Claudio Abbado al Teatro Farnese

21/mag/2011 13.54.19 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Claudio Abbado al Teatro Farnese

Il grande Maestro con l’Orchestra Mozart interpreta preziose composizioni

di Mozart e Beethoven nell’inestimabile gioiello architettonico

che in questa speciale occasione torna ad accogliere oltre millecinquecento spettatori

in platea e anche sulle sue maestose gradinate.

Fondazione Cariparma, a celebrazione del suo ventennale,

e Chiesi Farmaceutici, al fianco del Teatro Regio, rendono possibile l’evento.

Parma, Teatro Farnese

domenica 12 giugno 2011, ore 20.00

 

Un evento eccezionale quello che vedrà protagonisti, domenica 12 giugno 2011, alle ore 20.00, Claudio Abbado e l’Orchestra Mozart: alla straordinaria presenza del grande Maestro, il Teatro Farnese di Parma dopo oltre due secoli torna ad accogliere nella sua splendida e unica sala lignea oltre millecinquecento spettatori, per la prima volta nella storia recente, in platea e anche sulle sue maestose gradinate.

 

L’inestimabile gioiello architettonico progettato da Giovanni Battista Aleotti fra 1618 e 1619, edificato interamente in legno nel grande salone al primo piano del Palazzo della Pilotta, fu solennemente inaugurato nel 1628 in occasione del matrimonio di Odoardo Farnese e Maria de’ Medici, con uno spettacolo su musiche di Claudio Monteverdi. Ai rari e sfarzosi spettacoli seicenteschi che vi si organizzavano erano invitati dignitari di corte, nobili e ambasciatori provenienti da tutta Europa, che prendevano posto sulle gradinate e assistevano anche ai tornei cavallereschi organizzati dalla camera ducale in uno spazio che fin dall’inizio apparve sontuoso e unico grazie alla sua monumentale sala e ad alcune innovative soluzioni sceniche, come la struttura mobile del palcoscenico e le ingegnose macchine per lo spostamento dall’alto dei personaggi. All’opera lavorarono pittori di varie provenienze, fa i quali il Malosso, Lionello Spada, Sisto Badalocchio e Pier Antonio Bernabei.

 

Claudio Abbado sarà alla testa dell’Orchestra da lui fondata nel nome del genio di Salisburgo e affermatasi in rapidissimo tempo fra le più esaltanti realtà musicali del nostro Paese. Mozart e Beethoven i due autori prescelti per questo straordinario appuntamento musicale a cui prenderanno parte due solisti di fama internazionale: Lucas Macias Navarro e Isabelle Faust. In programma tre preziose composizioni di Mozart: la Sinfonia n. 35 in re maggiore K 385 “Haffner”, il Concerto per oboe e orchestra in do maggiore K 314 e il Concerto n. 5 per violino e orchestra in la maggiore K 219 e uno dei massimi capolavori beethoveniani, la Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 “Pastorale”.

 

L’evento è realizzato dal Teatro Regio di Parma con il Comune di Parma, in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Parma e Piacenza. Fondazione Cariparma, a celebrazione del suo ventennale, e Chiesi Farmaceutici, al fianco del Teatro Regio, rendono possibile questo straordinario appuntamento.


Gli abbonati alla Stagione Concertistica del Teatro Regio di Parma potranno esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto del biglietto nei giorni 24 e 25 maggio 2011. Gli abbonati alla Stagione Lirica del Teatro Regio di Parma potranno esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto del biglietto nei giorni 26 e 27 maggio 2011. I biglietti saranno in vendita on-line sul sito www.teatroregioparma.org dal 25 maggio 2011. L’acquisto on-line comporta una commissione di servizio del 10% + IVA sul costo del biglietto. I biglietti saranno in vendita al pubblico presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma dal 28 maggio 2011. Platea numerata 150 euro; posto non numerato in gradinata 80 euro; l’accesso del pubblico ai posti in gradinata avverrà ordinatamente per ciascuno dei sette settori in cui la gradinata del Farnese è suddivisa. Il pubblico accomodato in gradinata è invitato a presentarsi al Teatro Farnese con congruo anticipo per agevolare l’accesso ai posti; l’ingresso alla gradinata sarà possibile a partire dalle ore 19.00. Le Signore accomodate in gradinata sono invitare a non indossare calzature con tacco alto. La biglietteria del Teatro Regio è aperta dal martedì al sabato dalle ore 10.00 alle 14.00 e dalle ore 17.00 alle 19.00. Per informazioni: tel. 0521 039399 fax 0521504224 biglietteria@teatroregioparma.org  www.teatroregioparma.org

 

 

La vocazione teatrale e musicale di Parma costituisce un unicum nella pur ricca tradizione italiana. Dall’anno di inaugurazione del Gran Teatro, poi Teatro Farnese,  alle stagioni del Teatro Regio, la città si è posta agli occhi d’Europa come autentica capitale della musica e della scena. Un ruolo che ha confermato nel tempo e a cui, da qualche anno, il Festival Verdi ha dato nuova forza. Parma è chiamata quotidianamente al confronto internazionale anche nella sua disponibilità ad accogliere e far innamorare di sé turisti colti e viaggiatori consapevoli provenienti da tutto il mondo. Aprire anche a questi nuovi amici le porte di un tesoro raro qual è il Teatro Farnese è quindi e soprattutto un nuovo e generoso gesto di amore per Parma.

