Giorgio Surian sostituisce l'indisposto Mario Luperi in Luisa Miller

20/ott/2007 00.20.00 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Giorgio Surian sostituisce

lindisposto Mario Luperi in LuisaMiller

Teatro Regio diParma

20, 22 ottobre 2007

Teatro Comunale di Modena

26, 28 ottobre 2007

 

 

Nelleprossime recite al Teatro Regio di Parma e al Teatro Comunale di Modena il 20, 22, 26,28 ottobre sarà Giorgio Surian a interpretare il ruolo del Conte di Walter nel nuovoallestimento del Festival Verdi di LuisaMiller, sostituendo l’indisposto Mario Luperi.

 

Ispiratoal dramma Kabale und Liebe diFriedrich Schiller, il melodramma verdiano s’inserisce in un momentochiave dell’evoluzione artistica del Maestro. La scelta di un drammaborghese e la stessa innovativa impostazione dell’opera riflettono unasvolta nell’evoluzione del musicista, ormai famoso e vicino a scrivere icapolavori di Traviata e Rigoletto. L’opera, su libretto diSalvadore Cammarano, andò in scena al San Carlo di Napoli l’8 dicembre1849 con grande successo.

 

Luisa Miller - spiega il regista -appartiene a un’epoca di rottura presagita da Schiller e avvertita quasiun secolo dopo da Verdi. Il musicista può rappresentarvi un mondo piccoloborghese che gli era ben noto. Potrebbe essere l’Italia colta subito dopoi moti del ’48 con le insurrezioni che scossero l’intera Europa.Potrebbe essere Parma o le sue terre. LuisaMiller è anche il dramma dei contadini che diventano abitanti dellacittà. È un melodramma sospeso fra due mondi e raffigura una società intransizione dall’uno all’altro”.

 

 

 

 

Teatro Regio di Parma

lunedì 1 ottobre 2007, ore 20.00 turno A

domenica 7 ottobre 2007, ore 15.30 fuori abb.

giovedì 11 ottobre 2007, ore 20.00 turno C

domenica 14 ottobre 2007, ore 15.30 turno D

mercoledì 17 ottobre 2007, ore 20.00 fuori abb.

sabato 20 ottobre 2007, ore 17.00 turno E

lunedì 22 ottobre 2007, ore 20.00 turno B

 

Teatro Comunale di Modena

venerdì 26 ottobre 2007, ore 20.30

domenica 28 ottobre 2007, ore 15.30

 

Luisa Miller

Melodramma tragico in tre atti su libretto di SalvadoreCammarano

dal dramma Kabaleund Liebe di Friedrich Schiller

 

Musica di

GIUSEPPE VERDI

 

Il Conte di Walter

GIORGIO SURIAN

 

MARIO LUPERI  (11)

Rodolfo

MARCELO ÁLVAREZ

 

FRANCESCO DEMURO (7, 26, 28)

Federica

FRANCESCA FRANCI

Wurm

RAFAL SIWEK

Miller

LEO NUCCI

Luisa

FIORENZA CEDOLINS

 

IRINA LUNGU (11, 20, 28)

Laura, contadina

KATARINA NIKOLIC

Un contadino

ANGELO VILLARI

 

Damigelle di Federica, paggi, familiari,

arcieri, abitanti del villaggio

 

Maestro concertatore e direttore

DONATO RENZETTI

 

Regia, scene, costumi, luci

DENIS KRIEF

 

Maestro del coro

MARTINO FAGGIANI

 

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

 

Nuovo allestimento

in coproduzione con il Teatro Regio diTorino

e il Teatro Comunale di Modena

 

Spettacolo con sopratitoli

 

 

 

 

 


 

 

Una nuova LuisaMiller

inaugura il Festival Verdi 2007

Con Fiorenza Cedolins, Marcelo Álvarez, Leo Nuccci

nell’allestimento di Denis Krief diretto daDonato Renzetti

ripreso da Rai Trade e Unitel/Decca

Teatro Regio diParma

1, 7, 11, 14, 17, 20, 22 ottobre 2007

 

 

 

Con Luisa Miller si alza il sipario sulFestival Verdi 2007 per ventotto giorni di opere, concerti, eventi, mostre checoinvolgeranno Parma e le terre verdiane in uno sforzo produttivo senzaprecedenti.

 

Inscena dal 1 ottobre sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma, Luisa Miller può contare sulla presenza distar del calibro di Fiorenza Cedolins, Marcelo Álvarez, Leo Nucci, GiorgioSurian, con la direzione di Donato Renzetti sul podio di Orchestra e Coro del Teatro Regio di Parma,maestro del coro Martino Faggiani, e la regia di Denis Krief, che firma anchescene, costumi e luci di questo nuovo suggestivo allestimento.

