La conversione del chitarrista di Vasco Rossi

poi ti rendi conto che è solo una favola_ e il rapporto che si crea

22/ott/2005 13.11.44 PRESS WORLD AGENCY Contatta l'autore

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La conversione del chitarrista di Vasco Rossi

Nando Bonini, chitarrista professionista, per oltre dieci anni ha condiviso con Vasco Rossi la realizzazione delle canzoni e le esibizioni nelle tournée in Italia e nel mondo. Ospite a Radio Padre Pio nel corso del programma “Di terra e di cielo” ha raccontato la sua dimensione di fede e di vita.

 

Nando, com’è nata la tua passione per la musica ? La mia passione per la musica inizia all’età di sei anni. Avevo l’abitudine di giocare, insieme ad alcuni amici, con la chitarra. Subito dopo la scuola ci si ritrovava insieme, in casa o nel giardino sotto casa con delle chitarrine e con una fantomatica batteria creata in casa con dei fustini di detersivi. Per noi era una grande divertimento. Da lì è iniziato il tutto….per poi arrivare ad otto anni e creare il primo complessino che animava le feste organizzate dalla scuola o in occasione dei compleanni dei nostri amici. Questo gioco è diventato una grande passione che ha accompagnato tutta la mia vita ed è ancora oggi una passione…

 

Hai fatto tutto ciò che nell’ambiente si può fare per uno che vuole fare questo mestiere. Quotidianamente il mio era un cercare…. cercare di portare a casa qualcosa non solo a livello economico…ma soprattutto soddisfazione personale: fama, successo, notorietà, importanti contratti ….Lavorando sul campo conosci tanta gente, incontri tante proposte e così mi sono ritrovato a suonare con grandi artisti: Edoardo Bennato, Riccardo Fogli, Alberto Fortis, Righera…….e tanti altri ancora.

 

Dal 1991 al 2003 hai vissuto una “favola musicale” con Vasco Rossi. Cosa conservi di questa esperienza? Conservo tante cose! Molto belle! Tu consideri questo bambino che ha iniziato a sei anni, per gioco, e che non è stato mai costretto a sgomitare per arrivare da qualche parte. Mi sono ritrovato su questi grandi palchi…con un grande artista della musica italiana... L’esperienza con Vasco è stata bella…grandi cose, grandi emozioni sotto l’aspetto professionale…Il mondo dell’artista è diverso però visto da fuori. Dentro tutto è bello: l’aspetto della musica, il suonare dal vivo davanti a migliaia di fans… è meraviglioso… ma il resto è pieno di problemi … per non dire pericoloso. Sotto certi aspetti sei davvero in una favola magica…Ho suonato dal vivo in grandi stadi: San Siro, San Paolo…Ho lavorato e alla fine ho ottenuto ciò che meritavo… ma poi ti rendi conto che è solo una favola… e il rapporto che si crea e ruota intorno è falso.. Tu sei quello che suoni per Vasco…ma perdi in un certo senso la tua vera identità…sei circondato da tantissime persone, di ogni tipo, che ti tengono su di un piedistallo…Ad un certo punto mi sono ritrovato a volare…Ero sospeso dalla gente…ricevevo tantissimi complimenti…e tutto ciò ti fa perdere il senso della realtà. Ho conosciuto il mondo dorato dello starsystem e la «vita spericolata». Poi ha deciso di darci un taglio.

 

Cosa è successo? Ho scoperto molto tardi che la vita è un dono e che anche la musica è un dono. Caduto dalla giostra ho scoperto che c’è stato qualcuno dall’alto che mi ha preso e mi ha dato la spinta definitiva. Non mi ha preso dolcemente…ma mi ha dato uno scossone ancora più forte … e mi ha spinto verso giù. Una volta caduto mi sono reso conto che non avevo più amici…ero solo… Gli amici del mio mondo dorato erano tutti scomparsi…Mi sono ritrovato per terra con la paura di non essere raccolto da nessuno. Mi sono detto: “E ora che faccio? Sono perduto…” Così ho scoperto un mondo nuovo… quello vero…Ho scoperto di avere vicino proprio quelle persone che per tanto tempo avevo abbandonato… persone che con il loro amore mi hanno sempre aspettato e raccolto con amore e misericordia. Si sono presi cura di me e mi hanno aiutato a ritrovare il coraggio per camminare e mettermi di nuovo in gioco. Inizia così un periodo di forte crisi, nel quale mi riavvicino alla fede e rifletto sul senso della vita e del mio lavoro. Mi sono reso conto che la musica è un dono. Ho una capacità che non dipende da me, ma mi è stata data. Sembrerà banale, ma questo pensiero mi ha aiutato a riscoprire me stesso, a guardare tutto con occhi nuovi. E a decidere di mettere la mia esperienza musicale e le mie capacità a servizio del Vangelo.

Di Nina Serago  - Teleradiopadrepio

Così hai scoperto che con il tuo lavoro puoi fare anche qualcosa per gli altri? Certo! La passione per la musica di cui ti parlavo continua ancora e accompagna la mia vita. Ho realizzato un musical che porto in giro per l'Italia. Nel 1995 su commissione ha scritto e composto l'opera rock "Francesco il musical", la storia di S. Francesco d'Assisi su musiche inedite appositamente scritte. Un musical che ha avuto ottimi apprezzamenti da parte del pubblico e degli addetti alla critica e l'interpretazione della cantante Sara Trampetti nelle vesti di S. Chiara. Del 2002 il recital "Una donna vestita di sole", la storia della Madonna accanto al Figlio Gesù, dall'Annunciazione fino ai giorni nostri. E' raccontata, suonata e cantata con brani dal melodico acustico al rock struggente e appassionato, suonato rigorosamente dal vivo con grande coinvolgimento emotivo del pubblico. I brani sono originali e raccolti in un cd omonimo edito da Edizioni Marna. Del 2004 “Marietta. Tutto per amore di Dio”, il musical sulla vita di Madre Francesca Rubatt fondatrice delle suore cappuccine. Una donna che ha affrontato molte prove nella vita e che ha saputo testimoniare giorno per giorno la sua fede in Dio.

 

Nando, quali sono i veri valori della vita? Sono quelle cose che mi hanno buttato giù da questa giostra. Sono caduto e mi sono fatto molto male….avevo perso il senso dei veri rapporti: l’amicizia, la fede, la famiglia, le cose semplici e quotidiane che caratterizzano il cammino di tutti… il poter essere me stesso … per quello che sono e per quello che so dare a chi mi sta vicino.

 

Questa scelta di fede ha portato serenità nella tua vita? Sì! Ho fatto una scelta nella mia vita, purtroppo tardi … La strada è ancora lunga e non smetto mai di mettermi in discussione. Ho scelto di seguire l’amore di Dio… Tutto ciò che faccio, lo faccio per amore di Dio.

Nina Serago


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