Ha festeggiato i cento concerti con una sala gremita, attenta, emozionata, rapita dalla musica di Giovanni Allevi. Con l’unica data per
Salutando e ringraziando per il calorosissimo applauso che lo accoglie - «Sembra l’applauso finale, non quello iniziale!» - Giovanni Allevi guida all’ascolto di ogni brano spiegando che «il concerto è un viaggio nella mia vita attraverso le mie note».
L’apertura è affidata a Japan, sua prima composizione, seguita da Sogno di Bach, composta immaginando Bach in una discoteca, e Il nuotatore «non ci crederete, ma a me il piano fa paura. Supero questa paura con l’acqua, in piscina».
Dopo Scherzo n. 1 Allevi propone un trittico di brani estratti da No Concept: Go with the flow, Notte ad Harlem, Qui danza. Curvo sul piano raggiunge e tocca con delicata immediatezza le corde dell’emozione. E il pubblico, silenzioso e concentrato, si lascia trasportare con leggerezza e partecipazione dal suo panismo “classicamente pop”.
È la volta degli estratti da Joy, l’album del 2006 disco di platino con oltre 80.000 copie vendute, sempre brevemente introdotti: Panic, «brano che mi ha raggiunto in ambulanza durante il mio primo attacco di panico e che mi ha rasserenato»; Jazzmatic «è un brano impegnativo, permettete che mi levi la felpa?»; Back to life «ho scoperto che la mia forza è la mia fragilità»; Downtown «amo molto il cuore pulsante della grande città, questa è la mia fotografia in musica»; L’orologio degli dei «che segni il tempo o che sia di un cuore, ogni battito è divino».
Presentando Il bacio, ispirato al celebre quadro di Gustav Klimt, Allevi invita il pubblico a baciarsi «chi è in coppia è agevolato, chi è solo si guardi intorno!»
E dopo New renaissance, «mix tra la musica rinascimentale e l’hard rock», Giovanni Allevi saluta, ringrazia e lascia il palco.
Il concerto è finito, ma ovviamente la richiesta di bis risuona forte e chiara e l’artista torna sul palco e ancora una volta introduce il brano che suonerà: «quando si ama si va oltre le apparenze e si vede come l’altro è veramente. Questo pensavo quando ho composto il brano, ora quando lo suono mi passa davanti una macchina!» È Come sei veramente, il brano che gli ha dato la popolarità planetaria grazie al famosissimo spot di una casa automobilistica firmato Spike Lee.
Se durante l’esecuzione il silenzio in sala è ancor più rispettoso e concentrato, alla fine dell’interpretazione gli Alleviani di ogni età che riempiono la sala tributano al loro beniamino un applauso veramente fragoroso e sincero.
Sulle note di Prendimi il concerto va in archivio, ma pubblico, che ha raggiunto Modica da ogni provincia della Sicilia, non lascia il cinema.
Qualche minuto di attesa e Allevi raggiunge il foyer. Firma cd e libri, autografa programmi di sala e manifesti, scherza e sorride davanti ai flash. Accontenta tutti generosamente ricambiando, con grande simpatia e disponibilità, l’affetto e il calore che il pubblico, grato, gli ha regalato per due ore.
Modica 22 marzo 2008
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