19/01/2007 21:20 Ufficio Stampa Teatro Regio

Le riprese video per il nuovo allestimento de La damnation de Faust
firmato da Hugo De Ana coinvolgono due splendidi quarter horse
che “galoppano” nelle sale del Foyer
Teatro Regio di Parma, venerdì 19 gennaio 2007
Il foyer e le Sale del Ridotto del Teatro Regio sono state trasformate in un set cinematografico per la ripresa di alcune sequenze video per l'opera in debutto, La damnation de Faust di Hector Berlioz, nel nuovo allestimento firmato dal regista Hugo De Ana, secondo titolo della Stagione Lirica 2006/2007 del Teatro Regio di Parma, in scena il 25 gennaio alle ore 20.00, (recite sabato 27 ore 17.00, domenica 28 ore 15.30, martedì 30 gennaio ore 20.00, giovedì 1 febbraio 2007, ore 20.00).
Si è effettuata oggi la ripresa di una delle scene finali, che, con le altre registrate nei giorni scorsi, sovrapporrà alla monumentale scenografia ideata dal regista argentino, quella immaginifica e virtuale delle riprese digitali, proiettate sul velo di tulle che calerà sul palco.
I due protagonisti Faust e Méphistophélès voleranno su due destrieri. Per questo dal Circolo Ippico Milagro di Leonardo Mora hanno fatto il loro ingresso nel foyer del Teatro Regio Napoleone, "Napo" per gli amici, e Jenny, lui arabo grigio di cinque anni, lei quarter horse baio chiaro di sette anni, olimpionica nelle gare di running. Mansueti e pronti alla corsa, affatto intimoriti dal set con le forti luci di taglio, la macchina del vento, il telo verde dell'effetto chroma key che consentirà sorprendenti soluzioni, come spiegato dal curatore di queste scenografie virtuali, Sergio Metalli.
Al loro ingresso dal colonnato del Teatro, nello stupore dei passanti che li ammiravano increduli, Napoleone e Jenny hanno raggiunto con passo elegante la sala del Foyer dove li attendevano i due cavalieri Sandro Rosselli (Méphistophélès) e Roberto Rossi (Faust), truccati e in abito da scena, pronti a interpretate questa cavalcata a pelo e a briglie sciolte.
Nel nuovo allestimento firmato da Hugo De Ana,
coprodotto con la Fondazione Arena di Verona,
continua il viaggio fra le opere ispirate mito goethiano.
Protagonisti Giuseppe Sabbatini, Nino Surguladze,
Michele Pertusi con la direzione di Michel Plasson
Teatro Regio di Parma
giovedì 25, ore 20.00, sabato 27, ore 17.00,
domenica 28, ore 15.30, martedì 30 gennaio, ore 20.00,
giovedì 1 febbraio 2007, ore 20.00
Iluovo allestimento de La damnation de Faust di Hector Berlioz firmato dal regista Hugo De Ana, secondo titolo della Stagione Lirica 2006/2007 del Teatro Regio di Parma in scena il 25 gennaio alle ore 20.00, (recite sabato 27 ore 17.00, domenica 28 ore 15.30, martedì 30 gennaio ore 20.00, giovedì 1 febbraio 2007, ore 20.00), prosegue un avvincente itinerario fra le opere ispirate al mito goethiano di Faust.
Dopo il clamoroso successo riscosso la stagione scorsa dal Faust di Charles Gounod, Hugo De Ana si cimenta ora con il capolavoro visionario del musicista francese, firmando regia, scene, costumi e luci di uno spettacolo di grande suggestione, realizzato in coproduzione con
“La musica detta le leggi dell’intreccio - spiega il regista Hugo De Ana - tanto è vero che la vicenda può svolgersi in Ungheria se serve per poter aggiungere una marcia ungherese. La damnation de Faust funziona come un accumulo di materiali, come un bricolage. In questa condizione ho liberato il mio istinto creativo e non ho fatto altro che tenere dietro al bombardamento di immagini a cui Berlioz obbliga l’attenzione dello spettatore. Il mio approccio sarà molto crudele perché è crudele l’approccio di Berlioz a questo soggetto. Come sono violenti i passaggi da una scena all’altra, implicanti cambi di registro stilistico ed una profonda ironia, che confina con questa spinta verso l’astrazione dei sentimenti. È un’opera dalle mille sfaccettature. Visivamente il grande cerchio in cui è iscritta la scena finisce per assomigliare a quelle antenne paraboliche usate dalla Nasa per captare i segnali dallo spazio. Io la uso per captare le mille immagini provocate dalla musica di Berlioz”.
