100 dischi ideali per capire il rock: il commento di BL

100 dischi ideali per capire il rock: il commento di BL Leon Ravasi del sito Brigata Lolli, dedicato alla miglior musica italiana, ha scritto una provocatoria e interessante recensione del volume curato da Ezio Guaitamacchi Al seguente link l'intervento sul popolare volume "100 dischi ideali per capire il rock", a cura di Ezio Guaitamacchi, pubblicato dalla Editori Riuniti per la collana Momenti Rock: http://www.bielle.org/2007/Libri/Guitamacchi100dischi_libro.htm Ideali per chi?

03/set/2007 20.00.00 Donato Zoppo Contatta l'autore

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Leon Ravasi del sito Brigata Lolli, dedicato alla miglior musica italiana, ha scritto una provocatoria e interessante recensione del volume curato da Ezio Guaitamacchi


Al seguente link l'intervento sul popolare volume '100 dischi ideali per capire il rock', a cura di Ezio Guaitamacchi, pubblicato dalla Editori Riuniti per la collana Momenti Rock:

http://www.bielle.org/2007/Libri/Guitamacchi100dischi_libro.htm

Ideali per chi? Ne salvo 20 su 100
di Leon Ravasi

Mi metto d'impegno e ne salvo 20. Se proprio mi sforzo posso arrivare a 50/60, ma a 100 proprio non ci arrivo. Neanche col massimo sforzo e la massima disponibilità. E' vero che libri simili si prestano a tutte le critiche del caso e non possono quindi essere che scelte soggettive e giustificate dalla soggettività, ma proprio per questo un libro così non può essere "a cura". Deve essere "di". Qualcuno deve avere voglia di perderci la faccia e giustificare come si fa a mettere James Taylor tra i 100 dischi ideali per capire il rock (rock? Taylor?). E invece no: Guaitamacchi si limita a curarlo il libro.

L'impostazione del volume è molto classica in questo volume che vale ricordalo, è la riedizione di un analogo volume del 2000. L'opera è divisa in 5 decenni, i 5 decenni in cui il rock è cresciuto e si è sviluppato: dal 1950 agli anni 2000. Le schede dei 100 album sono curate da 23 collaboratori tra cui Roberto Caselli, Aldo Pedron, lo stesso Guaitamacchi, Mauro Ronconi (già a sua volta autore dei "100 dischi ideali per capire la nuova canzone italiana") e altri nomi che, a me, non dicono. Ogni disco si porta appresso, addizionale, una breve scheda di tre dischi simili ai nostri "Ascolti collegati", che vengono definiti "Dischi nella medesima vena artistica". Alcune scelte fanno ridere. Altre piangere.

I 100 dischi, ovviamente, non sono dischi di sconosciuti: ci sanno classici ineludibili (i 20 su cui siamo d'accordo) come Sgt Pepper's Lonely hearts club band, The freewhelin' Bob Dylan, Music from Big Pink della Band, Rubber soul dei Beatles, Murder Ballads di Nick Cave, Songs of Leonard Cohen, Cosmo's factory dei Creedence Clearwater Revival, Blonde on blonde di Bob Dylan, New York di Lou Reed, Frank's wild years di Tom Waits, Led Zeppelin IV, Velvet underground & Nico, Black Sabbath dei Black Sabbath, The Doors dei Doors, Electric Laydland di Jimi Hendrix, In the court of Crimson King dei King Crimson. Liege & Lief dei Fairport Convention, Horses di Patti Smith, London Calling dei Clash, Remain in light dei Talking heads, The Joshua tree degli U2, Nevermind dei Nirvana, Ok computer dei Radiohead.

Su questi 20 (23 per la precisione) non ci piove, per motivi vari: hanno creato un genere (come i dischi dei Beatles, di Dylan, dei King Crimson, dei Clash, dei Led Zeppelin, dei Fairport Convention, di Tom Waits, dei Talking heads), lo hanno sviluppato (come Lou Reed, Nick Cave, Leonard Cohen, The Doors, Patti Smith), non hanno fatto niente di ciò, ma erano bellissimi dischi. Su altri si può anche concordare come Aqualung dei Jethro Tull o Moondance di Van Morrison (ma avrei messo Astral Weeks), Sign o' times di Prince, Blue di Joni Mitchell, Pearl di Janis Joplin, John Barlecycorn must die dei Traffic, Bridge over troubled water di Simon & Garfunkel, Pet sound dei Beach Boys.

Su molti verrebbe da cambiare la scelta: certo Springsteen. Ma perché Born to run e non The river o Nebraska? Pink Floyd sì, ma com Ummagumma o Atom hearth mother e non col vendutissimo (e commerciale) The dark side of the moon. CNSY, perché non Four way street? Dei Jefferson Airplane avrei messo Volunteers e dei Grateful Dead, con tutto quello che è uscito postumo, possibile che si consideri ancora Live dead come il migliore? E non erano meglio gli Eagles dell'esordio con Desperado, piuttosto che la macchina da soldi di Hotel California (disco di una sola meravigliosa canzone)?

Altre scelte ancora lasciano molto perplessi: James Taylor? Bonnie Raitt? Carole King? I Meat Loaf? I Kiss? I Van Halen? Le Hole? Sting? Imagine di John Lennon poi? Si è voluta premiare la canzone. Perché, alzi la mano chi mi si canticchiare Crippled inside o Gimme some truth o How? Disco mediocre, centinaia di leghe al di sotto di All things must pass di George Harrison, per esempio, ma anche di alcuni lavori del Macca. E infine i Rolling Stones: Exile on main street è un grande disco, ma è quello che li rappresenta meglio? Non credo.

Alfine, il metodo enunciato a inizio volume esclude tutti gli italiani (ma perché? Creuza de ma di De André non è stata una pietra miliare per tutta la world music?), i dischi di punk, hard rock, blues, jazz, raggae e world music di cui si parla in altri volumi della collana degli Editori Riuniti (qui di fianco il link per il lavoro di Ronconi sugli italiani). Salvo che poi Ramones, Sex Pistols e Clash, eroi del punk, trovano spazio qui, come pure Iron Maiden, Ac/Dc, Van Halen, Gun 'n roses che certo rappresentano l'hard rock. Mah, scelte editoriali.

Ma in fondo il bello di questi volumi che ti spingono a ripensare alla musica, a rimettere in discussione idee e concetti e soprattutto a riascoltare quella musica che è stata parte della tua vita e che, per mille motivi diversi, ne era uscita. Oltre ai 38 euro del libro dovrei sommare i 170 euro spesi su Amazon per acquistare in cd dischi che 30 anni fa avevo comprato in vinile! Mettete in conto: la voglia di riascoltarli coglierà anche voi.

100 dischi ideali per capire il rock
a cura di Ezio Guaitamacchi
Editori Riuniti - aprile 2007
265 pagine - € 38,00
Nelle librerie


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