"Cara Renata" una serata ricordando Renata Tebaldi

La Fondazione Teatro Regio di Parma rende omaggio a Renata

05/mar/2005 21.03.47 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma
Fondazione
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Cara Renata
Magda Olivero, Giulietta Simionato,
Carlo Bergonzi, Giacinto Prandelli
ricordano Renata Tebaldi
in una serata condotta da Elisabetta Pozzi
Teatro Regio
mercoledì 30 marzo 2005, ore 20.30
ingresso libero
 
 

        Una dedica alla "più grande voce del secolo". Un'occasione per riascoltarla, rivederla e ritrovarla in teatro, sua dimora naturale. La Fondazione Teatro Regio di Parma rende omaggio a Renata Tebaldi, recentemente scomparsa, con una serata a lei dedicata, Cara Renata, a Teatro Regio il prossimo 30 marzo 2005 alle ore 20.30 (ingresso libero). Ricordarne il talento, la generosità, conoscerla e scorpire la sua sensibilità nel racconto  fatto di memoria e passione che sul palco del Regio proporranno gli ospiti presenti: Magda Olivero, Giulietta Simionato, Carlo Bergonzi, Giacinto Prandelli, tutti protagonisti del magico mondo dell'opera, ciascuno legato a lei in modo speciale. Conduttrice d'eccezione l'attrice Elisabetta Pozzi, a tessere i fili della trama di un ricordo vivo che appassiona anche coloro che hanno conosciuto "voce d'angelo" solo grazie alle sue incisioni, non avendo avuto in sorte la fortuna di poterla ascoltare dal vivo.

        Nel corso della serata alle parole si intrecceranno le immagini e la sua bella voce in un'antologia delle sue memorabili interpretazioni, a cura di Hardy Classic, che verranno proposte in proiezione: Bohéme, Otello, Madama Butterfly, La Forza del destino, Tosca, Andrea Chenier, spesso affiancata da partner del calibro di Mario del Monaco e Jussi Björling.

        Se dicevano “La Tebaldi” - ha scritto il sovrintendente Gian Piero Rubiconi in occasione di una raccolta in Cd a lei dedicata dal Teatro Regio, Momenti Magici al Regio - Omaggio a Renata Tebaldi, che sarà disponibile presso il book shop del teatro la sera del prossimo 30 marzo -  o non erano melomani doc o abitavano lontano. Perché per noi di Langhirano, di Parma e malati di melodramma lei era “La Renata”. E ognuno di noi aveva ed ha i suoi personali ricordi. Il mio, da bambino langhiranese, quando lei passeggiava per il borgo, le poche volte che poteva tornare a casa, un po’ snobbata dalla gente che, sapendo che era una regina, pensava che si desse arie da regina. Forse lei ci rimaneva male, rimasta semplice e soprattutto ingenua per sempre, o forse avrà concluso che, al solito, Langhirano non ha grandi slanci per le cose spirituali, artistiche, quelle che oggi si chiamano immateriali.

    Poi la mia prima volta a teatro, al Regio, per Andrea Chenier del 1957, in poltrona con mia zia e i pantaloni corti. Già patito di lirica attraverso la radio e i dischi suonati sul Lesa a 4 velocità ( 78/45/33/16 giri - il più bel regalo dei miei genitori) non ero mai stato a Teatro. L’emozione fu di quelle senza parole, indescrivibile. Non sapevo che stavo ascoltando la voce più bella del mondo, tanto più grande ed avvolgente dal vivo, e pensai entusiasta che la vita doveva essere meravigliosa se esistevano emozioni così. Poi ero al liceo quando la riascoltai per La Bohème del 1962 tre recite il 7, 10 e 14 gennaio. La sua ultima volta al regio di Parma. Si vociferava di una sua crisi dovuta a motivi personali, sentimentali, alle solitudini profonde e mai risolte della sua vita privata. Dirigeva Arturo Basile, per Renata, forse un amore difficile, anche per merito suo lanciato verso la fama internazionale, destinato a morire nel pauroso incidente stradale presso Vercelli del 21/5/68. Ricordo che il Teatro fu ricco d’applausi, d’affetto, fin dall’inizio ma è vero che fu il terzo atto, lo strazio dell’abbandono, quello che conquistò veramente tutti, quello nel quale prese il sopravvento l’interprete.

Una cosa straordinaria: la Tebaldi che va al di là della sua voce! Della sua vita “privata” della sua sostanziale solitudine ebbi poi, molti anni dopo, occasione di parlare con lei due o tre volte.

Ricordo soprattutto una mezzoretta dolce e triste, in un angolo semibuio del palcoscenico del piccolo teatro di Salsomaggiore, soli, aspettando che Carlo Bergonzi si cambiasse dopo un suo eccezionale concerto. Mi parlò quasi fossi un suo amico, da compaesano, lei regina senza più trono, senza più palcoscenico, piena di ammirazione e amicizie, piena di autentici effetti ma così ingenuamente priva di quell’amore che può segnare la vita. Un’anziana ragazzina, là nella penombra, la più grande voce del secolo.

        In ricordo della serata la Fondazione Teatro Regio regalerà al pubblico una cartolina stampata in tiratura limitata che ripropone una fotografia, conservata presso la Casa della Musica, che ritrae il soprano in occasione della recita a Parma del Mefistofele, con dedica olografa Alla Commissione del Teatro Regio per ricordo e con molta cordialità Renata Tebaldi 12 - 2 - 1948

 
 
 

 

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Teatro Regio
mercoledì 30 marzo 2005, ore 20.30
ingresso libero
 
Cara Renata
Omaggio della Fondazione Teatro Regio di Parma
a Renata Tebaldi
 
 

Conduce

Elisabetta Pozzi

 

Saranno presenti

per una testimonianza

i grandi artisti e suoi colleghi

Magda Olivero

Giulietta Simionato

Carlo Bergonzi

Giacinto Prandelli

 

 

Nel corso della serata sarà proiettata su grande schermo

un’antologia delle sue memorabili interpretazioni

a cura di Hardy Classic

 

 

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Paolo Maier
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