Joana Amendoeira “respira” il fado

Joana Amendoeira "respira" il fado Joana Amendoeira "respira" il fado Se Amalia Rodriguez era solita dire "Non sono io che canto il fado, è il fado che canta me", Joana Amendoeira, poco prima di salire sul palco di Note di Notte, ha detto "Per me cantare è come respirare" e la grande naturalezza con cui si è proposta al pubblico ha dato piena conferma a quanto dichiarato.

23/lug/2007 21.00.00 Stefania Pilato Contatta l'autore

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Joana Amendoeira “respira” il fado

Se Amalia Rodriguez era solita dire “Non sono io che canto il fado, è il
fado che canta me”, Joana Amendoeira, poco prima di salire sul palco di Note
di Notte, ha detto “Per me cantare è come respirare” e la grande naturalezza
con cui si è proposta al pubblico ha dato piena conferma a quanto
dichiarato.
Una voce straordinaria che trasmette una gamma di emozioni senza limiti
toccando corde ora lievi ore intense, ora allegre ora malinconiche; un
sorriso sempre acceso sul viso bellissimo ed una grazia ed una presenza
scenica davvero fuori dal comune, Joana Amendoeira con i suoi venticinque
anni è un’artista matura che interpreta con passione e gioia il “suo” fado.
Fado che, proprio come sostiene Joana “è una musica in continua evoluzione e
noi cantanti dobbiamo avere un ruolo attivo nella società, raccontare i
tempi che corrono”.
E proprio grazie a questa concezione negli ultimi anni si è potuto avviare
un progressivo allontanamento tra fado e dittatura salazarista che ha
restituito alla musica la sua componente popolare e la libertà di esprimere
ogni sentimento.
Nostalgia e struggimento, ma anche amore e gioia nella Noite de fado vissuta
con Joana Amendoeira che è stata un viaggio tra le atmosfere di una intera
nazione e le pieghe emozionali di ogni individuo.
Non solo nella voce di Joana la forza del concerto e del rinnovamento del
fado, ma anche nei brani proposti. A quelli della tradizione, infatti, la
Amendoeira ha affiancato diverse composizioni originali dei musicisti che
l’hanno accompagnata - Pedro Amendoeira (chitarra portoghese), Pedro Pinhal
(chitarra fado) e Paulo Paz (basso) - dimostrando quanto vitale sia la
musica lusitana.
Servito sul prato di Villa Crisione il drink d’apertura curato da Opera in
collaborazione con Planeta e Casalindolci e, sempre sul prato della villa,
tra palme, ulivi e carrubi, hanno trovato collocazione ideale le opere di
Orazio Battaglia, Giuseppe Bombaci, Adelita Husni-Bey, Sue Kennington e
Sasha Vinci, artisti de La Veronica arte contemporanea, i ricami artigianali
de La tela di Penelope e le creazioni di Flora Magro Spose.

Modica 23 luglio 2007

Ufficio Stampa
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