Riccardo Muti al Teatro Regio di Parma con l'Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”

15/nov/2005 18.32.07 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma
Fondazione
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Riccardo Muti con l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”

al Teatro Regio di Parma. Il grande appuntamento

della Stagione Concertistica, in occasione

dell’insediamento del Comitato d’Onore di

Parma Capitale della Musica, sarà ripreso da Mediaset

In programma la Sinfonia n. 5 di Dmitrij Šostakovic

e la Sinfonia Concertante per violino, viola e orchestra di Mozart,

solisti Francesco Manara e Simonide Braconi.

Prova aperta per gli studenti del Conservatorio “A. Boito”.

 

 

Riccardo Muti sarà al Teatro Regio di Parma giovedì 17 novembre, ore 20.30, alla guida dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” per uno degli appuntamenti più attesi della Stagione Concertistica 2005-2006.

 

Il concerto, che prevede in programma la Sinfonia Concertante in mi bemolle maggiore per violino, viola e orchestra K. 364 di Wolfgang Amadeus Mozart, che avrà come solisti Francesco Manara e Simonide Braconi e la Sinfonia n. 5 op. 47 di Dmitrij Šostakovic, è l’eccezionale evento musicale che accompagnerà l’insediamento del Comitato d’Onore di Parma Capitale della Musica. Oltre ad uno stuolo di autorità, ospiti illustri e appassionati,  il Teatro Regio di Parma ospiterà per questa occasione anche le telecamere di Mediaset, impegnate nella ripresa  del concerto che sarà mandato in onda la sera di sabato 19 novembre su Rete 4.

 

Molteplici le ragioni che rendono davvero eccezionale il concerto di Riccardo Muti, che torna a Parma per un’occasione che riveste un valore molto speciale sia per la città che per il suo teatro. Il Comitato d'Onore di Parma Capitale della Musica incontrerà la stampa nel corso di una conferenza che avrà luogo poche ore prima del concerto, alle 18.30, nel Foyer del Teatro Regio a cui intervengono come relatori il sindaco della città di Parma Elvio Ubaldi, il sovrintendente del Teatro Regio Mauro Meli ed il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, i quali approfondiranno temi legati ad una progettualità tesa a mettere in risalto l’impegno di Parma per la cultura, dando sostegno alla città per un ulteriore sviluppo culturale. Partecipano all’incontro i ministri Pietro Lunardi e Rocco Buttiglione che fanno parte del Comitato d’Onore di Parma Capitale di cui è presidente il  Principe Aga Khan.

 

Fra le iniziative che accompagnano il concerto di Muti al Teatro Regio un significato particolare assume la prova di mercoledì sera aperta a oltre quattrocento studenti del Conservatorio “A. Boito”. Emblematiche in tal senso le parole che il Maestro Riccardo Muti ha trovato per spiegare il significato della nascita dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”: Vorrei restituire al mio Paese ciò che da esso e dai suoi grandi maestri ho ricevuto: costruire un’orchestra di giovani talenti italiani che, dopo il Conservatorio, in tre anni di attività possano apprendere il significato dello stare in orchestra, del dare il proprio contributo ad una compagine sinfonica od operistica, acquisendo piena consapevolezza di un ruolo che certo non è meno importante di quello solistico.

 

Ispirata dalla volontà e dal desiderio di Riccardo Muti, suo fondatore, l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, assumendo il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi, vuole sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, la propria inclinazione ad una visione europea della musica e della cultura. Orchestra di formazione, la “Cherubini” si pone quale strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo accademico e l’attività professionale. Gli 80 giovani strumentisti, provenienti da tutte le regioni italiane e scelti tra oltre 600 aspiranti attraverso audizioni e selezioni effettuate nel corso di due anni da una commissione presieduta dallo stesso Muti, saranno integrati dai migliori allievi della Scuola di Fiesole, sulla base di un protocollo di intesa siglato tra l’Orchestra Cherubini e la prestigiosa istituzione di formazione musicale. Al Festival di Ravenna 2005 la “Cherubini” ha messo in evidenza la sua qualità sia nell’opera, con il Faust di Gounod e la Sancta Susanna di Hindemith, diretta da Muti, sia nel repertorio sinfonico (Prokof’ev e, con Muti, Beethoven). Sempre con Muti la “Cherubini” ha suonato al Festival di Malta e più recentemente nella cattedrale di Trani, per i 30 anni del F.A.I.