Fra i tanti artisti ossessionati dal Faust di Goethe, Hector Berlioz, il più visionario dei musicisti romantici, compose la leggenda drammatica La damnation de Faust che fu eseguita per la prima volta a Parigi in forma da concerto e che in Italia approdò per la prima volta in forma scenica nel 1902, alla Scala di Milano, affidata alla direzione del giovane Arturo Toscanini.
Il nuovo allestimento, con le coreografie di Leda Lojodice, vede impegnate al gran completo i complessi artistici del Teatro Regio di Parma: il Coro diretto da Martino Faggiani a cui si unirà il Coro di Voci Bianche diretto da Sebastiano Rolli e l’Orchestra affidata alla bacchetta di Michel Plasson.
L'opera sarà presentata al pubblico nell'ambito di Prima che si alzi il sipario sabato 20 gennaio alle ore 17.30 eccezionalmente presso
Le telecamere di Prima della prima, la trasmissione di Raitre di Rosaria Bronzetti che conduce i telespettatori nei luoghi sacri della musica colta italiana, hanno seguito le fasi di tutto l'allestimento. La trasmissione, realizzata negli spazi del Teatro Regio di Parma nel corso delle prove di regia, di assieme e della prova generale per la regia di Francesca Nesler, andrà in onda martedì 30 gennaio 2007 alle ore 1.15.
La Stagione Lirica2006/2007 del Teatro Regio di Parma è realizzata anche grazie al contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Fondazione Parma Capitale della Musica, ARCUS, Reggio Parma Festival e con il sostegno di Banca Monte Parma, Barilla, Enìa, Consorzio del prosciutto di Parma, L’Albero d’Argento, Melegari Home, Terme di Tabiano, Ideal Standard.
Per informazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma, via Garibaldi 16/a - 43100 Parma tel. 0521 039399, fax 0521 504424, biglietteria@teatroregioparma.org, www.teatroregioparma.org
Teatro Regio
giovedì 25 gennaio 2007, ore 20.00 turno A
sabato 27 gennaio 2007, ore 17.00 turno E
domenica 28 gennaio 2007, ore 15.30 turno D
martedì 30 gennaio 2007, ore 20.00 turno B
giovedì 1 febbraio 2007, ore 20.00 turno C
(
Légende dramatique in quattro parti e dieci quadri
su libretto di Hector Berlioz, Almire Gandonnière e Gérard de Nerval,da Goethe
Musica di HECTOR BERLIOZ
Personaggi Interpreti
Faust GIUSEPPE SABBATINI
STEPHEN MARK BROWN (28.1)
Marguerite NINO SURGULADZE
Méphistophélès MICHELE PERTUSI
Brander PAOLO BATTAGLIA
Contadini, bevitori, gnomi, silfi, studenti, soldati, fuochi fatui, vicine di Marguerite,
demoni, dannati, principi delle tenebre, spiriti celesti, fanciulli beati
Maestro concertatore e direttore
MICHEL PLASSON
Regia, scene, costumi, luci
HUGO DE ANA
Coreografia
LEDA LOJODICE
Maestro del coro
MARTINO FAGGIANI
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
CORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO REGIO DI PARMA
diretto da Sebastiano Rolli
Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma
in coproduzione con Fondazione Arena di Verona
Spettacolo in lingua originale con sopratitoli in italiano
Prima che si alzi il sipario
Istituzione Casa della Musica, Sala dei Concerti
sabato 20 gennaio 2007, ore 17.30
Musica di HECTOR BERLIOZ
Alessandro Taverna incontra Hugo De Ana
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In principio era il cerchio
A colloquio con Hugo De Ana
a cura di Alessandro Taverna
Sarà un sfida mettere in scena un’opera che non è fino in fondo un’opera?
