Il lago dei cigni con Roberto Bolle, Simona Noja e il Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo

09/ott/2006 17.49.00 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma

Fondazione

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Il lago dei cigni interpretato dal

Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo

étoile Roberto Bolle e Simona Noja

Teatro Regio

venerdì 13, sabato 14, ottobre 2006, ore 20.30

domenica 15 ottobre 2006, ore 15.30

 

 

Dopo i classici della danza moderna dell’Alvin Ailey® American Dance Theater, ParmaDanza 2006, il IV il festival internazionale di danza realizzato dalla Fondazione Teatro Regio, con il contributo di Cariparma & Piacenza, partner del festival, di Pinko e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, presenta un balletto del repertorio classico ottocentesco. Interpretato dal Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli e dalle étoile Roberto Bolle e Simona Noja nei ruoli principali, Il lago dei cigni (venerdì 13 ottobre 2006 ore 20.30 turno A, sabato 14 ottobre 2006 ore 20.30 turno B, domenica 15 ottobre 2006 ore 15.30 fuori abbonamento - che sostituisce l'annunciato Schiaccianoci - è il titolo simbolo della tradizione russa tardo-romantica.

 

Da quel trionfale debutto del 1895 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, il balletto su musica di Cajkovskij creato da Marius Petipa e Lev Ivanov è stato riallestito, in innumerevoli versioni coreografiche, nei teatri di tutto il mondo.

Immutato resta il fascino della vicenda, suddivisa in un prologo e quattro atti: due di ambientazione cortigiana (il primo e il terzo) e due cosiddetti “bianchi”, sullo sfondo di un lago incantato (il secondo e il quarto). In un fiabesco medioevo romantico il Principe Siegfried si invaghisce di Odette, principessa trasformata in cigno dal malvagio mago Rothbart. Ma la promessa di fedeltà del giovane alla candida fanciulla viene infranta dall’apparizione della perfida Odile, il cigno nero, sosia di Odette. Sedotto dalla sua malia e ingannato dalla somiglianza, Sigfried dimentica il cigno bianco e le giura amore eterno, per poi scoprire l’inganno e tornare affranto da Odette ad implorarne il perdono. Il pentimento del giovane nulla può contro la promessa tradita e Odette gli viene strappata per sempre.

 

Guardando al libretto e alla coreografia originali, Ricardo Nuñez, coreografo di origine cubana cresciuto alla scuola della leggendaria ballerina Alicia Alonso, ha creato la sua fortunata versione del Lago dei cigni per il Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo. Senza toccare gli atti bianchi di Ivanov per non perderne la delicata poesia, Nuñez è invece intervenuto sulla collocazione storica degli atti cortigiani di Petipa. Trasferita nell’Impero russo dell’ultimo zar Nicola II, sullo sfondo di un mondo destinato a scomparire, la vicenda immaginata da Nuñez si screzia di decadente inquietudine, mentre l’ombra del famigerato Rasputin aleggia sulla corte.

 

Con il Corpo di Ballo napoletano – già ammirato a ParmaDanza 2003 in Giselle e oggi diretto dall’étoile Anna Razzi – torna al Teatro Regio, nel ruolo del Principe Siegfried, Roberto Bolle.  In uno dei suoi personaggi ideali, perfetto per esaltarne le doti di danseur noble, l’étoile del Teatro alla Scala avrà accanto, nel doppio ruolo di Odette-Odile, Simona Noja, prima ballerina del Teatro dell’Opera di Vienna, che si farà ammirare nei lirismi del cigno bianco e nelle prodezze tecniche del cigno nero.

 

Ad accompagnare il balletto sarà l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, impegnata ad eseguire la struggente partitura di Cajkovskij sotto la direzione del Maestro David Garforth.

