Alle origini della musica mediterranea con Katà

13/ago/2006 18.05.00 Stefania Pilato Contatta l'autore

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Alle origini della musica mediterranea con Katà

Il grande bagolaro che troneggia nel cortile di Villa Paravizzini ha
protetto con i suoi rami la voce profonda di Miquel Gil, cantaor valenciano
che si è esibito in quintetto sabato 12 agosto nella splendida villa sede
dell’omonima azienda agricola produttrice di eccellenti vini e di ottime
conserve salate e dolci.
Scusandosi per il cattivo italiano Gil ha detto di «essere contento di
cantare in Sicilia canzoni che vengono dall’altra parte del Mediterraneo, ma
che, trattandosi comunque dello stesso mare, appartengono allo stesso
mondo».
Un assolo di bouzouki, ed ha inizio il viaggio attraverso le diverse
influenze che compongono la musica tradizionale valenciana; la ricchezza
delle sonorità arabe si mescola ai ritmi del fandango e del bolero mentre la
voce di Gil suggerisce echi nostalgici e sensuali, accarezza e graffia con
intensità tutta mediterranea.
È dichiarata nel titolo del brano che dà il nome all’ultimo lavoro
discografico quale sia la direzione del suo lavoro: Katà, preposizione greca
che significa da, sotto e, traslandone il significato, origine. Ma al lavoro
di ricerca sulla musica valenciana Gil affianca anche la collaborazione con
diversi poeti catalani contemporanei ottenendo il risultato di vestire con
un abito tradizionale emozioni e sentimenti attuali.
Tra i brani eseguiti, estratti da Katà, l’intimista S’Amaga con testo di
Anna Montero, Tornada con parole di Antoni Fornes, il fandango Memòria con
testo di Manuel Rodriguez Castello e quello, su lirica di Helena Casas,
intitolato proprio Fandango.
Non poteva mancare Katà, di cui Gil ha firmato testo e musica, riproposto
anche durante il bis come brano conclusivo. Tra gli altri brani, entrambi
estratti da Organic (2002), Van Tres con parole del poeta arabo Ibn
al-Labbana morto nel 1113 e la canzone tradizionale Cançó dels traginers
Villa Paravizzini ha mantenuto le atmosfere valenciane anche quando i
musicisti hanno lasciato il palco. Oltre che dai vini Paravizzini e dagli
stuzzichini preparati con le conserve prodotte dall’azienda ospite, a
marchio Mediterranea, e con i formaggi di Ragusa latte, i palati sono stati
deliziati da Caffè Bistrò con sangria e paella durante il rinfresco
dopoconcerto. Un inno al talento ibleo, nel rispetto della tradizione
dell’artigianato siciliano, i preziosi lavori del laboratorio La tela di
Penelope, graditissimo compagno di viaggio del Festival Note di Notte anche
in questa occasione.

Modica 13 agosto 2006


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