Il Teatro Regio di Parma in tourn=C3=A9e in India

03/nov/2006 17.00.00 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 
Teatro Regio di Parma
Fondazione
____________________
 
 

Il Teatro Regio di Parma in tournée in India

Due importanti concerti a Nuova Delhi e Bombay

dal 10 al 14 novembre con l’Orchestra del Teatro Regio

per promuovere la cultura e la musica del nostro paese

               

 

Il Teatro Regio di Parma sarà in tournée in India, dal 10 al 14 novembre, nell’ambito di un vasto progetto di promozione e valorizzazione del patrimonio e della cultura italiana all’estero.

 

Su invito particolare dell’Ambasciata Italiana e dell’Istituto Italiano di Cultura di Nuova Delhi sono previsti, a Nuova Delhi e Bombay, due importanti appuntamenti musicali con l’Orchestra del Teatro Regio di Parma che accompagnerà il soprano Daniela Bruera e il tenore Luca Canonici, sotto la direzione di Marco Boni, in un ricco programma di brani tratti dalle opere dei maggiori compositori italiani: Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Pietro Mascagni, Francesco Cilea e Giuseppe Verdi.

 

Il primo concerto in India dell’Orchestra del Teatro Regio si terrà l’11 novembre all’interno della fortezza di Purana Quila, uno dei più suggestivi monumenti storici che offre la capitale indiana. E proprio in occasione della visita del Teatro Regio di Parma l’antica fortezza aprirà per la prima volta le sue porte per ospitare questo eccezionale evento musicale.

 

Altrettanto importante l’appuntamento previsto il 13 novembre a Bombay, presso il prestigioso National Centre for the Performing Arts di Bombay, nel modernissimo e tecnologico Auditorium Tata Theater, recentemente, realizzato grazie al diretto coinvolgimento del maestro Zubin Mehta, che vi ha tenuto anche il concerto inaugurale.

 

“L’Orchestra del Teatro Regio è fra le più prestigiose che può vantare l’Italia e proviene da una delle città che è considerata la culla del teatro d’opera italiano” ha dichiarato l’ambasciatore italiano in India Antonio Armellini, annunciando la tournée nel corso di un’affollata conferenza stampa a Nuova Delhi, nella sede dell’Ambasciata d’Italia.

 

“Il significato politico e culturale della presenza di Parma in India – nelle parole del direttore generale dell’Indian Council for Cultural Relations Pavan K. Varma - è un riflesso della secolare identità musicale di questa città, che gode di una posizione centrale fra Vienna e Parigi. La collaborazione dei più straordinari cantanti ne ha fatto la migliore formazione nel paese. Lo sforzo compiuto dall’Ambasciata d’Italia nel portare questa Orchestra in India è lodevole in quanto gesto che consente la condivisione di questo patrimonio musicale e lo sviluppo delle relazioni culturali fra le nazioni. Siamo perciò lieti di dare il nostro sostegno a questo sforzo.”

 

“Sarà questo il primo concerto in assoluto ad avere luogo nell’antica fortezza di Purana Quila e l’evento assume un valore molto importante per la promozione del turismo e delle tradizioni culturali e anche per costruire legami ancora più forti fra l’India e l’Italia”, ha commentato il direttore del CDM di Nuova Delhi, l’istituzione che promuove e organizza i maggiori festival e eventi culturali nella capitale indiana.

 

“La tournée del Teatro Regio – nelle parole del Sindaco di Parma Elvio Ubaldi - conferma l’eccellenza e soprattutto il prestigio internazionale di cui gode il teatro della città in tutto il mondo, simbolo delle sue più illustri tradizioni”.

 

“Il viaggio in India – dichiara il sovrintendente del Teatro Regio Mauro Meli - non solo è un’occasione importante nella prospettiva di una sempre più intensa cooperazione culturale, ma è uno stimolo prezioso per la volontà di ulteriore crescita del nostro Teatro”.

