Roma – Un album sui Santi! Che grande idea! Ma mi viene un dubbio: non siamo forse fuori strada? Un po’ fuori dal tempo? Mons. Angelo Comastri, nel suo libro Santi dei nostri giorni, ricorda che “il Santo Padre (Giovanni Paolo II), all’inizio del terzo millennio, ha invitato tutta la chiesa a rimettere la santità al centro dell’azione pastorale”. Ecco perché i santi sono coloro che fanno nuova la società, recuperandola alla limpidezza, alla speranza, alla dignità e alla gioia. Quest’album, che raccoglie un’ampia proposta di canzoni scritte da alcuni tra i più significativi cantautori cristiani italiani, vuole offrire uno spunto, una testimonianza a quanti sentono l’urgenza di autenticità e di una società rinnovata e credono che la strada più efficace sia quella della santità. Queste canzoni sono squarci di luce per chi ha l’occhio appannato dalla superficialità del mondo; sono ancora di salvezza per chi si sente - nel grande mare dell’esistenza - senza orizzonti da raggiungere, senza speranze da coltivare.
I Santi proposti tracciano una scia che il vento della vita non potrà mai cancellare: da Maria, la madre di Cristo, la Santa per eccellenza che sa ascoltare il canto di chi soffre e sa asciugare il pianto della vita, a San Francesco che, pazzo d’amore per il Cristo sofferente, ha scoperto nella povertà la strada per trovare la perla preziosa; da Santa Chiara, alla ricerca di un amore vero, a Santa Teresa, piccolo fiore nel cuore di Cristo, sua dolce sposa; da San Pio, segnato nelle mani dall’amore di un Dio innamorato, a Santa Lucia, con l’incanto della sua notte che non si perde con l’età; dal Beato Mariano, un pastorello di Roccacasale, cui il Signore ha mostrato la potenza delle sue opere, a Luigi Rocchi di Tolentino, sulla strada della beatificazione, che aveva dentro di sé – secondo la testimonianza di Mons. Ersilio Tonini – tutte le impronte della coscienza posseduta da Dio; fino ad arrivare a Sant’Omobono di Cremona, costruttore di pace e uomo di grande passione per la verità.
Forse, oggi, siamo troppo distratti dalle cose della vita, siamo incapaci di grandi slanci e il bisogno di Dio, traccia della vocazione che ci accomuna, rimane soffocato e inoperoso.
Quando la santità non guida i nostri passi la noia ci conquista e quando ai nostri occhi mancano le stelle muore il desiderio e col desiderio muore anche la speranza. Ma il senso della vita è oltre le stelle. E' là che dobbiamo puntare il nostro sguardo. Non c’è conflittualità tra cielo e terra. Il cielo non vuole defraudare l’umano della sua grandezza, anzi la vuole realizzare. I santi sono degli innamorati della vita perché amano il cielo. I santi non sono l’espressione antiquata di uno stile di vita che non ritorna più: sono l’espressione più moderna dell’amore, sorgente di ogni realtà vivente, capace di ricordare all’uomo il suo destino finale che è la felicità. I santi hanno cantato la gioia dell’amore con la loro vita, manifestando il desiderio fortissimo e la nostalgia dell’ultimo orizzonte che apre all’assoluta Bellezza dell’Amore di Dio
Ass. Comunicanto.it