Toledo Suite - Enzo Moscato

10/ago/2011 11.05.01 Victoriano Papa Contatta l'autore

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Subito prima della pausa di ferragosto, Venerdì 12.8.2011, ore 21:30, in scena al Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli), ENZO MOSCATO in “Toledo Suite” per una performance d’eccezione, curata da “PROGETTO SONORA”, nell’ambito della IV edizione di “Un’Estate al Madre”. Ingresso 12,00 €. Info e prenotazioni: 081/19313016, prevendite circuito www.go2.it “TOLEDO SUITE”. “Toledo Suite” è un recital tra musica e teatro scritto, diretto e interpretato da Enzo Moscato. Da Viviani, Gill, Taranto e Trovaioli, sino a Brecht, Eisler, Weill, Marguerite Duras un viaggio tra i graffiti vocali dell’anima che non conoscono barriere e confini. Lo spettacolo si avvale di alcune collaborazioni ‘storiche’ del teatro di Moscato: da Mimmo Paladino, che firma le immagini sceniche, a Pasquale Scialò, autore delle elaborazioni e della direzione musicale, a Cesare Accetta per le luci, a Tata Barbalato per i costumi. È un iter sonoro e interpretativo colto e popolare al tempo stesso, elegante e ricercato, eppure vivido, autentico e diretto. Un recital fortemente suggestivo, carico di emozioni, dalle sensazioni nette, che attraversa generi e repertori canori differenti, tenuti insieme da due componenti essenziali: uno chansonnier straordinario e un unico filo tematico che unisce tre elementi: il quartiere “Toledo”, la musica e le puttane. Un interprete di successo come Moscato, il cui debutto in teatro è nel ’76, poi anche autore di pièce teatrali, quindi dato in prestito alla TV e al cinema, in lavori di celebri registi come Pappi Corsicato, Mario Martone, Antonella De Lillo e Massimo Andrei, riesce a dar vita a uno spettacolo intenso, in cui diversi linguaggi artistici, quello canoro, musicale e figurativo, si mescolano in maniera armoniosa ed equilibrata. «“Toledo-Suite”… ovvero ‘Recital’ o ‘Serata-Voce’. Viaggio nel flusso canoro-migratorio dei generi vocali più diversi, come spiega l’autore stesso… Enzo Moscato una sera, e quel suo canto/carezza/pugnale; quell’indefinibile assenza/presenza sulla scena, affidata alla sua gola. Quel duttile, affascinante gioco, che fa a meno di arredo, di orpelli, di costumi e finzioni. Che fa a meno di tutto, tranne che della Voce. Forte e fragile pigmento. Forte e fragile epidermide del suo essere ‘così’: antico, moderno, aspro, dolce, smarrito, evocativo, adulto, bambino, terribile e infrangibile Assoluto, che tutto consegna alla forma-canzone, dai trovatori ai coevi cantautori… per sortire una reazione, dar vita a emozioni, lasciare un segno e forse anche una ferita». Scrive Enrico Fiore su “Il Mattino”, a proposito di una messinscena di questo straordinario percorso nell’incomparabile vocalità di Moscato che «…la musica qui va intesa come soglia tra il tormento di un’asfissia subita e il conforto di un’evasione sognata. E non a caso, allora, della musica vengono chiamate a parlare, fra una canzone e l’altra, le puttane che comparivano, per l’appunto, in “Toledo suite”, il testo dell’88 che faceva parte di “Tiempe sciupate”…». E a tutto ciò, a un’atmosfera spiazzante, a una teoria di apparenti contraddizioni, di volute dissonanze, di contrasti cercati, contribuisce, per paradosso, da un parte, il dialogo fluido e naturale dell’interprete con le raffinate raffigurazioni di Mimmo Palladino proiettate sullo schermo; dall’altra, quello, altrettanto spontaneo e complice, instaurato con le creazioni musicali di Pasquale Scialò. La Formazione: Enzo Moscato, autore e interprete; Claudio Romano, chitarra; Paolo Sasso violino; Mimmo Paladino, immagine sceniche; Pasquale Scialò, composizioni originali ed elaborazioni musicali; Tata Barbalato, costumi.
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