 

Dopo le tournée a Nimes e Seul nelle passate stagioni e un anno dopo la tournée messicana, con i complessi artistici del Teatro Regio acclamati all'Auditorio Nacional di Città del Messico da oltre venticinquemila spettatori per Rigoletto, in occasione della prima trasferta che un teatro d’opera italiano ha compiuto nella capitale centroamericana, il Teatro Regio di Parma torna ad essere protagonista di un nuovo importante impegno in qualità di ambasciatore della cultura italiana.

 

La tournée in India del Teatro Regio di Parma è organizzata dall’Ambasciata d'Italia, l’Istituto Italiano di Cultura e il Delhi Tourism, Indian Council for Cultural Relations e con la collaborazione TATA Motors, FIAT, i due sponsor principali. Ad essi si vanno aggiungere  Monte dei Paschi di Siena, KADS Fashion, ABN Amro Bank, Carraro, Tecnimont, Indo-Italian Chamber of Commerce and Industry.

 

 

 

 

 

Il Teatro Regio di Parma

in tournée in India

 

Nuova Delhi, Purana Qila, 11 novembre 2006, ore 18.30

Bombay, Tata Theater 13 novembre 2006, ore 18.30

 

  

Gioachino Rossini

Il barbiere di Siviglia. Sinfonia

 

Gaetano Donizetti

Don Pasquale Quel guardo il cavaliere

Soprano Daniela Bruera

L’Elisir d’amore Una furtiva lagrima

Tenore Luca Canonici

 

Pietro Mascagni

Cavalleria rusticana. Intermezzo

 

Vincenzo Bellini

I Puritani Qui la voce sua soave

Soprano Daniela Bruera

 

Giuseppe Verdi

Giovanna d’Arco Sinfonia

Giuseppe Verdi

Macbeth Ah, la paterna mano

Tenore Luca Canonici

La Traviata. Preludio atto I

La Traviata. È strano … Follie, follie … Sempre libera

Soprano Daniela Bruera

 

Francesco Cilea

L’Arlesiana. È la solita storia del pastore

Tenore Luca Canonici

 

Giuseppe Verdi

La Traviata. Preludio atto III

La Traviata Parigi, o cara, noi lasceremo

Soprano Daniela Bruera

Tenore Luca Canonici

 

Vincenzo Bellini

Norma Sinfonia

 

Soprano

DANIELA BRUERA

 

Tenore

LUCA CANONICI

 

   Direttore

MARCO BONI

 

ORCHESTRA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

 

 

 

 

 

ORCHESTRA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Direttore musicale Maestro Bruno Bartoletti

La storia dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma affonda le sue radici in una tradizione secolare: già nel Rinascimento raffinate Cappelle vocali e strumentali e brillanti Compagnie dei violini accompagnano la vita musicale del Ducato, mentre tra Seicento e Settecento più nutrite compagini sostengono quella vivacità teatrale che da allora diviene caratteristica della città.

Crocevia politico e culturale tra Parigi e Vienna, Parma vive tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento uno dei momenti salienti di questa storia, divenendo un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo della musica e del ruolo dell’orchestra in particolare. Il punto culminante è senz’altro quello nel quale Maria Luigia vuole a capo dell’Orchestra Ducale il più celebre dei musicisti del tempo, Niccolò Paganini. Con lui, e per sua affermazione, l’orchestra parmigiana diviene «la migliore d’Italia». Da quel momento, e per tutto l’Ottocento e il Novecento, strumentisti parmigiani costituiscono il nerbo delle migliori orchestre italiane. Esempio probante: l’orchestra formata e diretta da Toscanini nelle sue grandi tournée dei primi anni Venti, per quasi un quinto costituita da musicisti di Parma. Da allora, per molti decenni, l’Orchestra ha accompagnato il canto di quegli straordinari interpreti che hanno contribuito ad alimentare nel mondo il prestigio del Teatro Regio.

