The Goodfellas, live review

The Goodfellas, live review Dal Jazz on live di Brescia è partito ieri il tour, prima assoluta, del nuovo progetto jam live Goodfellas: la band è composta da Steve Lukather (Toto), Steve Weingart, Fabrizio Grossi e Kenny Aronoff, che in Italia abbiamo già visto anche con Vasco Rossi.

09/ott/2010 14.11.03 ultra Contatta l'autore

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Dal Jazz on live di Brescia è partito ieri il tour, prima assoluta, del nuovo progetto jam live Goodfellas: la band è composta da Steve Lukather (Toto), Steve Weingart, Fabrizio Grossi e  Kenny Aronoff, che in Italia abbiamo già visto anche con Vasco Rossi.

 

Il Jazz on live è un graditissimo esempio di jazz club situato al di fuori delle mura cittadine, raggiungibilissimo anche per chi, come noi, arriva da fuori città…

Dopo i ringraziamenti al club, passiamo a quelli per Fabrizio Grossi, italiano al sole della California, ottimo bassista e produttore per aver assemblato un autentica goduria musicale: the GoodFellas, in omaggio al mitico film di un altro italiano d’America: Martin Scorsese.

La stella della band è indubbiamente il mitico Steve Lukather, storica chitarra dei Toto e session man di altissimo prestigio su decine e decine di dischi, ma nondimeno possiamo pensare in termini di qualità, per quanto riguarda Steve Weingart alle tastiere e Kenny Aronoff alla batteria.

 

I GoodFellas sono una jam band, ossia per i non musicalmente addentrati, propongono un repertorio che attinge da brani di grandissimi della musica come Jeff Beck, Billy Cobham, Miles Davis o Jimi Hendrix, ma anche dai celeberrimi brani del mitico Steve Lukather & The Los Lobotomys. I brani sono la base dalla quale i nostri partono per i loro voli a decollo verticale, interagendo tra di loro in un alternarsi di spazi solisti, in botta e risposta, in improvvise sterzate verso direzioni latineggianti o swing, non risparmiando nemmeno una molecola di energia come in “Party in Simon’s pants” che diventa, vista la presenza dietro i tamburi di Kenny Aronoff, un party nei pantaloni di Kenny, e di festa vera si trattò, col nostro che nei giri finali con il trio “a casa” e lui che “usciva e rientrava” ruppe perfino una bacchetta. Non mancano nemmeno momenti ad alto contenuto emotivo, come in “Song for Jeff”, dove Luke cerca sempre di rimettersi in comunicazione col suo fratello Jeff (Porcaro) che siamo sicuri, gli sorride da lassù, ogni volta che lo sente eseguire questo pezzo. 

In buona sostanza, se siete tra gli esseri viventi che considerano la musica come veicolo d’emozioni, anche se non c’è la presenza di un testo che vi dice come e quando emozionarvi, allora non avete scelta. Il costo del biglietto è assolutamente ripagato!


Guglielmo Malusardi

 

 

Set list: The Pump (Jeff Beck)  Party in Simon’s Pants ( Steve Lukather & Los Lobotomys) Song For Jeff (Steve Lukather & Los Lobotomys) Stratus (Billy Cobham) Dismeberment ( Steve Lukather & Los Lobotomys) Led Boots (Jeff Beck) The Bomber ( Steve Lukather) Never Walk Alone ( Steve Lukather ) Jean Pierre (Miles Davis) All blues (Miles Davis) Little Wing (Jimi Hendrix)

 

 

 

 

 

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