Bruno Bartoletti e Barbara Frittoli al Festival Verdi 2006

09/giu/2006 12.00.00 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma

Fondazione

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Bruno Bartoletti e Barbara Frittoli
con l’orchestra del Teatro Regio di Parma

Nel secondo appuntamento sinfonico del Festival Verdi

in programma musiche di Weber, Wagner e Strauss

Parma, Auditorium Niccolò Paganini

lunedì 12 giugno 2006, ore 20.30

 

 

Proprio nei giorni in cui festeggia il suo ottantesimo compleanno sul podio del Teatro Regio di Parma per un nuovo allestimento del Macbeth verdiano con la regia di Liliana Cavani e con Leo Nucci protagonista, il maestro Bruno Bartoletti sarà impegnato in un atteso appuntamento sinfonico alla testa dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma.

 

Il concerto in calendario il 12 giugno all’Auditorium Niccolò Paganini di Parma alle ore 20.30 spazierà per oltre un secolo di storia della musica tedesca. Il programma del concerto si apre con l’ouverture dall’opera Oberon di Carl Maria von Weber e continua con il Siegfried Idyll composto da Richard Wagner nel 1870 come regalo per la moglie Cosima. La seconda parte sarà dedicata a Richard Strass con due pagine che appartengono entrambe agli ultimi anni di vita del compositore tedesco. Si tratta del preludio per sestetto d’archi dall’opera Capriccio e dei Vier Letze Lieder, estremo lascito musicale di Strauss che li compose nel 1948 su testi di Hesse e Eichendorff e che vedranno la partecipazione del celebre soprano Barbara Frittoli. Il concerto diretto da Bruno Bartoletti è il secondo appuntamento sinfonico in cartellone al Festival Verdi 2006, dopo la presenza di Daniele Gatti e della Royal Philharmonic Orchestra e in attesa dell’arrivo a Parma della New York Philharmonic in tournée in Italia con Lorin Maazel.

 

Il Festival Verdi 2006 del Teatro Regio di Parma è realizzato anche grazie al contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Fondazione Parma Capitale della Musica, ARCUS, Reggio Parma Festival e con il sostegno di Banca Monte Parma, Enìa, Monte dei Paschi di Siena, L’Albero d’Argento – Coppini Arte Olearia, Barilla, Melegari Home, Terme di Tabiano, Parma Motors, Consorzio del prosciutto di Parma.

Per informazioni: biglietteria del Teatro Regio tel. 0521 039399 biglietteria@teatroregioparma.org www.teatroregioparma.org

 

 

