A Parma il War Requiem di Britten contro gli orrori di tutte le guerre

23/mar/2006 11.17.46 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma

Fondazione

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A Parma il War Requiem di Britten

contro gli orrori di tutte le guerre

Bruno Bartoletti sul podio

di una doppia orchestra e di un doppio coro

per completare il ritratto del compositore inglese.

Teatro Regio di Parma

mercoledì 29, venerdì 31 marzo ore 20.30

lunedì 3 aprile 2006, ore 20.30

 

Con War Requiem in programma al Teatro Regio di Parma il 29 e 31 marzo e 3 aprile, nell’ambito della Stagione concertistica 2005-2006, si completa il ritratto di Benjamin Britten proposto dal Teatro Regio di Parma.

Il soprano Adina Nitescu, il tenore Kim Begley e il baritono Mark Delavan, con l’Orchestra, il Coro del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Martino Faggiani, a cui si affianca anche il Coro di Voci Bianche del Teatro Regio saranno tutti impegnati in questa eccezionale esecuzione affidata alla bacchetta di Bruno Bartoletti, impegnato negli stessi giorni sul podio dell’opera The Turn of the Screw e coadiuvato nella direzione della doppia orchestra da Alistar Dawes.

Britten scrisse il War Requiem per la consacrazione avvenuta il 30 maggio 1962 della nuova cattedrale di Coventry, edificata a ridosso delle macerie dell’antica chiesa, distrutta dai bombardamenti nel 1940. Per questo capolavoro scritto contro l’orrore della guerra il musicista inglese si è valso di un organico eccezionalmente vasto che prevede tre voci soliste, una grande orchestra e una piccola, un grande coro misto, un coro di voci bianche e l’intervento dell’organo. Nella suddivisione voluta da Britten Alla grande orchestra, ai due cori e al soprano competono i testi latini, ossia le sezioni della Messa (Requiem, Dies irae, Offertorium, Sanctus, Agnus Dei e Libera me). Le voci maschili e l’orchestra da camera, ricchissima nelle percussioni ma composta da dodici strumentisti, riprendono invece le parole del poeta inglese Wilfred Owen, prematuramente scomparso in guerra, per rievocare le vicende belliche. A queste due fonti se ne aggiunge una terza: le voci bianche e l’organo a trasfigurare i testi sacri. Soltanto il finale congiungerà testi ed esecutori in un fraterno e pacificato abbraccio. Con grande orchestra e orchestra da camera, coro di bambini e coro misto è un’opera eccezionale non solo per lo straordinario dispiegamento di forze che richiede, ma per l’originale architettura, che presenta soltanto sei delle nove parti tradizionali della messa da requiem, e precisamente di Requiem aeternam, Dies Irae, Offertorium, Sanctus, Agnus Dei e Libera me.

Fu lo stesso Britten a riconoscere il debito e l’influenza nei riguardi di quanti lo avevano preceduto nella composizione di un Requiem, a cominciare da Verdi: “Penso che sarei un pazzo se non avessi tenuto in considerazione come Mozart, Verdi, Dvorák hanno scritto le loro messe. Voglio dire, molte persone hanno evidenziato le somiglianze tra il Requiem di Verdi e qualche parte del mio War Requiem, e queste somigliante potrebbero esserci veramente. Se non avessi assimilato quest’opera, sarebbe un vero peccato.”

In questa particolare occasione parte degli esecutori sarà collocata non solo sul palco del Teatro Regio di Parma, ma anche nella buca dell’orchestra.

A completare il progetto dedicato a Britten sarà, martedì 28 marzo alla Casa della Musica di Parma, la giornata di studi intitolata “Britten, l’impegno scomodo”, organizzata dal Teatro Regio con la direzione scientifica della Fondazione Istituto nazionale di studi verdiani, la Sezione di Musicologia dell’Università degli studi di Parma e l’Istituzione Casa della Musica.

