Il volo di Faust per l'inaugurazione della Stagione Lirica 2008 del Teatro Regio di Parma

03/gen/2008 13.49.00 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Il volo di Faust

per linaugurazionedella Stagione Lirica 2008

Con il visionario oratoriodi Schumannn

la nuova straordinariasfida produttiva e artistica del Teatro Regio di Parma

L’allestimento diHugo de Ana, la direzione di Donato Renzetti

In scena un prestigiosocast internazionale tra proiezioni digitali e raggi laser

Teatro Regio di Parma

13, 16, 20, 23, 26gennaio 2008

 

Una straordinaria sfida produttiva e artistica impegna il Teatro Regio diParma, che il prossimo 13 gennaio alle ore 20.00 (turno A) presenta un nuovoallestimento delle Szenen aus Goethes Faust (Scene dal Faust di Goethe) di RobertSchumann per l’attesa inaugurazione della Stagione Lirica 2008.

 

In scena un cast di eccezionale valore, con cantanti delcalibro di Michele Pertusi, Markus Werba, Daniela Bruera, Nino Sugurladze,Désirée Rancatore, chiamati a dare vita alle tante voci cui ha voluto darecorpo Schumann nellosfidare la complessità del capolavoro della poesia tedesca. A portare sullascena l’oratorio ispirato al poema goethiano sarà il talentoimprevedibile del regista Hugo de Ana, che torna a confrontarsi con il mito diFaust dopo aver firmato al Regio di Parma Faustdi Gounod e La Damnation de Faustdi Berlioz. Raggi laser e proiezioni digitali sono gli strumenti tecnologici dicui si è voluto avvalere per dare corpo allo spirito visionariodell’opera. All’autorevolezza interpretativa di Donato Renzetti ilcompito di affrontare la colossale partitura: dirigendo l’Orchestra, ilCoro e le Voci bianche del Teatro Regio di Parma. Maestro del Coro è Martino Faggiani, le Vocibianche sono preparate dal maestro Sebastiano Rolli. I movimenti coreograficisono di Leda Lojodice.

 

Il vasto affresco corale che Schumann composepercorrendo i momenti culminanti del dramma di Goethe segna senza dubbio latappa più impegnativa del viaggio che il Teatro Regio di Parmaha voluto intraprendere alla riscoperta delle grandi partiture ispirate allaleggenda faustiana. Il progetto di offrire una veste sonora al Faust accompagnò per tutta la vita ilcompositore, che ne intraprese la stesura nel 1843. La prima esecuzionecompleta avvenne a Colonia il 13 gennaio 1862, a sei anni dallamorte di Schumann. Il musicista aveva potuto ascoltarne soltantoun’edizione incompleta nell’estate 1849, quando l’opera erastata eseguita a Dresda, Lipsia e Weimar in occasione delle celebrazioni delcentenario della nascita di Goethe. Sette le scene del poema prescelte daSchumann per essere musicate. Dall’incontro con Gretchen, trascorrendo almomento della morte, una musica sempre ispiratissima accompagna Faust fino alvolo della sua anima, cui assistiamo nel quadro finale che si arresta sulrichiamo irresistibile verso l’eternofemminino.

 

«Nell’esplorazione del mito faustiano –racconta il regista Hugo de Ana - mi trovo a compiere un cammino che siallontana progressivamente dal teatro d’opera perché ancor più questapartitura sembra sottrarsi ad una trasposizione scenica. Ma visionarietà eframmentarietà sono uno stimolo a definire una drammaturgia teatrale».

 

 «Robert Schumann – continua il regista che firmascene, costumi e luci del nuovo allestimento - sembra anticipare il gesto ditanti musicisti del XX secolo, dove non c’è più il filtro di un librettoma il testo è preso alla lettera, come accade per Pelléas et Mélisande, Salome o Wozzeck. Nel montaggio delle scene Schumann è incline apresentarci non solo alcuni dei passaggi più noti della vicenda, ma anche illato più spesso in ombra. Significativo è che soltanto le prime tre scene sianotratte dal primo Faust, che restala parte più sfruttata nelle versioni operistiche e già pubblicata al principiodell’Ottocento. Il resto appartiene al secondo Faust, la parte che ha accompagnato Goethe per tutta la vita. In fondo, Faust è un grande viaggio che dura unavita intera, che Schumann ha accettato di compiere per scoprire meglio ilproprio io. Il suo ultimo approdo, lo sappiamo bene, è stata la malattia, lafollia... ».