Bruno Bartoletti

Nato a Sesto Fiorentino, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Ha diretto nei più importanti teatri, festival e centri radio-televisivi europei e nordamericani. È stato ripetutamente ospite delle stagioni del Teatro Colón di Buenos Aires e del Teatro Comunale di Firenze, dove ha ricoperto per molti anni la carica di direttore stabile dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e poi quella di direttore artistico, dal 1985 al 1991. Dal 2002 è direttore musicale della Fondazione Teatro Regio di Parma, ed è stato nominato direttore artistico del Festival Verdi per il triennio 2004-06. A Firenze ha diretto numerose storiche produzioni, legando il suo nome alla storia del Teatro Comunale e del suo Festival. Ricordiamo le due edizioni del Wozzeck di Alban Berg (nel 1964 con la regia di Virginio Puecher, nel 1979 con quella di Liliana Cavani), Lulu di Alban Berg,L’amore delle tre melarance e L’angelo di fuoco di Prokof ’ev, Il naso di Sˇostakovicˇ, oltre alle prime italiane del Re cervo di Hans Werner Henze, al Maggio 1976, e di Opera di Luciano Berio l’anno successivo. Ha inoltre tenuto a battesimo le opere di importanti compositori contemporanei, come Napoli milionaria di Nino Rota, al Festival di Spoleto, e Paradise Lost di Penderecki, alla Lyric Opera di Chicago, dove è direttore artistico dal 1964. Dei suoi impegni recenti ricordiamo: L’angelo di fuoco a Milano, La cena delle beffe a Bologna, Cardillac a Genova, Luisa Miller a Zurigo, Morte a Venezia a Genova (Premio Abbiati come migliore produzione del 1999). Il 2000 lo ha visto impegnato con Assassinio nella cattedrale a Torino, Manon Lescaut a Genova, Cavalleria rusticana e Pagliacci a Firenze. Nel 2001 ha diretto Tosca a Chicago, le opere di Kurt Weill Ascesa e caduta della città di Mahagonny, I sette peccati capitali e Il volo di Lindbergh (la prima a Genova, le altre due al Macerata Opera Festival), Simon Boccanegra a Catania, I due Foscari a Roma e Morte a Venezia al Teatro Comunale di Firenze. Nel 2002 è tornato nuovamente alla Lyric Opera di Chicago con Cavalleria rusticana e Pagliacci, ha diretto a Torino Mefistofele, a Parma Alzira, a Genova Madama Butterfly. Nello stesso anno è tornato ancora a Torino, in dicembre, con Macbeth e a Parma con un’edizione di Assassinio nella cattedrale in forma di concerto. Nel 2003 segnaliamo il ritorno al Teatro alla Scala di Milano, con La bohème, e a Genova, con Jenu°fa e Turandot, nonché il Nabucco al Teatro Regio di Parma. Per la direzione di queste opere gli è stato conferito dall’Associazione Nazionale Critici Musicali il Premio Abbiati come miglior direttore dell’anno. Nel 2004 ha diretto Cavalleria rusticana e Pagliacci a Chicago, Il volo di notte e Il prigioniero (Premio Abbiati come migliore produzione dell’anno) al Teatro Comunale di Firenze, Billy Budd a Torino, Simon Boccanegra al Teatro Regio di Parma e Madama Butterfly al Teatro alla Scala. Nel 2005, sempre a Chicago, Tosca, poi a Genova Il corsaro e al Festival Verdi Aida. Nel 2006 ha diretto The Turn of the Screw e War Requiem di Benjamin Britten al Teatro Regio di Parma nell’ambito di un progetto speciale dedicato al compositore inglese. L’intensa attività discografica di Bruno Bartoletti comprende incisioni di Un ballo in maschera con Renata Tebaldi e Luciano Pavarotti, Manon Lescaut con Montserrat Caballé e Placido Domingo, Suor Angelica con Katia Ricciarelli e Fiorenza Cossotto, La Gioconda con Montserrat Caballé, Luciano Pavarotti e Nicolaj Ghiaurov. L’ultima incisione è stata il Trittico pucciniano, con Mirella Freni, Leo Nucci, Juan Pons, Roberto Alagna e Giuseppe Giacobini. Nel 1987 è stato insignito della laurea honoris causa della Loyola University of Chicago assieme a Rita Levi Montalcini e Umberto Eco, mentre nel 1993 lo stesso riconoscimento gli è stato attribuito dalla Northwestern University. Nel 2001 gli è stato conferito il titolo di Cavaliere di Gran Croce, Ordine al Merito della Repubblica italiana. È Accademico di Santa Cecilia.

 

