"BELLO" E' IL NUOVO SINGOLO DI CAPONE & BUNGTBANGT

21/mag/2008 22.49.00 L'altoparlante diffusione di notizie e suoni Contatta l'autore

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DA VENERDì 23 IN TUTTE LE RADIO
BELLO
IL NUOVO SINGOLO DI CAPONE & BUNGTBANGT
 
Con il loro terzo album DURALEX si confermano come una delle più grosse novità della musica italiana, non solo per ingegno e creatività ma soprattutto per la forza della loro musica!
 
BELLO: Una canzone carica di energia e voglia di libertà. In una società che richiede un prezzo per ogni gesto ognuno ha un ghetto da cui venir fuori, e prima o poi arriva il momento di farlo!
Gli strumenti riciclati suonano alla grande, la Junk Music è in gran forma.
Si stenta a credere che ciò che suona non sono strumenti ma pezzi di parquet, elastici, bidoni di metallo, tubi di grondaia....lo scratch è una figurina delle merendine!
 
C'ERA UNA VOLTA: è la canzone originale sulla quale fu "montato" il remake di Pupo di  "Su di noi", una rilettura del brano di Enzo Ghinazzi che 20 anni dopo ci racconta cosa é successo alla coppia sulla quale non c'era nemmeno una nuvola
 
 
 

Dura Lex (Chiara sun music/Self) è un disco sanguigno, suonato in maniera trascinante, nato con l’intento di toccare tematiche profonde e di forte connotazione sociale, con lo scopo di fare leva sull’impatto emotivo che tali temi possono avere sul pubblico, per cercare di guardarsi dentro. In questo disco Capone cura anche la produzione artistica, il risultato sono dieci brani realizzati con strumenti impossibili in un mix stilistico attuale, rivolto al futuro, eppure fuori dalle mode. L'ascoltatore, in alcuni casi, avrà difficoltà a credere che a suonare sono solo strumenti realizzati con materiali riciclati, ma così è. Questo infatti è uno degli obbiettivi che Capone si era prefisso, far diventare i suoi strumenti talmente efficaci da rendere difficile la distinzione rispetto a una normale strumentazione musicale. Tutto per dimostrare che la musica è di tutti e si può fare con poco. Per superare il falso progresso dell’usa e getta, che ci sotterra di rifiuti per costringerci a comprare ancora e ancora. Bisogni indotti per consumatori compulsivi. E allora la Junk music serve a questo, a bloccare il meccanismo, interrompere il circolo vizioso. Da dieci anni Capone va in giro con sguardo attento: battere, percuotere e strofinare per suonare quello che gli altri non vogliono più, ma che dentro ha ancora musica. Non riciclare ma riutilizzare, il vero progresso. Aggiustare e scambiare, entrare in relazione, emozionarsi e giocare.

 

Dura Lex, terzo album della band dopo “Junk” e “Lisca di pesce”, afferma un'idea, un suono, una filosofia, la voglia di dare una visione trasversale della musica che ha lo scopo di unire suoni forti e semplicità, in un mix di stili che vanno dalla techno fino al pop, passando per il funky, il reggae, l’afro.  

 

Dopo dieci anni di ricerca, la strumentazione è stata perfezionata: la Mazzarra (chitarra fatta con pezzi di parquet), il Basso da Ponte (basso fatto con parquet, piastre di ferro riciclato, catarifrangenti stradali) e la Buatteria (batteria di bidoni della spazzatura, fusti metallici e ferraglie di ogni genere) sono ormai strumenti che si stenta a credere fatti con materiali di risulta. A questa solida base vanno aggiunti altri pezzi unici: la Scopa Elettrica (una comune scopa, la Pippo per intenderci, con un elastico da sarta come corda), l'oramai collaudatissimo Scatolophon (una scatola di polistirolo con un elastico da ufficio), la Scatulera (una contenitore per gelati in polistirolo con elastici), il Tubolofon (parti di tubi da grondaia intonati) e altre decine di oggetti/strumenti che colorano i brani in maniera assolutamente personale. Una novità nelle scelte di Capone è stato l'utilizzo di tastiere giocattolo, pianole di fabbricazione cinese prese in prestito da figli e nipoti.

 

Per quanto riguarda i testi, Capone fa riferimento all’umanità nella sua assolutezza, con una forte connotazione per la realtà sociale del sud del mondo, a partire da Napoli. Niente slogan, ma il racconto di un tempo che corre veloce, lasciando dietro chi non riesce a tenere il passo dei primi del mondo. Ma anche sogni, passioni, affetti, la gioia che esplode in una danza frenetica, la rabbia e la vitalità di chi racconta un microcosmo che pulsa. Forse il sottotitolo di “Dura Lex” potrebbe essere proprio “non si può vivere senza avere un sogno” (frase del brano “Parafulmine”) e il termine sogno in Capone ha l’accezione di ‘ideale’, unico vero motore delle azioni di un’umanità migliore.

 

“Dieci anni di ricerca - dichiara Capone - passati a lavorare sul mio sound per arrivare a uno stile originale, un approccio rock a differenti ritmi con la capacità di rimanere aperti alle nuove sonorità. Il tutto miscelato e rielaborato, con strumenti home made, per raccontare il presente così come lo vedo quando cammino per le strade del mondo”

 

Una menzione particolare va ai compagni di Capone: Alessandro Paradiso, Diego Leone, Salvatore Zannella e Vincenzo Falco. Le loro qualità hanno permesso la realizzazione di un disco fortemente sentito, dove traspare un lavoro di un gruppo affiatato e perfettamente armonico.