Pietro Vignali

Sindaco di Parma

Presidente del Teatro Regio di Parma

 

Il concerto sinfonico che il Maestro Claudio Abbado dirigerà all’interno del Teatro Farnese di Parma il prossimo 12 giugno è un avvenimento di grandissima importanza per almeno due motivi: innanzitutto, perché rappresenta un’occasione imperdibile per poter rivedere uno dei più preziosi gioielli del patrimonio architettonico teatrale nella sua veste più preziosa; inoltre, perché è proprio grazie a questo concerto che uno dei teatri più antichi al mondo può finalmente riappropriarsi della specificità caratteristica di ogni teatro: quella, appunto, di essere il luogo privilegiato dello spettacolo dal vivo. Ecco allora che la collaborazione intensa e produttiva tra la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Parma e Piacenza e il prestigioso Teatro Regio di Parma è riuscita nel risultato di coniugare due tra le massime espressioni dell’arte umana: l’architettonica e la musica. E proprio grazie alla musica il Teatro Farnese riprenderà vita, trasformandosi nuovamente - intanto per una sera, ma augurandomi per il futuro che questo diventi una buona consuetudine �“ da luogo di visita per turisti consapevoli a spazio scenico di artisti e spettatori appassionati.

Carla Di Francesco

Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna

 

Il concerto diretto dal M° Abbado è un’occasione straordinaria, che rappresenta il frutto della fertile collaborazione tra la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna, la Sovrintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le province di Parma e Piacenza e il Teatro Regio di Parma. Questa collaborazione offrirà alla città e al mondo intero un evento  di portata eccezionale che avverrà nella cornice del suggestivo Teatro Farnese, per l’occasione pronto ad accogliere un pubblico inusuale e numeroso, che verrà eccezionalmente ospitato non solo in platea ma anche sulle gradinate. L’utilizzo del Teatro Farnese rappresenta un recupero eccezionale, che ha comportato una lunga serie di verifiche sulla sicurezza e sull’agibilità del Teatro stesso, e sulle potenzialità legate all’accoglienza di un pubblico così numeroso. Verrà dunque per l’occasione e in via temporanea ripristinato un fondale altamente scenografico che si ispira alle immagini tratte da antiche stampe che riproducono alcuni allestimenti storici del Teatro Farnese. Sarà dunque questa una grande occasione per riproporre il Teatro Farnese nel massimo del suo splendore, come ai tempi gloriosi dei Farnese e dei Borbone.

Giovanna Damiani

Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le province di Parma e Piacenza


Fondazione Cariparma e musica: un connubio ormai fortemente consolidato all’interno della vita artistica della città e della provincia, una corrispondenza che nel tempo ha innegabilmente accresciuto, sia in qualità, sia in quantità, l’offerta di spettacoli ed iniziative. In particolare l’evento di riapertura del Teatro Farnese si offre quale eccezionale occasione per siglare i vent’anni di impegno della Fondazione Cariparma verso l’arte e la cultura, sottolineando la determinante presenza a sostegno dell’attività della Fondazione Teatro Regio. Venti anni durante i quali il ruolo della Fondazione Cariparma ha saputo distinguersi quale elemento catalizzatore di sinergie, condivisione di intenti e programmazione, rafforzando, nei suoi principali aspetti, l’identità e lo sviluppo del territorio parmense.

Carlo Gabbi

Presidente Fondazione Cariparma

 

Considero un privilegio l’opportunità di contribuire alla rinascita di una delle più originali e prestigiose testimonianze architettoniche di Parma, sostenendo nel contempo la cultura e la tradizione musicale che sono una parte importante della nostra identità. L’impegno di Chiesi Farmaceutici in questa circostanza è un segno tangibile del forte senso di appartenenza che ci lega alla città e che, oltre al tradizionale contributo alla crescita economica e allo sviluppo delle competenze scientifiche, può oggi manifestarsi concretamente attraverso un segno di attenzione al nostro patrimonio storico e artistico.