Barbara Frittoli

Nata a Milano, si è diplomata al Conservatorio Giuseppe Verdi sotto la guida di Giovanna Canetti e ha vinto numerosi concorsi internazionali. Grazie alle sue straordinarie qualità vocali, ha quindi iniziato una carriera internazionale che l’ha vista protagonista nei principali teatri del mondo. Fra le interpretazioni che hanno maggiormente caratterizzato la sua straordinaria carriera ricordiamo: Le nozze di Figaro (Contessa d’Almaviva) alla Wiener Staatsoper, al Teatro alla Scala (con Riccardo Muti), al Festival di Salisburgo (1998) e al Teatro Regio di Torino; Così fan tutte (Fiordiligi) alla Wiener Staatsoper (1994, 1997), al Ravenna Festival (1997) sotto la direzione di Muti, alla Royal Opera House Covent Garden con Colin Davis (1998), all’Opéra Bastille de Paris con Charles Mackerras (2000) e al Metropolitan Opera di New York; Don Giovanni (Donna Elvira) alla Wiener Staatsoper, al Festival di Salisburgo con la direzione di Lorin Maazel, all’Opéra Bastille di Parigi, al Teatro alla Scala (1999), a Stresa con Noseda (2003), al Teatro Regio di Torino (2005) e al Metropolitan (come Donna Anna); Otello (Desdemona) a Bruxelles con Antonio Pappano (1994), a Salisburgo (1996), al Teatro Regio di Torino (1997) diretta da Claudio Abbado, alla Wiener Staatsoper e al Metropolitan Opera (1999), per il debutto alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera (2000), al Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, al Metropolitan, per l’inaugurazione della stagione scaligera 2001-02 con Muti; La bohème (Mimì) al Teatro di San Carlo di Napoli, alla Wiener Staatsoper, al Teatro Comunale di Firenze (1994) con la direzione di Semyon Bychkov e al Metropolitan (1995); Carmen (Micaela) a Philadelphia (1992), alla Wiener Staatsoper (1993), alla Royal Opera House Covent Garden (1994) e al Metropolitan (1995); Turandot (Liù) all’Opéra Bastille con la direzione di Georges Prêtre (1997), nella tournée in Cina del Maggio Musicale Fiorentino con la direzione di Zubin Mehta (1998) e al Gran Teatre del Liceu di Barcellona; Mitridate, re di Ponto (Sifare) al Teatro Regio di Torino e al Théâtre du Châtelet di Parigi (2000); Falstaff (Alice) all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma con Daniele Gatti (1997), al Teatro Comunale di Firenze con Antonio Pappano (1998), alla Royal Opera House Covent Garden con la direzione di Bernard Haitink (1999) e al Teatro alla Scala (2001); Simon Boccanegra (Amelia) al Teatro Comunale di Bologna (1998) con la direzione di Gatti, nella stagione 2002-03 all’Opernhaus di Zurigo, alla Wiener Staatsoper, al Teatro Regio di Torino, all’Opéra National de Paris; Luisa Miller in una produzione scaligera a Monaco di Baviera con Maazel e a Valencia nel 2001, al Metropolitan diretta da Levine, alla Royal Opera House Covent Garden e in tournée in Giappone con il Teatro di San Carlo; Il Trovatore (Leonora) per l’inaugurazione della stagione 2000-01 del Teatro alla Scala con la direzione di Muti; Idomeneo (Elettra) a Dresda con la direzione di Colin Davis e a Vienna; Mosè in Egitto (Anaide) per l’apertura della stagione 2003-04 del Teatro alla Scala. È recente il suo prestigioso debutto come Elisabetta di Valois in Don Carlo, con la direzione di Zubin Mehta, al Teatro Comunale di Firenze, dove è appena tornata nelle vesti di Donna Elvira. La sua brillante e intensa attività concertistica annovera numerose interpretazioni della Messa da Requiem di Verdi (1995, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Riccardo Muti e l’Orchestra Filarmonica della Scala; 1997, a Parigi con Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker e a Milano con Riccardo Muti; 2001, a Milano e a Vienna con Muti, ad Amsterdam con Riccardo Chailly, a Firenze con Zubin Mehta, a Palermo e a Londra con Valery Gergiev; 2002, a New York con Riccardo Muti e a Boston con la Boston Symphony Orchestra), La Resurrezione di Händel (1994, al Teatro alla Scala), Ein deutsches Requiem di Brahms (1995, a Bruxelles con Antonio Pappano), i Vier letzte Lieder di Strauss (1996, Orchestra Verdi di Milano; 2000,Teatro del Maggio Musicale Fiorentino), la Messa in do minore K427 di Mozart (1996, con la London Symphony Orchestra diretta da Colin Davis), lo Stabat Mater di Pergolesi (1996, al Ravenna Festival e al Musikverein di Vienna con la direzione di Muti), lo Stabat Mater di Rossini (1994, con la Royal Philharmonic Orchestra di Londra; 1997, al Concertgebouw di Amsterdam con la direzione di Riccardo Chailly) e la Sinfonia n. 4 di Mahler (ad Amsterdam diretta da Bernard Haitink).Tra i recenti successi ottenuti sotto la direzione di Riccardo Muti, spiccano il recital con l’Orchestra Filarmonica della Scala a Beirut nel 1998, il concerto inaugurale dell’anno verdiano al Teatro alla Scala, i concerti a Ravenna e a Istanbul nell’estate 2001 e il recente concerto celebrativo a New York (Ground Zero), a fianco di Natale De Carolis e Giuseppe Sabbatini. Di notevole rilievo sarà la sua collaborazione con la Wiener Staatsoper (Idomeneo, Otello e Don Giovanni) e con il Metropolitan (Luisa Miller, Don Giovanni e Suor Angelica). Oltre al Trittico di Puccini per la Decca, Il barbiere di Siviglia per la Teldec e Il viaggio a Reims, diretto da Claudio Abbado, per la Sony, le sue incisioni discografiche comprendono lo Stabat Mater di Pergolesi con Riccardo Muti per la EMI, Turandot (Liù) con Zubin Mehta per BMG, lo Stabat Mater di Rossini, Pagliacci (Nedda) con Riccardo Chailly e La bohème (Mimì) con Mehta per Decca, nonché un Cd di arie mozartiane con Mackerras e una registrazione di arie verdiane con Colin Davis e la London Symphony Orchestra, entrambi per Erato.