 

Ispiratoal dramma Kabale und Liebe diFriedrich Schiller, il melodramma verdiano s’inserisce in un momentochiave dell’evoluzione artistica del Maestro. La scelta di un drammaborghese e la stessa innovativa impostazione dell’opera riflettono unasvolta nell’evoluzione del musicista, ormai famoso e vicino a scrivere icapolavori di Traviata e Rigoletto. L’opera, su libretto diSalvadore Cammarano, andò in scena al San Carlo di Napoli l’8 dicembre1849 con grande successo.

 

Luisa Miller - spiega il regista -appartiene a un’epoca di rottura presagita da Schiller e avvertita quasiun secolo dopo da Verdi. Il musicista può rappresentarvi un mondo piccolo borgheseche gli era ben noto. Potrebbe essere l’Italia colta subito dopo i motidel ’48 con le insurrezioni che scossero l’intera Europa. Potrebbeessere Parma o le sue terre. Luisa Millerè anche il dramma dei contadini che diventano abitanti della città. È unmelodramma sospeso fra due mondi e raffigura una società in transizionedall’uno all’altro”.

 

Ainterpretare Luisa Miller uneccezionale cast di grandi voci verdiane: il soprano Fiorenza Cedolins,protagonista a fianco del tenore Marcelo Álvarez (Rodolfo), del baritono LeoNucci (Miller) del basso Giorgio Surian (Il Conte di Walter). Gli altriinterpreti sono Francesca Franci (Federica), Rafal Siwek (Wurm), KatarinaNicolic (Laura) e Angelo Villari (Un contadino). Si alternano fra gliinterpreti Irina Lungu nella parte di Luisa (11, 20, 28 ottobre), FrancescoDemuro in quella di di Rodolfo (7, 26, 28 ottobre) e Mario Luperi in quella delConte di Rodolfo (11, 20, 26, 28 ottobre).

 

Luisa Miller replica alTeatro Regiodi Parma (7, 11, 14, 17, 20, 22 ottobre) e al Teatro Comunale di Modena (26 e28 ottobre), che coproduce lo spettacolo assieme al Teatro Regio di Torino.

 

Letelecamere di Rai Trade riprenderanno lo spettacolo inaugurale del FestivalVerdi 2007 per trasmetterlo nell’ambito de La Musica di Rai Tre e per la produzione di un dvd in altadefinizione realizzato in collaborazione con Unitel/Decca.

 

 

 

 

 

Alessandro Taverna

Il gelso perduto

A colloquio con Denis Krief

 

Verdi ha sempre dimostrato unaspiccata predilezione per quest’opera. Ma il pubblico?

Sarebbe vano sostenere che Luisa Miller sia molto amata dal pubblico, almeno quanto lofu dal proprio autore. È un capolavoro, nessun dubbio, ma la circostanzaincontrovertibile è che ne siano misconosciute le qualità più evidenti da unsecolo e mezzo a questa parte. La gente ha sempre avvertito in Luisa Miller la mancanza del fasto e dellegrandi scene. Così questo straordinario esperimento giunge a noi comeun’opera da riscoprire...

Perché?

Forse perché qui si spinge all’estremo unaricerca drammaturgica condotta in quegli anni da Verdi. Basterebbe dire chequesta radicalità è attestata dalla scelta di un soggetto dal carattereborghese a cui il musicista volle attenersi scrupolosamente. La primadidascalia del dramma schilleriano ci dà l’indicazione di una modestatavola dove qualcuno in vestaglia beve un caffé. In Luisa Miller mancano apparati grandiosi: i protagonisti e la storia stessaimpediscono di abbandonare questo orizzonte circoscritto che soggiogò lafantasia di Verdi. Ben presto il musicista dovrà accorgersi come questa stradanon potesse essere perseguita ad oltranza. A suo modo Verdi è un pittore dellavita moderna, proprio come lo intendeva Baudelaire. La modernità del soggettodi Traviata è talmente evidente!

Si può partire dal tour de force di scrivere un melodrammache si consuma nell’arco di una giornata, dall’alba al tramonto?

Ma si deve andare oltre. In quest’opera tuttoincomincia con le candele di una torta di compleanno e tutto finisce con i ceridella memoria dei morti. Nessuna concessione al grande spettacolo, ma un clima musicale dove le passionied i gesti del melodramma devono misurarsi con le pareti domestiche ed angustedi un interno borghese.

Si sa che Verdi fu riluttanteall’idea di cambiare professione al vecchio Miller. Nel dramma diSchiller è un musicista...