Alberto Chiesi

Presidente Chiesi Farmaceutici

 

Ci sono avvenimenti che segnano con una forza straordinaria la storia di un luogo o di una città ma anche la nostra vita professionale, la nostra storia personale. Il Teatro Farnese è, per chiunque si occupi di musica, un luogo sacro, da rispettare e da amare. La riconsegna di questo meraviglioso frutto del genio italiano alla sua vera vocazione, alla sua città e a tutti coloro che amano la musica e il teatro è il suggello di anni di impegno ed il coronamento di un sogno. Un sogno che ho sempre condiviso con Claudio Abbado, anzi un sogno che credo di aver, per così dire, raccolto da lui. Questa nuova inaugurazione è anche la testimonianza di quanto l’amicizia e la lungimiranza di persone sensibili ed appassionate possano rendere superabili ostacoli ritenuti per troppo tempo insormontabili: per questo voglio ringraziare Giovanna Damiani e Carla Di Francesco, Alberto Chiesi e Carlo Gabbi, Leonardo Corbo e Francesco Martino.

Mauro Meli

Sovrintendente del Teatro Regio di Parma

 

 

 

 

Parma, Teatro Farnese

domenica 12 giugno 2011, ore 20.00

 

Orchestra Mozart

Direttore Claudio Abbado

Oboe LUCAS MACIAS NAVARRO

Violino ISABELLE FAUST

 

Wolfgang Amadeus Mozart

 

Sinfonia n. 35 in re maggiore, K 385, “Haffner”
Allegro con spirito

(Andante)

Menuetto - Trio

Finale. Presto

      

Concerto per oboe e orchestra in do maggiore, K 314
Allegro aperto

Andante ma non troppo

Rondò. Allegretto

      

Concerto n. 5 per violino e orchestra in la maggiore, K 219
Allegro aperto

Adagio

Rondeau. Tempo di Menuetto


Ludwig van Beethoven

Sinfonia n. 6 in fa maggiore, op. 68, “Pastorale”

Erwachen heiterer Empfindungen bei der Ankunft auf dem Lande (Allegro ma non troppo)

Szene am Bach (Andante molto moto)

Lustiges Zusammensein der Landleute (Allegro)

Gewitter, Sturm (Allegro)

Hirtengesang, frohe und dankbare Gefühle nach dem Sturm (Allegretto)

 

 

CLAUDIO ABBADO

Claudio Abbado è stato direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano dal 1968 al 1986. Nel 1987 è stato nominato Generalmusikdirektor della città di Vienna. Nel 1988 ha fondato il Festival Wien Modern, manifestazione dedicata alla musica e all’arte contemporanea. Ha diretto la Berliner Philharmonisches Orchester per la prima volta nel 1966 e nel 1989 l’Orchestra lo ha eletto direttore artistico. Nel 1994 è stato nominato direttore artistico del Festival di Pasqua di Salisburgo. A completamento delle produzioni liriche e dei concerti sinfonici, ha inserito un ciclo di musica da camera contemporanea, un premio per una composizione musicale e un premio per un’opera letteraria. Claudio Abbado ha sempre sostenuto i giovani talenti. Nel 1978 ha fondato la European Community Youth Orchestra, nel 1981 la Chamber Orchestra of Europe e nel 1986 la Gustav Mahler Jugendorchester dalla quale si è costituita la Mahler Chamber Orchestra. Dal 2003 è impegnato con la nuova Orchestra del Festival di Lucerna; la formazione è composta dalla Mahler Chamber Orchestra, da alcune prime parti dei Berliner e dei Wiener Philharmoniker, da solisti di fama internazionale, dall’Ensemble Sabine Meyer, dall’Hagen Quartett e da elementi dell’Alban Berg Quartett. Nasce poi a Bologna nel 2004 l’Orchestra Mozart, di cui è direttore musicale ed artistico.  A Caracas e a l’Havana, nel 2005, Abbado inizia a fare musica con  l’Orquesta Simón Bolívar, la cui attività si inserisce nella grandiosa iniziativa portata avanti da trent’anni da José Antonio Abreu. Vi sono coinvolti quattrocentomila giovani musicisti, molti dei quali provenienti dal mondo poverissimo dei barrios, a cui è stata data la possibilità di ricevere degli strumenti musicali e un’adeguata educazione.

Fra le incisioni discografiche di Claudio Abbado si ricorda l’integrale delle opere sinfoniche di Beethoven, Schubert, Mendelssohn, Brahms, Čajkovskij, Mahler, Ravel, Prokof’ev, e delle principali opere liriche di Mozart, Rossini, Verdi, e Wagner. Nel 2000 è uscita l’edizione integrale delle Sinfonie di Beethoven con i Berliner Philharmoniker, acclamata quanto la serie di esecuzioni dal vivo delle Sinfonie e dei Concerti per pianoforte di Beethoven tenutesi a Roma e a Vienna nel febbraio 2001, realizzate in DVD. Le sue incisioni hanno ricevuto i premi più importanti: International Grammy Award, Grand Prix International du Disque, Diapason d’or, Record Academy Prize, Stella d’oro, Orphée d’or e Grand Prix de la Nouvelle Académie. In Italia e all’estero Claudio Abbado ha ricevuto i premi e i riconoscimenti più prestigiosi.