La Stagione Concertistica 2005-2006 del Teatro Regio di Parma è realizzata grazie al contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Fondazione Parma Capitale della Musica, ARCUS e con la collaborazione di Solares Fondazione Culturale - Società dei Concerti di Parma e della Fondazione Filarmonica ArturoToscanini.

Per informazioni: biglietteria del Teatro Regio tel. 0521 039399 biglietteria@teatroregioparma.org www.teatroregioparma.org

 

 


BRUNO BARTOLETTI

Nato a Sesto Fiorentino, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Ha diretto nei più importanti teatri, festival e centri radio-televisivi europei e nordamericani. È stato ripetutamente ospite delle stagioni del Teatro Colón di Buenos Aires e del Teatro Comunale di Firenze, dove ha ricoperto per molti anni la carica di direttore stabile dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e poi quella di direttore artistico, dal 1985 al 1991. Dal 2002 è direttore musicale della Fondazione Teatro Regio di Parma, ed è stato nominato direttore artistico del Festival Verdi per il triennio 2004-06. A Firenze ha diretto numerose storiche produzioni, legando il suo nome alla storia del Teatro Comunale e del suo Festival. Ricordiamo le due edizioni del Wozzeck di Alban Berg (nel 1964 con la regia di Virginio Puecher, nel 1979 con quella di Liliana Cavani), Lulu di Alban Berg, L’amore delle tre melarance e L’angelo di fuoco di Prokof’ev, Il naso di S?ostakovic?, oltre alle prime italiane del Re cervo di Hans Werner Henze, al Maggio 1976, e di Opera di Luciano Berio l’anno successivo. Ha inoltre tenuto a battesimo le opere di importanti compositori contemporanei, come Napoli milionaria di Nino Rota, al Festival di Spoleto, e Paradise Lost di Penderecki, alla Lyric Opera di Chicago, dove è direttore artistico dal 1964. Dei suoi impegni recenti ricordiamo: L’angelo di fuoco a Milano, La cena delle beffe a Bologna, Cardillac a Genova, Luisa Miller a Zurigo, Morte a Venezia a Genova. Il 2000 lo ha visto impegnato con Assassinio nella cattedrale a Torino, Manon Lescaut a Genova, Cavalleria rusticana e Pagliacci a Firenze. Nel 2001 ha diretto Tosca a Chicago, le opere di Kurt Weill Ascesa e caduta della città di Mahagonny, I sette peccati capitali e Il volo di Lindbergh (la prima a Genova, le altre due al Macerata Opera Festival), Simon Boccanegra a Catania, I due Foscari a Roma e Morte a Venezia al Teatro Comunale di Firenze. Nel 2002 è tornato nuovamente alla Lyric Opera di Chicago con Cavalleria rusticana e Pagliacci, ha diretto a Torino Mefistofele, a Parma Alzira, a Genova Madama Butterfly. Nello stesso anno è tornato ancora a Torino, in dicembre, con Macbeth e a Parma con un’edizione di Assassinio nella cattedrale in forma di concerto. Nel 2003 segnaliamo il ritorno al Teatro alla Scala di Milano, con La bohème, e a Genova, con Jenu°fa e Turandot, e inoltre Manon Lescaut a Siviglia, Nabucco al Teatro Regio di Parma, Assassinio nella cattedrale al Teatro dell’Opera di Roma. Per la direzione di queste opere gli è stato conferito dall’Associazione Nazionale Critici Musicali il Premio Abbiati come miglior direttore dell’anno. Nel 2004 ha diretto Cavalleria rusticana e Pagliacci a Chicago, Il volo di notte e Il prigioniero (vincitore del Premio Abbiati come migliore produzione dell’anno) al Teatro Comunale di Firenze, Billy Budd a Torino, Simon Boccanegra al Teatro Regio di Parma e Madama Butterfly al Teatro alla Scala. Nel 2005, sempre a Chicago, Tosca, poi a Genova Il corsaro e al Festival Verdi Aida. L’intensa attività discografica di Bruno Bartoletti comprende incisioni di Un ballo in maschera con Renata Tebaldi e Luciano Pavarotti, Manon Lescaut con Montserrat Caballé e Placido Domingo, Suor Angelica con Katia Ricciarelli e Fiorenza Cossotto, La Gioconda con Montserrat Caballé, Luciano Pavarotti e Nicolaj Ghiaurov. L’ultima incisione è stata il Trittico pucciniano, con Mirella Freni, Leo Nucci, Juan Pons, Roberto Alagna, Giuseppe Giacobini. Nel 1987 è stato insignito della laurea honoris causa della Loyola University of Chicago assieme a Rita Levi Montalcini e Umberto Eco, mentre nel 1993 lo stesso riconoscimento gli è stato attribuito dalla Northwestern University.

