Marco Zambelli sostituisce l'indisposto Attilio Cremonesi sul podio del Così fan tutte

17/mar/2008 18.49.00 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Marco Zambelli sostituiscel’indisposto Attilio Cremonesi

sul podio del Così fan tutte
Teatro Regio di Parma

20, 22, 26, 28, 30 marzo 2008

 

Cresce l’attesa per il prossimo debutto del sì fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozartche torna dopo quarant’anni al Teatro Regio Parma.A pochi giorni dalla prima, in programma giovedì 20 marzo (repliche 22, 26, 28e 30 marzo), per un’improvvisa indisposizione, il maestro AttilioCremonesi, riconosciuto specialista della musica antica, non potrà dirigerel’opera in debutto. A sostituirlo sarà il maestro Marco Zambelli.

 

Marco Zambelli nasce a Genova e compie i suoi studi musicali nella suacittà natale. Nel 1986 riceve il PremierPrix de Virtuositè al ‘Conservatoire Superieur’ diGinevra e il Secondo Premio alla Kaltern International Organ Competition. Dasubito straordinario il legame con alcuni tra i più importanti direttori delpanorama internazionale, tra cui Maurizio Arena, Emmauel Krivine, BrunoCampanella, Neville Marriner e John Elliot Gardiner. In particolare, la suacollaborazione con l’Opèra de Lyon e Gardiner lo porta a partecipare anumerose incisioni discografiche di altissimo livello: Béatrice et Bénédict, Roméo et Juliètte, Les Dialogues des Carmélites, Turandot di Busoni, Don Giovanni e Die Zauberflote.

 

Come direttore, ha debuttato a Messina nel 1994 con ildittico: Serva padrona diPaisiello e Il Maestro diCappella di Cimarosa. A questohanno fatto immediatamente seguito DonGiovanni e Così fan tutte,Schöpfung di Haydn, Il Barbiere di Siviglia e Cenerentola, Lucia di Lammermoor e DonPasquale, Luisa Miller,Rigoletto e Nabucco, MadamaButterfly, Manon Lescaute La Bohème a Opera North(Leeds), Cagliari, Bologna, Tenerife e Festival di Glyndebourne, Auckland(Nuova Zelanda), e in sale da concerto come il Barbican, la Bridgewater Hall,la National Concert Hall di Dublino con orchestre come la BBC NOW, BBC Concert,Royal Liverpool Philharmonic e London Philharmonic.

 

Tra i suoi ultimi impegni: Luisa Miller e Tancredial San Carlo, Don Giovanni e Lucia di Lammermoora Nizza, Don Carlos (versione in4 atti in francese) alla Minnesota Opera, LaTraviata alla Fenice di Venezia, concerti con l’Orchestra del Regiodi Torino, Lucia di Lammermoor aNizza, un concerto con Annick Massis alla Salle Gaveau di Parigi, la registrazione di duecd a Praga con Gregory Kunde, Il Turco in Italiae Maria Stuarda a Las Palmas, unconcerto con la BBC National Orchestra of Wales e Julian Lloyd Webber,radiotrasmesso live e registratoper la BBC Wales,Italiana in Algeri e Turandot all’Opéra de Toulon, Andrea Chénier a Liège, Manon Lescaut a Praga, Rigoletto a Mannheim, Lucia di Lammermoor a Las Palmas.

 

Come accompagnatore di Rolando Villazon si è esibito alThéátre des Champs Élysées a Parigi, all’Opèra Royale de la Wallonie,alla Gewandhaus di Lipsia, alla Philharmonie di Berlino, alla Alte Oper diFrancoforte ed alla Smetana Hall di Praga, a Monaco di Baviera, Colonia,Copenhagen. Tra i suoi prossimi impegni: Rigolettoal Festival di Antibes, La Favorite al Festival Donizetti di Bergamo,Aida e Turandot a Seoul con la regia di Pier Luigi Pizzi.