ISABELLE FAUST

Per Isabelle Faust ogni nuova esperienza musicale è un momento fondamentale di crescita. Attraverso la musica da camera (a undici anni aveva già fondato un quartetto d’archi) ha maturato la convinzione che l’ascolto sia fondamentale per esprimere la propria personalità nell’esecuzione. La vittoria al Leopold Mozart Competition del 1987, a quindici anni, ha favorito la sua carriera da solista. Nell’esecuzione di sonate e concerti, Isabelle Faust cerca costantemente il dialogo e lo scambio di idee musicali. In Christoph Poppen, a lungo primo violino del Cherubini Quartet, ha trovato un insegnante che ha condiviso queste convinzioni musicali. Dopo aver vinto il Concorso Paganini nel 1993, si è trasferita in Francia, dove ha sviluppato il repertorio francese, in particolare la musica di Fauré e Debussy. Si è imposta all’attenzione internazionale con la sua prima registrazione �“ le Sonate di Bartók, Szymanowski e Janácek �“ ed ha gradualmente approfondito le opere più importanti del repertorio per violino.

Nel 2003 ha pubblicato il suo primo disco da solista con orchestra: il Concerto di Dvořák. Avendolo eseguito la prima volta a 15 anni con Yehudi Menuhin, quest’opera è rimasta sempre un caposaldo del suo repertorio. La pubblicazione nel 2007 del Concerto di Beethoven riflette la sua immersione nella pratica esecutiva dell’epoca, non interpretata dogmaticamente, ma utilizzata come sfida per dare significato e sostanza ad ogni nota. È questa volontà di aprirsi a linguaggi musicali diversi che ha reso Isabelle Faust una apprezzata interprete di musica contemporanea. Ha suonato in prima esecuzione opere di Olivier Messiaen, Werner Egk e Jörg Widmann. È una fervente divulgatrice della musica di György Ligeti, Morton Feldman, Luigi Nono e Giacinto Scelsi, come di opere dimenticate quali il Concerto per violino di André Jolivet. Nel 2009 ha suonato in prima esecuzione opere a lei dedicate dai compositori Thomas Larcher e Michael Jarrell. Isabelle Faust incide insieme al pianista Alexander Melnikov per la casa discografica Harmonia mundi; la recente edizione dell’integrale delle Sonate di Beethoven, pubblicata nel 2009, ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello internazionale. Inoltre, la sua ultima registrazione delle Partite e Sonate di J. S. Bach è stata premiata con il prestigioso “Diapason d’Or”. Un numero crescente di orchestre e direttori apprezzano le qualità musicali di Isabelle Faust: Claudio Abbado, Giovanni Antonini, Jirí Belohlávek, Daniel Harding, Heinz Holliger, Marek Janowski, Mariss Jansons, Sakari Oramo, la Munich Philharmonic, l’Orchestre de Paris, la Boston Symphony Orchestra, le orchestre della BBC e la Mahler Chamber Orchestra. Inoltre, nel 2009 ha debuttato con i Berliner Philharmoniker.

Isabelle Faust suona lo Stradivari “Bella Addormentata” del 1704, concesso in uso dalla L-Bank Baden-Württemberg.

 

LUCAS MACIAS NAVARRO

Nato nel 1978 a Valverde del Camino in Spagna, Lucas Macias Navarro è oggi uno degli oboisti più brillanti della sua generazione. Il quotidiano francese Le Monde ne ha parlato come “l’incredibile oboe di Lucas”, mentre il Berliner Morgenpost ha affermato che “la sua presenza è una garanzia, all’interno di una esecuzione”. Attualmente è il Primo oboe solista della Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam: allo stesso tempo, ricopre lo stesso ruolo con la Lucerne Festival Orchestra, sotto la direzione di Claudio Abbado. Diplomato presso il Conservatorio Superior de Musica di Cordoba, in seguito si è perfezionato a Friburgo con Heinz Holliger, e più avanti con Maurice Bourgue a Ginevra. È stato membro della Gustav Mahler Jugendorchester, con cui ha eseguito concerti insieme a Seiji Ozawa, Pierre Boulez e Claudio Abbado; negli stessi anni, viene selezionato alla Karajan Akademie presso la Filarmonica di Berlino, completando così la sua formazione orchestrale. Tra i numerosi concorsi vinti, fondamentale è stato l’ottavo "International Oboe Competition of the Sony Music Foundation Tokyo", che gli ha aperto le porte di sale da concerto quali il Palais des Beaux Arts di Bruxelles, il Concertgebouw di Amsterdam, l’Auditorio Nacional di Madrid, il Teatro Colón di Buenos Aires, la Philharmonie di Berlino, l’Herculessaal a Monaco di Baviera. Come solista, si esibisce con Claudio Abbado, Ton Koopman, Heinz Holliger e con l’Orchestra Mozart, la Muenchener Kammerorchester, la Filarmonica de Buenos Aires, l’Orquesta de Camara Reina Sofía, i Solisti di Mosca e l’Orchestre de Chambre di Lausanne.  Lucas Macias Navarro viene regolarmente invitato al Lucerne Festival, Berliner Festwochen, Kuhmo Festival, West Cork festival, Albert Konzerte, Schwetzinger Musiffestival, Bologna Festival, Mozartfest Wurzburgo. Ha inoltre tenuto masterclass in Italia, Svizzera, Germania, Olanda, Norvegia, Svezia, Corea, Giappone, Argentina e attualmente è Professore presso il Conservatorio Superior de Musica di Zaragoza. Tra i suoi prossimi impegni, ricordiamo un recital al Concertgebouw e un concerto come solista con la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam. Tra le registrazioni, di rilievo è la presenza come solista nel DVD Euroarts dei Concerti Brandeburghesi di Bach, insieme a Claudio Abbado e l’Orchestra Mozart.