 

ALISTAIR DAWES

È un direttore di grande esperienza in campo operistico e sinfonico. Ha una profonda conoscenza di numerose opere del repertorio italiano, tedesco, francese, inglese, russo e ceco. In particolare, ha diretto Albert Herring, The Turn of the Screw, Billy Budd, A Midsummer Night’s Dream, Così fan tutte, Le nozze de Figaro, Don Giovanni, Cavalleria rusticana, Pagliacci, Nabucco, Rigoletto, Tosca, Madama Butterfly, Erwartung, Ariadne auf Naxos, Das Rheingold, Die Walküre, Carmen, Werther, Manon, Evgenij Onegin, oltre a numerosi concerti di gala. Ha collaborato a lungo con la Royal Opera House-Covent Garden. Durante i suoi anni di “apprendistato” ha lavorato con tutti i direttori più importanti (Zubin Mehta, Claudio Abbado, Bruno Bartoletti, Giuseppe Patanè, Bruno Campanella, Daniele Gatti, Karl Böhm, Sir Georg Solti, Bernard Haitink, Christoph von Dohnányi, Carlos Kleiber, Michel Plasson, Jacques Delacôte, Jurij Ahronovic?, Gennadij Roz?destvenskij, Mark Ermler, Sir Colin Davis, Sir Edward Downes). Ha debuttato alla Royal Opera House dirigendo Chérubin di Massenet nel 1994. Tra gli spettacoli successivi citiamo Così fan tutte e Peter Grimes (portato anche in tournée a Palermo). Ha debuttato in Germania con Rigoletto alla Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf nel 1996, tornandovi nel 1997 per una serie di concerti con José Cura, per il quale ha diretto successivamente la RTÉ Concert Orchestra e la RTÉ National Symphony Orchestra in Irlanda. Viene spesso invitato come direttore ospite dalle orchestre più prestigiose e presso i maggiori teatri d’opera in Europa e negli Stati Uniti. Nella stagione 1998-99 ha debuttato al Teatro dell’Opera Nazionale Finlandese con Peter Grimes. Conosciuto come uno specialista di Britten, ha preparato Death in Venice per la PACT Opera nel 1997 e per il Carlo Felice di Genova nel 1999, portandolo successivamente anche a Firenze, dove ha debuttato nel 2001 con The Rape of Lucretia. Nel 1998 ha inaugurato il Festival di Longborough con Das Rheingold, dirigendovi in seguito una nuova produzione di Die Walküre. È stato invitato dall’Opera North di Leeds ( Tosca, La damnation de Faust), dove ha poi diretto anche alcune recite della nuova produzione di Manon di Massenet nel 2003. Ha diretto la prima esecuzione assoluta di The Blackened Man di Will Todd (un’opera che ha ricevuto il secondo premio del Concorso Internazionale di Composizione Giuseppe Verdi di Milano) presso il Festival di Buxton nel 2004. Nello stesso anno per il Théâtre de la Bastille a Parigi ha preparato Peter Grimes, che ha diretto l’anno successivo a Modena, Reggio Emilia e Ferrara, tornando poi all’Opera North per una nuova produzione di Don Giovanni. In Irlanda ha diretto una serie di concerti con Dame Kiri te Kanawa e Dennis O’Neill. Nel settembre del 2005 ha diretto un concerto di Mozart e Mendelssohn con l’Orchestra Sinfonica dell’Emilia Romagna, e in dicembre una serie di concerti a Lugo, Cremona e Piacenza con un programma beethoveniano. Nel 2006 debutterà in Nuova Zelanda con Die Zauberflöte di Mozart.

