena City Ramblers". Intanto la band riprende a mietere successi dal vivo, suonando anche nelle Asturie, in Catalogna, in Albania e in Sudafrica. Le solite divergenze artistiche portano all'uscita dei membri storici Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica; entra in rosa Arcangelo 'Kaba' Cavazzuti, già colaboratore in sala d'incisione.
Proprio Kaba, insieme al cantante Cisco Bellotti, produce il disco di debutto degli aretini La Casa Del Vento ("Novecento", 2001), poi i Modena si fondono con i Gang e danno vita al progetto Gang City Ramblers. Sempre più militante e affascinanto da artisti no-global di frontiera come Manu Chao e Macaco, il gruppo nel 2002 pubblica "Radio Rebelde" (affidato per la prima volta alla manipolazione sonora di un esterno, Enzo 'Soulfingers' Rizzo). Nasce anche la Modena City Records, che stringe un accordo con le edizioni musicali del Manifesto e licenzia "Pazienza Santa" dei Paulem.
Nel tour di fine 2002 Giovanni Rubbiani torna a suonare con i Modena, che reclutano per l'occasione Luca Giacometti, ex dei Mocogno Rovers di Sassuolo e in forza nei Cormac. Per il tour estivo del 2003 Giacometti è confermato e c'è anche il nuovo fisarmonicista Daniele Contardo. Prende corpo un curioso progetto, che si concretizza nell'EP "Modena City Remix" (il titolo spiega tutto). In ottobre partono le registrazioni del nuovo "¡Viva La Vida, Muera La Muerte!", atteso per l'inizio del 2004; sede dei lavori è lo studio casalingo Esagono, in quel di Rubiera, e guida alla riuscita sonora è Max Casacci, chitarrista dei Subsonica. Da febbraio, poi, i Ramblers riprendono i concerti con il nuovo tour.
Nell'autunno 2005 e dopo 14 anni di carriera, i M.C.R. annunciano la dipartita di Stefano "Cisco" Bellotti dalla band per proseguire su una nuova strada. Dopo quattordici anni di concerti, dischi, viaggi e incredibili soddisfazioni, Cisco compie una scelta che, come in precedenza per altri “abbandoni”, è figlia soprattutto di esigenze personali ed è compiuta con grande serenità e senza dissapori. Il gruppo decide di mettersi subito al lavoro per tornare al più presto a suonare dal vivo e per cominciare a preparare un nuovo disco. Per il posto di cantante si decide di tornare, dopo tanti anni, ad una originale formazione a doppio vocalist, come agli inizi. I nuovi elementi provengono direttamente dalla cerchia di amici e compagni di strada dei Ramblers: il sassolese Davide “DuduMorandi, cantante dei “Mocogno Rovers”, fin dagli esordi dei Ramblers amico e ospite alla voce in varie occasioni (compare addirittura nella copertina di “GRANDE FAMIGLIA”) e, prima presenza femminile stabile nei Ramblers dalla pubblicazione di un disco, la cantante e attrice correggese Betty Vezzani, già impegnata sia in varie collaborazioni musicali di matrice folk e rock - tra le altre lo spettacolo “Le Ceneri di Gramsci”, scritto da Pier Paolo Pasolini e musicato da Giovanna Marini - che, sul set, con Guido Chiesa nel film-documentario “Partigiani”. Da marzo 2006 i Ramblers riprendono i concerti, dapprima nei club, poi nelle piazze italiane. Tra gli eventi più prestigiosi, l’ennesima apparizione sul palco del concertone romano del Primo Maggio, dove, probabilmente per l’ultima volta (e dopo non averla eseguita per molti anni), cantano “Contessa” di P. Pietrangeli modificandone alcune strofe. La risposta del pubblico in questo nuovo tour è, come sempre, calorosa ed entusiasta e, convinti che nonostante l’abbandono di una figura importante quale quella del frontman il gruppo conservi inalterato il legame con i propri fans, i Ramblers cominciano a lavorare al nuovo disco. La preproduzione avviene a Rubiera nel maggio di quest’anno: i Ramblers scelgono di lavorare su un consistente numero di canzoni scritte in gran parte tra la conclusione del tour di APPUNTI PARTIGIANI e l’ultimo mese. Per la produzione artistica del disco la band chiama  il noto produttore inglese Peter Walsh, già collaboratore, tra gli altri, di Simple Minds e Peter Gabriel. Le sessions di registrazione si protraggono per il mese di giugno e l’inizio di luglio, quindi un breve tour estivo si frappone alla chiusura delle stesse ed ai mixaggi, che avvengono tra la fine di agosto e la metà del mese di settembre. Tutto il lavoro viene realizzato presso l’ormai classica “casa” dello studio Esagono di Rubiera (RE). Tra gli ospiti di rilievo che partecipano alle registrazioni, Luca “Rude” Lombardo, rapper bolognese trapiantato a Barcellona, già collaboratore di Manu Chao, Fermin Muguruza e La Kinky Beat, la brass band macedone Original Kocani Orkestar e il famoso musicista irlandese Terry Woods, membro dei Pogues nonché tra i principali esponenti del folk irlandese dagli anni ’70 ad oggi.  Non appena terminate le sessions del nuovo disco, la band rimane in studio, proprio con Terry Woods, per iniziare le registrazioni di un futuro lavoro “internazionale”. Coprodotto dal musicista irlandese, il progetto - che per ora ha come titolo “TUNES FROM THE BUNKER” - prevede riletture di classici del repertorio MCR, alcuni dei quali trasposti in inglese, altri in parte “convertiti” allo spagnolo, più la registrazione di alcune nuove canzoni che andranno a comporre un disco pensato e proposto per il mercato straniero. Le sessions di registrazione si prolungano per due settimane e vedranno poi un’ulteriore puntata nel gennaio del prossimo anno. “DOPO IL LUNGO INVERNO” (Mescal), è pubblicato nel novembre 2006 e dalla fine dello stesso mese il gruppo parte con il nuovo tour di supporto al disco.

 

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