 

ORCHESTRA MOZART

L’Orchestra Mozart nasce nel 2004 da un’idea di Carlo Maria Badini e di Fabio Roversi-Monaco, grazie all’apporto determinante della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, ed è inserita quale progetto speciale nelle programmazioni della Regia Accademia Filarmonica di Bologna. Claudio Abbado, Direttore artistico dell’Orchestra, ha invitato a prenderne parte strumentisti di rilievo internazionale, come Giuliano Carmignola, Danusha Waskiewicz, Wolfram Christ, Enrico Bronzi, Mario Brunello, Alois Posch, Jacques Zoon, Alessandro Carbonare, Alessio Allegrini, Reinhold Friedrich. Accanto a loro suonano una quarantina di giovani musicisti provenienti da tutta l’Europa, oltre che dal Venezuela e da altri paesi del mondo. Dalla stagione 2010, Abbado ha voluto al suo fianco Diego Matheuz come Direttore Ospite Principale. Il ventiseienne direttore venezuelano rappresenta uno degli esiti più felici del noto “Sistema” di Josè Antonio Abreu e si sta imponendo come uno dei giovani talenti più promettenti. L’Orchestra Mozart ha debuttato il 4 novembre 2004 all’Auditorium Manzoni di Bologna, diretta da Claudio Abbado. Da allora sul podio si sono avvicendati direttori come John Eliot Gardiner, Ottavio Dantone, Trevor Pinnock e Frans Brüggen; sono stati ospitati la violinista Isabelle Faust, la violoncellista Natalia Gutman, pianisti quali Martha Argerich, Alfred Brendel, Alexander Lonquich, Radu Lupu, la giovanissima Yuja Wang e cantanti come Mariella Devia, Rachel Harnisch, Sara Mingardo, Jonas Kaufmann, René Pape. L’attività concertistica dell’Orchestra Mozart si è da sempre intrecciata con diverse iniziative a sfondo sociale. Dal 2006 il progetto Tamino organizza attività musicali condotte da musicoterapeuti e da musicisti dell’orchestra, rivolte principalmente ai piccoli pazienti della Clinica Pediatrica del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Un’attenzione costante è rivolta al mondo carcerario: nella Casa Circondariale di Bologna si sono tenuti laboratori e concerti speciali, l’ultimo dei quali lo scorso novembre, diretto da Diego Matheuz. Gruppi di detenuti sono sempre ospitati alle prove generali aperte, a cui possono accedere gratuitamente anche le scuole e le associazioni culturali convenzionate. Per sottolineare con forza la fondamentale importanza dell’educazione musicale, nel 2008 l’Orchestra Mozart, tramite il Progetto Regionale Musica, ha coinvolto migliaia di bambini delle scuole primarie di tutta l’Emilia-Romagna; di questi, seicento sono stati selezionati per formare un coro di voci bianche che, assieme a tre orchestre e due cori di adulti, si è esibito nel grandioso Te Deum di Berlioz, diretto da Claudio Abbado. Nella prima parte della serata, svoltasi il 25 ottobre 2008 al PalaDozza di Bologna, Roberto Benigni ha interpretato Pierino e il lupo di Prokof’ev, poi pubblicato in DVD (Melampo). Il 28 marzo 2010, in occasione del concerto dei Solisti dell’Orchestra Mozart nella Cappella Paolina del Quirinale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affidato a Diego Matheuz le insegne dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferita a José Antonio Abreu.  Per quanto riguarda l’alta formazione dei giovani, l’Accademia Filarmonica di Bologna promuove l’Accademia dell’Orchestra Mozart, che si avvale della Direzione artistica di Claudio Abbado e della docenza di alcune prime parti dell’orchestra. Alcuni musicisti della Mozart provengono da questo vero e proprio “vivaio” di talenti. Nel 2010, trecentesimo anniversario della nascita di Pergolesi, sono stati pubblicati tre CD a lui dedicati, con la direzione di Claudio Abbado e la partecipazione di Giuliano Carmignola, Sara Mingardo, Rachel Harnisch, Julia Kleiter, Veronica Cangemi e del Coro della Radiotelevisione Svizzera. Le incisioni discografiche comprendono anche i Concerti per violino e orchestra di Mozart interpretati da Carmignola e un cofanetto con sinfonie mozartiane. Dal DVD dei Concerti Brandeburghesi di Bach (Medici Arts) è stato tratto recentemente un doppio CD. Tra il 2011 e il 2012 usciranno diversi CD dedicati a W. A. Mozart: tre con i Concerti per fiati �“ con Alessio Allegrini, Jacques Zoon, Lucas Macias Navarro, Alessandro Carbonare, Guilhaume Santana �“ uno con le Sinfonie nn. 39 e 40, e due con alcuni fra i più bei Concerti per pianoforte, soliste Hélène Grimaud e Maria João Pires. Tutta la discografia dell’Orchestra Mozart è pubblicata da Deutsche Grammophon.