 

MARTINO FAGGIANI

Nato a Roma, ha studiato pianoforte con Franco Medori, composizione con Nazario Bellandi e clavicembalo con Paola Bernardi. Si è diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia e ha iniziato l’attività professionale nel 1980 come direttore di varie formazioni corali. Nel 1992 è divenuto assistente di Norbert Balatsch, direttore del Coro dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, e per sei anni consecutivi ha affiancato il Maestro, coadiuvandolo in tutte le produzioni e dirigendone molte in prima persona. Nel medesimo periodo ha diretto il Coro giovanile di Santa Cecilia, creato da Bruno Cagli, collaborando con direttori quali Chung, Gatti, Sinopoli, Prêtre, Spivakov, Oren, Scimone, Gelmetti, Mazzola, Biondi, Alessandrini e altri, e incidendo per la prestigiosa casa discografica OPUS 111. Tra i suoi maggiori successi, l’esecuzione di Oedipus Rex con Gianluigi Gelmetti, l’ Aida al Teatro San Carlo di Napoli, Novae de infinito laudes di Henze e recentemente la tournée italiana della Juditha triumphans di Vivaldi diretta da Alessandro de Marchi. Nel settembre 2000 diventa Maestro del Coro del Festival Verdi e dalla Stagione Lirica 2001-02 è il Maestro del Coro del Teatro Regio di Parma.

 

ADINA NITESCU

Ha studiato a Bucarest, al Conservatorio George Enescu e all’Accademia di Musica (con Georgeta Stoleriu), completando la propria formazione in Germania, con Josef Loibl e all’Opernstudio della Bayerische Staatsoper di Monaco (1992- 94). Dopo aver vinto i concorsi Belvedere (a Vienna), Luciano Pavarotti (a Philadelphia) e Singer of the World (a Cardiff), nonché una borsa di studio con Sir Georg Solti, nella stagione 1993-94 è stata invitata all’Opera di Lipsia, dove ha avuto l’opportunità di interpretare il ruolo di Donna Anna nel Don Giovanni, trasmesso anche in televisione. L’apparizione speciale l’ha portata all’Opera di Colonia e in Romania, all’Opera di Bucarest, dove ha vestito i panni di Mimi nella Bohème. Il 1995 ha visto il suo debutto alla Scala di Milano (diretta da Riccardo Muti) e alla Deutsche Oper di Berlino (come Marguerite nel Faust) . Nello stesso anno Riccardo Muti l’ha voluta nuovamente alla Scala per interpretare i ruoli di Phénice e Mélisse nell’ Armide di Gluck. Nel 1997 ha riscosso un grande successo come interprete di Manon nella Manon Lescaut di Puccini al Festival di Glyndebourne, dove nel 1999 è tornata a ricoprire lo stesso ruolo in occasione della ripresa dell’opera. Sempre nel 1999 ha cantato alla Nederlandse Opera di Amsterdam nel ruolo di Micaëla nella Carmen di Bizet . Nella stagione 2000-01 è stata Donna Anna nel Don Giovanni alla Scala e al Théâtre de la Bastille di Parigi (dove è ritornata per una nuova produzione di Die Fledermaus), Manon al Carlo Felice di Genova, ancora Micaëla a Houston e per la prima volta Eva in Die Meistersinger von Nürnberg a Santiago, cantando anche al Festival di Ravenna nel Requiem di Verdi, con la Chicago Symphony Orchestra diretta da Christoph Eschenbach. La stagione successiva l’ha vista impegnata nella Bohème, ad Amburgo, e in due nuove produzioni dirette da Bruno Bartoletti: Mefistofele, a Torino, e Madama Butterfly, a Genova. Nella stagione 2002-03 è stata negli Stati Uniti, dove ha interpretato due ruoli diversi nel Don Giovanni, Donna Anna a Dallas e Donna Elvira a Los Angeles (diretta da Kent Nagano), al Teatro La Fenice di Venezia nei panni di Madama Butterfly, a Vienna e a Lipsia per La Bohème, al Festival Verdi di Parma, invitata da Bruno Bartoletti per La dannazione di Faust, e infine alla Scala, nuovamente per Madama Butterfly. Nella scorsa stagione ha debuttato a Tokyo con La bohème, al Metropolitan di New York come Elvira nel Don Giovanni e a Lipsia nel ruolo di Maddalena nell’ Andrea Chénier, diretta da Fabio Luisi, oltre a interpretare Manon in una nuova produzione di Manon Lescaut per la Deutsche Oper di Berlino. Fra i suoi progetti futuri ci sono il debutto nelle vesti di Tosca al Teatro San Carlo di Napoli, due riprese (di cui una all’Opera di Vienna) e una nuova produzione (a Cagliari) di Manon Lescaut, il Requiem di Verdi alla Deutsche Oper di Berlino, una nuova produzione della Butterfly ad Amsterdam, diretta da Bob Wilson, e Maria Stuarda a Dallas, nel ruolo di Elisabetta.

