Raffinato impianto jazz per la Sicilia autentica di Rita Botto

19/lug/2006 14.30.00 Stefania Pilato Contatta l'autore

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Raffinato impianto jazz per la Sicilia autentica di Rita Botto

«Protagonista è la musica siciliana, ma senza gli strumenti classici che uno
si aspetterebbe». Così Rita Botto presenta il suo Stranizza d’amuri -
secondo appuntamento del Festival Note di Notte ospitato a Torre Napolino
(Modica) martedì 18 luglio - e regala con generosità e simpatia una Sicilia
tradizionale, ma non convenzionale.
Supportata da un quartetto dal consolidato impianto jazzistico formato da
Carlo Cattano (flauto, sax soprano e baritono) Giuseppe Finocchiaro
(pianoforte) Giovanni Arena (contrabbasso) e Ruggero Rotolo (batteria) Rita
Botto ha interpretato canzoni della tradizione siciliana, poesie e proprie
composizioni affrescando con voce versatile e suoni raffinati una Sicilia
autentica e non oleografica.
Già composte in una lingua musicale, le canzoni popolari Mi votu e mi rivotu
e Ciuri Ciuri così come Cu ti lu dissi di Otello Profazio e Lu Matrimoniu di
Giovanni Formisano acquisiscono nuove sonorità grazie all’interpretazione
della Botto che, ad una voce intensa e calda, a tratti aggiunge la cassa di
risonanza di un vaso accostandolo alla bocca mentre canta.
La Mavaria - termine siciliano che significa malia, sortilegio - al di là
del filtro consigliato nel testo della canzone è proprio nella voce della
Botto che veste di sensualità e tenerezza Lu pisci spada di Domenico
Modugno, accompagnata dal solo piano, e colora di ironia la poesia di
Ignazio Buttitta Dimmillu doppu.
E ancora un pezzo di bravura, tra scat e canto a cappella è Scioglilingua.
Delicatissima e palpitante, infine, l’interpretazione del brano che dà il
titolo all’intero progetto, quella Stranizza d’amuri che Franco Battiato ha
inciso nel 1979.
Tra i brani proposti durante il bis, Li pirati a Palermu, poesia di Buttitta
appartenente al repertorio dell’icona della musica popolare siciliana Rosa
Balistreri a cui Rita ha dedicato l’intero lavoro.
Ancora applausi e poi tutti intorno ai tavoli del buffet realizzato da Caffè
Bistrò con il contributo di Piombo, Ragusa Latte e dell’Azienda Agricola
Occhipinti.
Torre Napolino, le cui porte sono state gentilmente aperte da Elena ed Hans
Van Neverdeen fin dalla prima edizione del Festival, ha accolto anche le
esposizioni che accompagnano Note di Notte nel suo itinerare: paesaggi iblei
e dettagli delle architetture locali nelle opere di Salvo Caruso presentate
dalla galleria d’arte Studio Nuova Figurazione; borse, costumi ed abiti la
proposta di moda di Ottavia Failla; preziosi ricami artigianali il
contributo de La tela di Penelope

Modica 19 luglio 2006

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