 

IL TEATRO FARNESE DI PARMA

IL PALAZZO DELLA PILOTTA

L’edificio, così denominato dal gioco basco della “Pelota” che si praticava in uno dei cortili, è un complesso di vari corpi edificati in successione sul finire del XVI secolo dal duca Ranuccio Farnese, duca di Parma e Piacenza dal 1593 al 1622, attorno ad un primo nucleo chiamato “Il Corridore”, che univa un precedente castello sforzesco posto verso il torrente con un edificio ducale ubicato nell’area denominata Piazzale della Pace. Il palazzo doveva essere utilizzato come sede di servizi di corte e conteneva i magazzini, l’archivio segreto, il guardaroba, le stalle, i fienili, il deposito delle armi e delle carrozze. Al primo piano c’erano i teatri di corte: il Farnese ed un altro più piccolo, realizzato da Stefano Lolli nella seconda metà del secolo XVII e demolito nel XIX per fare spazio alla Ducale Galleria voluta da Maria Luigia. Il palazzo fu progettato dall’architetto urbinate Francesco Paciotto e proseguito da  Simone Moschino, che ideò il grande scalone imperiale di accesso al primo piano su modello di quello dell’Escorial di Madrid. I Borbone, succeduti ai Farnese, non modificarono il palazzo se non nelle funzioni, ospitandovi istituzioni culturali come la Biblioteca Palatina, l’Accademia, il Museo d’Antichità (oggi Museo Archeologico) e la Galleria Nazionale.

IL TEATRO

Il portale monumentale di accesso al teatro Farnese è incorniciato da due coppie di colonne dipinte a finto marmo sormontate dalla corona ducale. Il teatro è costituito da una cavea con pianta ad U di derivazione toscana formata da 14 gradoni e può ospitare oltre 3000 spettatori. Al centro della cavea, sull’ingresso, in origine era allestito il palco d’onore per i Duchi e gli ospiti importanti, che anticipava l’invenzione del palco reale di tutti i teatri europei. Altri spettatori trovavano spazio nei 2 piani delle logge a serliana, di impronta palladiana. Il palcoscenico presenta un boccascena di tipo a scenafronte classica nelle cui nicchie c’erano in origine delle statue di gesso raffiguranti personaggi mitologici. Il palcoscenico fu munito di quinte piatte montate sopra teleri scorrevoli su binari e lo spazio attorno e al di sotto di esso era usato per nascondere le complesse macchine di scena utilizzate per gli spettacoli barocchi. Le gradinate della cavea sono collegate al palcoscenico da due archi trionfali dipinti su cui campeggiano le statue equestri di Alessandro a sinistra ed Ottavio Farnese a destra, rispettivamente padre e nonno di Ranuccio I.