 

KIM BEGLEY

Dopo aver concluso gli studi musicali, ha cantato per la Royal Opera House- Covent Garden come tenore principale, e in sei stagioni ha interpretato più di trenta ruoli. Da allora è stato spesso ospite del teatro londinese: in Kát’a Kabanová di Janác?ek, Palestrina di Pfitzner, Billy Budd di Britten e Wozzeck di Berg, diretto da Antonio Pappano. Il Covent Garden è stato anche il teatro dove ha esordito nelle sue due più importanti interpretazioni wagneriane: Siegmund, con Bernard Haitink, ed Erik, con Simone Young, che l’hanno consacrato come uno dei più grandi tenori di oggi nel repertorio wagneriano. Durante la sua carriera è stata importante anche l’assidua collaborazione con il Festival di Glyndebourne e l’English National Opera. A Glyndebourne ha debuttato in opere di Janác?ek e nel ruolo di Florestan in Fidelio, diretto da Sir Simon Rattle. Con la English National Opera ha cantato in opere di Britten, Janác?ek e Musorgskij, e ha debuttato nel Parsifal diretto da Mark Elder e in una nuova produzione di Lehnhoff. Le sue interpretazioni wagneriane gli sono valse l’entusiasmo della critica, oltre a una nomination agli Olivier Awards. Richiesto nei più importanti teatri europei e nordamericani, ha cantato a Francoforte ( Lohengrin), Ginevra ( Boris Godunov, Fidelio), Colonia ( Das Rheingold), Barcellona ( L’affare Makropulos), Lione ( Doktor Faustus), Berlino ( Der Freischütz), Bruxelles ( Chovans?c?ina), Tolosa ( Die Walküre, Peter Grimes), Amsterdam ( Peter Grimes), Parigi ( Mahagonny, Billy Budd, L’olandese volante, al Théâtre de la Bastille; Fidelio, Doktor Faustus, Die Bassariden, al Théâtre du Châtelet), alla Scala di Milano ( Der Freischütz, Das Rheingold) e alla Staatsoper di Berlino ( Der Freischütz). In America ha fatto il suo debutto alla Lyric Opera di Chicago in L’affare Makropulos, Mahagonny, Billy Budd, L’olandese volante e Fidelio, al Metropolitan di New York (2002) in Jenu°fa di Janác?ek nel ruolo di Laca, diretto da Vladimir Jurowski, e la scorsa stagione a San Francisco in Billy Budd. Nel 2000 ha debuttato al Festival di Bayreuth interpretando Loge nella nuova produzione del Ring di Wagner, diretto da Giuseppe Sinopoli, ottenendo un enorme successo . Versatile anche in campo concertistico, ha cantato nel War Requiem di Britten, in The Dream of Gerontius di Elgar, nella Nona Sinfonia e nella Missa Solemnis di Beethoven, nel Canto della terra e nell’Ottava Sinfonia di Mahler. Ha inciso Falstaff con Solti (Decca), la Salome e Das Rheingold con von Dohnányi (Decca), l’integrale della Leonore di Beethoven con Gardiner (DG Archiv) e Doktor Faustus di Busoni con Nagano (Erato), vincitore di un Grammy. I suoi prossimi impegni prevedono il ritorno al Met per il ruolo di Samuel Griffith nella nuova composizione di Tobias Picker, An American Tragedy, e a Francoforte per una nuova produzione di Death in Venice di Britten. In concerto Kim Begley canterà con Conlon, Prêtre e Bartoletti e si esibirà per la prima volta a Washington e a Los Angeles, dopodiché ritornerà al Met, a Chicago e a Ginevra.

