Al Festival Verdi Ivàn Fisher dirige la Budapest Festival Orchestra

27/mag/2005 03.12.34 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma
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Al Festival Verdi

un nuovo prestigioso appuntamento sinfonico:

Ivàn Fisher dirige la Budapest Festival Orchestra

In programma musiche di Ludwig van Beethoven e Béla Bartók

Parma, Auditorium Niccolò Paganini

sabato 28 maggio 2005, ore 20.30

       

 

           

        Ancora una grande serata di musica, ancora grandi interpreti e grandi partiture per il nuovo appuntamento che il Festival Verdi 2005 propone nell’àmbito di un cartellone che ai titoli operistici verdiani affianca un’offerta concertistica di particolare interesse e spessore.

        Non può definirsi altrimenti se non una grande serata di musica, quella che il prossimo sabato 28 maggio alle ore 20.30 porterà all’Auditorium Niccolò Paganini la Budapest Festival Orchestra diretta da IvánFischer, con la partecipazione solistica del pianista Richard Goode in un programma equamente diviso tra musiche di Ludwig van Beethoven e Béla Bartók.

        Ancora una volta dunque, secondo il criterio che il maestro Bruno Bartoletti, Direttore artistico del Festival Verdi, ha voluto fosse quello che ne contrassegna il programma, grandi interpreti e grande musica: dalla Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 e dal Concerto n.3 in do minore per pianoforte e orchestra op. 37 di Ludwig van Beethoven alla Suite di danze (Tancszvit) e alla Suite da Il mandarino meraviglioso di Béla Bartók, questo concerto offre infatti un programma di grandissima attrattiva musicale, anche per la possibilità di ascoltarlo nell’esecuzione di un direttore e di un’orchestra di grandissima notorietà internazionale, che per la prima volta compaiono nella nostra città, con la partecipazione di uno dei pianisti più noti a livello internazionale, il newyorchese Richard Goode.

        Imperniato in un confronto ricco di particolare suggestione tra una prima parte tutta dedicata a Beethoven ed una seconda che vede invece protagonista Bartók, questo concerto permette di ascoltare composizioni celeberrime ed altre di meno usuale frequentazione. Ben conosciuto agli appassionati è il Terzo concerto per pianoforte e orchestra, nel quale fortemente si individua l’originalità formale e di linguaggio che Beethoven continuerà ad affermare anche nei due celebri concerti seguenti. Concerto dal forte respiro sinfonico, nel quale la dialettica tra lo strumento solista e l’orchestra si dipana nel corso dei tre tempi che lo compongono con straordinaria ricchezza di risultati, chiude un programma aperto dall’atmosfera affermativa e serena, a tratti danzante, pienamente classica, dell’Ottava sinfonia.

        Pagina successiva alla conclusione della Prima Guerra Mondiale, la suite che Bartók ha tratto dal suo balletto Il mandarino meraviglioso è una partitura che rappresenta uno dei vertici della sua intera produzione: una musica particolarmente ispirata, dagli influssi espressionistici, ricca di vitalità e di fantasia, timbricamente ricchissima, qualità che non a caso la fanno una delle più eseguite del grande maestro ungherese. Altrettanto interessante e esignificativa della produzione bartokiana, oltre che  di rara esecuzione, è la Suite di danze, composta per il cinquantesimo anniversario dell'unione di Buda, Obuda e Pest.

        Poco più che quarantenne, Iván Fischer è considerato uno dei più creativi direttori della sua generazione. Nonostante la sua precocissima carriera, dirigendo con successo in tutto il mondo già dagli anni Settanta, sente che manca qualcosa nel processo produttivo musicale delle orchestre, identificando "intuizione, ascolto, rapporto tra direttore ed esecutori" quali aree di riferimento. Ritornato in Ungheria, una nazione le cui risorse musicali sono, a suo avviso, inesplorate "quanto un giacimento petrolifero non ancora trivellato", per realizzare i cambiamenti che ritiene necessari nel 1983 fonda la Budapest Festival Orchestra.

