Poesia in musica il repertorio dei Kaláka

27/feb/2006 10.27.03 Stefania Pilato Contatta l'autore

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Poesia in musica il repertorio dei Kaláka

Hanno regalato al pubblico di Modica il loro repertorio più leggero, ma
sempre altamente poetico.
I Kaláka, storico gruppo folk ungherese formatosi nel 1969, hanno infatti la
peculiarità di musicare e cantare delle poesie. In occasione di Rapsodia
ungherese, appuntamento inserito nel cartellone di Parole & Musica tenutosi
domenica 26 febbraio a Palazzo Grimaldi, hanno selezionato diciassette
brani-poesie divertenti e surreali. Intrisi di elementi naturalistici e dei
forti legami - tanto forti da arrivare alle sovrapposizioni - tra natura e
uomo, come nel caso di Embersólyom (Uomo falco) di Anna Kiss il cui tema è
la metamorfosi in falco dell’uomo prossimo alla dipartita, e di Valaki jár a
fák hegyén (Qualcuno passa sulle cime degli alberi) di Sándor Kányádi,
moderna preghiera in cui si racconta la credenza ungherese secondo la quale
ogni uomo, dopo morto, si trasforma in una stella; prettamente giocosi come
Zenemű két kézre (Musica per due mani) di Jandl Ernst; più lirici come
Rózsa, rózsa (Rosa, rosa) di Sándor Weöres, o “impegnati” al pari di És
keressük az igazsáot (E cerchiamo la verità) di Attila József, tutti i brani
sono stati applauditissimi.
Con le loro quattro voci, Gábor Becze (contrabbasso e chitarra), Dániel
Gryllus (flauti, zither, panpipe, clarinetto, tarogato, cornamusa), Vilmos
Gryllus (violoncello, chitarra, charango, liuto moldavo, jews harp) e Balázs
Radványi (mandolino, chitarra a 12 corde, ukulele, cuatro, viola, kalimba)
hanno affascinato e coinvolto il pubblico che per due volte ha chiesto, e
ottenuto, un bis.
Efficace e molto apprezzata la presentazione, brano dopo brano, ad opera di
Zoltan Fazekas, che ha permesso agli intervenuti di comprendere tutte le
tematiche affrontate.
Dello stesso Fazekas e di Nicoletta Sanfilippo è stato il compito di curare
la parte letteraria dell’incontro: Stiamo su una cima selvaggia e Un bacio a
metà baciato di Endre Ady, Mi hai fatto diventare bambino di Attila József e
Vuoi giocare? di Dezső Kosztolányi, poi cantata dal gruppo, le poesie
selezionate ed interpretate.
In chiusura di concerto, come dopo ogni appuntamento di Parole & Musica,
spazio al gusto con il drink curato dal Caffè Hemingway.
Ricco di sapori ungheresi, il buffet è stato servito nella Sala del Granaio,
sala che ospita Uscita d’emergenza, interessante mostra fotografica di
Zoltan Fazekas, organizzata dalla Fondazione Grimaldi e visitabile fino a
domenica 12 marzo.

Modica 27 Febbraio 2006

Ufficio Stampa
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