 

MARK DELAVAN

Nato a Princeton, nel New Jersey, dopo aver vinto un premio della Oral Roberts University, è arrivato finalista alle audizioni del Metropolitan e dell’Adler Fellow con la San Francisco Opera. Si è meritato l’acclamazione del pubblico e della critica per il suo recente debutto al Metropolitan nel ruolo di Amonasro in Aida, con la direzione di James Levine, e alla Lyric Opera di Chicago nel ruolo di Amfortas in una nuova produzione del Parsifal, diretto da Sir Andrew Davis e con la regia di Nikolaus Lenhoff. È uno stimato membro della New York City Opera, dove ha cantato come protagonista in opere quali L’olandese volante, Rigoletto, Macbeth, Gianni Schicchi, Falstaff, interpretando inoltre uno dei quattro furfanti in Les contes d’Hoffmann, Scarpia in Tosca, Ezio in Attila, Escamillo in Carmen, Enrico in Lucia di Lammermoor, Nottingham in Roberto Devereux e Horace Tabor in una nuova produzione di The Ballad of Baby Doe. Di recente si è esibito con la San Francisco Symphony, diretta da Michael Tilson Thomas, in una versione concertistica dell’ Olandese volante, ha debuttato alla Washington Opera nel ruolo di Amonasro in Aida e ha interpretato alla New York City Opera Michele nel Tabarro e Jochanaan nella Salome, entrambe nuove produzioni. Ha vestito i panni di Rigoletto per la Baltimore Opera e la Milwaukee’s Florentine Opera, mentre ha debuttato in Inghilterra come Macbeth nell’opera omonima di Verdi diretta da Charles Mackerras. Ha partecipato al Nabucco al Metropolitan e a una nuova produzione del Simon Boccanegra dell’Opera di Santa Fe. Per la New York City Opera ha cantato anche con grande successo nel musical di Stephen Sondheim Sweeney Todd. Nella scorsa stagione è tornato alla San Francisco Opera per interpretare Scarpia nella Tosca, diretta da Donald Runnicles, e alla Lyric Opera di Chicago per la prima mondiale di The Wedding di William Bolcom, con la regia di Robert Altman e la direzione di Dennis Russell Davies. In Europa ha debuttato in una nuova produzione del Rigoletto, diretta da Zubin Mehta, e come Don Carlos nella Forza del destino, con la regia di David Alden e la direzione di Fabio Luisi, alla Bayerische Staatsoper di Monaco. La stagione 2005-06 lo vede impegnato a Londra, in settembre, nel ruolo di Jack Rance in una nuova produzione della Fanciulla del West, diretta da Antonio Pappano, a Monaco come Don Carlo nella Forza del Destino e al Metropolitan come Amonasro e Don Carlo. Il suo repertorio comprende, fra gli altri, i ruoli di Iago in Otello, Gérard in Andrea Chénier, Germont nella Traviata, Belcore nell’ Elisir d’amore, Figaro nelle Nozze di Figaro, Altair in Die ägyptische Helena, Valentin in Faust.