 

La Stagione Concertistica 2005-2006 del Teatro Regio di Parma è realizzata grazie al contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Fondazione Parma Capitale della Musica, ARCUS e con la collaborazione di Solares Fondazione Culturale - Società dei Concerti di Parma e della Fondazione Filarmonica ArturoToscanini.

 

Per informazioni: biglietteria del Teatro Regio tel. 0521 039399 biglietteria@teatroregioparma.org  www.teatroregioparma.org

 

 

RICCARDO MUTI

A Napoli, città in cui è nato, studia pianoforte con Vincenzo Vitale, diplomandosi con lode presso il Conservatorio di San Pietro a Majella. Prosegue poi gli studi a Milano, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, sotto la guida di Bruno Bettinelli e Antonino Votto, diplomandosi in composizione e direzione d’orchestra. A imporlo all’attenzione della critica e del pubblico, nel 1967, è il primo posto assegnatogli all’unanimità dalla prestigiosa giuria del Concorso Cantelli di Milano. L’anno seguente viene nominato direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino: manterrà questo incarico fino al 1980. Già nel 1971, però, Muti viene invitato da Herbert von Karajan sul podio del Festival di Salisburgo, inaugurando una felice consuetudine che lo porterà, nel 2001, a festeggiare i trent’anni di sodalizio con la prestigiosa manifestazione austriaca. Gli anni Settanta lo vedono alla testa della Philharmonia Orchestra di Londra (1972-82), dove succede a Otto Klemperer; quindi, tra il 1980 e il 1992, eredita da Eugène Ormandy l’incarico di direttore musicale della Philadelphia Orchestra. Dal 1986 al 2005 è direttore musicale del Teatro alla Scala e sotto la sua direzione prendono forma progetti importanti, come la proposta della trilogia Mozart-Da Ponte e della tetralogia wagneriana. Accanto ai titoli del grande repertorio trovano spazio e visibilità anche altri autori meno frequentati: pagine preziose del Settecento napoletano e opere di Gluck, Cherubini, Spontini, fino a Poulenc, con quelle Dialogues des Carmélites che gli hanno valso il premio Franco Abbiati della critica. Il lungo periodo trascorso come direttore musicale dei complessi scaligeri culmina il 7 dicembre 2004 nella trionfale riapertura della Scala restaurata con l’ Europa riconosciuta di Antonio Salieri. Nel corso della sua straordinaria carriera Riccardo Muti dirige molte delle più prestigiose orchestre del mondo: dai Berliner Philharmoniker alla Bayerisches Rundfunkorchetser, dalla New York Philharmonic all’Orchestre National de France, alla Philharmonia di Londra e, naturalmente, ai Wiener Philharmoniker, ai quali lo lega un rapporto assiduo e particolarmente significativo, e con i quali si esibisce al Festival di Salisburgo dal 1971. Invitato sul podio in occasione del concerto celebrativo dei 150 anni della grande orchestra viennese, Muti ha ricevuto l’Anello d’Oro, onorificenza concessa dai Wiener in segno di speciale ammirazione e affetto. Nell’aprile del 2003 viene eccezionalmente promossa in Francia una “Journée Riccardo Muti”, attraverso l’emittente nazionale France Musique che per 14 ore ininterrotte trasmette musiche da lui dirette con tutte le orchestre che lo hanno avuto e lo hanno sul podio, mentre il 14 dicembre dello stesso anno dirige l’atteso concerto di riapertura del Teatro La Fenice di Venezia. Nel 2004 fonda l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, formata da giovani musicisti selezionati, da una commissione internazionale, fra oltre 600 strumentisti provenienti da tutte le regioni italiane. La vasta produzione discografica, già rilevante negli anni Settanta e oggi impreziosita dai molti premi ricevuti dalla critica specializzata, spazia dal repertorio sinfonico e operistico classico al Novecento. Il suo impegno civile di artista è testimoniato dai concerti proposti, nell’ambito del progetto “Le vie dell’Amicizia” di Ravenna Festival, in alcuni luoghi “simbolo” della storia sia antica che contemporanea: Sarajevo (1997), Beirut (1998), Gerusalemme (1999), Mosca (2000), Erevan e Istanbul (2001), New York (2002), Il Cairo (2003), Damasco (2004), El Djem, in Tunisia (2005), con il Coro e l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino e i Musicians of Europe United, formazione costituita dalle prime parti delle più imporanti orchestre europee. Tra gli innumerevoli riconoscimenti conseguiti da Riccardo Muti nel corso della sua carriera, si segnalano: Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e la Grande Medaglia d’oro della Città di Milano; la Verdienstkreuz della Repubblica Federale Tedesca; la Legion d’Onore in Francia e il titolo di Cavaliere dell’Impero Britannico conferitogli dalla Regina Elisabetta II. Il Mozarteum di Salisburgo gli ha assegnato la Medaglia d’argento per il suo impegno sul versante mozartiano; la Wiener Hofmusikkapelle e la Wiener Staatsoper lo hanno eletto Membro Onorario; il presidente russo Vladimir Putin gli ha attribuito l’Ordine dell’Amicizia, mentre lo Stato d’Israele lo ha onorato con il premio Wolf per le arti. Moltissime università italiane e straniere gli hanno conferito la laurea honoris causa. Riccardo Muti ha appena concluso una trionfale tournée in Giappone con i Wiener Philharmoniker.