Ma non va inteso come l’artista romantico, perchéè un semplice artigiano. Ancor più rivelatrice sarà l’ostinazioneverdiana nel rendere al massimo ambiguo il carattere di Wurm, personaggio giàdi per sé perverso e negativo. Eppure Verdi lo desiderava posseduto daun’inflessione comica che avrebbe finito per far percepire ancor piùraccapricciante tutta la sua cattiveria. Un simile scavo psicologico è inanticipo sui tempi. Del resto, ad affrontare lo studio di questa opera si restainvestiti da un vento del Nord. Sembra di ritrovarsi nel clima di un dramma diIbsen oppure nelle atmosfere di un film di Bergman. Sorpresi dalla modernitàche di continuo affiora dalle pieghe di quest’opera, si è colti da unsenso di vertigine...

Ma quali caratteri rivela Verdirispetto all’originale teatrale di Schiller?

La musica accentua il clima conflittuale. È per questaragione che Luisa Miller puòsvelare una singolare affinità con Romeo eGiulietta, un archetipo per la relazione innescata fra padri egiovani. Walter si potrebbe equiparare al padre di Giulietta, che addossa allafiglia la colpa di tutto. Se il teatro verdiano è in lotta, qui la lotta di famigliediventa anche lotta di classe. È strano come Walter, il padre, non rispetti lalegge e suo figlio s’incarichi di ricordarglielo. Come ti sarestiarricchito, gli domanda. Il figlio è un contestatore, certo, ma prima diconoscere Luisa deve aver gradito i soldi del padre, ottenuti illegalmente.Allora chi è il vero fuorilegge? Dopo essere stata schilleriana, eccoladiventata una domanda verdiana.

È stato detto che Schiller ancor primache un dramma realista ha scritto un’opera politica...

Luisa Miller appartiene ad un epoca di rottura presagita da Schillere avvertita quasi un secolo dopo da Verdi. Il musicista può rappresentarvi unmondo piccolo borghese che gli era ben noto. Potrebbe essere l’Italiacolta subito dopo i moti del ‘48, con le insurrezioni che scosserol’intera Europa. Potrebbe essere Parma o le sue terre. Luisa Miller è anche il dramma deicontadini che diventano abitanti della città. È un melodramma sospeso fra duemondi, e raffigura una società, in transizione dall’uno all’altro.

Come sono rappresentati questi duemondi?

C’è il mondo di Miller e quello di Walter, dove un figlio nonesiste come individuo, ma come moneta di scambio. A paragone, Luisa vive in una condizione dimaggior libertà interiore.

«Se non temessi la taccia di utopista– scrisse il compositore in una lettera al suo librettista – sareitentato a dire che per ottenere la possibile perfezione di un’Operamusicale dovrebbe una mente sola essere autrice dei versi e delle note». E seVerdi avesse voluto aggiungere anche l’attuale responsabile dello spettacolo?

La rivoluzione del teatro verdiano èsotto gli occhi di tutti. Sta nella reale difficoltà, per noi, di rendereevidente e tangibile il suo straordinario dinamismo scenico. Tocca cambiare dicontinuo inquadratura e punto di vista. E chi debba allestire una sua opera nonpotrà neppure fare a meno di soffermarsi sul carattere delle terre che hannovisto nascere l’autore di LuisaMiller. In qualche modo ogni sua opera è assorbita da questoorizzonte su cui Verdi posava il suo sguardo. Ma se è pressoché impossibileoggi imbattersi in un albero di gelso, bisogna riconoscere chel’orizzonte è cambiato, non è più lo stesso.  

 

 

 

 

 

programma

 

 

Teatro Regio di Parma, 1, 7, 11, 14, 17,20, 22 ottobre

TeatroComunale di Modena, 26, 28 ottobre

Luisa Miller

Musicadi GIUSEPPE VERDI

 

 

TeatroVerdi di Busseto, 2, 5, 8, 16, 18, 23, 27 ottobre

Oberto, conte di San Bonifacio

Musicadi GIUSEPPE VERDI

 

 

Teatro Regio di Parma, 4, 6, 9, 13, 15,19, 21, 24 ottobre

La Traviata

Musicadi GIUSEPPE VERDI

 

 

TeatroCavallerizza di Reggio Emilia, 11 ottobre

Il tempo sospeso del volo

Musicadi NICOLA SANI

 

 

Parma,Teatro Regiodi Parma, 10, 12 ottobre

Messa da Requiem

Musicadi GIUSEPPE VERDI

DirettoreRiccardo Muti

 

 

Teatro Regio di Parma, 3 ottobre

Orchestra del Teatro Regio di Parma

DirettoreDonato Renzetti

 

 

Teatro Regio di Parma, 25 ottobre

Orchestre National de l’Opéra de Paris

DirettoreGeorges Prêtre

 

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