 

Orchestra del Teatro Regio di Parma

La storia dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma affonda le sue radici in una tradizione secolare: già nel Rinascimento raffinate Cappelle vocali e strumentali e brillanti Compagnie dei violini accompagnano la vita musicale del Ducato, mentre tra Seicento e Settecento più nutrite compagini sostengono quella vivacità teatrale che da allora diviene caratteristica della città. Crocevia politico e culturale tra Parigi e Vienna, Parma vive tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento uno dei momenti salienti di questa storia, divenendo un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo della musica e del ruolo dell’orchestra in particolare. Il punto culminante è senz’altro quello nel quale Maria Luigia chiama a capo dell’Orchestra Ducale il più celebre dei musicisti del tempo, Niccolò Paganini. Con lui, e per sua affermazione, l’orchestra parmigiana diviene «la migliore d’Italia». Da quel momento, e per tutto l’Ottocento e il Novecento, strumentisti parmigiani costituiscono il nerbo delle migliori orchestre italiane. Esempio probante: l’orchestra formata e diretta da Toscanini nelle sue grandi tournée dei primi anni Venti, per quasi un quinto costituita da musicisti di Parma. Da allora, per molti decenni, l’Orchestra ha accompagnato il canto degli straordinari interpreti che hanno contribuito ad alimentare nel mondo il prestigio del Teatro Regio. Nel solco di questa tradizione, l’Orchestra del Teatro Regio, come formazione stabile, debutta nel 2000 con Lohengrin di Wagner e Dinorah di Meyerbeer, riscuotendo elogi di critica e pubblico. Dal 2002 è impegnata in tutte le produzioni liriche e concertistiche del Teatro Regio di Parma e del Festival Verdi, affronta il grande repertorio operistico, sinfonico e sacro sotto la guida di alcuni tra i migliori direttori del panorama musicale internazionale. All’estero, grande successo riscuotono le tournée del dicembre 2001, con il Coro della Fondazione Arena di Verona per le celebrazioni del Centenario Verdiano, ad Annecy e all’Auditorium National di Lione, del luglio 2002 con Nabucco all’Arena di Nîmes, del settembre 2003 in Corea del Sud, con Aida al Jamshil Olympic Stadium, e del settembre 2004 con lo Stabat Mater di Rossini a Marsiglia per il Festival de Musique à Saint Victor. Nello scorso mese di novembre, l’Orchestra partecipa all’applaudito Rigoletto, produzione del Teatro Regio, all’Auditorio Nacional di Città del Messico. Dall’incontro con Bruno Bartoletti, e dalla sua nomina a direttore musicale della Fondazione Teatro Regio di Parma, è nata una proficua collaborazione. I solisti dell’Orchestra danno vita al Parma Opera Ensemble, formazione cameristica, specializzata nel repertorio lirico e vocale, con un’intensa attività concertistica e discografica internazionale.

 

 

 

 

 

Festival Verdi 2006

28 aprile - 17 giugno

 

 

 

Teatro Regio, 28 aprile - 1, 4, 7, 10, 13 maggio

Il trovatore

Musica di GIUSEPPE VERDI

 

 

Teatro Regio, 6, 8, 11, 13, 15, 17 giugno

Macbeth

Musica di GIUSEPPE VERDI

 

 

Auditorium Niccolò Paganini, 5 giugno

Royal Philharmonic Orchestra

Direttore DANIELE GATTI

 

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Romeo e Giulietta. Ouverture-Fantasia

Igor Stravinskij

L’uccello di fuoco. Seconda Suite (1919)

Dmitrij Šostakovič

Sinfonia n. 5 in re minore op. 47

 

 

 

Auditorium Niccolò Paganini, 12 giugno

Orchestra del Teatro Regio di Parma

Direttore BRUNO BARTOLETTI

 

Soprano BARBARA FRITTOLI

 

Carl Maria von Weber

Oberon. Ouverture

Richard Wagner

Siegfried Idyll in mi maggiore per piccola Orchestra WWV 103 

Richard Strauss

Capriccio, preludio per sestetto d’archi op.85

Vier letzte Lieder

 

 

 

Teatro Regio, 14 giugno

New York Philharmonic

Direttore LORIN MAAZEL

 

Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter”

Gustav Mahler

Sinfonia n. 1  in re maggiore “Titan”

 

 

 

Teatro Regio, 16 giugno

New York Philharmonic

Direttore LORIN MAAZEL

 

Viola CYNTHIA PHELPS

Soprano MARIELLA DEVIA

 

Hector Berlioz

“Harold en Italie”  Sinfonia in 4 parti per viola e orchestra op. 16

Giuseppe Verdi

I Vespri Siciliani. Ouverture

I Lombardi alla prima crociata. “Non fu sogno! In fondo all’alma”

Il Corsaro. “Non so le tetre immagini”

La Traviata. “È strano”

La Forza del destino.Ouverture

 

 

 

 

 

 

Paolo Maier
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