 

Di assoluto prestigio il cast, che può contare sullapresenza di interpreti di caratura internazionale: il baritono Markus Werba (Faust, PaterSeraphicus, Doctor Marianus),il soprano Daniela Bruera (Gretchen,Una poenitentium), il bassoMichele Pertusi (Böser Geist, Mephistopheles, Pater Profundus) il tenore Richard Decker (Ariel, PaterEcstaticus), il soprano Désirée Rancatore (Sorge, Martha),il soprano Sabina von Walther (Not,Magna Peccatrix), il mezzosopranoNino Surguladze (Mangel, Mulier Samaritana, Mater Gloriosa), il mezzosoprano StefanieIrányi (Schuld, Maria Aegytiaca), cui si aggiungono ilCoro e il Coro di Voci Bianche del Teatro Regio di Parma.

 

Letelecamere di Raitre di Prima della primaseguono già  le prove dello spettacolo che sarà raccontato comedi consueto direttamente dalla voce dei protagonisti.

 

In vista del debutto, al Ridotto del Teatro Regio sabato 5gennaio, ore 17.00, si terrà l’incontro di presentazione dell’operaper il ciclo Prima che si alzi il sipario,realizzato in collaborazione con il Conservatorio “A. Boito” diParma.

 

Dopo la serata inaugurale, le repliche delleScene dal Faust di Goethe sonopreviste mercoledì 16 gennaio ore 20.00 turno B, domenica 20 gennaioore 15.30 turno D, mercoledì 23 gennaio ore 20.00 turno C, sabato 26 gennaio2008, ore 17.00 turno E, a segnare l’avvio di uncartellone aperto alle più varie forme ed espressioni del teatro musicale degliultimi tre secoli. Dopo l’inaugurazione nel solco del mito faustiano, al Teatro Regio di Parmadebutta infatti il capolavoro americano di George Gerswshin Porgy and Bess, torna dopoun’assenza di quasi trent’anni l’ultima opera comica diWolfgang Amadeus Mozart, Così fan tutte,e chiude la stagione La Bohème di Giacomo Puccini nel centocinquntesimoanniversario della nascita del compositore.

 

La Stagione Lirica 2008 del Teatro Regio di Parma èrealizzata anche grazie al contributo del Ministero per i Beni e le AttivitàCulturali, Fondazione Parma Capitale della Musica, ARCUS e conil sostegno di Banca Monte Parma, Barilla, Enìa, Gruppo Lavorint, Consorzio delprosciutto di Parma, L’Albero d’Argento, Agricar Mercedes Benz,Melegari Home.

 

Per informazioni: Biglietteria del TeatroRegio di Parma, via Garibaldi 16/a - 43100 Parma tel. 0521 039399, fax 0521504424, biglietteria@teatroregioparma.org,www.teatroregioparma.org

 

 

 

Teatro Regio di Parma

domenica 13 gennaio, ore 20.00 turno A

mercoledì 16 gennaio, ore 20.00 turno B,

domenica 20 gennaio, ore 15.30 turno D

mercoledì 23 gennaio, ore 20.00 turno C,

sabato26 gennaio 2008, ore 17.00 turno E

 

SZENEN AUS GOETHES FAUST

(SCENE DAL FAUST DI GOETHE)

Oratorio in tre parti dal Faust di Goethe

 

Musica di ROBERT SCHUMANN

 

Editore C. F. Peters, Frankfurt.