        I suoi precoci successi già a 25 anni lo lanciano in una carriera internazionale che lo porta a dirigere le più importanti orchestre del mondo, Berliner Philharmoniker, London Symphony, Israel Philharmonic, Royal Concertgebouw, Munich Philharmonic, Orchestre de Paris, Orchestra of the Age of Enlightenment, New York Philharmonic, Cleveland Orchestra, Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, Washington National Symphony, Tokyo NHK Symphony. Nel 1995 firma con la Budapest Festival Orchestra un esclusivo contratto discografico con Philips, effettuando registrazioni dei principali lavori di Bartók e numerose composizioni di Liszt e Dvorák. Con la Budapest Festival Orchestra introduce nuovi ed intensi metodi di prove, enfatizzando l'approfondimento cameristico ed il creativo intervento di ciascun musicista dell'orchestra. Il sensazionale successo di questa orchestra, ripetutamente invitata a partecipare ai più prestigiosi festival musicali, quali Salisburgo, Edimburgo, Lucerna, Londra, ne accresce ancora la reputazione internazionale.

        Considerato come uno dei massimi interpreti beethoveniani d’oggi, Richard Goode è particolarmente apprezzato per la forza e l’espressività che riesce a trasmettere con le sue esecuzioni, svolte al fianco delle maggiori orchestre e al fianco dei maggiori direttori del mondo oltre che in recital solistici effettuati nelle sale più famose e per le istituzioni concertistiche più celebrate. Le sue interpretazioni coprono un repertorio molto vasto che, oltre a quello di Beethoven, comprende le opere più importanti di autori quali Bach, Mozart, Brahms, Schubert, Schumann, Chopin, Debussy, Janácek. Ricchissimo il suo catalogo discografico. Fondata nel 1983 da Iván Fischer e Zoltán Kocsis, con musicisti "attinti dalla crema dei giovani strumentisti di Ungheria", come afferma "The Times" di Londra, la Budapest FestivalOrchestra ha la prioritaria aspirazione - mediante un intenso lavoro di prove che chiede ai musicisti il più alto livello esecutivo - di effettuare concerti che costituiscano un evento significativo per la vita musicale ungherese, dando a Budapest una nuova orchestra sinfonica di calibro internazionale. Tra il 1992 e il 2000 amplia la propria attività ad una intera stagione concertistica realizzata sotto l'egida della Municipalità di Budapest e grazie ad una nuova Budapest Festival Orchestra Foundation istituita con l'intervento di 15 enti e banche ungheresi e multinazionali. Attualmente è non solo parte vitale della vita musicale di Budapest ma è anche ospite molto apprezzata dei più importanti centri del mondo musicale: Salisburgo, Vienna, Lucerna, Montreux, Zurigo, New York, Chicago, Los Angeles, San Francisco, Montreal, Tokio, Hong-Kong, Parigi, Berlino, Monaco, Francoforte, Firenze, Roma.

        In questi anni si è pregiata della guida e della collaborazione di direttori e solisti quali, tra gli altri, sir Georg Solti (suo Direttore Ospite Onorario fino alla morte), Yehudi Menuhin, Kurt Sanderling, Eliahu Inbal, Charles Dutoit, Gidon Kremer, Sándor Végh, András Schiff, Heinz Holliger, Agnes Baltsa, Ida Haendel, Martha Argerich, Hildegard Behrens, Yuri Bashmet, Rudolf Barshai, Kiri Te Kanawa, Radu Lupu, Thomas Zehetmair, Richard Goode.

    I biglietti del concerto sono disponibili presso la Biglietteria del Teatro Regio tel. 0521 039399 fax 0521 504224 ticket@teatroregioparma.org www.teatroregioparma.org

 

 

 

 

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Festival Verdi 2005 

 

Auditorium Niccolò Paganini

sabato 28 maggio 2005, ore 20.30

  

 

Ludwig van Beethoven

Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93

Concerto n. 3 in do minore per pianoforte e orchestra op. 37

 

Béla Bartók

Suite di danze (Tancszvit)

Il mandarino meraviglioso, suite

 

  

 

Pianoforte

Richard Goode

 

Maestro direttore

IVÁN FISCHER

  

 

BUDAPEST FESTIVAL ORCHESTRA

 

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Paolo Maier
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