Remo Anzovino In Concerto al Madre

Ultimo attesissimo happening musicale, sempre a cura di "PROGETTO SONORA", nell'ambito della IV edizione di "Un'Estate al Madre", Mercoledì 7.9.2011, ore 21:30, con REMO ANZOVINO in Concerto in Trio sul palco del Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 - Napoli).

Persone Tina Modotti, Louise Brooks, Francesco Bearzatti, Enzo Pietropaoli, Gabriele Mirabassi, Franz Di Cioccio, Daniela Bisogni, Lorenzo Viganò Corsera, Gianni Fassetta, Marco Anzovino, Remo Anzovino, Valentina
Luoghi Napoli
Organizzazioni Alitalia
Argomenti musica, composizione

05/set/2011 10.38.34 Victoriano Papa Contatta l'autore

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Ultimo attesissimo happening musicale, sempre a cura di “PROGETTO SONORA”, nell’ambito della IV edizione di “Un’Estate al Madre”, Mercoledì 7.9.2011, ore 21:30, con REMO ANZOVINO in Concerto in Trio sul palco del Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli). Ingresso 12,00 €. Info e prenotazioni: 081/19313016, prevendite circuito www.go2.it REMO ANZOVINO IN CONCERTO. La Formazione: Remo Anzovino al pianoforte, Marco Anzovino alle chitarre, Gianni Fassetta alla fisarmonica. La performance che quest’anno chiude il ciclo di eventi musicali della kermesse napoletana “Un’Estate al Madre” mercoledì prossimo avrà come protagonista il grande compositore e pianista Remo Anzovino in Trio, pronto a regalare al pubblico del Museo Madre un florilegio di brani scelti dai suoi 3 album (“Igloo”, “Tabù” e “Dispari”), oltre a diversi inediti, con la suggestione della proiezione di sequenze di film in bianco e nero del cinema muto degli anni ’20 e ’30 come colonna visiva della musica. A colpire, infatti, quasi prima della perizia tecnica del musicista friulano, dell’ottimo dialogo con gli strumentisti che lo accompagnano e dell’estro creativo che vive nella composizione, oltre che nell’esecuzione dei singoli pezzi, è proprio il ribaltamento del rapporto musica-immagine. La sequenza di note, nelle esibizioni di Anzovino, non è più mera colonna sonora, accompagnamento e commento musicale alla teoria di fotogrammi che sfilano sullo schermo, bensì il contrario. La musica è pensata come fulcro dello show: sono le immagini a fare da tappeto visivo alla partitura e al pentagramma, alla sintassi sonora di quest’autore. In un linguaggio universale, trasversale, fatto non di parole, ma solo di suoni, grazie all’immediatezza con cui questi brani giungono al pubblico, Anzovino, con accanto il fratello Marco alle chitarre (usate anche come percussioni) e Gianni Fassetta alla fisarmonica, riesce a proporre un mix affascinate ed evocativo in cui la componente classica, perfettamente coniugata con quella jazz, quasi non si distingue dalle venature etniche, dalla musica da film, da quella operistica e persino da alcune vaghe reminiscenze rock, in una riuscita sinergia tra antico e moderno, colto e popolare. Una musica di ampio respiro, dal DNA internazionale, si potrebbe dire, eppure mai dimentica della tradizione italiana, capace di comunicare con la platea in maniera diretta, senza filtri, né barriere, quasi seguendo un’urgenza dettata dalla forza di un’ispirazione naturale e spontanea. Un sound in cui la qualità della ricerca musicale ben si sposa con la forza comunicativa. “Una ‘musica letteraria’, quella di Anzovino” – per dirla con Lorenzo Viganò Corsera – “che appartiene al nostro vissuto, alla nostra storia come antidoto ai tempi moderni”. “Una musica senza parole che parla meglio di qualunque discorso…” (Daniela Bisogni). Non è un caso, difatti, che Alitalia abbia scelto le creazioni di Anzovino per la promozione della compagnia di bandiera, oltre che programmi TV come Ballarò, Tg2 Costume e Società, Otto e Mezzo, Geo&Geo, Linea Verde, e note trasmissioni radiofoniche. D’altronde, sono molti i giornalisti del settore che ne hanno già intravisto e ampiamente evidenziato le straordinarie qualità. Nei suoi live, peraltro, che nascono anche da collaborazioni discografiche con musicisti del calibro del batterista Franz Di Cioccio, frontman di PFM, del clarinettista Gabriele Mirabassi, del contrabbassista Enzo Pietropaoli, del sassofonista Francesco Bearzatti, icone modernissime, come Louise Brooks (il caschetto nero che diverrà, nella penna geniale di Crepax, il personaggio di Valentina), Buster Keaton, Tina Modotti o le immagini impazzite della metropoli d’inizio ’900, – grazie alla musica geniale e innovatrice di Anzovino – giungono dal passato sino ai nostri occhi come lo specchio su cui riflettere riguardo ai tempi moderni e ai nostri stessi tabù.
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