Nel solco di questa tradizione, l’Orchestra del Teatro Regio, come formazione stabile, debutta nel 2000 con Lohengrin di Wagner e Dinorah di Meyerbeer, riscuotendo elogi di critica e pubblico. Dal 2002 è impegnata in tutte le produzioni liriche e concertistiche del Teatro Regio di Parma e del Festival Verdi, affronta il grande repertorio operistico, sinfonico e sacro sotto la guida di alcuni tra i migliori direttori del panorama musicale internazionale. All’estero, grande successo riscuotono le tournée del dicembre 2001, con il Coro della Fondazione Arena di Verona per le celebrazioni del Centenario Verdiano, ad Annecy e all’Auditorium National di Lione, del luglio 2002 con Nabucco all’Arena di Nîmes, del settembre 2003 in Corea del Sud, con Aida al Jamshil Olympic Stadium, e del settembre 2004 con lo Stabat Mater di Rossini a Marsiglia per il Festival de Musique à Saint Victor. Tra le trasferte in altri continenti va segnalata la partecipazione lo scorso novembre  all’applaudito Rigoletto, produzione del Teatro Regio, all’Auditorio Nacional di Città del Messico e l’imminente tournée in India con tappe a Nuova Delhi e Bombay. 

Dall’incontro con Bruno Bartoletti, e dalla sua nomina a direttore musicale della Fondazione Teatro Regio di Parma, è nata una proficua collaborazione, culminata la scorsa stagione nella realizzazione di un importante progetto dedicato a Benjamin Britten, con l’allestimento de The turn of the Screw e l’esecuzione del War Requiem. I solisti dell’Orchestra danno vita al Parma Opera Ensemble, formazione cameristica, specializzata nel repertorio lirico e vocale, con un’intensa attività concertistica e discografica internazionale.

 

 

MARCO BONI

Direttore

Nasce da una famiglia di musicisti e studia il corno ed il violoncello, diplomandosi presso il Conservatorio di Milano ,sotto la guida di Rocco Filippini. Intraprende presto una brillante carriera violoncellistica. Oltre al ruolo di primo violoncello presso il Teatro Comunale di Bologna è regolarmente invitato in importanti festival internazionali collaborando con solisti di calibro internazionale quali Salvatore Accardo, Yuri Bashmet, Giuliano Carmignola, Bruno Canino, Bruno Giuranna, Paul Tortellier, Sandor Vegh.

Nel 1987 rinnova i contatti con Sergiu Celibidache, il maestro che gli affidò la bacchetta all’età di undici anni, insegnandogli i primi rudimenti della direzione d’orchestra.

La carriera direttoriale di Marco Boni ha un’importante svolta nel 1994, dopo un tour nelle principali città italiane, viene nominato Direttore Principale della Concertgebouw Chamber Orchestra di Amsterdam, ruolo che tuttora ricopre.

Seguono nello stesso anno il debutto al Teatro Comunale di Firenze con l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino e un tour in Italia con la Scottish Chamber Orchestra conclusosi con successo presso il Festival Mozart di Rovereto. Nel 2002 è stato invitato a prendere parte ad un concerto al Floriade Happening di Amsterdam, in una serata che lo ha visto a fianco di Riccardo Chailly e della Royal Concertgebouw Orchestra.

Marco Boni è stato fra i fondatori e violoncello solista dei Virtuosi Italiani, con cui ha inciso per Chandos in prima assoluta i concerti per pianoforte di Nino Rota.

Ospite regolare delle principali orchestre europee, ha effettuato due tour in Spagna con la North Netherlands Symphony Orchestra, debuttando nel repertorio mahleriano.

Con la Concertgebouw Chamber Orchestra ha effettuato numerosissime tournée in Francia, Spagna, Italia, Belgio, India, Giappone e recentemente in Portogallo con la pianista Maria Joao Pires, ottenendo unanimi conensi di pubblico e di critica. Nella prossima stagione sempre alla guida della CCO Marco Boni effettuerà un tour in Italia con il violoncellista Misha Maisky.

Nel 2005 è nominato Direttore Musicale dei Wiener Kammersymphonie, orchestra da camera formata da membri dei Wiener Philharmoniker e dei Wiener Symphoniker con la quale nella prossima stagione si esibirà in Italia ed in Spagna.