 

FRANCESCO MANARA Ha frequentato il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, dove nel 1990 si diploma sotto la guida di Marin con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. In seguito, grazie a una borsa di studio conferitagli dalla De Sono Associazione per la Musica, si è perfezionato con Prencipe, Gulli, Ricci, Gheorghiu e, ad Amsterdam, con Krebbers. Nel 1992 è stato scelto da Riccardo Muti per ricoprire il ruolo di primo violino solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala e ha vinto il primo premio del concorso indetto dall’Orchestra Filarmonica della Scala. È stato premiato in numerosi concorsi internazionali, tra cui il Joachim di Hannover, l’Antonio Stradivari di Cremona, lo Spohr di Freiburg, il Dong-A di Seoul, l’ARD di Monaco, il Pëtr Il’ic? C?ajkovskij di Mosca (premio speciale), il Niccolò Paganini di Genova (premio speciale) e il CIEM di Ginevra (primo premio). Le affermazioni in tali concorsi lo hanno condotto presto verso una brillante carriera solistica che lo ha visto esibirsi con un centinaio di orchestre, tra cui l’Orchestre de la Suisse Romande, la Bayerisches Rundfunkorchester, l’Orchestra della Radio di Stoccarda, l’Orchestra della Radio di Hannover, la Wiener Kammerorchester, la Tokyo Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e, in più occasioni, la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti. Nel 1998 ha debuttato al Lincoln Center di New York con il Concerto op. 61 di Beethoven. È il fondatore del Trio Johannes. Questa formazione cameristica è stata premiata al Concorso internazionale di musica da camera del Trio di Trieste e a quello di Osaka, ed è risultata vincitrice del Concert Artists Guild Competition di New York. Dal 2001 Francesco Manara è inoltre il primo violino del Quartetto d’Archi della Scala, con il quale si è già esibito in tutta Italia e ha effettuato tournée in tutto il mondo. Il suo repertorio, che spazia da Bach ai contemporanei, comprende anche i Ventiquattro Capricci di Paganini, eseguiti integralmente più volte, e tutte le Sonate e Partite di Bach. Con l’Orchestra di Padova e del Veneto ha inciso il Concerto di Bartolomeo Campagnoli (Dynamic) e con la Filarmonica della Scala diretta da Muti la Sinfonia concertante di Mozart (EMI), con il violista Danilo Rossi. Ha inoltre effettuato registrazioni per la Radio di Monaco, per Radio France e per la Radio della Suisse Romande. Docente di violino presso l’Accademia della Scala e presso la Scuola Musicale di Milano, è stato invitato a tenere un master alla Manhattan School di New York. Ha tenuto corsi di qualificazione professionale per orchestra presso la Scuola di Musica di Fiesole e il Laboratorio Sperimentale di Spoleto, nonché corsi di violino all’Istituto Superiore di Musica Lorenzo Perosi di Biella. Suona un Giovanbattista Guadagnini del 1773.

