La pietra del paragone di Rossini inaugura la Stagione Lirica 2006/2007 del Teatro Regio di Parma

01/dic/2006 17.49.00 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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La pietra del paragone di Rossini

inaugura la Stagione Lirica 2006/2007

del Teatro Regio di Parma

Su un set blu con quindici telecamere per video digitale

il nuovo allestimento di Giorgio Barberio Corsetti e Pierrick Sorin,

coprodotto con il Théâtre du Châtelet di Parigi.

Protagonisti in scena Michele Pertusi e Sonia Prina,

con Jean-Chrisophe Spinosi sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio

Teatro Regio di Parma

mercoledì 13, venerdì 15, ore 20.00, domenica 17, ore 15.30
martedì 19, venerdì 22 dicembre 2006, ore 20.00

 

La pietra del paragone, capolavoro comico di Gioachino Rossini, inaugura il prossimo 13 dicembre la Stagione Lirica 2006/2007 del Teatro Regio di Parma  (repliche 15, 17, 19 e 22  dicembre). Protagonisti in scena Michele Pertusi e Sonia Prina, con Jean-Chrisophe Spinosi sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio, e con Giorgio Barberio Corsetti e Pierrick Sorin a firmare l'allestimento, frutto di un’importante coproduzione con il Théâtre du Châtelet di Parigi

 

Lo spazio scenico è un set in campo blu per le riprese video. Quindici telecamere digitali, sei grandi schermi e venti modellini a riprodurre in scala 1:20, 1:100 le diverse scene dell’opera saranno il sofisticato corredo scenografico per uno spettacolo che vedrà impegnato un cast di caratura internazionale.  Michele Pertusi e Sonia Prina saranno i protagonisti dell’opera buffa che, presentata nel 1812 al Teatro alla Scala di Milano, segnò il primo grande trionfo rossiniano, testimoniato da oltre cinquanta repliche e dall’ammirazione incondizionata del grande Stendhal. 

 

A contribuire al successo fu anche la vicenda raccontata nel libretto di Luigi Romanelli, che scatenò la fantasia del giovane Rossini, capace di fondere la puntuale descrizione dei costumi dell’epoca - compresa la febbre per i gossip giornalistici già allora in voga - alla  follia musicale che il compositore applicherà ai suoi futuri capolavori

 

Questo nuovo allestimento della Pietra del paragone vede per la prima volta la collaborazione di Giorgio Barberio Corsetti, affermato regista già direttore della Sezione Teatro della Biennale di Venezia, con il geniale e imprevedibile video-maker francese Pierrick Sorrin, che debutta nell’opera lirica usando le più sofisticate tecniche video digitali come parte integrante per la costruzione, indiretta, della messinscena.

 

“Il denaro è la pietra del paragone - spiega Giorgio Barberio Corsetti - Per provare che tutto è apparenza bisogna far scomparire il denaro, magari con l’abile messinscena architettata dal Conte, che si finge rovinato. Allora crollano tutte le altre finzioni. Con Pierrick Sorin volevamo ricreare il clima di sospensione che si  respira nell’opera. La pietra del paragone si svolge in un tempo sospeso, è una perenne vacanza. Così ci è sembrato interessante che anche le scene, gli oggetti partecipassero a questa condizione smaterializzata. Tutto si presta a un gioco di teatro molto scoperto, che abbiamo reso evidente con l’artificio dell’elettronica e della elaborazione delle immagini. Gli oggetti, i luoghi, gli ambienti, sono virtuali, tutto si svolge nel vuoto, nella scena blu  che  è pura virtualità. Il pubblico godrà di una visione multipla. Assiste al montaggio di una realtà virtuale ma ne ha sotto gli occhi il processo che la definisce. Sono i modellini a creare spazi ed oggetti, i personaggi si muovono nel nulla delle loro aspirazioni e sentimenti. L’interazione fra i vari cantanti sulla scena, la ritroviamo poi nella pura virtualità dello schermo. Ecco che attraverso l’artificio video i personaggi si muovono nel loro nulla colorato di blu”.

 

Christian Taraborrelli ha ideato i costumi e Gianluca Cappelletti le luci per il nuovo allestimento. Nel cast oltre a Michele Pertusi (il conte Asdrubale) e Sonia Prina (la marchesa Clarice) cantano Daniela Pini (la baronessa Aspasia) Paola Cigna (Donna Fulvia), José Manuel Zapata (Il cavalier Giocondo), Joan Martin-Royo (Macrobio), Christian Senn (Pacuvio), Filippo Polinelli (Fabrizio). François Lis e Jennifer Holloway interpreteranno rispettivamente i ruoli della baronessa Aspasia e del Conte Asdrubale nelle recite del 19 e 22 dicembre. Maestro del coro è Martino Faggiani.

 

L'opera sarà presentata al pubblico nell'ambito di Prima che si alzi il sipario sabato 9 dicembre alle ore 17.30 presso il Ridotto del Teatro Regio di Parma.

 

La Stagione d’Opera 2006/2007 del Teatro Regio di Parma è realizzata anche grazie al contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Fondazione Parma Capitale della Musica, ARCUS, Reggio Parma Festival e con il sostegno di Banca Monte Parma, Barilla, Enìa, Consorzio del prosciutto di Parma, L’Albero d’Argento, Melegari Home, Terme di Tabiano, Ideal Standard.

 

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma, via Garibaldi 16/a - 43100 Parma  tel. 0521 039399, fax 0521 504424, biglietteria@teatroregioparma.org, www.teatroregioparma.org

 

 

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Teatro Regio
mercoledì 13 dicembre 2006, ore 20.00 turno A
venerdì 15 dicembre 2006, ore 20.00 turno B
domenica 17 dicembre 2006, ore 15.30 turno D
martedì 19 dicembre 2006, ore 20.00 turno C
venerdì 22 dicembre 2006, ore 20.00 turno E


LA PIETRA DEL PARAGONE

Melodramma giocoso in due atti
su libretto di Luigi Romanelli

 

Musica di GIOACHINO ROSSINI

 

Personaggi                Interpreti

La marchesa Clarice        SONIA PRINA

La baronessa Aspasia      DANIELA PINI

                                 JENNIFER HOLLOWAY (19, 22.12)

Donna Fulvia                PAOLA CIGNA

Il conte Asdrubale           MICHELE PERTUSI

                                 FRANÇOIS LIS (19, 22.12)

Il cavalier Giocondo         JOSÉ MANUEL ZAPATA

Macrobio                      JOAN MARTIN-ROYO

Pacuvio                        CHRISTIAN SENN

Fabrizio                      FILIPPO POLINELLI

 

Giardinieri, ospiti, cacciatori e soldati del conte

 

Maestro concertatore e direttore
JEAN-CHRISTOPHE SPINOSI

 

Regia, scenografia e video
GIORGIO BARBERIO CORSETTI e PIERRICK SORIN

 

Costumi
CRISTIAN TARABORRELLI

 

Luci
GIANLUCA CAPPELLETTI

Maestro del coro
MARTINO FAGGIANI

 

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

 

Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma

in coproduzione con il Théâtre du Châtelet di Parigi

 

Spettacolo con sopratitoli

 

Prima che si alzi il sipario
Ridotto del Teatro Regio
sabato 9 dicembre 2006, ore 17.30

 

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Nel nulla dipinto di blu

A colloquio con Giorgio Barberio Corsetti

a cura di Alessandro Taverna

 

Per Stendhal se si deve entrare in paradiso, lo si può fare solo sulla scorta di un’ouverture rossiniana. «Tutto respirava felicità in Lombardia quando Rossini presentava alla Scala la Pietra del Paragone...»

È la felicità di sentirsi in una perenne vacanza dei sensi e dello spirito. Sospesi in un soggiorno senza tempo nella villa di Asdrubale, i personaggi de La pietra del paragone si incontrano, cantano, straparlano, si inseguono, si esibiscono davanti al Conte facoltoso e intanto alle sue spalle sono pronti a complottare...

La vicenda de La pietra del paragone non sarà il soggetto per una commedia molto sofisticata?

Sì, certo. Per cominciare, c’è un giovane ricco e un po’ annoiato che esita a prendere moglie. Non riusciamo subito ad intuire il perché. Forse Asdrubale non vuole ferire il suo migliore amico, che ama la marchesa Clarice, o forse il suo comportamento è spiegato dal fatto che non sa davvero se la Marchesa è innamorata davvero di lui, o se anche lei pensa ai suoi soldi o per caso preferisce ritirarsi davanti alla risolutezza delle altre due pretendenti. Sia Asdrubale che Clarice sono personaggi dalla psicologia complessa. La loro storia d’amore si svolge e si compie sul filo dell’intelligenza e dell’ironia. Ed entrambi ricorrono all’arma del travestimento. Il Conte si traveste per mettere alla prova la sincerità dei sentimenti dei suoi ospiti e la Marchesa adotta lo stesso stratagemma per costringere Asdrubale a prendere finalmente una decisione.

Colpisce anche il modo con cui il librettista dà forte risalto a ciascun personaggio...

Ci sono tipologie sociali ben riconoscibili, come nel caso del giornalista corruttibile, figura che aveva colpito fin dal principio anche Stendhal. Il libretto di Luigi Romanelli presenta personaggi dalle psicologie ben definite. E poi ne La pietra del paragone conta molto l’uso del travestimento e del cambiamento di stato. Sarà pure un vecchio attrezzo della commedia, ma è molto originale e complesso l’uso che se ne fa in questo melodramma giocoso, che ci offre un quadro borghese, ricco e un po’ annoiato. E rispettando in questo senso le regole della commedia, la villa del conte l’abbiamo collocata in un tempo molto vicino al nostro.

E la pietra del paragone? Sia pure in chiave giocosa, Asdrubale non sembra usare lo stesso stratagemma del Timone di Atene di Shakespeare, per capire chi sono i veri amici?

È il denaro la vera pietra del paragone. Per provare che tutto è apparenza bisogna far scomparire il denaro, magari con l’abile messinscena architettata dal Conte, che si finge rovinato. Allora crollano tutte le altre finzioni. Basta la pietra del paragone, un pezzo di carta, un vaglia, per cancellare tutto e un altro pezzo di carta, il contro vaglia, per ricreare un mondo fasullo, fatto di un perenne far niente.

Lei si è spaventato al primo incontro con la musica rossiniana?

Indubbiamente la musica di Rossini possiede un elemento perturbante. I crescendo hanno questo carattere così travolgente, sembrano una ulteriore ed estrema messa a fuoco di ciascuna situazione. Sono una sfida alla complessità. Rossini scatena la reazione comica ma anche una perdurante instabilità che regna sulla scena. I caratteri e le psicologie dei personaggi sono spinti all’estremo. E la musica accentua ancora più questo elemento straniante. Per vincere lo spavento, comunque, era necessario rivivere questo clima di sospensione. Qui proviamo a realizzare l’utopia che sta alla base di ogni messinscena lirica: mettere in scena la musica e non solo il libretto.

A quale mezzo ricorrere?

Quando ho cominciato a discutere il progetto della messinscena con Pierrick Sorin, abbiamo cercato una strada nuova, che ci aiutasse a leggere un’opera dove Rossini deliberatamente si libera dal peso di qualsiasi fondamento. Perché La pietra del paragone si svolge in un tempo sospeso. Così ci è sembrato interessante che anche le scene, gli oggetti partecipassero a questa condizione smaterializzata. Ed ecco, è nata l’idea di far vivere in una dimensione nuova il ritmo squinternato e frenetico delle scene, la brillantezza delle musiche, la comicità dei personaggi, trasparenti e colorati. Tutto si presta a un gioco di teatro molto scoperto, che abbiamo reso evidente coll’artificio dell’elettronica e della elaborazione delle immagini. Gli oggetti, i luoghi, gli ambienti, sono virtuali, tutto si svolge nel vuoto, nella scena blu che è pura virtualità.

Alla fine il pubblico cosa vedrà?

Il pubblico godrà di una visione multipla. Assiste al montaggio di una realtà virtuale ma ne ha sotto gli occhi il processo che la definisce. Sono i modellini a creare spazi ed oggetti, i personaggi si muovono nel nulla delle loro aspirazioni e sentimenti. L’interazione fra i vari cantanti sulla scena la ritroviamo nella pura virtualità offerta dallo schermo. Attraverso l’artificio del video i personaggi si muovono nel loro nulla dipinto di blu, ma solo nelle immagini sullo schermo sono da qualche parte e fanno effettivamente qualcosa...  

 

 


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Stagione Lirica

2006/2007

 

 

Teatro Regio, 13, 15, 17, 19, 22 dicembre 2006

La pietra del paragone

Musica di GIOACHINO ROSSINI

 

 

Teatro Regio, 25, 27, 28, 30 gennaio, 1 febbraio 2007

la damnation de faust

(la dannazione di faust)

Musica di HECTOR BERLIOZ

 

 

Teatro Regio, 22, 25, 27 febbraio, 1, 3 marzo 2007

Turandot

Musica di GIACOMO PUCCINI

 

 

Teatro Regio, 1, 4, 7, 10, 15 aprile 2007

Otello

Musica di GIUSEPPE VERDI

 

 

 

 

 

 

Paolo Maier
Ufficio Stampa
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