La prima registrazione discografica degli arrangiamenti di Gustav Mahler dei quartetti La Morte e la Fanciulla di Schubert  e dell’op. 95 di Beethoven, acclamati unanimemente dalla critica di tutto il mondo, vengono definiti dal BBC Music Magazine la migliore incisione attualmente disponibile sul mercato discografico A seguire quattro registrazioni in Super Audio per Pentatone Classics, con musiche di Haydn, Mozart, Mendelssohn, Schubert, accompagnate da lusinghiere critiche dalle maggiori riviste musicali. Ha  inciso con i Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna musiche di Vivaldi e Bach per Victor, ed è in procinto di registrare un album dedicato a Mozart  sul podio della London Philharmonic Orchestra.

 

DANIELA BRUERA

Soprano

È nata a Cagliari, dove ha frequentato il Conservatorio Pierluigi da Palestrina, proseguendo poi gli studi vocali presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Nel 1990 ha vinto il concorso As.Li.Co., a seguito del quale ha debuttato nella Juditha Triumphans di Vivaldi, ripresa successivamente a Napoli con l’Orchestra Sinfonica della Rai diretta da Alberto Zedda. Ha fatto seguito una tournée nel circuito dei teatri lombardi con  Die Zauberflöte.

Nei primi anni della propria carriera, Daniela Bruera ha preso parte al Trionfo del Tempo e della Verità di Händel ed allo Stabat Mater di Pergolesi a Milano, oltre che alla prima esecuzione moderna dell’opera di Cimarosa L’amor rende sagace con la regia e la partecipazione di Enzo Dara (poi registrato per Bongiovanni).

Per le celebrazioni del bicentenario rossiniano ha partecipato ad una tournée in Corea e Giappone con la Petite Messe Solennelle e Il signor Bruschino di Rossini sotto la direzione di Alberto Zedda.

Negli anni successivi ha debuttato in ruoli quali Giulia (La scala di seta), Rita (La Rita), Lucy (The Telephone di Menotti), Lisette (La Rondine) nell’edizione scaligera sotto la direzione di Gianandrea Gavazzeni, Zerlina (Don Giovanni), Elisetta (Il matrimonio segreto), Clarice (La Locandiera di Auletta), Iole (L’ercole amante di Cavalli) nei teatri di Sassari, Cagliari, Bergamo, Cremona, Torino, Ravenna, Como, Milano.

Ha cantato nell’Armide di Gluck che ha inaugurato la stagione 1996/97 del Teatro alla Scala sotto la direzione di Riccardo Muti, opera poi ripresa poi nella stagione 1999.

Daniela Bruera approda successivamente in Germania, dove studia sotto la guida di Anna Reynolds. Nella stagione 1998/99 ha fatto parte dell’ensemble dell'Opera di Bonn, dove ha sostenuto i ruoli di Woglinde (Das Rheingold), Gretel (Hänsel und Gretel), Maria (West Side Story), Nannetta (Falstaff).

Dal 1999 è impegnata alla Staatsoper di Berlino, dove ha debuttato nei ruoli di Carolina (Il matrimonio segreto), Sophie (Der Rosenkavalier), Zerlina (Don Giovanni), Susanna (Le nozze di Figaro), così come in Despina nella nuova produzione di Così fan tutte sotto la direzione di Daniel Baremboim nel MozartFest 2001 a Berlino (registrata in DVD) e, più recentemente, alla Staatsoper unter den Linden. Recente il debutto al Wexford Opera Festival nel ruolo protagonistico di Mirandolina e la tournée in Germania nell’Elisir d’amore (Adina). Nella scorsa stagione, Daniela Bruera è apparsa nuovamente nelle vesti di Mirandolina, questa volta al Teatro Rossini di Lugo, ed ha cantato nel ruolo di Musetta nella Bohème e in Alfonso ed Estrella (Estrella) al Teatro Lirico di Cagliari, protagonista di Zaide al Festival Mozart di La Coruna e quale Madama Cortese nel Viaggio a Reims al Teatro Carlo Felice di Genova.

Ricordiamo le interpretazioni dell’opera Hans Heiling di Marschner al Teatro Lirico di Cagliari e della Quarta Sinfonia di Mahler con la Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano.

