
SIMONE
Inizio concerto ore 22.00 con
band
Ferari Piersandro basso
Manno Samuele chitarra
Borghi Riccardo tastiere
Epifani Daniele chitarra
Il tourproseguirà sino alla fine di Settembre.
Peraggiornamenti sulle località del Tour informazioni sul sito:
Era ora che qualcuno rispolverasse un dogma dell’immaginariogiovanile d’altri tempi - «sesso, droga e rock ‘n’ roll», recitava -depurandolo dei suoi bagliori sinistri: bastava sostituire «droga» con «gioia»,che è concetto sano e non fa male né al corpo né all’animo.
Ben venga dunque questo nuovo lavoro di Simone, che intitolandosi«Sesso gioia rock’n’roll» propone una sua ricetta del buon vivere, facile asottoscriversi non solo dal mondo dei giovani, cui lo stile dell’album sembraindirizzarsi, ma da chiunque trovi nell’intreccio di musica, felicità e amoreun appropriato carburante dell’esistenza.
Solarità, istinto, allegria, giovinezza sono le parole cui Simonepiù volentieri ricorre, per connotare la sua forse schematica, ma precisa edunivoca filosofia di vita. Sicché «non piangere mai» è il suo consiglio per chidebba frequentare - dai banchi ma anche, perché no, dalla cattedra –
«la scuola della vita»: l’unica, davvero, «che non puoi bigiare».E dalla quale si impara la più ardua, e insieme più semplice, delle nozioni: tiinsegna infatti «a cercarti la tua strada, a non voltarti comunque vada/ seguisempre quello che hai dentro/ ti aiuterà quando avrai tutti contro».
C’è una saggezza antica e inattaccabile, in questo invito chenasce non da elucubrazioni astratte – quelle non appartengono al repertorio delrock -, ma da una nitida visione dell’esistenza e da un buon senso popolaresco,dunque solido. Saggezza che in tempi di complesse dissertazioni etiche cipropone la via mediana d’una morale pulita ma non bigotta, quella appunto dellagioia: di vivere, dei sensi, della fantasia liberata, della naturalezza.Dell’anticonformismo, in definitiva, come scelta responsabile e autonoma: nonper niente tra gli estimatori di Simone, fin dai tempi del suo esordio sanremesee del suo passaggio a <Music farm>, c’è Vasco Rossi, che di queste cose èmaestro e che più volte ha chiamato il giovane emulo ad aprire i suoi concerti.
Ma a rendere l’album ancora più accattivante, c’è il candoregiovanile che lo attraversa. La lieta <sorpresa> che, nel brano iniziale,caratterizza l’incontro con l’amore, e con essa l’energia limpida del ritmo eil felice, carnale sfrenarsi delle chitarre secondo la grammatica antica esempre nuova del rock. E poi tutta una serie di bozzetti semplici maemblematici, e di slogan d’immediata efficacia: ancora le euforiche, un po’misteriose sensazioni dell’amore nascente in <Fuori come un balcone>(<Ogni giorno, anche il più stronzo/ sembra sempre che è Natale>); ilrealismo consapevole di <Testa o croce>; la grazia pensosa e il liricocrescendo di <Scuola della vita>, appunto, con quel lento fluire disuoni; la confidente intensità di <A te>; i corsi e i ricorsi dellamemoria in <Vieni vieni bambina>.
E ancora, ecco la sognante evasione di <Questa notte>(<un delirio pazzesco/ dove mi guardo dentro, entro ed esco/ dove scappopiano piano/ da quel tran-tran quotidiano>). E in <Burattini emarionette>, ma anche in <Grido disperato>, la fame di libertà dellegiovani generazioni, rispetto al mondo adulto, alle sue ipocrisie e ai suoidiktat. Con la rivendicazione di quel diritto alla sensualità che trova nellaconclusiva <Sesso
Poi c’è l’apparato musicale: melodie lineari, a pronta presa, cuil’apporto di musicisti di vaglia – Roberto Colombo in un brano, e Vince Temperanegli arrangiamenti e nella produzione dell’intero album – annettono un valoreaggiunto di suoni, ritmi, trasparenze, impazienze, comunicatività.