IL TEATRO. LA STORIA

Il teatro fu realizzato per volontà del duca Ranuccio I Farnese tra il 1618 ed il 1619 che voleva festeggiare con uno spettacolo teatrale la sosta a Parma di Cosimo II dei Medici. Nel 1617 quindi in tutta fretta è sollecitato a Parma l’arrivo dell’architetto ferrarese Giovan Battista Aleotti, detto “L’Argenta” dal nome del paese d’origine (1546-1636). L’Aleotti era architetto ed ingegnere idraulico, grande erudito e spirito enciclopedico e non era nuovo a queste esperienze teatrali perché già nel 1605 aveva costruito il Teatro degli Intrepidi a Ferrara su iniziativa del marchese Enzo Bentivoglio. Nel Palazzo della Pilotta trasformò un grande vano progettato come Antiquarium ed utilizzato come Sala d’Armi per esercitazioni cavalleresche a partire dal 1602. Questo spazio, infatti, è collegato con una scala ellittica (la cosiddetta scala dei cavalli) al cortile del Guazzatoio in cui venivano allevati e addestrati i cavalli. Come modello l’architetto si ispirò a quelli classici del teatro romano, a Vitruvio e a Serlio, ma anche alla ricostruzione del teatro romano fatta dal Vignola nel cortile del Palazzo Farnese a Piacenza, al teatro Olimpico di Vicenza del Palladio (1580), a quello dello Scamozzi di Sabbioneta (1589-90), al teatro del Buontalenti nel Palazzo vasariano degli Uffizi a Firenze, ma può aver guardato anche al Teatro delle Saline a Piacenza, costruito nel 1592, che rappresenta una delle prime sistemazioni fisse delle compagnie ambulanti che dalla metà del ’500 tendono ad abbandonare le piazze per insediarsi in un ambiente chiuso. Il progetto originale subì alcune modifiche perciò la cavea si allungò e prese l’attuale forma ad “U”, non sappiamo se per iniziativa dell’Argenta o del marchese Enzo Bentivoglio, signore di Gualtieri, grande esperto ed organizzatore di spettacoli. Sotto la direzione del ferrarese e degli architetti collaboratori Giovan Battista Magnani e Pier Francesco Battistelli, lavorarono al cantiere maestranze specializzate: lo stuccatore ferrarese Luca Reti, il pittore cremonese Giovan Battista Trotti detto il Malosso, il bolognese Lionello Spada, i parmigiani Sisto Badalocchio, Antonio Bertoja e Pier Antonio Bernabei. Per motivi personali l’Argenta abbandonò il cantiere prima della fine dei lavori e fu sostituito dal marchese Bentivoglio. La gran macchina farnesiana, destinata a suscitare meraviglia ed ammirazione, venne costruita a tempo di record utilizzando materiali poveri, di poca spesa e di facile reperimento: legno dipinto, stucco e paglia, che dovevano imitare materiali più nobili come il marmo bianco e rosso e l’oro e fu ultimata nel 1619. Ma lo spettacolo progettato per l’evento, In difesa della bellezza, che prevedeva una naumachia, una battaglia navale con l’allagamento della platea, non fu mai realizzato perché il viaggio di Cosimo non si fece più e si dovette attendere il 1628 per l’inaugurazione del teatro in occasione del matrimonio tra il giovane duca Odoardo Farnese e Margherita de’Medici, con il torneo musicale Mercurio e Marte, su testo di Claudio Achillini e musica di Claudio Monteverdi. Per questa rappresentazione il Guitti, che partecipò alla messa in scena, apportò un’innovazione importante: l’orchestra con i musicisti davanti al proscenio, nella posizione che diventerà comune nel teatro all’italiana, in uno spazio semi ovale delimitato da un parapetto. Data la complessità degli allestimenti e del funzionamento delle macchine di scena, nonché l’alto costo degli spettacoli stessi, il teatro fu utilizzato solo altre otto volte in occasione di eventi importanti della corte dei Farnese dal 1652 al 1732. Dopo l’ultima rappresentazione il teatro lentamente decadde fino alla quasi totale rovina e venne definitivamente abbandonato quando Maria Luigia incaricò Nicola Bettoli di costruire il nuovo teatro ducale, inaugurato nel 1829. In questo secolo, pur vuoto e in rovina, il teatro fu meta di pellegrinaggio da parte di artisti, letterati e uomini di spettacolo che volevano ammirarlo. Charles Dickens nel 1846 in Pictures from Italy descrive la desolazione e la decadenza che pervadono il teatro, l’odore di polvere e di terra, i vermi, i tarli e la putrefazione del legno. Pochi anni più tardi, nel 1867, venne demolito il soffitto ligneo dipinto che era sul punto di crollare. Il 13 maggio 1944, durante un bombardamento delle forze alleate, il Palazzo della Pilotta fu duramente colpito e la struttura lignea del teatro andò distrutta. Dal 1957 al 1965, recuperando in parte i legni antichi riconoscibili per la patina scura che conserva tracce della decorazione, il teatro fu ricostruito a grezzo e il restauro degli affreschi sulle pareti dette risultati insperati, mentre non fu possibile recuperare le statue di stucco.

