ANCHE I CATTOLICI HANNO DEI DIRITTI

DIRITTI Ogni volta che la Chiesa dà

21/mar/2006 07.40.08 PRESS WORLD AGENCY Contatta l'autore

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ANCHE I CATTOLICI HANNO DEI DIRITTI


     Ogni volta che la Chiesa dà suggerimenti e indicazioni ai
cattolici su argomenti che in un certo senso toccano la vita pratica
delle persone, e quindi la politica, insorgono critiche molto forti
che, in sostanza, negano alla Chiesa questo diritto.
     A Roma, il cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza
Episcopale Italiana, aprendo i lavori del Consiglio Episcopale
Permanente, ha detto che, per le prossime elezioni, la Chiesa non si
farà coinvolgere in una scelta di tipo partitico, ma si batterà per
i valori fondati sul primato della persona umana e sul bene comune.
E poiché, scendendo nel pratico, ha toccato i temi "del rispetto
della vita umana dal concepimento al suo termine naturale e del
sostegno concreto alla famiglia legittima fondata sul matrimonio", è
subito scoppiata la tempesta. Le critiche, infatti, trasbordano da
tutti i media. Le più blande ammettono che la Chiesa possa esprimere
il suo parere in astratto, ma non su argomenti sui quali lo Stato ha
legiferato e intende legiferare.
     Chi fa questi ragionamenti, evidentemente non conosce che cosa
sia la Chiesa per i cattolici. La Chiesa non è una pia associazione,
un club, un'organizzazione politica, una confraternita, un movimento
ideologico e cose del genere. E' un'istituzione voluta da Dio,
fondata da Gesù Cristo ed ha lo scopo di guidare gli uomini verso il
loro fine ultimo, che è appunto, per il cattolico, la vita immortale
eterna, in anima e corpo.
     Gesù stesso, fondando la Chiesa, ha dato ad essa una gerarchia,
gli Apostoli, che sono i veri interpreti del "senso" della Chiesa,
perché agiscono assistiti dallo Spirito Santo.  Un singolo
sacerdote, un singolo vescovo, insegnando qualche cosa possono anche
sbagliare. Esprimere cioè una loro opinione personale. Ma quando i
vescovi si esprimono comunitariamente, sotto la guida del Papa,
allora è Dio stesso che parla. E questo avviene naturalmente per le
direttive fondamentali riguardanti le Verità della Fede, e le
conseguenze pratiche che da esse derivano per il raggiungimento del
fine ultimo dell'esistenza. In questi casi, le guide della Chiesa
hanno il dovere di dare consigli e il popolo dei cattolici ha il
diritto di esigere dalle guide indicazioni precise e chiare.
     Perciò le gerarchie ecclesiastiche sono tenute sempre a
indicare ai cattolici quale sia, nella vita pratica, cioè
l'esistenza di tutti i giorni nelle sue varie espressioni, il
percorso da tenere per essere in sintonia con l'insegnamento di
Gesù. E i cattolici devono chiedere alle loro guide queste
indicazioni. Devono esigerle. Quindi, quando i vescovi si esprimono
non fanno altro che compiere un dovere, e, se non lo facessero,
tradirebbero la loro missione.
     In Italia ci sono ancora molti e molti cattolici. Una massa
silenziosa, ma concreta, che esige indicazioni e consigli.  Sono
cittadini che pagano le tasse ed hanno perciò diritto ad avere
quella libertà di opinione e di espressione garantita dalla
Costituzione. Le critiche, le intimidazioni psicologiche, i
distinguo, le ironie, le insofferenze che a valanga invadono i media
ogni volta che la Chiesa offre il suo parere ai cattolici, sono, in
realtà, non solo fuori luogo ma anticostituzionali.


RENZO ALLEGRI 

giornalista e scrittore

renzo@editorialegliolmi.it

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