 

 

 

 

 

 

Teatro Regio di Parma

giovedì 20 ore 20.00 turno A, sabato 22 ore 17.00 turnoE,

mercoledì 26 ore 20.00 turno B, venerdì 28 ore 20.00turno C,

domenica 30 marzo 2008, ore 15.30 turno D

 

COSÌ FAN TUTTE

OSSIA LA SCUOLA DEGLI AMANTI

 

Dramma giocoso in due atti su librettodi Lorenzo Da Ponte

 

Musica di WOLFGANG AMADEUSMOZART

Universal Music Publishing Ricordisrl, Milano

 

Fiordiligi

IRINA LUNGU

Dorabella

SERENA GAMBERONI

Guglielmo

ALEX ESPOSITO

Ferrando

FRANCESCO MELI

Despina

STEFANIE IRÁNYI

Don Alfonso

ANDREA CONCETTI

 

Maestro concertatore e direttore

MARCO ZAMBELLI

 

Regia

ADRIAN NOBLE

ripresa da ELSA ROOKE

 

Scene

TOM PYE

 

Costumi

DEIRDRE CLANCY

 

Luci

JEAN KALMAN

riprese da YVESCAIZERGUES

 

Maestro del coro

MARTINO FAGGIANI

 

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

 

Allestimento dell’Opéra national de Lyon

 

Spettacolo con sopratitoli

 

Maestro al Fortepiano Raffaele Cortesi; DirettoreMusicale di Palcoscenico Vito Lombardi; Maestro di Sala Claudio Cirelli;

Maestro di Palcoscenico Maria Elena Ferraguti; Maestroalle Luci Elena Rizzo; Direttoredi Scena Marina Dardani

 

Scene, Costumi, Attrezzeria,Calzature Opéra national de Lyon;

Videoproiezioni De Simoni (Parma); SopratitoliPrescott Studio srl(Scandicci, Fi)

 

Direttore di produzione Tina Viani; Direttore tecnico Luigi Cipelli; Responsabile allestimenti scenici Paolo Calanchini

 

Complessi artistici e tecnici del Teatro Regio di Parma

 

Responsabile macchinisti Francesco Rossi;Responsabile elettricisti Andrea Borelli; Responsabile attrezzeria Monica Bocchi;

Responsabile laboratorio costruzioni Fausto Sabini; Responsabilesartoria Angela Tedesco;

Responsabile trucco e parrucche Graziella Galassi; Ispettoredi palcoscenico Learco Tiberti

 

 

 

 

Alessandro Taverna

Il mare e l’incostanza

Trenta variazioni su un temamozartiano

 

Incostance – Oncroit toucher des orgues ordinaires en touchant l’homme.

Ce sont des orgues, à laverité, mais bizarres, changeants, variables,

dont les tuyaux nesuivent pas par degrés conjonts. Ceux qui ne savant

toucher que lesordinaires ne feraient pas d’accord sur celles-là.

Il faut savoir où sontles touches

 Blaise Pascal

 

Raccontare il mondo non come è, ma come cambia.Descrivere le passioni che si trasformano sotto i nostri occhi. Ci vorrebbetempo, ma la musica non serve appunto a questo – far scorrere il tempopiù lento e più veloce? Rappresentare l’incostanza. Sarà questo il temadel Così fan tutte?

 

Poco importa che la scena sia a Palermo o a Napoli,dove appunto si svolge la storia. Sono, ad ogni buon conto, gli ameni sobborghi di unaCapitale della Leggerezza dell’Essere.

 

Nessun imbarco per l’isola di Citera, come accadenel celebre quadro di Watteau. Dopo aver lasciato il guardaroba dalle amanti,gli uomini sono scesi al caffè.

