Un tempo per parlare, un tempo danzare
Con Un tempo per parlare, un tempo per danzare si inaugura sabato 26 gennaio al Teatro Garibaldi di Modica, alle 20,30,
Realizzato in versione cameristica nella scorsa Stagione, a Scicli, lo spettacolo curato da Giovanni Spadola e Lillo Contino è stato rimodellato sugli spazi teatrali, indiscutibilmente più magici e più generosi, regalando un più ampio respiro alle coreografie realizzate da Serena Cartia.
Nucleo d’ispirazione di questo lavoro è il libro Il tempo di parlare di Helen Lewis (Einaudi), diario autobiografico di un ballerina ebrea vissuta a Praga e vittima della deportazione, ma sopravvissuta all’Olocausto.
Partendo dall’infanzia agiata e dalla passione per la danza, dal successo professionale e dal matrimonio,
Rinchiusa nel ghetto di Terezin nel 1942, trasferita nel 1944 al campo di Birkenau – Auschwitz prima, e nel lager di Stutthof poi, è grazie alla danza che
E alla danza, oltre che alla lotta alle discriminazioni, ha dedicato la sua vita dopo la liberazione nel marzo del ‘45.
Spettacolo che si compone oltre che di testi e danze della musica dal vivo del pianoforte di Marco Cascone, Un tempo per parlare, un tempo per danzare offre l’occasione per riflettere su un passato recente che è ancora drammaticamente scottante.
Organizzato da The Entertainer per celebrare il Giorno della Memoria, lo spettacolo ha ottenuto già lo scorso anno il patrocinio dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).
Tra le novità rispetto alla precedente edizione la partecipazione degli allievi del laboratorio di formazione e avviamento al teatro Tessuto inclusivo, organizzato dalla Cooperativa Cartellone dall’ottobre 2007, che vede impegnati ragazzi dai 10 ai 18 anni dei comuni di Modica, Scicli, Pozzallo e Ispica.
Modica 23 gennaio 2008
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