Rappresentante per l’Italia Casa Musicale Sonzogno diPiero Ostali, Milano

 

Faust - Pater Seraphicus - Doctor Marianus

MARKUS WERBA

Gretchen - Una poenitentium

DANIELA BRUERA

Böser Geist - Mephistopheles - Pater Profundus

MICHELE PERTUSI

Ariel - Pater Ecstaticus - Tenore I , II

RICHARD DECKER

Sorge - Martha - Soprano I

DÉSIRÉE RANCATORE

Not - Magna Peccatrix - Soprano II

SABINA VON WALTHER

Mangel - Mulier Samaritana - Mater Gloriosa - Mezzosoprano

NINO SURGULADZE

Schuld - Maria Aegytiaca - Contralto

STEFANIE IRÁNYI

Basso

DANIEL BOROWSKI

 

Maestro concertatore e direttore

DONATO RENZETTI

 

Regia, scene, costumi e luci

HUGO DE ANA

 

Coreografia

LEDALOJODICE

 

Maestro del coro

MARTINOFAGGIANI

 

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

 

CORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO REGIO DI PARMA

diretto da Sebastiano Rolli

 

Nuova produzione delTeatro Regiodi Parma

 

Spettacolo in lingua originale con sopratitoli initaliano

 

 

Assistenti alla Regia Barbara Staffolani, Hilda Alicia Cabezas Contreras; Assistente alle scene Juan Guillermo Nova; Assistente ai costumi Carla Galleri;

Direttore musicale dipalcoscenico Stefano Rabaglia; Maestri di sala ElenaRizzo, Raffaele Cortesi; Maestri di sala e Maestri alle luci Claudio Cirelli, Simone Savina;

Maestro di palcoscenico Matteo Rubiconi; Direttore di scena Paola Lazzari

 

Scene Laboratorio di scenotecnica del Teatro Regio di Parma; Scenografie virtuali per Ideogamma (Rimini) Sergio Metalli, Mattia Metalli;

Proiezioni Laser Laser Entertainment srl (Milano); Attrezzeria Laboratorio di attrezzeria del Teatro Regio di Parma;

Costumi Sartoria del Teatro Regio di Parma; Parrucche Mario Audello (Torino); Calzature C.T.C. (Milano);

Sopratitoli Prescott Studio srl (Scandicci, Fi)

 

Direttore di produzione Tina Viani; Direttore tecnico Luigi Cipelli; Responsabile allestimenti scenici Paolo Calanchini

Complessi artistici etecnici del Teatro Regiodi Parma

 

Responsabile macchinisti Francesco Rossi; Responsabile elettricisti Andrea Borelli; Responsabile attrezzeria Monica Bocchi;

Responsabile laboratorioscenografia e scenografo realizzatore Franco Daniele Venturi; Responsabile laboratorio costruzioni Fausto Sabini;

Responsabile sartoria Angela Tedesco; Responsabile trucco e parrucche Graziella Galassi; Ispettore di palcoscenico Learco Tiberti

 

 

 

Faust in viaggio

A colloquio con Hugo de Ana

A cura di Alessandro Taverna

 

Rispetto a qualsiasi altratrasposizione musicale del mito di Faust le Scene dal Faust composte da Schumann hanno la peculiarità di rifarsidirettamente e senza mediazioni al testo originale di Goethe.

 

Salvo un paio di tagli la fedeltà a quel che è statoscelto del dramma di Goethe è assoluta. Schumann sembra anticipare il gesto ditanti musicisti del XX, secolo dove non c’è più il filtro di un librettoma il testo è preso alla lettera, come accade per Pelleas et Mélisande, Salome oWozzeck. Quel che conta è anche il montaggio delle scene, lascelta operata da Schumann, incline a presentarci non solo alcuni dei passaggipiù noti della vicenda, ma anche il lato che più spesso rimane in ombra e chesi rivela più filosofico. Significativo è che soltanto le prime tre scene sianotratte dal primo Faust, che resta la parte più sfruttata nelle versionioperistiche e già pubblicata al principio dell’Ottocento. Il restoappartiene al secondo Faust, la parte che ha accompagnato Goethe per il resto dellasua vita e che è molto meno conosciuta. E dal trattamento musicale si capisceche per Schumann qui sta il punto culminante.

 

Con questo montaggio di scene risultadiversa la storia che Schumann fa raccontare a Goethe?