 

Per informazioni: biglietteria Teatro Regio, tel. 0521 039399, fax 0521 504424, biglietteria@teatroregioparma.org, www.teatroregioparma.org

 

 

 

 

 

venerdì 13 ottobre 2006 ore 20.30 turno A

sabato 14 ottobre 2006 ore 20.30 turno B

domenica 15 ottobre 2006 ore 15.30 fuori abbonamento

 

Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo

Direttore ANNA RAZZI

 

Il lago dei cigni

Balletto in un prologo e quattro atti

 

Coreografia RICARDO NUÑEZ

da Marius Petipa e Lev Ivanov

Libretto V. P. Begičev e F. V. Hel’tser

Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij

editore proprietario Bärenreiter-Verlag, Kassel

rappresentante per l’italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano

Scene e costumi Philippe Binot

Principessa Odette/Odile Simona Noja

Principe Siegfried Roberto Bolle

Orchestra del Teatro Regio di Parma

Direttore David Garforth

 

 

 

Rasputin Francesco Volpe (13, 15), Luigi Ferrone (14)

 

La Regina Madre Marzia Carola (13, 15), Sabrina Corcione (14)

 

Quattro cortigiane Rossella Fenu, Cristina Spisso, Ornella Adinolfi, Sabrina Corcione (13, 15), Marzia Carola (14)

 

Passo a tre Giovanna Spalice, Alessandra Veronetti, Alessandro Macario

 

Due paggi Federico Abussi, Emanuele Burrafato

 

Maestro di cerimonia Riccardo Riccardi (13-15), Francesco Imperatore (14)

 

Tre cortigiane Giovanna Sorrentino, Margherita Provenzano, Candida Sorrentino

 

Sei coppie valzer cortigiani

Annachiara Amirante, Maria Amoruso, Giorgia Cappelli, Ottavia Cocozza Di Montanara,

Annavita Romano, Valentina Vitale, Marco D’Andrea, Fabio Gison, Gianluca Nunziata,

Marcello Pepe, Giuseppe Schiavone, Marco Spizzica

 

Dodici coppie polonaise

Donne Valzer Valentina Allevi, Marisa Cerbino, Carla Coppola, Giulia Di Stefano

Natalia Mele, Marina Nossova

Uomini Valzer Stefano Angelini, Fabrizio Esposito, Vittorio Mazzoni, Leonardo Schiavella, Massimo Sorrentino, Simone Vallese

 

Cigno bianco Mariaelouise Urciuoli (13-15), Margherita Provenzano (14)

 

Variazione due grandi cigni Alessandra Veronetti, Roberta De Intinis

 

Quattro grandi cigni Alessandra Veronetti, Roberta De Intinis, Annachiara Amirante, Sara Sancamillo

 

Quattro piccoli cigni Margherita Provenzano, Candida Sorrentino, Giovanna Sorrentino, Mariaelouise Urciuoli

 

Dodici cigni Maria Amoruso, Giorgia Cappelli, Alessandra Carloni, Ottavia Cocozza Di Montanara, Loredana Conte, Giulia Di Stefano,

Anna Gaiano, Romina Leone, Giordana Maura, Marina Nossova, Annavita Romano, Valentina Vitale

 

Due paggi Federico Abussi, Emanuele Burrafato

 

Danza russa Corona Paone

 

Sei principesse Sara Sancamillo, Giovanna Sorrentino, Ottavia Cocozza Di Montanara, Giorgia Cappelli, Candida Sorrentino, Margherita Provenzano

 

Danza spagnola Roberta De Intinis, Giuseppe Schiavone, Marco D’Andrea, Fabio Gison, Gianluca Nunziata

 

Czardas Valentina Vitale, Edmondo Tucci, Alessandra Carloni, Marisa Cerbino, Carla Coppola, Alessandra Vottariello

Fabrizio Esposito, Vittorio Mazzoni, Simone Vallese, Diego Watzke

 

Tarantella Loredana Conte, Marco Spizzica

 

Mazurka Valentina Allevi, Anna Gaiano, Vincenza Isoldi, Romina Leone, Giordana Maura, Natalia Mele, Luca Carano, Ignazio Ferracane, Marcello Pepe, Leonardo Schiavella, Giuseppe Schiavone, Massimo Sorrentino

 

