L’interpretazione dei sogni/Isole lavoro onirico di Giovanni Sollima

L'interpretazione dei sogni/Isole lavoro onirico di Giovanni Sollima L'interpretazione dei sogni/Isole lavoro onirico di Giovanni Sollima È un musicista classico, Giovanni Sollima, quando suona la Suite in re minore composta da Marin Marais nel 1682 in apertura di concerto.

06/ago/2007 13.30.00 Stefania Pilato Contatta l'autore

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L’interpretazione dei sogni/Isole lavoro onirico di Giovanni
Sollima


È un musicista classico, Giovanni Sollima, quando suona la Suite in re
minore composta da Marin Marais nel 1682 in apertura di concerto. È un
musicista contemporaneo quando suona il suo Terra aria quasi in conclusione.
È decisamente uno sperimentatore d’avanguardia quando davanti al D-Touch
registra cellule tematiche di suoni e voce che assembla, scompone e
ricompone collocandole su un doppio pentagramma e suonandoci ancora sopra.
Visivamente, seguendo ciò che fa sul megaschermo alle sue spalle, sembra
stia giocando una partita a scacchi con la musica; all’ascolto è più
verosimile parlare di domino, perché non c’è alcun antagonismo, ma
continuità compositiva.
Giovanni Sollima si conferma geniale e fuori da ogni schema, come le sue
performance: puro estro, musica senza confini, impatto forte e coinvolgente.
“Non c’è un vero programma, l’ho deciso pochi minuti fa. Questo è un
progetto galleggiante che perde e acquista pezzi ogni volta che lo propongo.
Alterna brani materiali a strane incursioni in cui può accadere di tutto. Ma
i brani hanno una sorta di sequenza, possono essere concepiti come un
racconto”.
Così Sollima sul palco di Villa Criscione introduce le composizioni che
appartengono al nuovo progetto L’interpretazione dei sogni/Isole presentato
in prima, ed esclusiva, regionale a Note di Notte.
In questo viaggio musicale onirico il compositore palermitano non è solo.
Ad accompagnarlo è la violoncellista croata Monika Leskovar, perfetta
compagna di palco per un musicista così incisivo e imprevedibile.
La voce profonda dei due violoncelli riempie il cielo ibleo, la compostezza
e l’eleganza di Monika mettono ancor più in risalto l’approccio
prepotentemente fisico di Giovanni allo strumento. Tutto in lui può essere
musica, sembra cerchi una fusione totale con il violoncello, e non si
accontenta di suonare il suo, ma dopo aver “tormentato” le corde e il legno,
agitandosi sulla sedia, approda a quello di Monika pizzicandone le corde e
tamburellandolo sui fianchi.
Il concerto scorre via tra i brani Virginia Wolf, D-Touch dream interlude I,
Mother nature’s son, D-Touch dream interlude II, Du bist wie eine blume,
Natural songbook n.2, Taranta, D-Touch interlude III, I hide myself,
Calamity Jane e I saw her standing there.
Invitati a tornare sul palco dagli applausi calorosissimi del pubblico,
Sollima e la Leskovar si ripresentano con due archetti, ma un solo
violoncello e regalano una interpretazione ad alto tasso di sensualità
abbracciando contemporaneamente lo stesso strumento; inglobando, Giovanni,
in questo abbraccio al violoncello, anche Monika.
Estro, genio creativo, musica totale per un compositore ed una musicista in
perfetta sintonia.
Nel bagaglio di ogni appassionato di musica, indipendentemente dalle
preferenze di genere, non dovrebbe mancare l’esperienza live di un concerto
di Sollima!
Dal palco Mariolina Marino ha ringraziato la famiglia Criscione per aver
messo a disposizione la villa, Opera per aver preparato il rinfresco pre
concerto realizzato in collaborazione con Ragusa Latte e sottolineato dal
Frappato della cantina Fià Nobile e dalle composizioni floreali di Careno
Garden House.
Un ringraziamento anche a La tela di Penelope che ha esposto ancora una
volta i suoi ricami e un saluto a La Veronica arte contemporanea che ha
seguito ogni tappa di Note di Notte, ma scoraggiata da previsioni del tempo
sfavorevoli - fortunatamente disattese - non ha partecipato alla serata
nonostante avesse predisposto una installazione fotografica di Adelita
Husni-Bey, arrivata in provincia di Ragusa da Londra proprio per
l’occasione.

Modica 6 agosto 2007

Ufficio Stampa
Stefania Pilato
3382343355
stefaniapilato@gmail.com
Francesco Micalizzi
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