Mozart sulla spiaggia. Sensuale e crudele Così fan tutte

11/mar/2008 19.49.00 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Mozart sulla spiaggia

Sensuale e crudele Così fan tutte
Conun cast di interpreti giovani e affermati

l’opera affidataalla regia di Adrian Noble e diretta da Attilio Cremonesi

Teatro Regio di Parma

20, 22, 26, 28, 30 marzo 2008

 

Torna dopo quarant’anni al Teatro Regio Parma Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart,terzo titolo della Stagione Lirica 2008, al debutto il 20 marzo (repliche 22,26, 28 e 30 marzo), nell’allestimento che Adrian Noble ha firmato conenorme successo per l’Opéra national de Lyon, con un cast di giovani e affermatiinterpreti e la bacchetta di un riconosciuto specialista della musica anticacome Attilio Cremonesi.

 

Universalmente apprezzato per le sue coinvolgentiversioni dei drammi shakespeariani, il regista inglese Adrian Noble proponesotto una luce nuova l’intreccio di coppie immaginato da Lorenzo Da Ponteper l’ultimo incontro teatrale con il genio di Salisburgo. Su unpalcoscenico trasformato in un’enorme distesa di sabbia e in un climatorrido e spigliato si consuma un gioco sensuale e crudele sull’infedeltàe l’incostanza, una favola per adulti che si svolge come una lotta fra isessi senza esclusione di colpi

 

«Scrissi ‘La Scola degli amanti’, con musicadi Mozart – scrive Lorenzo Da Ponte nelle sue Memorie - dramma che tieneil terzo loco tra le sorelle nate da quel celeberrimo padredell’armonia». Ultima delle opere su libretto del celebre abate, amico diGiacomo Casanova, dopo il successo riscosso dalle Nozze di Figaro e dal DonGiovanni, Così fan tutteè stata anche l’ultima opera buffa mozartiana, commissionatadall’imperatore Giuseppe II e rappresentata al Burghtheater di Vienna il26 gennaio 1790.

 

Con le scene create da Tom Pye, i costumi disegnati daDeirde Clancy e le luci firmate da Jean Kalman sarà un prestigioso cast digiovani interpreti a dare vita all’allestimento in scena, dopo unalunghissima assenza, al Teatro Regio di Parma. Nei panni delle due dame ferraresi canterannoi soprani Irina Lungu (Fiordiligi) e Serena Gamberoni (Dorabella), mentre i duefidanzati saranno il baritono Alex Esposito (Guglielmo) e il tenore Francesco Meli(Ferrando). Con le due coppie saranno in scena anche il soprano Stefanie Irányi(Despina) e il basso Andrea Concetti (Don Alfonso), coinvolti tutti in questogioco mozartiano.

 

In vista del debutto, al Ridotto del Teatro Regio sabato 15marzo, ore 17.00, si terrà il consueto incontro di presentazionedell’opera per il ciclo Prima che sialzi il sipario realizzato in collaborazione con il Conservatorio“A. Boito” di Parma.

 

La Stagione Lirica 2008 del Teatro Regio di Parma - socifondatori Comune di Parma, Provincia di Parma, Fondazione Cariparma, FondazioneMonte di Parma - è realizzata anche grazie alcontributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Fondazione Parma Capitale della Musica, ARCUS e con il sostegno di Banca MonteParma, Barilla, Enìa, Gruppo Lavorint, Consorzio del prosciutto di Parma,L’Albero d’Argento, Agricar Mercedes Benz, Melegari Home.

 

Per informazioni: Biglietteria del TeatroRegio di Parma, via Garibaldi 16/a - 43100 Parma

tel. 0521 039399, fax 0521 504424,biglietteria@teatroregioparma.org, www.teatroregioparma.org

 

 

 

 

 

 

Teatro Regio di Parma

giovedì 20 ore 20.00 turno A, sabato 22 ore 17.00 turnoE,

mercoledì 26 ore 20.00 turno B, venerdì 28 ore 20.00turno C,

domenica 30 marzo 2008, ore 15.30 turno D

 

COSÌ FAN TUTTE

OSSIA LA SCUOLA DEGLI AMANTI

 

Dramma giocoso in due atti su librettodi Lorenzo Da Ponte

 