Il soggetto

Prologo, Atto primo e Atto secondo

Si festeggiano i vent’anni del Principe Siegfried.Wolfgang, il precettore del Principe, introduce e presenta gli ospiti. La Regina, madre di Siegfried, entra accompagnata dai cavalieri ed esorta gli invitati a rallegrarsi con lei: il Principe si sposerà presto e sceglierà la promessa sposa tra le fanciulle invitate alla festa. Siegfried, pensieroso, sogna un amore ideale ma il precettore cerca di riportarlo alla realtà e ai doveri che lo attendono. Il giovane però sembra non intendere ragioni: il suo spirito tende a evadere dalla realtà che lo circonda e a rifugiarsi nel sogno. Il Principe, assorto nei suoi pensieri, vede apparire una candida donna-cigno con il capo ornato da una corona. Incantato, Siegfried la avvicina: ella gli confida di essere una principessa, il suo nome è Odette ed è stata trasformata in cigno - così come altre fanciulle come lei vittime dei sortilegi del malvagio mago Rothbart. L’incantesimo potrà essere sciolto solo se qualcuno le giurerà amore eterno. Colpito da questa confessione, Siegfried promette a Odette di salvarla. Nonostante gli interventi di Rothbart, che con le sembianze di un enorme uccello da preda incombe sui loro dolci incontri, Odette e Siegfried si scambiano un giuramento amoroso. Le fanciulle-cigno di Odette fanno scudo ai due amanti per proteggerli dalle aggressioni di Rothbart. Siegfried invita Odette al ballo che l’indomani la Regina, sua madre, darà a Palazzo e durante il quale egli dovrà scegliere la sua sposa. Il Principe insiste affinché Odette vi partecipi ma lei gli risponde che la sua condizione di cigno glielo impedisce. Siegfried, allora, afferma che non si sposerà e giura a Odette fedeltà eterna. Al sorgere dell’aurora le apparizioni dei cigni si dissolvono. Il Principe è turbato.

Atto terzo Nel Palazzo in festa il maestro di cerimonie dà inizio ai festeggiamenti. La Regina accompagna il Principe Siegfried, che sembra però non curarsi di nulla, estraneo al mondo che lo circonda. Dopo un divertissement di danze folcloriche, vengono presentate a Siegfried le Principesse che aspirano a fidanzarsi con lui. Egli però le rifiuta tutte, fino a quando entra a Palazzo una creatura misteriosa, incredibilmente somigliante a Odette. Soggiogato da questa immagine, Siegfried non vede e non sente che lei: la creatura nella quale crede di intravedere l’amato cigno bianco. Ma quel cigno altri non è che Odile, la figlia del barone von Rothbart, magicamente trasformata dal padre in sosia di Odette. Ed è proprio lei che il Principe, accecato dall’amore, chiede in sposa. Rothbart trionfa: Siegfried spergiura. Odette non verrà salvata.

Atto quarto Siegfried, consapevole dell’errore che ha commesso, si dispera. Torna la visione del lago: al centro, tra i cigni, Odette piange il suo amore perduto.Tutto è finito anche se il tradimento di Siegfried è stato involontario. Sopraffatto dai rimorsi, il Principe supplica Odette di perdonarlo. Ma è troppo tardi: Rothbart strappa per sempre Odette al Principe. Il sogno è infranto.

 

Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo

Il Teatro di San Carlo è il più antico tra i teatri storici italiani. Costruito nel 1737 da Re Carlo di Borbone (41 anni prima della Scala, 51 prima della Fenice) considerato per lo splendore della sua sala “il più bello del mondo” (Stendhal) ha conquistato nei secoli un posto preminente nella storia della musica. Fondamentale il suo contributo alla formazione dell’opera italiana: dall’opera seria settecentesca sino al melodramma romantico. Lo si deve all’attività dei grandi compositori di scuola napoletana, Vinci e Traetta, Paisiello e Cimarosa e, nell’Ottocento, Rossini e Donizetti che, oltre a comporre numerosissime opere per il teatro di San Carlo, ebbero per molti anni, prima l’uno e poi l’altro, la diretta responsabilità della sua direzione artistica. Il Teatro di San Carlo ha dato un contributo determinante anche all’arte della danza. Già prima dell’apertura del nuovo Teatro, tra le disposizioni del Re Carlo di Borbone in materia di spettacolo nei regi teatri vi fu quella di limitare l’uso dell’“intermezzo buffo” sostituendolo con un’azione coreografica che riprendesse i temi dell’opera in scena. Con l’apertura del San Carlo la consuetudine venne mantenuta ed allargata ad interi spettacoli di danza, così che una “scuola napoletana” di balletto poté rapidamente svilupparsi ed affermarsi di pari passo con la fama che il Teatro andava conquistando in Europa. Primo celebre coreografo del Teatro di San Carlo fu Gaetano Grossatesta, autore dei tre balli che accompagnarono il 4 novembre 1737 l’opera d’inaugurazione del Teatro, Achille in Sciro di Domenico Sarro: uno prima dell’inizio, il secondo nell’intervallo ed il terzo dopo la conclusione (i titoli erano: Marinai e zingari, Quattro stagioni, I credenzieri). Secondo l’uso del tempo, la figura del coreografo coincideva con quella del compositore e il Grossatesta, che rimase attivo al San Carlo per circa trent’anni, compose regolarmente tutte le musiche dei propri balletti. Tale tradizione sarà interrotta dal ballerino e coreografo Salvatore Viganò, benché fosse anch’egli compositore. Viganò, napoletano e attivo al San Carlo, ma per lunghi periodi anche nei teatri delle maggiori capitali - Parigi, Vienna, Londra - è uno dei personaggi fondamentali della storia della danza europea. Fu lui ad avviare ed impostare l’evoluzione drammaturgica dello spettacolo di danza, che grazie al suo contributo approderà al balletto d’azione e quindi al coreodramma. Con Viganò vanno ricordati altri celebri coreografi e danzatori napoletani formatisi al San Carlo, che intanto aveva istituito nel 1812 la prima regolare Scuola di Ballo per volere del Re Gioacchino Murat: Carlo Le Picq, Gaetano Gioia, Antonio Guerra e Carlo Blasis, che con la moglie Annunziata Ramazzini fu chiamato ad insegnare a Mosca nella nascente Scuola del Teatro Bol’sˇoj. Tra le ballerine si ricordano Amelia Brugnoli e Fanny Cerrito, che con Fanny Elssler, anch’ella al San Carlo per molte stagioni, e Maria Taglioni, formò la più leggendaria triade del balletto romantico francese. Tra i coreografi si ricordi ancora Salvatore Taglioni, zio di Maria, che fu direttore dei balli al Teatro di San Carlo dal 1817 al 1860, e tra le ballerine Carlotta Grisi ed Elisa Vaquemoulin. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la danza al Teatro di San Carlo subisce il mutato gusto della società e supera la crisi estetica del romanticismo senza cercare un’identità propria, ma affidandosi alla moda nazionale dei festosi “balli grandi” alla Manzotti, come Ballo Excelsior e Pietro Micca. Il Teatro esprime comunque una grande stella internazionale, Ettorina Mazzucchelli. Riaperta dopo la guerra la sua Scuola di Ballo, affidata a Bianca Gallizia, la compagnia del Teatro di San Carlo ha gradualmente riguadagnato le sue qualità, ospitando i più grandi ballerini del nostro tempo: da Margot Fonteyn a Carla Fracci a Ekaterina Maximova, da Vladimir Vassiliev a Rudolf Nureyev, alcuni dei quali convocati anche in veste di coreografi. Significativo, negli ultimi anni, il contributo di Roland Petit, ancora presente in repertorio con Pipistrello e con Duke Ellington Ballet. Insieme agli allestimenti di grandi classici del balletto come Giselle, Il lago dei cigni e Lo schiaccianoci, affidati alle versioni del coreografo Derek Deane e Ricardo Nuñez, la compagnia ha avuto il privilegio di avere come ospiti Étoiles del calibro di Roberto Bolle, Svetlana Zakharova, Eleonora Abbagnato, Manuel Legris, Polina Semionova. Dopo le direzioni del coreografo Luciano Cannito e dell’ex Étoile Elisabetta Terabust, da questa stagione la compagnia è diretta da Anna Razzi, che ricopre anche la carica di Direttore della Scuola di Ballo.

 

Ricardo Nuñez

Nato nel 1945 a Cuba, Ricardo Nuñez inizia a studiare danza e balletto classico nella sua terra natale. Inizia a dedicarsi alla coreografia dapprima in Francia, a Paris-Bagnole, e poi a Colonia, in Germania. Primo ballerino del corpo di ballo del Théâtre Français e del Ballet Felix Blaska, maestro di ballo, coreografo e direttore di diverse compagnie europee, nel 1994 riceve a Venezia il premio della critica per la migliore produzione di danza con Il lago dei cigni. Nel 1966 partecipa alla tournée del Balletto Nazionale di Cuba, diretto da Alicia Alonso, e al Festival Internazionale della Danza a Parigi al Théâtre des Champs-Élysées. Negli anni seguenti si esibisce su palcoscenici di prestigio: Théâtre des Arts di Rouen, Opera di Oslo, Opéra di Marsiglia, Stuttgarter Ballett, Staatstheater di Münster (Germania) e Staatstheater di Klagenfurt (Austria). Nel 1970 danza assieme a Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn ne La Bella addormentata all’Opéra di Marsiglia. Nel 1979 è maestro e coreografo del Teatro Massimo di Palermo e dieci anni dopo diventa coreografo del Balletto di Montecarlo. Per la prima volta presente nel repertorio del Teatro di San Carlo nella stagione 1993-1994 con la sua versione de Il lago dei cigni, firmerà in seguito Due pezzi per piano e violino, su musiche di Bedrich Smetana, le danze di Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, Yerma, liberamente ispirato al dramma di Federico García Lorca su musiche di George Crumb, B come Bach e infine Giselle nel 1998. Attualmente è maître de ballet al Teatro alla Scala di Milano.