 

SIMONIDE BRACONI Nato a Roma, si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio di Santa Cecilia e successivamente alla Musik Hochschule di Freiburg (con menzione d’onore), studiando rispettivamente con i maestri Esposito e Kim Kashkashian. Si è perfezionato con Bruno Giuranna (Accademia William Stauffer di Cremona) e Jury Bashmet (Accademia Chigiana di Siena, diploma di merito nel 1991 e nel 1992). Tra le varie orchestre con le quali ha collaborato da solista, spiccano l’Orchestra Stabile di Bergamo Gaetano Donizetti, l’Orchestra Accademia I Filarmonici, l’Orchestra Sinfonica Basca, l’Orchestra del Friuli Venezia Giulia, l’Orchestra Guido Cantelli, la United Europe Chamber Orchestra, l’Orchestra di Baden-Baden, l’Ensemble Petruzzelli, i Filarmonici di Torino, la Sinfonica di Lubiana, l’Orchestra Haydn di Bolzano, l’Orchestra Filarmonica della Scala, con la quale recentemente ha interpretato con successo la Kammermusik n. 5 (Concerto per viola) di Paul Hindemith sotto la direzione del Maestro Sawallisch, e l’Orchestra Cherubini diretta dal Maestro Riccardo Muti, con la quale ha eseguito la Sinfonia concertante di Mozart. Prima viola dell’Orchestre des Jeunes de la Mediterranèe e membro dell’Orchestra della Comunità Europea, ha collaborato come prima viola con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma e nel 1994, a soli 22 anni, è stato invitato dal Maestro Riccardo Muti a ricoprire lo stesso ruolo nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Insieme alle altre prime parti dell’Orchestra ha costituito di recente il Quartetto d’archi della Scala. Come solista e in formazione cameristica ha inciso per le etichette discografiche Thymallus, Agorà, Rhona, Tudor, Dad, Stradivarius e Dynamic, oltre a diverse registrazioni per Radio 3 e per le riviste «CD Classica» e «Amadeus». È stato premiato in diversi concorsi internazionali (tra cui quello di Colonia e il Lionel Tertis Competition in Inghilterra). Membro di giurie in diversi concorsi internazionali (tra cui Ginevra), è invitato a tenere corsi presso importanti istituzioni (Arts Academy a Roma, Festival delle Città a Portogruaro, Gubbio Festival, Accademia T. Varga a Sion). È inoltre docente presso l’Accademia internazionale Lorenzo Perosi di Biella e l’Accademia della Filarmonica della Scala. Suona una viola Giovanni Gagliano (1800) della Fondazione Pro Canale Onlus di Milano.

 

ORCHESTRA GIOVANILE “LUIGI CHERUBINI” «Vorrei restituire al mio Paese ciò che da esso e dai suoi grandi maestri ho ricevuto: costruire un’orchestra di giovani talenti italiani che, dopo il Conservatorio, in tre anni di attività possano apprendere il significato dello stare in orchestra, del dare il proprio contributo a una compagine sinfonica od operistica, acquisendo piena consapevolezza di un ruolo che certo non è meno importante di quello solistico». Ispirata dalla volontà e dal desiderio di Riccardo Muti, suo fondatore, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, assumendo il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo - Beethoven stesso lo considerava il più grande della sua epoca - vuole sottolineare, insieme a una forte identità nazionale, la propria inclinazione a una visione europea della musica e della cultura. Orchestra di formazione, la Cherubini si pone quale strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo accademico e l’attività professionale. Gli ottanta giovani strumentisti, provenienti da tutte le regioni italiane e scelti tra oltre seicento aspiranti attraverso audizioni e selezioni effettuate nel corso di due anni da una commissione presieduta dallo stesso Muti, sono integrati dai migliori allievi della Scuola di Fiesole, sulla base di un protocollo di intesa siglato tra l’Orchestra Cherubini e la prestigiosa istituzione di formazione musicale. Il percorso di crescita, articolato in periodi di studio direttamente finalizzati al denso programma di esecuzioni, ovvero il momento dello studio e dell’approfondimento delle musiche e degli autori, trova sempre esito concreto nel momento del confronto con il pubblico. «Solo in questo modo è possibile - spiega Riccardo Muti - dare spazio all’entusiasmo e al talento di questi giovani musicisti abituati in Conservatorio ad affrontare solo marginalmente il momento delle esercitazioni orchestrali, nonché, a causa di programmi troppo spesso antiquati, a trascurare autori fondamentali per il loro sviluppo artistico». L’Orchestra, nata nel 2004, è gestita dall’omonima Fondazione, sostenuta da Arcus e da Progetto Italia, e divide la propria sede tra il Teatro Municipale di Piacenza e, quale residenza estiva, il Ravenna Festival. Infatti è proprio nell’ambito di questo prestigioso festival che la Cherubini, dopo aver debuttato ufficialmente nel teatro piacentino nel maggio 2005, diretta da Riccardo Muti, ha compiuto il primo vero e proprio “stage formativo” esibendosi, in un brevissimo arco di tempo e con successo, sia nel repertorio operistico più tradizionale, in una nuova produzione del Faust di Gounod diretta da Patrick Fournillier, che in quello meno frequentato, come la Sancta Susanna di Hindemith, eseguita in forma di concerto sotto la direzione di Riccardo Muti. Eppoi nel repertorio sinfonico con l’esecuzione dei concerti per pianoforte di Prokof’ev insieme ai solisti del Toradze Piano Studio; e di nuovo con Muti in due grandi pagine beethoveniane: il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 61 (con Vadim Repin) e la Quinta Sinfonia. Sempre con Riccardo Muti la Cherubini si è poi esibita al Festival di Malta e più recentemente nella cattedrale di Trani, in un concerto che associava alla Sinfonia concertante per violino e viola di Mozart e alla Tragica di Schubert il Concerto La tempesta di mare di Vivaldi. Proseguendo nell’indagine di un repertorio di par ticolare valore formativo, la Cherubini affronta pagine di S?ostakovic, Mozart, Salieri, Schubert, Haydn, Stravinskij. Ai teatri italiani che ospiteranno le sue esecuzioni, tra cui figurano Piacenza, Legnago, Parma e Bari, si aggiungerà, in dicembre, l’Aula del Senato a Roma per il tradizionale concerto di Natale. Nel futuro dell’Orchestra si delineano anche prestigione esperienze all’estero, come l’invito al Musikverein di Vienna rivolto alla Cherubini dai Wiener Philharmoniker.  