Musica di WOLFGANG AMADEUSMOZART

Universal Music Publishing Ricordi srl,Milano

 

Fiordiligi

IRINA LUNGU

Dorabella

SERENA GAMBERONI

Guglielmo

ALEX ESPOSITO

Ferrando

FRANCESCO MELI

Despina

STEFANIE IRÁNYI

Don Alfonso

ANDREA CONCETTI

 

Maestro concertatore e direttore

ATTILIO CREMONESI

 

Regia

ADRIAN NOBLE

ripresa da ELSA ROOKE

 

Scene

TOM PYE

 

Costumi

DEIRDRE CLANCY

 

Luci

JEAN KALMAN

riprese da YVESCAIZERGUES

 

Maestro del coro

MARTINO FAGGIANI

 

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

 

Allestimento dell’Opéra national de Lyon

 

Spettacolo con sopratitoli

 

Maestro al Fortepiano Raffaele Cortesi; Direttore Musicale di Palcoscenico Vito Lombardi; Maestro di Sala Claudio Cirelli;

Maestro di Palcoscenico Maria Elena Ferraguti; Maestro alle Luci Elena Rizzo; Direttore di Scena Marina Dardani

 

Scene, Costumi,Attrezzeria, Calzature Opéranational de Lyon;

Videoproiezioni De Simoni (Parma); Sopratitoli Prescott Studio srl (Scandicci, Fi)

 

Direttore di produzione Tina Viani; Direttore tecnico Luigi Cipelli; Responsabile allestimenti scenici Paolo Calanchini

 

Complessi artistici e tecnici del Teatro Regio di Parma

 

Responsabile macchinisti Francesco Rossi;Responsabileelettricisti Andrea Borelli; Responsabile attrezzeria Monica Bocchi;

Responsabile laboratorio costruzioni Fausto Sabini; Responsabile sartoria Angela Tedesco;

Responsabile trucco e parrucche Graziella Galassi; Ispettore di palcoscenico Learco Tiberti

 

 

 

 

Alessandro Taverna

Il mare e l’incostanza

Trenta variazioni su un temamozartiano

 

Incostance – Oncroit toucher des orgues ordinaires en touchant l’homme.

Ce sont des orgues, à laverité, mais bizarres, changeants, variables,

dont les tuyaux nesuivent pas par degrés conjonts. Ceux qui ne savant

toucher que lesordinaires ne feraient pas d’accord sur celles-là.

Il faut savoir où sontles touches

 Blaise Pascal

 

Raccontare il mondo non come è, ma come cambia.Descrivere le passioni che si trasformano sotto i nostri occhi. Ci vorrebbetempo, ma la musica non serve appunto a questo – far scorrere il tempopiù lento e più veloce? Rappresentare l’incostanza. Sarà questo il temadel Cosìfan tutte?

 

Poco importa che la scena sia a Palermo o a Napoli,dove appunto si svolge la storia. Sono, ad ogni buon conto, gli ameni sobborghi di unaCapitale della Leggerezza dell’Essere.

 

Nessun imbarco per l’isola di Citera, come accadenel celebre quadro di Watteau. Dopo aver lasciato il guardaroba dalle amanti,gli uomini sono scesi al caffè.

 

«Scrissi la Scola degli amanti, con musica di Mozart,dramma che tiene il terzo loco tra le sorelle nate da quel celeberrimo padre».Colpisce l’aria di famiglia fra le opere nate fra Mozart e Da Ponte, unarete di parentele e complicità. Altrimenti dove trovare il titolodell’opera in cinque sillabe di un ottonario della precedente?

 

Fra gli interpreti della prima viennese, nel 1790, lastessa aria di famiglia. Francesco Benuzzi era Guglielmo ed era stato Figaronelle Nozzee nella stessa opera Francesco Bussaniaveva interpretato Don Bartolo e qui era Don Alfonso. E poi il Cherubino diquattro anni prima era diventato Despina e nella vita reale era la consorte didon Alfonso: Dorotea Bussani. E le due sorelle Adriana Ferrarese del Bene eLouise Villeneuve.