 

Anna Razzi

Nata a Roma dove si è diplomata alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera, Anna Razzi inizia la sua carriera in Francia e in Inghilterra. Chiamata alla Scala come solista, diventata presto Prima Ballerina, quindi Étoile. Per affinare le proprie doti interpretative ed espressive frequenta l’Accademia di Arte Drammatica conseguendone il diploma; come attrice partecipa anche a spettacoli teatrali e televisivi. Svolge la sua attività principalmente alla Scala fino al 1985, anno in cui lascia il teatro milanese per dedicarsi ad una intensa attività internazionale. Ospite dei maggiori teatri e compagnie straniere, riveste particolare importanza la collaborazione con il Ballet Royal de Wallonie, dove vengono creati per lei i ruoli di Giulietta e Antonina Meliukova in coreografie del compianto Jorge Lefevre. Invitata al Festival di Cuba in rappresentanza dell’Italia, ha l’onore di danzare Il lago dei cigni con il Balletto Nazionale di Cuba, su invito di Alicia Alonso. Nel suo repertorio figurano tutti i più importanti balletti classici, oltre a creazioni dei maggiori coreografi del nostro tempo, tra i quali Roland Petit, Lorca Massine, Amedeo Amodio. Danza accanto ai più grandi ballerini della nostra epoca: Rudolf Nureyev, Paolo Bortoluzzi, Fernando Bujones, Peter Schaufuss, Yves Lormeau, Richard Cragun, Patrick Dupond e altri. Con il Teatro alla Scala o come ospite danza nei maggiori teatri: a New York con Nureyev in Giselle e Romeo e Giulietta; a Richmond con Pierin ne Il lago dei cigni; a San Paolo, Rio de Janiero, Buenos Aires con Schaufuss e Lormeau in Giselle; a Monte- Carlo ne Lo schiaccianoci e Romeo e Giulietta; a Toulouse in La Bella addormentata e La Sylphide con Lormeau; a Istanbul, Il lago dei cigni e La Bayadère; a Liegi, Amsterdam, Anversa, Lussemburgo, Romeo e Giulietta. È ospite del Ballet du XXème Siècle di Maurice Béjart, del Ballet de Marseille di Roland Petit, del Zürcher Ballet di Heinz Spöerli. Danza in Aida al Palais Omnisports di Parigi-Bercy. Partecipa a Galà internazionali e a numerose tournées accanto a Rudolf Nureyev. Tra le più recenti esibizioni, la nuova edizione de La Bella addormentata che ha inaugurato il Festival di Nervi del 1986, la produzione de Il lago dei cigni di Franco Zeffirelli, il nuovo allestimento de Lo schiaccianoci di Nicholas Beriozoff all'Arena di Verona con Patrick Dupond, la creazione di Massimo Moricone La figlia di Iorio per il Teatro Filarmonico di Verona e La fille mal gardée di Hérold per il Teatro Nuovo di Torino. Nel 1988 fonda Il Balletto di Lombardia, per il quale sono stati creati Francesca da Rimini, Le allegri comari di Windsor e Sopra un sonetto di Dante, con la quale è particolarmente attiva in un’opera di divulgazione e decentramento nella Provincia di Milano. Tra i numerosi premi e riconoscimenti, è Cittadina Benemerita della Provincia di Milano e per Decreto del Presidente della Repubblica, Cavaliere al Merito. Dal 1990 è Direttrice della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli e, dalla stagione 2006/2007, Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli.

 

Roberto Bolle

Nato a Casale Monferrato, Roberto Bolle entra giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala; il primo a notare il suo talento è Rudolf Nureyev, che lo sceglie per interpretare i

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