BIO: Esploratore senza confini, esuberante e continuamente proteso ad ampliare i propri orizzonti espressivi, un artista geniale (M. Costanzo). Queste sono alcune definizioni di Maurizio Capone, musicista-cantante-compositore.
Capone nasce artisticamente nei primi anni ‘80 iniziando creare strumenti con materiali riciclati (la Scialacqua, realizzata con una vecchia canna da pesca e il Chàchà, con coperchi di latta). Nel ‘93 pubblica il suo primo album da solista Capone (BMG/Old Bridge music), a cui seguono La foresta (Sciarap/Flying 1995), Sciarap 002 (Sciarap/CNI 1997) e Murmurii (Sciarap/CNI 1999) che gli valgono la definizione di “profeta del drum ‘n’ bass” (Rockstar).
Nel ’99 prende vita il progetto “Bungt & Bangt”, uno spettacolo “teatrale e performante” incentrato su strumenti nati da materiali riciclati o con oggetti d’uso comune. Il debutto avviene il 31 marzo 2000. Il set è composta di bidoni della spazzatura, lattine, vecchie pentole, secchi di metallo di varie grandezze, tubi di plastica e di metallo, utensili da lavoro, bombole del gas, bottiglie, lamine di metallo. L’effetto è dirompente e il passaggio dallo spettacolo all’orchestra stabile avviene naturalmente. BungtBangt è il nome adottato per il nuovo progetto. Capone&BungtBangt realizzano Junk! (ChiaraSunMusic/RAI Trade 2002) e lavorano per ampliare le possibilità armoniche degli strumenti creati, in vista di una forma canzone che non rinunci alle caratteristiche “performanti” e tribali del gruppo. Nel maggio 2003 avviene un ricambio quasi totale dell’orchestra e nasce una strepitosa versione di Caravan petrol di Carosone. I brani “Bungt & Bangt” e “Uaiò” vengono utilizzati come sigla del programmi radiofonici su Radio Rai1 e Radio Rai2.
Intanto Capone&BungtBangt macinano concerti e tournée, vincono premi (Premio Troisi, Premio Focus) e condividono il palco con artisti prestigiosi. Partecipano a moltissimi festival e trasmissioni televisive (Costanzo Show, Buona Domenica, Alle Falde del Kilimangiaro, Screensaver, Non facciamoci prendere dal panico, Quelli che il calcio, Libero). Suonano dal vivo in programmi radiofonici trasmessi da Radio Rai 1, 2 e 3, RTL, Radio Popolare...Nel 2005 sono in tour in Giappone, guest Irene Grandi.

Nel 2006 esce l’album “Lisca di pesce” (Camion Records/ChiaraSunMusic distr. Sony Italia) seguito a breve distanza dal singolo ‘Su di noi...c'era una volta” (diventato in un lampo tormentone rap in Svizzera, Canada e Usa) divertente versione del celebre brano di Pupo “Su di noi”. Rientrati dal tour promozionale che li ha portati fino in Giappone, conclusosi a Napoli ospiti dei Negroamaro al Palapartenope, il 2006 vede i Capone&BungtBangt “aggirarsi” sempre più spesso, oltre che sui palcoscenici, in vari studi radiotelevisivi: guest più volte di “VivaRadio2” programma cult condotto da Fiorello e Marco Baldini, di Radio DEEJAY “Chiamate triuno triuno” condotta dal Trio Medusa e di Radio Rai1, si trasformano poi da attori/musicisti nell'episodio italiano 'Ciro' di Stefano Veneruso nel film “All The Invisible Children” di cui Capone scrive le musiche (film presentato da Maria Grazia Cucinotta, alla Mostra del Cinema di Venezia 2006); aprono il concerto di fine campagna elettorale di Romano Prodi a piazza del Popolo a Roma; al Festival Pigro di Urbino rendono omaggio a un grande della musica italiana, Ivan Graziani, con una particolare versione di “Hora et labora” e “Pigro”; vengono invitati a fare i masti di festa (o meglio 'veterani') al Giffoni Music Concept dove ospitano Meg.

Ospiti anche di Gianni Morandi nel programma “Non facciamoci prendere dal panico”, in diretta su Rai1, poi del MEI e in collegamento con “Quelli che il calcio”, infine di Alessandro Siani a “Libero” in onda su RAI 2.

Nel 2007 salgono sul palco di Sanremo ospiti del cantautore romano Daniele Silvestri, in gara con il brano ‘La paranza, la cui ‘versione BungtBangt’ risulta la più scaricata del festival su Youtube.

Il 16 maggio 2008 il nuovo album “DURA LEX”.

 

Contemporaneamente Capone cura la divulgazione della sua ricerca attraverso seminari e laboratori, tra cui un laboratorio-orchestra permanente, istituito nel 2001 dal comune di Pomigliano d’Arco, con bambini della scuola elementare. Anche a Cuba crea un laboratorio nella Escuela de arte, simile a quello di Pomigliano D’Arco e fonda il gruppo musicale BungtBangt con musicisti cubani, con l’obiettivo di unire le due formazioni omonime in concerti da tenersi tra Italia e Cuba.

 

Con più di 400 concerti all’attivo, Capone&BungtBangt sono amati un po' da tutti. Dal pubblico innanzitutto che ha sempre risposto entusiasticamente ai loro concerti, dalla critica specializzata ma anche dai big della musica italiana e internazionale, che spesso hanno voluto "giocare" in scena con questi stravaganti musicisti. Scelti come supporter ‘live’ di Jamiroquai poi dei Planet Funk, di Vinicio Capossela, hanno collaborato con Edoardo Bennato nel brano “C’era una volta” in cui Capone ‘duetta’ con il cantautore partenopeo nella tracklist n. 16 de “La fantastica storia del pifferaio magico”.

 

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