È una sfida
Allora da dove dobbiamo cominciare?
Conta il punto di partenza. In Gounod quel punto era il quadrato, con alcune raffigurazioni conseguenti come lo specchio, il cristallo... Per Berlioz invece tutto è scaturito dall’idea del cerchio, che mi ha consentito di sviluppare lo spettacolo con una consequenzialità quasi matematica, con un rigore che appartiene alla musica stessa scritta per
Eppure la vicenda in apparenza è ridotta ad un diagramma elementare. Del dramma originario di Goethe sopravvivono solo tre personaggi principali: Faust, Méphistophélès e Marguerite...
Ma non sono personaggi come siamo abituati ad intenderli noi. Non hanno un vero carattere, servono piuttosto a Berlioz per fare della Damnation una straordinaria astrazione musicale. Basta considerare quanto sia poco convenzionale il duetto d’amore fra Faust e Marguerite nella terza parte. E perfino il patto con il diavolo è rimandato alla fine. Non ci sono né vinti né vincitori, perché in fondo è Faust che cerca l’annientamento. Del resto è la condizione a cui aspira, fin dal momento in cui fa la sua prima apparizione. Faust non ha altro desiderio che restare da solo e coltivare indisturbato il suo spleen, contemplando lo spettacolo della natura. Tutto lo infastidisce profondamente, non è affatto un romantico alla Werther, come si sarebbe portati a pensare. Méphistophélès invece conserva tutta la sua ambiguità, riflette le mille sfaccettature di un’opera anomala, perché Berlioz vi rappresenta la sua personalissima idea di opera.
Sarebbe per caso un’opera drogata, come drogata è
C’è una simbologia profonda che vi soggiace. Per me è fondamentale l’alchimia che si nasconde in questa partitura, il segreto della sua continua metamorfosi degli elementi di cui è costituita. E l’immaginazione esplode. Certo la musica detta le leggi dell’intreccio, tanto è vero che la vicenda può svolgersi in Ungheria se serve per aggiungere una marcia ungherese.
Ma, concretamente, come si può rappresentare?
Con queste premesse mi sono sentito in dovere di liberare fino in fondo l’istinto creativo: non ho fatto altro che tenere dietro al bombardamento di immagini a cui Berlioz obbliga la nostra attenzione. Ho creato un percorso visivo che partisse da questa idea del cerchio in cui è rappresentato l’elemento terrestre. Perché nell’opera perfino l’Apotheose finale è vista da questo punto di vista. E così sarà nello spettacolo. Ho voluto mantenere un approccio molto crudele, perché è crudele il modo con cui Berlioz si applica a questo soggetto. In quest’opera sono violenti i passaggi da una scena all’altro, perché implicano cambi di registro stilistico ed una ironia che confina con questa spinta verso l’astrazione dei sentimenti. È un’opera dalle mille sfaccettature. Non dimentichiamolo, Berlioz è stato un precursore, un demiurgo, un poeta, e anche un pittore musicale.
Il cerchio da cui scaturisce l’idea dello spettacolo si vedrà veramente?
E questo grande cerchio in cui è iscritta la scena finisce per assomigliare a quelle antenne paraboliche usate dalla Nasa per captare i segnali dallo spazio. Io lo uso per captare le mille immagini provocate dalla musica della Damnation.
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Stagione Lirica
2006/2007
Teatro Regio, 13, 15, 17, 19, 22 dicembre 2006
La pietra del paragone
Musica di GIOACHINO ROSSINI
Teatro Regio, 25, 27, 28, 30 gennaio, 1 febbraio 2007
la damnation de faust
(la dannazione di faust)
Musica di HECTOR BERLIOZ
Teatro Regio, 22, 25, 27 febbraio, 1, 3 marzo 2007
Turandot
Musica di GIACOMO PUCCINI
Teatro Regio, 1, 4, 7, 10, 15 aprile 2007
Otello
Musica di GIUSEPPE VERDI
Paolo Maier
Ufficio Stampa
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