IL TEATRO. LA DECORAZIONE

L’aspetto odierno non rende l’idea della fastosità del decoro antico. Architettura, scultura e scenografia concorrevano a formare una sorta di spettacolo totale, in uno spazio tutto artificiale: all’interno delle nicchie sull’arco scenico e sulle balaustre trovavano posto una moltitudine di statue raffiguranti divinità mitologiche. Le statue di gesso con anima di ferro e paglia erano state modellate da maestranze sotto la guida di Luca Reti. Le strutture, oggi in legno grezzo, erano tutte dipinte a finto marmo bianco e porfido rosso, con i rilievi architettonici, capitelli e cornicioni dorati. La decorazione del proscenio è in parte tuttora visibile nella parete di controfacciata del teatro, che aveva quasi funzione di specchio. Il fondale, raffigurante gli edifici classici previsti da Vitruvio per la scena tragica, simula l’apertura su una città ideale. Tranne due frammenti tutto il soffitto è andato perduto: già in cattivo stato di conservazione all’inizio del XIX secolo, venne demolito nel 1867. La decorazione del soffitto aveva la funzione di ampliare in altezza il teatro poiché vi erano dipinte in prospettiva due logge dalle quali si affacciavano una moltitudine di spettatori, mentre di fronte al palco dei principi erano raffigurati cantori e musici. L’arena dava l’impressione di aprirsi verso il cielo, dove diverse divinità facevano da corona a Giove che, cavalcando l’aquila, si dimostrava favorevole alle azioni teatrali. Dopo aver finito il soffitto, che fu costruito partendo dal perimetro e via via disegnato, dipinto e lumeggiato in oro e rame, s’iniziò la decorazione del cornicione che cinge tutto il salone e da ultime le logge e il teatro. Sopra la loggia superiore, una terza loggia aperta che ha per parapetto una balaustra originariamente ornata di statue a soggetto mitologico: è il prototipo del cosiddetto “loggione” del teatro moderno. Nella loggia superiore, di ordine ionico, elaborate grottesche decorano lateralmente le finestre, mentre putti che reggono cesti di frutta incorniciano le nicchie prospettiche che fanno da sfondo a figure allegoriche. Tra le due logge corre un cornicione nel cui fregio si alternano triglifi e stemmi di famiglie principesche congiunte a quella dei Farnese. Negli spazi triangolari tra gli archi e le colonne, dei medaglioni con ritratti in rilievo di dodici re, altrettanti imperatori e dieci consoli. Nella loggia inferiore, di ordine dorico, festoni di frutta si alternano a trofei d’armi che affiancano guerrieri vestiti all’antica. Infine al di sotto delle logge, le quattordici gradinate concluse da una balaustra originariamente ornata da trentasei statuette lignee di amorini. Si può avere un’idea dell’effetto visivo di questa gran macchina teatrale dal modellino realizzato nel 1800 da Fanti e Rousseau, due artigiani di cui non abbiamo notizie dettagliate. Il modello fu realizzato in carta, legno, cartone e cera  e i materiali furono decorati e dorati come doveva essere il teatro nella sua integrità. Il più antico modello del teatro Farnese a noi noto è conservato nel museo teatrale di Drottningholm in Svezia, acquistato dall’architetto Carl Gustav Tessin nel 1740 come esemplare di museo di corte italiano. Un altro piccolo modello di gesso, della fine del secolo XVIII - inizi XIX, ci mostra il palco dei Principi.

GLI SPETTACOLI REALIZZATI AL TEATRO FARNESE

1628  Inaugurazione del teatro con il torneo e lo spettacolo Mercurio e Marte di Claudio Achillini, con musiche di Claudio Monteverdi, in occasione del matrimonio del duca Ottavio Farnese con Margherita de’ Medici.

1652  Rappresentazione del dramma fantastico Le vicende del Tempo di Bernardo Morando, con musiche di Francesco Manelli, in occasione della visita degli arciduchi Carlo, Sigismondo, Francesco ed Anna di Toscana.

1660  Rappresentazione del dramma in tre atti La Filo, ovvero Giunone rappacificata con Ercole di Francesco Berni, con scene di Carlo Pasetti e musiche di Francesco Manelli, in occasione delle nozze di Ranuccio II Farnese con Margherita Violante di Savoia.

1664  Spettacolo musicato dal maestro Oliva per le seconde nozze del duca Ranuccio II con Isabella d’Este.

1668  Rappresentazione del dramma La Parma scritto da Alessandro Guitti, in occasione delle terze nozze del duca Ranuccio II con la sorella della seconda moglie, Maria d’Este.

1690  Grandioso spettacolo, dal titolo Il favore degli dei, con testo di Aurelio Aureli e musiche di Bernardo Sabadini, in occasione delle nozze di Odoardo Farnese con Dorotea Sofia di Neoburgo.
1714  Concerto per le nozze di Elisabetta Farnese con Filippo V di Spagna.
1728  Carosello equestre, dal titolo Le nozze di Nettuno con Anfitrite, su libretto di Carlo Innocenzo Frugoni, musiche di Leonardo Vinci e scene di Sebastiano Galeotti, in occasione delle nozze di Antonio Farnese con Enrichetta d’Este.
1732  Rappresentazione del dramma Venuta di Ascanio in Italia su libretto di Carlo Innocenzo Frugoni, con scene di Pietro Righini, in occasione della venuta a Parma di Don Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e infante di Spagna.

 

 

Parma, 21 maggio 2011

 

Paolo Maier

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