 

Per me, che affronto le Scene dal Faust di Schumann dopo Faust diGounod e LaDamnation de Faust di Berlioz,significa raccontare una storia che risulta nuova, perché è nuova la luce sottocui sono posti i personaggi. Nell’esplorazione del mito faustiano mitrovo a compiere un cammino che si allontana progressivamente dal teatrod’opera perché ancor più questa partitura sembra sottrarsi ad unatrasposizione scenica. Ma visionarietà e frammentarietà sono uno stimolo adefinire una drammaturgia teatrale. Con questo Faust si percepisce meno netto il profilo drammatico dei personaggi, avantaggio di una definizione esistenziale che sconfina nel mondo dei simboli.Schumann brucia rapidamente le tappe dell’amore fra Faust e Margherita,per presentarcelo su un cammino pericolosamente in bilico. E se Goethe ha trovatoin Faust il suo alter ego, è altrettanto evidente che Schumann nel personaggiodi Goethe ha riconosciuto il proprio doppio.

 

Come mai Mefistofele risulta unafigura curiosamente defilata?

 

Il patto con il diavolo è un presupposto. Conta cheSchumann colga nei due personaggi una coppia di perdenti. Quando Faust muore,la situazione contrasta con le scene a cui ci hanno abituato Berlioz e Gounod.Non c’è nessun trionfo del male amplificato dalla musica, ma unameditazione sulla morte per Mefistofele, accompagnata dallo sgomento per unatransizione sospesa sul nulla. Non ci sono vinti né vincitori, semplicementeperché non esiste una lotta per il possesso dell’altro. Il progetto diedificare una grande fortezza costruita sulla figura di un quadrato per ospitarel’umanità, ultimo sogno faustiano che non potrebbe nemmeno vedere perchéaccecato, svanisce con la morte. Mefistofele coltiva l’ultima amara ironia quandosvela che Faust equivoca sulla parola: il fosso, necessario per la suagrandiosa opera finale, è in realtà una fossa. Che Faust, senza saperlo, si siaimpegnato a costruire un cimitero del mondo?

 

Però l’ultima scena dischiude unorizzonte molto diverso…

 

Anche in questo caso, siamo molto lontani da quello cheè riservato come sorte a Faust nel mondo del melodramma. Ad un certo punto sifa riferimento agli angeli che portano in volo «la parte immortale di Faust»,definizione che lascia aperte molte interpretazioni. Quel che avvienesicuramente è la trasfigurazione di Faust, che sposta il dramma sul piano dellafilosofia, della teosofia.

 

E anche della religione, se si pensache la scena è invasa di anacoreti e figure angeliche?

 

Ma in una chiave che sfugge a qualsiasi ortodossia. Sipotrebbe perfino sostenere che la religione a cui si riferisce Goethe, più chealla salvezza dell’uomo anela alla salvezza del genio. Il finale è apertoed in questo senso è ancor più lontano dall’orizzonte del melodrammaottocentesco.

 

Finora nessuna allusionefigurativa…

 

La drammaturgia dell’oratorio di Schumann imponevadi resistere a qualsiasi tentazione. Ad esempio, all’idea che la scenafinale si debba svolgere in cielo. In realtà il quadro è solidamente piantato aterra, fra le rocce di un paesaggio dalle connotazione neutre, dove si consumaun’azione puramente mentale. Ai tempi di Goethe un paesaggio di rocce eraconnotato come un luogo di passaggio, e qui passa quel che resta di Faust. Èl’approdo di un dramma che serba, dal primo all’ultimo verso,questo carattere di teatro tanto visionario da poter essere immaginato soltantonell’atto di essere letto.

 

Secondo Goethe soltanto Mozart avrebbepotuto scrivere la musica per Faust. Si può applicare questa affermazioneal dominio dell’immagine?

 

Da regista, mi sono posto il compito di facilitare lalettura di tutte queste immagini letterarie e filosofiche. E mi sono ritrovatoa compiere un’operazione simile cercando di individuarel’immaginario figurativo applicato da Goethe guardare le scene delproprio dramma. Svanirebbe ogni filtro romantico, per lasciar posto allapittura in cui il poeta si imbatté, ad esempio, durante il suo viaggio inItalia. Per vedere meglio Faust misono trovato a collocarlo più a Sud, nel paese attraversato da Goethe. Infondo, Faustè un grande viaggioche dura una vita intera e che Schumann ha accettato di compiere per scopriremeglio il proprio io. Il suo ultimo approdo, lo sappiamo bene, è stata lamalattia, la follia...


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