Le fiabesche atmosfere della Vienna imperiale per il Gran Galà Strauss

19/gen/2005 23.00.47 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma

Fondazione

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Gran Galà Strauss

Le fiabesche atmosfere della Vienna imperiale

con la musica della Strauss Festival Orchestra

e le danze dello Strauss Ballet Ensemble

Auditorium Niccolò Paganini
giovedì 20 gennaio 2005, ore 20.30

 

 

        Dopo più di un secolo di vita, la musica caratteristica della Vienna Imperiale Ottocentesca ha acquisito, negli ultimi anni, un insolito prestigio e ha trovato nei festeggiamenti di Capodanno uno spazio privilegiato per il suo culto. Grazie soprattutto all’enorme successo di pubblico riscontrato dal Concerto televisivo dell’Orchesta Sinfonica di Vienna, nelle grandi sale da concerto e nei teatri d’Europa riecheggiano l’entusiasmo e gli applausi risvegliati dal contagioso ritmo di valzer, marce e polche che hanno fatto epoca.

        Pur senza aspirare al titolo ambizioso di «arte maggiore» - come avvenne invece per la creazione di preminenti compositori fioriti in ambito viennnese come Haydn, Schubert, Beethoven, Brahms, Bruckner o Mahler -, la cosidetta «musique de salon» si trasformò, con il passar del tempo, in «musique de concert», divenendo uno dei grandi emblemi dell’incantevole atmosfera della corte di Francesco Giuseppe e della sua leggendaria consorte, l’ Imperatrice Elisabeth di Wittelsbach (Sissi).

        Per vivere in diretta le emozioni fiabesche di quella Vienna d’altri tempi siamo invitati giovedì 20 gennaio alle ore 20.30 al Gran Galà Strauss che avrà luogo all’Auditorium Paganini . Un’accurata selezione di marce, polche, valzer e ouverture di Johann Strauss eseguite dai sessantacinque musicisti della Strauss Festival Orchestra, da quindici anni protagonisti sui principali palcoscenici europei (dal Concertgebouwn di Amsterdam al Philharmonie di Monaco e di Berlino, passando per Francoforte, Madrid, Amburgo, Milano, Barcellona), armoniosamente guidati dal direttore, Fuat Mansurov e con il soprano Murzieva Gulnara.

        L’ouverture de Il Pipistrello seguita dal noto valzer “Vita d’artista”, cui si susseguono, fra gli altri brani in programma l’ardito “Banditen Galop”, polche veloci come “Tik-Tak” e “Ohne Sorgen” (Senza preoccupazioni). Il concerto si fa spettacolo, con le danze eseguite dalle splendide ballerine dello Strauss Ballet Ensemble, che portano il pubblico in un’atmosfera di sogno, in soffusi e irreali “boschi viennesi”. La corte di Francesco Giuseppe e della bella Sissi, gli eleganti saloni ottocenteschi, si impogono invece sul palco nelle danze in coppia del “Valzer dell’Imperatore”, quando i ballerini in abiti militari conducono virtuosamente dame frivole e vanitose. E per il gran finale - come da tradizione - scandito dai fervidi, appassionati  applausi del pubblico, la Marcia Radetzky.

        I biglietti (posto unico euro 40,00; riduzione under 26 e over 65 euro 36,00) sono disponibili presso la biglietteria del Teatro Regio, per informazioni tel. 0521 039399 fax 0521 504224 ticket@teatroregioparma.org  www.teatroregioparma.org      

 

 

programma

 

«Il Pipistrello», ouverture Johann Strauss II

«Vita d’Artista», valzer, Op. 316 Johann Strauss II

« Banditen galop», Op. 378 Johann Strauss II

Couplets d’Adela, da «Il Pipistrello» Johann Strauss II

«Marcia Russa», marcia, Op. 426 Johann Strauss II

«Tik-Tak», polca veloce, Op. 365 Johann Strauss II

«Racconti dei Boschi di Vienna», valzer, Op. 325 Johann Strauss II

«Il Pipistrello», quadriglia, Op. 363 Johann Strauss II

«Senza preoccupazioni», polca veloce, Op. 271 Johann Strauss II

«Tuoni e Lampi», polca, Op. 324 Johann Strauss II

 