 

 

 

 

STAGIONE CONCERTISTICA

2005 - 2006

Auditorium Paganini - Teatro Regio

 

 

Auditorium Paganini

giovedì 27 ottobre 2005, ore 20.30 Turno A

BALTIMORE SYMPHONY ORCHESTRA

Direttore YURI TEMIRKANOV

George Gershwin

Rhapsody in blue (Rapsodia in blu)

An American in Paris (Un americano a Parigi)

Antonín Dvorák

Sinfonia n.9 in mi minore “Dal nuovo mondo”

 

 

 

Auditorium Paganini

domenica 30 ottobre 2005, ore 20.30 Turno C

ORCHESTRA GIOVANILE ITALIANA

Direttore JEFFREY TATE

Benjamin Britten

Sinfonia da Requiem op. 20

Ernest Chausson

Soir de fête op. 32

Johannes Brahms

Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98

 

 

 

Auditorium Paganini

giovedì 10 novembre 2005, ore 20.30 Turno A

Pianoforte RADU LUPU

Robert Schumann

Waldszenen op. 82

Humoreske in si bemolle maggiore op. 20

Sonata n. 1 in fa diesis minore op. 11

 

 

 

Auditorium Paganini

martedì 15 novembre 2005, ore 20.30 Turno A

ORCHESTRA DA CAMERA DI MANTOVA

Direttore UMBERTO BENEDETTI MICHELANGELI

Pianoforte PAOLO BORDONI

Maurice Ravel

Le tombeau de Couperin

Concerto in sol per pianoforte e orchestra

Franz Schubert

Sinfonia n. 4 in do minore D. 417 “Tragica”

 

 

 

Teatro Regio

giovedì 17 novembre 2005, ore 20.30 Turno C

ORCHESTRA GIOVANILE “LUIGI CHERUBINI”

Direttore RICCARDO MUTI

Violino FRANCESCO MANARA

Viola SIMONIDE BRACONI

Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per violino, viola e orchestra K. 364

Dmitrij Šostakovic

Sinfonia n. 5 in re minore op. 47

 

 

 

Auditorium Paganini

domenica 20 novembre 2005, ore 20.30 Turno B

BAYERISCHES STAATSORCHESTER

Direttore ZUBIN MEHTA

Mezzosoprano MARIANA LIPOVSEK

Tenore ROBERT DEAN SMITH

Franz Schubert

Sinfonia n. 8 in si minore D. 759 Incompiuta

Gustav Mahler

Das Lied von der Erde (Il Canto della Terra)

 

 

 

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