 

Il titolo si scrive nell’andante che aprel’ouverture, un motto sospeso a mezz’aria ma nitidamentepronunziato – in do maggiore – da tutti gli strumenti in orchestra.Poi scatta una velocissima idea musicale. È semplice e inarrestabile, come unafanfara. Si imbatte nel titolo dell’opera. Scappa via.

 

I ragazzi da una parte, le donne dall’altra. Mail guardaroba degli uomini è dalle ragazze, se no come farebbe Fioriligi aprocurarsi l’uniforme per travestirsi da soldato? E Mozart e Da Ponte checostruiscono un’opera buffa con tutte le risorse messe a disposizione dall’arsenaledell’opera buffa, con un dispiegamento molto strategico di espedientiteatrali. Come accade nelle fiabe. Eppure non siamo in una fiaba.

 

Chi è pascaliano nel Così fan tutte? Don Alfonso, forse, che fa toccar con mano la congenitaincostanza dell’animo femminile? O Mozart che sa produrre quegli accordi«bizarres, changeants, variables» di cui parla il filosofo che amava lescommesse e i giochi d’azzardo? E il sistema di Don Alfonso sarebbedimostrato dalla conclusione dell’opera, dove le due ragazze fannoprevedibilmente come farebbero tutte. Ma ad ogni battuta mozartiana questosistema è rimesso in discussione.

 

Non piace a Beethoven, non convince Berlioz, non ègradita a Wagner, non mostra interesse per quest’opera nemmeno Goethe,che pure avrebbe desiderato Mozart come autore della musica per il proprio Faust.

 

Così fan tutte ossia la Scola degliamanti. Due atti. Seipersonaggi. Trentun numeri musicali. Tredici arie. Un sestetto. Un quartetto.Cinque terzetti. Cinque duetti. Due finali. Una scommessa. Cento zecchini.

 

La vertigine dei travestimenti. Crederci o non crederciper noi che li vediamo in corso, per i personaggi che li compiono o lisubiscono. Diventa subito una ragione vitale, essenziale. E non dimenticare cheil mascheramento più sublime resta a metà. Fiordiligi non riesce a terminare ditravestirsi con l’uniforme di Guglielmo da soldato, perché cede aFerrando, il quale dovrebbe sapere che sta abbracciando la ragazza del suoamico nell’uniforme che è del suo amico…

 

Anche l’opera si traveste, per riapparire inscena, dopo le poche repliche al Burgtheater di Vienna. Mascherata da operatedesca, perfino con un titolo ammiccante: Die Zauberprobe. In Love’s Labours Lost, sempre per aggirare la sconvenienza del libretto. E i personaggisi adeguano al clima ottocentesco. Ne La Gageure indiscrette la storia potrebbe essere la stessa – anzi è lastessa – ma non sarà dettaglio da poco conto che Don Alfonso, smessi gliabiti da cinico philosophe, abbia preso l’uniforme di vecchio ufficialedi marina. E a Dresda, nel Novecento, l’opera è voltata in Dama Duende. Sarà poi un caso: Shakespeare o Calderon?

 

«Mozart non ha pensato ad altro. La commedia manca dibuon senso. Tanto meglio. Un sogno deve essere verosimile?» dichiara HippolyteTaine che ascoltò dieci sere di seguito Così fan tutte a metà del XIX secolo. Inaspettatamente lo storico francese sisente investito da questo gioco dell’amore e del caso ed è talmentesuggestionato da intravedere i cactus a precludere la lineadell’orizzonte e del mare.

 

Il mare è fuori, per davvero, rammenta lo spirito dicui si imbeve l’opera. Disincanto e ironia. L’isola a cui ci hannoportato Mozart e Da Ponte è la stessa isola sui cui approderàl’imperatore Tito alla fine della sua opera, scoprendo la solitudine checonsiste nell’essere circondato dagli altri uomini.

 

Bisognerebbe accostare Cosi fan tutte alla Clemenza di Tito per capire quanto la drammaturgia mozartiana sappia superare igeneri e le convenzioni anche quando generi e convenzioni non vengonoapertamente rovesciati. Da una parte un’opera buffa scritta con levecchie formule rimesse in movimento, perché il gioco dei sensi sia condottooltre il limite del lecito; dall’altra un’opera seria dove Mozartsi limita a modellare le arie solistiche per renderle espressive e dareavvisaglia delle prime tempeste romantiche.

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