 

«Scrissi la Scola degli amanti, con musica di Mozart,dramma che tiene il terzo loco tra le sorelle nate da quel celeberrimo padre».Colpisce l’aria di famiglia fra le opere nate fra Mozart e Da Ponte, unarete di parentele e complicità. Altrimenti dove trovare il titolodell’opera in cinque sillabe di un ottonario della precedente?

 

Fra gli interpreti della prima viennese, nel 1790, lastessa aria di famiglia. Francesco Benuzzi era Guglielmo ed era stato Figaronelle Nozze e nella stessa opera Francesco Bussaniaveva interpretato Don Bartolo e qui era Don Alfonso. E poi il Cherubino diquattro anni prima era diventato Despina e nella vita reale era la consorte didon Alfonso: Dorotea Bussani. E le due sorelle Adriana Ferrarese del Bene eLouise Villeneuve.

 

Il titolo si scrive nell’andante che aprel’ouverture, un motto sospeso a mezz’aria ma nitidamentepronunziato – in do maggiore – da tutti gli strumenti in orchestra.Poi scatta una velocissima idea musicale. È semplice e inarrestabile, come unafanfara. Si imbatte nel titolo dell’opera. Scappa via.

 

I ragazzi da una parte, le donne dall’altra. Mail guardaroba degli uomini è dalle ragazze, se no come farebbe Fioriligi aprocurarsi l’uniforme per travestirsi da soldato? E Mozart e Da Ponte checostruiscono un’opera buffa con tutte le risorse messe a disposizionedall’arsenale dell’opera buffa, con un dispiegamento moltostrategico di espedienti teatrali. Come accade nelle fiabe. Eppure non siamo inuna fiaba.

 

Chi è pascaliano nel Cosìfan tutte? Don Alfonso, forse, che fa toccar con mano la congenitaincostanza dell’animo femminile? O Mozart che sa produrre quegli accordi«bizarres, changeants, variables» di cui parla il filosofo che amava lescommesse e i giochi d’azzardo? E il sistema di Don Alfonso sarebbedimostrato dalla conclusione dell’opera, dove le due ragazze fannoprevedibilmente come farebbero tutte. Ma ad ogni battuta mozartiana questosistema è rimesso in discussione.

 

Non piace a Beethoven, non convince Berlioz, non ègradita a Wagner, non mostra interesse per quest’opera nemmeno Goethe,che pure avrebbe desiderato Mozart come autore della musica per il proprio Faust.

 

Così fan tutte ossia la Scola degliamanti. Due atti. Seipersonaggi. Trentun numeri musicali. Tredici arie. Un sestetto. Un quartetto.Cinque terzetti. Cinque duetti. Due finali. Una scommessa. Cento zecchini.

 

La vertigine dei travestimenti. Crederci o non crederciper noi che li vediamo in corso, per i personaggi che li compiono o lisubiscono. Diventa subito una ragione vitale, essenziale. E non dimenticare cheil mascheramento più sublime resta a metà. Fiordiligi non riesce a terminare ditravestirsi con l’uniforme di Guglielmo da soldato, perché cede aFerrando, il quale dovrebbe sapere che sta abbracciando la ragazza del suoamico nell’uniforme che è del suo amico…

 

Anche l’opera si traveste, per riapparire inscena, dopo le poche repliche al Burgtheater di Vienna. Mascherata da operatedesca, perfino con un titolo ammiccante: DieZauberprobe. In Love’sLabours Lost, sempre per aggirare la sconvenienza del libretto. E ipersonaggi si adeguano al clima ottocentesco. Ne La Gageure indiscrette la storia potrebbe essere la stessa– anzi è la stessa – ma non sarà dettaglio da poco conto che DonAlfonso, smessi gli abiti da cinico philosophe, abbia preso l’uniforme divecchio ufficiale di marina. E a Dresda, nel Novecento, l’opera è voltatain Dama Duende. Sarà poi un caso:Shakespeare o Calderon?