Tra gli impegni recenti ha riscosso un grande successo di critica e pubblico in Ariadne auf Naxos al Teatro Comunale di Ferrara e Modena, La Boheme al Teatro alla Scala, La Traviata a Lisbona, Rigoletto e Die Zauberflöte al Teatro Regio di Parma e Don Pasquale alla Deutsche Oper di Berlino.

 

LUCA CANONICI

Tenore

Nato a Montevarchi, ha studiato con il baritono Tito Gobbi e si è perfezionato, in seguito, con Rosetta Noli. Dopo il debutto, avvenuto nel 1985 al Teatro dell’Opera di Roma con Rigoletto ha intrapreso una brillante carriera che lo ha condotto, in breve tempo, nei più prestigiosi teatri e sale da concerto di tutto il mondo: Teatro alla Scala, la Royal Opera House-Covent Garden di Londra, la Staatsoper di Vienna, il Teatro Comunale di Firenze, l’Opernhaus di Zurigo, la Bayerische Staatsoper di Monaco, il Teatro la Fenice di Venezia, il Concertgebouw di Amsterdam, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, il Teatro Regio di Parma, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo, nonché a Parigi, Ginevra, Aix-en-Provence, Madrid, Berlino, Salisburgo, Lipsia, Copenaghen, Wiesbaden, Nizza, Lione, Oviedo, Tokyo e Mosca.

Ha collaborato con prestigiosi direttori d’orchestra, fra i quali Bruno Bartoletti, Bruno Campanella, John Eliot Gardiner, Gustav Kuhn, Riccardo Muti, Daniel Oren, Evelino Pidò, Donato Renzetti, Nino Rota, Nino Sanzogno, sir Georg Solti, Marcello Viotti e Alberto Zedda.

Il suo repertorio comprende opere quali L’elisir d’amore, Falstaff, La traviata, La sonnambula, I puritani, Don Pasquale, La Bohème, I Capuleti e i Montecchi. È stato, inoltre, apprezzato interprete di Ermione, Pietra del paragone, Orfeo all’inferno, Barbiere di Siviglia di Paisiello, Fra’ Diavolo, Reginetta delle rose di Leoncavallo, Principessa della Czarda, nonché di opere di rara esecuzione come Le nozze di Teti e Peleo di Rossini, Il furioso all’isola di San Domingo di Donizetti e La rosa bianca e la rosa rossa di Mayr (entrambe oggetto di incisione discografica per l’etichetta Nuova Era).

Ha inaugurato la stagione 2005/06 interpretando con successo La traviata a The New Israeli Opera di Tel Aviv e L’Enfant et les sortilèges al Teatro Piccinni di Bari, al Teatro Filarmonico di Verona e al Teatro Valli di Reggio Emilia.

La sua ricca discografia annovera, fra gli altri titoli, Falstaff (Decca, con la direzione di sir Georg Solti), il Requiem di Verdi (Philips,  con la direzione di sir John Eliot Gardiner), Don Pasquale (Erato), La sonnambula (Nuova Era), Il signor Bruschino di Rossini (Claves), La grande notte di Verona, La favorita in lingua francese, La cambiale di matrimonio (Ricordi), Linda di Chamounix (Europa Records), nonché un recital d’arie d’opera.

 

