Evento al Carcere di Bollate, 5 novembre: Roland e Ibanez con la Fondazione Antonio Carlo Monzino per il progetto "Officine Musicali Freedom Sound"

Evento al Carcere di Bollate, 5 novembre: Roland e Ibanez con la Fondazione Antonio Carlo Monzino per il progetto "Officine Musicali Freedom Sound" Fondazione Antonio Carlo Monzino Promuove i valori sociali formativi e culturali della musica Roland e Ibanez con la Fondazione Antonio Carlo Monzino per il progetto "Officine Musicali Freedom Sound" I marchi a supporto del progetto educativo dei detenuti del Carcere di Bollate Milano - ottobre 2010.

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28/ott/2010 12.48.33 ultra Contatta l'autore

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 Fondazione Antonio Carlo Monzino

Promuove i valori sociali formativi e culturali della musica

Sirena pulita
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Ibanez_logo                                                       

 

 

Roland e Ibanez con la Fondazione Antonio Carlo Monzino per il progetto “Officine Musicali Freedom Sound”

I marchi a supporto del progetto educativo dei detenuti del Carcere di Bollate

 

 

Milano – ottobre 2010. Che la musica possa avere un valore eccezionale nella rieducazione e nella crescita di adulti e ragazzi è cosa nota: che si possa fare della passione per le note un progetto di crescita all’interno di una struttura carceraria è da poco una realtà.

La Fondazione Antonio Carlo Monzino insieme a Roland e Ibanez – due marchi simbolo nel mondo degli strumenti musicali, celebri per la qualità e l’innovazione dei loro prodotti – hanno scelto di supportare un progetto di crescita e rieducazione, incentrato sulla musica, che ha preso forma a Milano, presso il Carcere di Bollate. Alla Casa di Reclusione, presa a modello in tutta Italia per la formazione e il reinserimento al lavoro dei detenuti, è stata effettuata una donazione di strumenti musicali a sostegno di un progetto educativo innovativo. Innovativo perché totalmente autogestito: l'intraprendenza dei detenuti e il sostegno degli educatori hanno portato alla creazione di uno spazio attrezzato, per fare musica all’interno del carcere della periferia nord-ovest di Milano per il quale, con l’occasione, la divisione Monsound di Carisch ha donato un impianto XXL di amplificazione per la musica dal vivo. 

 

Attraverso la Fondazione Antonio Carlo Monzino – nata nel 1999 allo scopo di promuovere i valori sociali, formativi e culturali della musica – le due aziende hanno scelto di supportare il progetto, mettendo a disposizione gli strumenti necessari per dare ai detenuti la possibilità di suonare, creando vere e proprie band che spaziano tra generi musicali diversi – dal rock anni ’60 e ’70 al rap, dall’hip hop all’elettro pop. Tutto questo nel solco del progetto “Salva la Musica ”, una delle attività della Fondazione volta a diffondere la pratica musicale quale fondamentale strumento di formazione nell’educazione nonché di recupero per ogni forma di disagio sociale. Accanto a questi progetti, cresce ogni giorno la “scuola di musica”: detenuti che insegnano ad altri detenuti a suonare strumenti, a scrivere canzoni, ad esprimere attraverso le note e le parole i propri sentimenti e le sensazioni di vivere in reclusione. 

 

Il 5 novembre il progetto vedrà una sua prima rappresentazione ufficiale: gli artisti metteranno in scena un vero e proprio spettacolo, che vedrà la partecipazione di musicisti professionisti scelti dalle due aziende che stanno supportando la formazione dei detenuti con “lezioni speciali”.

La serata prevede l’esibizione della Roland band,  progetto nato dall'idea di creare un gruppo che suonasse soltanto strumenti alimentati a batteria – quindi non necessariamente fissi su un palco – e trasformatosi con il tempo in un ensemble di musicisti che collaborano stabilmente con Roland. A seguire l’esibizione di band composte da detenuti, alle quali si unirà anche lo “special guest” Cesareo, chitarrista di Elio e le storie tese. La serata si concluderà con la cerimonia di consegna di una targa al carcere da parte della Fondazione Antonio Carlo Monzino.

 

L’evento, promosso dalla Fondazione rientra tra le attività del progetto “Salva la musica” attraverso il quale, con la creazione di aule di musica, donazione di strumenti ed altre iniziative, si contribuisce a fornire ai giovani l’opportunità di ritrovarsi, di sentirsi parte di un gruppo, di trovare un’alternativa. L’apprendimento della musica, infatti, attiva, stimolando il lavoro di gruppo, migliora l’apertura al processo cognitivo, genera autostima, dimensiona l’ego, ponendo il ragazzo all’ascolto dell’altro e mettendolo nella necessità del rispetto delle regole, educandolo ai valori positivi della pacifica convivenza civile.

 

«La musica è sacrificio, è impegno, è rimettersi in gioco – dichiara Marco Caboni, uno dei detenuti che ha dato vita, oltre un anno e mezzo fa, al progetto di rieducazione musicale all'interno del Carcere di Bollate – ed è grazie a questa esperienza che vediamo giorno dopo giorno la gente cambiare, vivere in maniera nuova la propria condizione di detenuto. Il concetto di “musicoterapia” assume qui una valenza nuova, perché attraverso l'aggregazione e l'interazione siamo riusciti ad esprimere emozioni tenute nascoste per anni. Questo progetto, creato ad immagine e somiglianza dei valori fondanti l'amministrazione della struttura carceraria, ci ha permesso di puntare sulla nostra volontà per realizzare una crescita personale e sociale.»

 

«Siamo grati alla Fondazione Monzino e alle aziende Roland e Ibanez – dichiara Lucia Castellano, Direttrice del Carcere di Bollate – e felici di questa iniziativa, che libera le migliori energie dei nostri ospiti e rende la vita più gradevole per tutti.»

 

 

 

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