 

ORCHESTRA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

La storia dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma affonda le sue radici in una tradizione secolare: già nel Rinascimento raffinate Cappelle vocali e strumentali e brillanti Compagnie dei violini accompagnano la vita musicale del Ducato, mentre tra Seicento e Settecento più nutrite compagini sostengono quella vivacità teatrale che da allora diviene caratteristica della città. Crocevia politico e culturale tra Parigi e Vienna, Parma vive tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento uno dei momenti salienti di questa storia, divenendo un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo della musica e del ruolo dell’orchestra in particolare. Il punto culminante è senz’altro quello nel quale Maria Luigia chiama a capo dell’Orchestra Ducale il più celebre dei musicisti del tempo, Niccolò Paganini. Con lui, e per sua affermazione, l’orchestra parmigiana diviene «la migliore d’Italia». Da quel momento, e per tutto l’Ottocento e il Novecento, strumentisti parmigiani costituiscono il nerbo delle migliori orchestre italiane. Esempio probante: l’orchestra formata e diretta da Toscanini nelle sue grandi tournée dei primi anni Venti, per quasi un quinto costituita da musicisti di Parma. Da allora, per molti decenni, l’Orchestra ha accompagnato il canto degli straordinari interpreti che hanno contribuito ad alimentare nel mondo il prestigio del Teatro Regio. Nel solco di questa tradizione, l’Orchestra del Teatro Regio, come formazione stabile, debutta nel 2000 con Lohengrin di Wagner e Dinorah di Meyerbeer, riscuotendo elogi di critica e pubblico. Dal 2002 è impegnata in tutte le produzioni liriche e concertistiche del Teatro Regio di Parma e del Festival Verdi, affronta il grande repertorio operistico, sinfonico e sacro sotto la guida di alcuni tra i migliori direttori del panorama musicale internazionale. All’estero, grande successo riscuotono le tournée del dicembre 2001, con il Coro della Fondazione Arena di Verona per le celebrazioni del Centenario Verdiano, ad Annecy e all’Auditorium National di Lione, del luglio 2002 con Nabucco all’Arena di Nîmes, del settembre 2003 in Corea del Sud, con Aida al Jamshil Olympic Stadium, e del settembre 2004 con lo Stabat Mater di Rossini a Marsiglia per il Festival de Musique à Saint Victor. Nello scorso mese di novembre, l’Orchestra partecipa all’applaudito Rigoletto, produzione del Teatro Regio, all’Auditorio Nacional di Città del Messico. Dall’incontro con Bruno Bartoletti, e dalla sua nomina a direttore musicale della Fondazione Teatro Regio di Parma, è nata una proficua collaborazione. I solisti dell’Orchestra danno vita al Parma Opera Ensemble, formazione cameristica, specializzata nel repertorio lirico e vocale, con un’intensa attività concertistica e discografica internazionale.

