Foja e K-Conjog Live al Madre

Per il quartetto napoletano la contaminazione più che una scelta stilistica è una forma di comunicazione necessaria per chi come loro nel cuore ha il rock e nell'ispirazione ritrova ritmi e melodie del repertorio napoletano.

Persone Valerio Berruti, Francesco Lettieri, Enrico D'Amelio, Fabrizio Somma, Giuliano Falcone, Giovanni Schiattarella, Ennio Frongillo, Dario Sansone
Luoghi Europa, Mediterraneo, Napoli, Repubblica di San Marino, Praga, Stati Uniti d'America, Snowdonia
Organizzazioni K-Conjog Live
Argomenti musica

31/ago/2011 11.46.24 Victoriano Papa Contatta l'autore

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Doppio appuntamento musicale, a cura di “PROGETTO SONORA”, per la IV edizione di “Un’Estate al Madre”, Venerdì 2.9.2011, ore 21:30, con i FOJA + K-Conjog sul palco del Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli). Ingresso 12,00 €. Info e prenotazioni: 081/19313016, prevendite circuito www.go2.it FOJA, LA FORMAZIONE: Dario Sansone: testi, voce e chitarra; Ennio Frongillo chitarra; Giovanni Schiattarella batteria; Giuliano Falcone basso. I “Foja” nascono nella primavera del 2006. “A’ Foja” è la foga, qualcosa che brucia dentro ma non consuma, anzi accende. È la vitalità nevrotica dei nostri giorni, più che un nome è un manifesto. Da subito la band partenopea sceglie di non cavalcare nessuna moda e non cercare etichette o classificazioni. Per il quartetto napoletano la contaminazione più che una scelta stilistica è una forma di comunicazione necessaria per chi come loro nel cuore ha il rock e nell’ispirazione ritrova ritmi e melodie del repertorio napoletano. È una musica che punta sull’immediatezza delle melodie e degli arrangiamenti; live sempre carichi di energia e sudore, un loro rock-folk viscerale che arriva dritto al cuore mediante un linguaggio contaminato e originale, talvolta grintoso e ironico, talvolta romantico e malinconico. ‘Na Storia Nova, live che proporranno venerdì prossimo sul palco del Museo Madre, e progetto discografico pubblicato da “Materia Principale Fullheads” nel 2011, è una performance contaminata e che contamina, dove gli strumenti e i sogni viaggiano nella stessa direzione, dove il groove dei Foja a tratti rievoca scenari del wild west con saloon, a tratti le luci e ombre dell’underground made in Naples, al punto da non restare imbrigliato in un unico genere o in un solo colore musicale. Tutto ciò, grazie anche al forte impatto sulla platea, come già si accennava, ha reso questo quartet ‘nostrano’ una delle realtà emergenti più interessanti del momento con notevoli riconoscimenti di pubblico e critica. Il loro primo lavoro è “Se po’ sbaglià”, album autoprodotto uscito nel 2009. Nel sound dei Foja elementi alti e popolari si miscelano in maniera originale e non provinciale. Undici tracce dall’impianto tipicamente rock, quelle di ‘Na Storia Nova, con strutture semplici impreziosite dal bagaglio della tradizione musicale partenopea e dagli influssi newpolitani delle posse campane. Un incrocio sonoro dove echi del Mediterraneo, dell’Europa e degli Usa si incontrano in un mix felice in cui la voce di Sansone è schietta e nitida, le ritmiche della batteria di Schiattarella possenti, le linee melodiche del basso di Falcone acute e dirette, la chitarra di Frongillo trascinante e armoniosa al contempo. “K-Conjog” è Fabrizio Somma, un polistrumentista che si avvicina all’elettronica più per le possibilità espressive offerte dal genere che per le sonorità. Dopo collaborazioni con musicisti e performer vari, nonché piccole pubblicazioni e partecipazioni a compilation, nell’ottobre del 2009 arriva il suo disco d’esordio, “Il Nuovo è al passo coi tempi”, uscito per Snowdonia Dischi/Audioglobe. L’album è un pot-pourri di sonorità e ritmi che alterna nuance più dichiaratamente gioiose a indugi verso una sentita malinconia, portando l’ascoltatore a un continuo cambio d’umore. “Nel mondo di Fabrizio Somma, in arte K-Conjog, non è permesso alla voce umana di rompere la magia, solo musica e rumori governano l’alternarsi di maree e cicli lunari di una notte lunga 45 minuti.” Enrico D’Amelio (Ondalternativa). A dicembre 2010, poi, per l’etichetta inglese “Dirty Demos” esce il suo secondo disco, un EP electro/folk intitolato “Le storie che invento non le so raccontare.” Il disco suddiviso in 4 Capitoli/Chapter cattura anche l’attenzione del videomaker Francesco Lettieri, che decide di realizzare una serie/saga di videoclip basata proprio sulle musiche del cd. L’album diviene dunque un progetto audio/video diretto da Francesco Lettieri. Chapter II, il primo video della serie, è vincitore di numerosi festival di cortometraggi e video musicali. Tra questi: Clip Music 2010 Ravello Festival (miglior videoclip italiano indipendente), PuntodivistaFilmFestival (I premio sezione cortospot sociale “Per la particolare sensibilità dimostrata verso un tema di interesse sociale, trattato con suspence e ironia.”), Il giardino dei corti 2010 (“Una storia raccontata al contrario dall’esito imprevisto che sorprende di fotogramma in fotogramma utilizzando le migliori tecniche del videoclip”), Miglior corto per la televisione al CortoLovere 2010 (premio San Marino RTV, motivazione: “Per l’immediatezza e il sarcasmo che lo rendono fruibile da ogni pubblico”). K-Conjog ha collaborato inoltre con Valerio Berruti partecipando all’installazione, “E più non dimandare”, presentata al tina.b, festival internazionale di arte contemporanea di Praga; ha musicato la sua ultima personale, “Una sola moltitudine”, col pezzo “Mono No Aware”, anche colonna sonora per la prima App IPad mai realizzata per un artista contemporaneo. Il catalogo della mostra è edito da Allemandi. Attualmente presenta “A Love will come with a Red Light in Her Hands”, un laptop live set con interazioni video di Francesco Lettieri. A breve uscirà il suo prossimo disco per l’etichetta americana “Abandon Building Records”. “La musica di K-Conjog può essere interpretata come si vuole. Si passa dal divertente all’angosciante, dalla spensieratezza alla tribolazione. Ma solo una cosa è certa, la sua musica è sicuramente scordata.”
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