«Der Waldmeister», ouverture) Johann Strauss II

«Valzer dell’Imperatore», valzer, Op. 437 Johann Strauss II

Valzer d’Arsena, da «Lo Zingaro Barone» Johann Strauss II

«Trisch-Trasch», polca veloce, Op. 214 Johann Strauss II

«Sangue Viennese», valzer, Op. 466 Johann Strauss II

«Nuova Pizzicato-Polca», polca, Op. 449 Johann Strauss II

«Voci di Primavera», valzer, Op. 410 Johann Strauss II

«Champagne», polca, Op. 211 Johann Strauss II

«A Caccia», polca veloce, Op. 373 Johann Strauss II

«Marcia Radetzky» Johann Strauss II

 

 

Senza alcun dubbio, furono i vari rappresentanti della famiglia Strauss - Johann Strauss I (soprannominato il «Padre del Valzer»), Josef, Eduard e Johann Strauss II - i nomi che acquisirono maggior trascendenza in questo ambito musicale. Accanto a loro si pongono, in soluzione di continuità e di affinità stilistica - tanto nella musica da ballo quanto nell’«operetta» - autori come Franz Léhar ed altri relazionati ad ambiti distinti, come Jacques Offenbach, la cui creazione si riallaccia all’operetta francese. Lo straordinario catalogo della famiglia Strauss registra più di mille opere, fra le quali si annoverano valzer indimenticabili come Sul bel Danubio Blu, Racconti dei boschi di Vienna, Valzer dell’ Imperatore, o l’ineffabile Marcia Radetzky che chiude abitualmente il programma, scandita dai ritmici, ferventi applausi del pubblico.

Fu, tuttavia Johann Strauss II, consacrato «Re del Valzer», colui che riuscì a moltiplicare il numero di concerti ad un ritmo inconcepibile per l’epoca ed a diffondere il genere oltre le frontiere della sua patria natìa, calcando le scene di città tanto lontane fra loro come lo erano allora San Pietroburgo in Russia o Edimburgo in Scozia e spingendosi in una vera e propria tournée fino agli Stati Uniti d’America, nel 1872.

Tuttavia, con i conflitti sociali e politici che al tramontar del secolo preannunciavano ormai la Prima Guerra Mondiale, iniziò a dissolversi l’atmosfera in cui era germinata l’arte della famiglia Strauss e di un Paese intero. Nonostante questo, e nonostante le contingenze dell’epoca, le sementi di questa musica si erano ormai disperse e diffuse ovunque, raggiungendo quell’universalità che, come si può ancor oggi apprezzare, l’hanno resa imperitura.

Essenziale fu, a questo riguardo, il contributo della Strauss Festival Orchestra - integrata da professori e solisti estremamente qualificati tanto musicalmente quanto professionalmente - che attraverso numerose rappresentazioni ed una lunga e fortunata traiettoria, ha diffuso in modo straordinario il tradizionale «Gran Concerto di Capodanno», avvicinando la meravigliosa musica di Johann Strauss ad un pubblico sempre più ampio ed entusiasta.

In omaggio allo spirito gioviale e festoso che anima la musica degli Strauss, il rigore stilistico che questa orchestra conferisce abitualmente alle sue interpretazioni non costituisce un ostacolo all’affiorare, nel corso dello spettacolo, della più variegata gamma di tonalità espressive, dalle più nobili e sentimentali alle più giocose ed umoristiche. Alle doti squisitamente musicali - condotte dal podio, con abilità ed esperienza, dalla versatile bacchetta del suo direttore - si sommano l’incantevole dolcezza della soprano solista e l’elegante plasticità del gruppo di ballo, lo Strauss Festival Dance Ensemble, che conferisce un aspetto del tutto originale al «Gran Concerto di Capodanno». Dotando, infatti, il programma di un’autentica dimensione scenografica - attraverso stilizzate coreografie e luminosi costumi espressamente creati per illustrare alcuni dei numeri musicali -, il balletto restituisce, in certo modo, un aspetto essenziale a composizioni propriamente concepite per accompagnare le danze. Risultano, così, insostituibili nello spettacolo diversi numeri in cui la fantasia si libra in volo, ora guidata dai vaporosi e suggestivi costumi, ora dalla frenesia e dalla sensualità dei movimenti delle coppie di ballerini, ora dalla repentina comparsa di personaggi che mimano alcune scene - quelle di caccia o quelle del brindisi, per esempio -, con sfrontata parodia.

 

   

 
Paolo Maier
Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione
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