 

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Il Coro del Teatro Regio ha fatto il suo debutto come coro del Festival Verdi in occasione della serata finale del Concorso internazionale Maria Callas-Nuove voci per Verdi, organizzato dalla RAI Radiotelevisione italiana con la Fondazione Verdi Festival, trasmessa in diretta televisiva da RAI Tre. Quindi ha partecipato a tutte le produzioni liriche prodotte dal Verdi Festival nell’anno del centenario verdiano: Un ballo in maschera, Il trovatore, Rigoletto, La traviata e Macbeth di Giuseppe Verdi, Norma di Vincenzo Bellini. Il complesso è caratterizzato da una forte duttilità di organico, da 24 elementi a oltre 100, come coro sinfonico. Oltre al repertorio costituito dalle maggiori partiture operistiche degli autori italiani dell’Ottocento, il Coro del Teatro Regio di Parma affronta lavori sinfonici e sacri, quali i Requiem di Mozart, Verdi, Brahms e Cherubini, i Quattro pezzi sacri di Verdi, i Carmina Burana di Or ff, la Sinfonia n. 9 in re minore di Beethoven, il Gloria in re maggiore di Vivaldi, La Creazione di Haydn, il Magnificat di Bach, la Messa in do minore e la Messa in do maggiore di Mozart, la Petite messe solennelle di Rossini, l’ Oedipus rex di Stravinskij. La morte di Klinghoffer di Adams e Il processo di Colla hanno visto il coro impegnato anche nel repertorio contemporaneo. Infine, con la rassegna “Vox, musica per il coro”, la compagine corale del Teatro Regio di Parma si è aperta anche al repertorio sacro a cappella, spaziando dal Rinascimento fino ai nostri giorni.

 

 

 

 

 

Britten, a portrait

A Parma un ritratto di Benjamin Britten

con The Turn of the Screw e il War Requiem diretti da Bruno Bartoletti

e una Giornata di Studi

 

 

Teatro Regio
sabato 25 marzo 2006, ore 20.00
lunedì 27 marzo 2006, ore 20.00
giovedì 30 marzo 2006, ore 20.00
sabato 1 aprile 2006, ore 17.00
domenica 2 aprile 2006, ore 15.30
THE TURN OF THE SCREW
(IL GIRO DI VITE)
Opera in un prologo e due atti su libretto di Myfanwy Piper, dall’omonimo romanzo di Henry James

Musica di BENJAMIN BRITTEN
Maestro concertatore e direttore BRUNO BARTOLETTI
Regia LUCA RONCONI

 

 

 

Teatro Regio
mercoledì 29 marzo 2006, ore 20.30
venerdì 31 marzo 2006, ore 20.30
lunedì 3 aprile 2006, ore 20.30
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
WAR REQUIEM
di Benjamin Britten
CORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Direttore BRUNO BARTOLETTI
Altro Direttore ALISTAR DAWES
Soprano ADINA NITESCU
Tenore KIM BEGLEY
Baritono MARK DELAVAN
Maestro del coro MARTINO FAGGIANI

 

 

 

Parma, Casa della Musica, martedì 28 marzo
Britten - L’impegno scomodo
Giornata di Studi

 


ore 10.00
Introduzione
Carlo Majer
Repertorio del ventesimo secolo: Britten
Laura Bandiera
“The Turn of the Screw” di Henry James
e la poesia di Wilfred Owen
Bruno Bartoletti
Testimonianza

 

ore 15.00
Ennio Speranza
L’ambiguità in “The Turn of the Screw”:
dal testo alla musica
Pierluigi Petrobelli
“War Requiem”: dalla storia alla poesia, alla musica
Gian Paolo Minardi
Britten e la musica del passato

 


 

 

STAGIONE CONCERTISTICA

2005 - 2006

Auditorium Paganini - Teatro Regio

 

 

Auditorium Paganini

giovedì 27 ottobre 2005, ore 20.30 Turno A

BALTIMORE SYMPHONY ORCHESTRA

Direttore YURI TEMIRKANOV

George Gershwin

Rhapsody in blue (Rapsodia in blu)

An American in Paris (Un americano a Parigi)

Antonín Dvorák

Sinfonia n.9 in mi minore “Dal nuovo mondo”

 

 

 

Auditorium Paganini

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