I LUOGHI DELLA TOURNÉE

Purana Qila

Il “Purana Qila” (letteralmente: “vecchio forte”) segna, a quanto pare, il luogo ove sorgeva un’antica citta` indiana prima della conquista mussulmana (1193). La parte meridionale di Delhi è letteralmente coperta di rovine del periodo Hindu, che datano dall’anno 1000 all’anno 1200. Le più famose sono il forte Lal Kot (1052), le colonne di Asoka e il minareto di Qutb. I mussulmani costruirono in questa zona diverse città: prima Siri (1304), poi Tughlaqabad (1321), poi Jahanpanah (1325), Firozabad e Purana Qila. Delhi nacque pertanto più come confederazione di città che come un’unità autonoma. Non stupisce pertanto che oggi presenti una configurazione caotica ed eterogenea, che manchi della personalità forte e distinta delle altre città indiane. Il primo periodo di Delhi (1193-1320) viene chiamato “Pathan” e comprende, oltre al Qutb, anche la tomba di Altamsh e l’Alai Darzawa. In questo periodo, in pratica, gli artisti indiani adattarono temi indù ai motivi saracenici. Nel periodo di mezzo, dal 1320 al 1414, venne eretta la tomba di Tughlaq Shah. Gli artisti si specializzarono in cupole sontuose, erette da colonne tanto possenti quanto semplici. Il secondo periodo Pathan (fino al 1556) è quello delle tombe dei re Saiyad, Lodi e Isa Khan. Le cupole si sono fatte più sofisticate e gli interni sono decorati con piastrelle e marmi colorati. Il periodo Mughal (1556-1660) fu uno dei più rigogliosi: videro la luce le tombe di Humayun, Azam Khan, Safdar Jang e tanti altri. In questo periodo gli artisti predilessero la pietra rossa e le decorazioni di marmo, le pareti di marmo bianco, le cupole a forma di bulbo. Per inciso, risale a questo periodo anche il mausoleo più celebre del mondo, il Taj Mahal di Agra (ma non è la tomba di un imperatore, è la tomba di una delle mogli dell’imperatore Shah Jahan, una moglie chiamata Mahal, per l’appunto).

Tata Theatre

“Un auditorium dove mille persone possono ascoltare il delicato suono degli strumenti indiani senza ricorrere all’amplificazione elettrica.” Ecco la visone di J.J. Bhabha’s per il primo teatro nazionale indiano: il Tata Theatre.

Quello che è stato realizzato non è solo il primo edificio in India, ma anche il primo teatro al mondo, concepito, progettato e costruito al servizio di una perfetta acustica e di una ottima visuale richieste dalla musica indiana, dalla danza e altre forme artistiche.

La forma del Tata Theatre è unica per concezione. Poiché un pubblico indiano siede tutto attorno ai musicisti, su tre lati e la sua partecipazione e il suo consenso stimolano gli artisti, il palco del Tata Theatre è costruito con una forma appuntita, pressochè semicircolare e così l’auditorium con una forma allungata. Questo perché vi sono cinque segmenti di eguale dimensione, ciascuno di 208 posti e la minima vibrazione è percepita ancor più sul palco che l’ultima vivrazione di una sala tradizionale della stessa capienza.

L’intera struttura del Tata Theatre attualmente consiste di tre edifici con pilastri separati collocati sotto il basamento di roccia, isolando la struttura dai suoni esterni come il rumore del traffico stradale.

Rinomati artisti trovano estremamente piacevole suonare al Tata Theatre. Oltre alla versatilità per musica, danza e teatro, il Tata Theatre è impiegato per speciali scopi culturali, per le visite ufficiali di ospiti indiani e autorità straniere. I suoi spaziosi foyer ospitano inoltre importanti mostre.

 

 

 

Paolo Maier
Ufficio Stampa
Fondazione Teatro Regio di Parma
via Garibaldi, 16/a
43100 Parma - Italia
tel +39 0521 039369
fax +39 0521 039331
www.teatroregioparma.org
p.maier@teatroregioparma.org
stampa@teatroregioparma.org
 

I Vs. dati sono acquisiti, conservati e trattati nel rispetto del d. lgs. 196/03. Il titolare dei dati potrà richiederne in qualsiasi momento la conferma dell'esistenza, la modifica o cancellazione. Tutti i destinatari della mail sono in copia nascosta, ma può succedere che il messaggio pervenga anche a persone non interessate, in tal caso vi preghiamo di segnalarcelo rispondendo CANCELLAMI a questa mail precisando l’indirizzo email che verrà immediatamente rimosso, ex art. 130 d. lgs. 196/03. Abbiamo cura di evitare fastidiosi MULTIPLI INVII, laddove ciò avvenisse ce ne scusiamo sin d'ora invitandovi a segnalarcelo immediatamente.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl