La canzone religiosa Dal Cocncilio Vaticano II ad oggi

Breve antologia a cura di Don Stefano Varnavà Presentazione di Padre Filippo Strofaldi Vescovo di Ischia Nell'ampio panorama della musica moderna che si esprime in svariate forme, ritmi e canzoni d'autori e cantanti alla moda che manifestano sentimenti di gioia, tristezza, amore, pace, amicizia_ c'è posto anche per i giullari di Dio come San Francesco, autori di canti popolari come Sant'Alfonso, menestrelli religiosi, cantautori di Dio, semplici cantastorie dell'amore del Signore verso le sue creature?

04/gen/2007 17.49.00 PRESS WORLD AGENCY Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

La canzone religiosa

Dal Cocncilio Vaticano II ad oggi.
Breve antologia a cura di Don Stefano Varnavà

 

 

 

Presentazione di

 

Padre Filippo Strofaldi

Vescovo di Ischia

 

     Nell’ampio panorama della musica moderna che si esprime in svariate forme, ritmi e canzoni d’autori e cantanti alla moda che manifestano sentimenti di gioia, tristezza, amore, pace, amicizia… c’è posto anche per i giullari di Dio come San Francesco, autori di canti popolari come Sant’Alfonso, menestrelli religiosi, cantautori di Dio, semplici cantastorie dell’amore del Signore verso le sue creature?

     Non solo i “mostri sacri” nell’élite dei cantanti di musica contemporanea si sono cimentati su vari testi di Vangeli autentici e apocrifi o elaborazioni di messaggi spirituali, ma sono nati sempre più numerosi compositori, artisti, cantanti che hanno inciso valide canzoni di ispirazione cristiana con le finalità più varie:

-         per approfondire la catechesi,

-         per accompagnare riflessioni sulla Parola di Dio,

-         per scandire giornate associative e favorire il dialogo,

-         per interiorizzare proposte formative in spettacoli e recitals…

il tutto in teatri, stadi, ritrovi, piazze, discoteche… come in Parrocchia, feste religiose, meeting, kermesse musicali, festival…

     Insomma, questa musica che coinvolge tutti, persone d’ogni età, è diventata fonte di dialogo, di confronto, di annuncio, di evangelizzazione e certamente crea un’atmosfera di gioia e simpatia.

     L’autore del libro che con tanta amicizia e stima presento, ha il grande merito di essere stato un antesignano dei compo­sitori di musica moderna religiosa e anche ad alto livello artistico, sin dagli anni ‘60, quando imperavano solo grandi cantautori o complessi musicali di fama internazionale.

 

     Questo excursus storico-musicale di Don Stefano Varnavà fa sintesi dei più noti cantautori e compositori di ispirazione sacra che continuano ancora oggi a proporre, con le loro canzoni diffuse dappertutto, l’annuncio del Vangelo inserito in un contesto esistenziale e valori fortemente cristiani e profondamente umani.

    A mia volta, secondo la mia personale esperienza in materia, dopo aver preso a piene mani, dal vasto repertorio dei cantautori come D. Modugno, A. Celentano, F. De Andrè, G. Bécaud… qualche canzone a sfondo religioso, la conoscenza delle musiche prima di S. Varnavà e A. Duval, e poi di G. Cento mi aveva appagato nelle mie catechesi… musicali in campo giovanile-vocazionale.

     Più tardi, sollecitato da profondi e poetici testi di Bruno Forte (attuale Arcivescovo di Chieti-Vasto) che mi toccavano dentro, ho cominciato anch’io a rivestirli di note, componendo varie “canzuncelle” per esprimere i miei sentimenti, valori, realtà vissute e proporle negli incontri spirituali, frequenti nella mia missione.

      Questo genere spirituale dei musicisti religiosi ha trovato vasta attuazione nella produzione prima in dischi, LP e poi musicassette, CD, DVD, raccolte di spartiti musicali, ma senza mortificare la prospettiva di veicolare, in presa diretta con il pubblico, la testimonianza di vita, i contenuti vicini alla sensibilità della nostra gente, secondo l’ambiente e la mentalità del tempo, ma sempre densi di messaggi spirituali.


INTRODUZIONE

 

 A proposito di questa “Breve antologia della canzone religiosa dal Concilio Vaticano II a oggi” ho ricevuto parecchi scritti come questo di don Paolo Baldisserotto di Bolzano:

“C’è bisogno di una vera storia (della canzone religiosa italiana) per le nuove generazioni, per chi canta nei cori o in gruppo nelle Parrocchie, per la cultura del canto sacro, per i gruppi liturgici, per dar consapevolezza della varietà e dell’evoluzione, per dare il giusto riconoscimento agli autori del lavoro fatto, per far conoscere la ricchezza delle espressioni (penso al genere musicale religioso)”.

 

A questo punto io mi sono accinto al compito di scrivere questa breve antologia perché sono un po’ la “memoria della specie”. Sono cose che ho vissuto di persona e che rischiano di perdersi nel “marasma” delle cose che passano. Se invece vengono scritte, qualcosa rimane.

Questa mia è una testimonianza di chi è stato presente, che serve anche per chi non è più presente, per confermare l’evolversi del fenomeno musicale religioso che, se anche ignorato dalla critica ufficiale, ha avuto il suo piccolo peso nell’evolversi della musica stessa.

Il fatto che le canzoni profane attuali ricalchino il periodo dal 1960 al 1980 è significativo. Quello che è avvenuto in quel periodo non si è più ripetuto se non marginalmente, e le canzoni dal 1960 al 1978 sono quelle che ancor oggi ci rallegrano e ci lasciano stupiti per la capacità di interpretare i nostri problemi quotidiani.

Quanto è avvenuto nella canzone profana italiana è avvenuto anche nella canzone religiosa, più sommessamente, ma ha lasciato il segno in quello che è avvenuto 20 anni dopo, dal 1980 al 2000.

 

Conoscere quanto sia stato difficile proporre una canzone cristiana  a quei tempi, dove c’era posto, fatte poche eccezioni, solo per la canzone profana, è importante per capire come oggi, sviluppandosi la presenza di Editrici cattoliche come le Paoline, l’Elledici, la Rugginenti Editore e la Pongo, è diventato più semplice far produrre un CD di musica cristiana, che non avrà la tiratura di 100.000 copie ma che, pur raggiungendo l’esigua tiratura di un migliaio di copie, arriva a coprire tutte le attese delle comunità cristiane, anche perché la produzione cristiana attuale si è ridotta a un dialogo tra il cantautore e Dio, e non affronta più quelle problematiche di fede vissuta estensibile anche ai cosiddetti “lontani”.

 

Cosa significa: “un cantarsi addosso”, e nei propri ambienti? E’ il non capire che i cosiddetti “lontani” aspettano da noi un dialogo che metta in discussione tanti problemi che esistono al di fuori del cristianesimo, ma che fanno comunque riferimento a esso.

Don Stefano Varnavà

varnava@tin.it

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl