Lorin Maazel dirige l'Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini

15/nov/2003 18.51.47 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma
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Lorin Maazel dirige l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini

nella Sinfonia fantastica op. 14 di Hector Berlioz

e nei poemi sinfonici Fontane di Roma e Pini di Roma di Ottorino Respighi

Domenica 16 novembre 2003, ore 20.30

 

       

        Un Maestro d’eccezione dirigerà l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini domenica 16 novembre, alle ore 20.30 per la Stagione Concertistica del Teatro Regio di Parma. Sul podio dell’Auditorium Paganini sarà infatti Lorin Maazel a dirigere l’esecuzione della Sinfonia fantastica op. 14 di Hector Berlioz, e dei poemi sinfonici Fontane di Roma ed i Pini di Roma di Ottorino Respighi.

        Nato a Parigi nel 1930 da genitori americani, Maazel è cresciuto ed ha studiato negli Stati Uniti, iniziando al sua carriera sin dall’infanzia come bambino prodigio: dotato di un orecchio "assoluto" sin dall'età di quattro anni, l'anno successivo ha avviato gli studi musicali di violino e pianoforte nonché quelli di direzione d'orchestra A sette anni è stato invitato da Toscanini a dirigere la N.B.C. Symphony e successivamente ha diretto la New York Philharmonic. A nove anni ha diretto con Leopold Stokowski mentre a tredici ha debuttato con la Cleveland Orchestra alla Public Music Hall in occasione di un concerto benefico. Nel 1951 ha ottenuto una borsa di studio che gli ha permesso di studiare musica barocca in Italia ed iniziare a dirigere orchestre europee. Maazel è stato il primo americano e il più giovane direttore d'orchestra a Bayreuth, tempio wagneriano. Ha diretto in tutta Europa, Australia, Nord e Sud America, Giappone, ex Unione Sovietica, nei maggiori festival e teatri d'opera tra i quali Salisburgo, Edimburgo e  Lucerna, al Metropolitan Opera, alla Scala, all'Opera di Parigi e al Covent Garden, con le maggiori orchestre sinfoniche tra cui quelle di Boston, New York, Chicago e Philadelphia.

        La Sinfonia fantastica, che aprirà il programma del concerto in Auditorium, fu scritta nel 1830 dal ventisettenne Berlioz (1803-1869), che abbandonò gli studi universitari di medicina per compiere quelli musicali, esponente francese del romanticismo, e impressionò non poco il pubblico che si recò ad ascoltarne la prima esecuzione. Sconvolta anche la critica di fronte ad una orchestrazione che per i contemporanei venne definita mefistofelica. Primo esempio di musica a programma, che precede il sinfonismo romantico, Berlioz tracciò un vero e proprio programma di riferimento, attribuendo ad ogni movimento della composizione un preciso contenuto narrativo. Una musica avveniristica per l’epoca, che per i musicologi contemporanei rimane il capolavoro di Berlioz.

        All’intervallo dopo la sinfonia seguirà l’esecuzione i due poemi sinfonici di Ottorino Respighi (1879-1936). Rientrato in Italia dopo il soggiorno sanpietroburghese nel corso del quale studiò composizione e tecnica orchestrale con Nikolai Rimskij-Korsakov, Respighi venne nominato nel 1913 titolare della cattedra di composizione all’accademia di Santa Cecilia in Roma, che diresse sino al 1926; in questo periodo compose i poemi sinfonici per il quale è celebre.

        Fontane di Roma (composto tra il 1923 e il 1924), precede di otto anni Pini di Roma, ed è una delle composizioni più note di Respighi, che in quegli anni era uno dei più famosi compositori italiani apprezzati all’estero. È strutturato in quattro parti e prende spunto da quattro fontane romane, le più celebri, rivisitate con gli occhi della fantasia, pensate nell’ora del giorno in cui le loro caratteristiche principali sono più in armonia con il paesaggio circostante e quando la loro bellezza si manifesta con maggiore intensità creando vivide suggestioni in chi le contempla. La prima parte è ispirata alla Fontana di Villa Giulia all’alba, la musica pare descrivere un paesaggio campestre, umido e appena illuminato dal chiarore della prima luce del giorno, dove si svolgono scene di vita agreste. Squilli improvvisi e violenti, dei corni, annunciano l’inizio del secondo episodio, una danza gioiosa ispirata dalla Fontana del Tritone al mattino. Antiche fanfare, il passaggio del carro di Nettuno, trainato da cavallucci marini, sono l’ispirazione  della Fontana di Trevi al meriggio. L’ultima parte, Fontana di Villa Medici al tramonto, si apre con un tema triste, l’ora del tramonto è densa di nostalgia, tutto vibra di profonda emozione fino al sopraggiungere della tranquilla notte.

        Il secondo poema sinfonico che chiude il programma, Pini di Roma, è composto da quattro episodi: nel primo i Pini di Villa Borghese, l’orchestra è scintillante, ricca di strumenti e crea suggestioni profonde ed intense. Vi si riconosce una cantilena infantile, Madama Dorè, che a tratti affiora. Il paesaggio muta drasticamente con la seconda scena, Pini presso una catacomba, ove una salmodia accorata si diffonde solenne, misteriosa. Il terzo episodio è una scena notturna: i Pini al Gianicolo. Il tema è affidato al clarinetto, dolcissimo, pieno di grazia. Quarto episodio, i Pini della via Appia. C’è un unico grande crescendo. Nella visione dell’autore un esercito consolare irrompe e va alla gloria.

 

 

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Parma, Auditorium Niccolò Paganini

domenica 16 novembre 2003, ore 20.30

 

 

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

 

Hector Berlioz

Sinfonia fantastica op. 14

 

Ottorino Respighi

Fontane di Roma, poema sinfonico

 

Ottorino Respighi

Pini di Roma, poema sinfonico

 

 

 

Direttore

LORIN MAAZEL

 

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Paolo Maier
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