 

«Mozart non ha pensato ad altro. La commedia manca dibuon senso. Tanto meglio. Un sogno deve essere verosimile?» dichiara HippolyteTaine che ascoltò dieci sere di seguito Cosìfan tutte a metà del XIX secolo. Inaspettatamente lo storicofrancese si sente investito da questo gioco dell’amore e del caso ed ètalmente suggestionato da intravedere i cactus a precludere la lineadell’orizzonte e del mare.

 

Il mare è fuori, per davvero, rammenta lo spirito dicui si imbeve l’opera. Disincanto e ironia. L’isola a cui ci hannoportato Mozart e Da Ponte è la stessa isola sui cui approderàl’imperatore Tito alla fine della sua opera, scoprendo la solitudine checonsiste nell’essere circondato dagli altri uomini.

 

Bisognerebbe accostare Cosifan tutte alla Clemenza di Tito percapire quanto la drammaturgia mozartiana sappia superare i generi e leconvenzioni anche quando generi e convenzioni non vengono apertamenterovesciati. Da una parte un’opera buffa scritta con le vecchie formulerimesse in movimento, perché il gioco dei sensi sia condotto oltre il limitedel lecito; dall’altra un’opera seria dove Mozart si limita amodellare le arie solistiche per renderle espressive e dare avvisaglia delleprime tempeste romantiche.

 

«Così fan tutte rappresentanon soltanto un unicum, ma una perla del genere giocoso, prima dei Maestri Cantori – dice RichardStrauss che alle soglie del Novecento si premura di rimettere le cose al loroposto. Le arie soprattutto: «I numeri che esprimono meglio questo singolarestile parodistico, l’aria in mi bemolle maggiore di Dorabella nel primoatto, l’aria in si bemolle maggiore di Ferrando e quella in sol maggioredi Guglielmo, con i grandi incantevoli recitativi di collegamento sono semprestate tagliate…».

 

L’obiezione alla vertigine dei travestimenti?Sempre quella. Come non riconoscere Despina vestita da Dottore o da Notaio?Come non accorgersi che sotto il costume albanese non c’è altro se nonl’amante della propria sorella? Ma come non accorgersene? E come nonaccorgersi che non serve accorgersene?

 

«Bisogna lasciare a Mozart – protesta JeanStarobinski - il diritto di dare un accento di sincerità a parole suppostemenzognere o di mescolare all’intento parodistico un’ombra digravità. Così le parole e l’aria ‘Smanie implacabili’ checanta Dorabella dopo la partenza del suo ragazzo, forzano l’espressionedi tristezza fino al furore delle grandi arie dell’opera seria. Ricercatodeliberatamente l’effetto di esagerazione, invita a sorridere, mal’aria è splendida e fa intendere una passione che resisteall’ironia».

 

Nelle scene disegnate da Balthus per un allestimento dimezzo secolo fa, la linea dell’orizzonte ondeggiava come il cuore delledue ragazze. E mai immagine tanto abusata si caricava di allusioni: «Ah che unmar pien di tormenti / è la vita ormai per me…». «No, non sembra casualela scelta di una città del Sud e che si trovi in riva al mare. È un maretorbido, perché in quest’opera si canta ‘Soave sia il vento’,ma lo sento – ci confida Toni Servillo - come un vento di risacca cheporta odore di marcio».

 

Rappresentare l’incostanza. Basta presentaretutta l’opera come l’effetto di una sola causa non ben definita,come se tutte le scene potessero scorrere una dopo l’altra ed unasituazione si prepari a ribaltarsi nel suo opposto. Basta che tuttal’opera sia collocata su una piattaforma girevole che un disegno per unarappresentazione a Monaco nel 1897 ci dimostra senza appello la veranda oppostaalla sala da pranzo ed in mezzo lo spicchio del giardino. E viene da pensareche senza l’espediente del palcoscenico rotante non si sarebbe potuto maiammirare fino in fondo Così fan tutte.

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