Les contes d'Hoffmann

22/gen/2004 23.34.28 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma

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Les contes d’Hoffmann

Daniele Callegari dirige un cast d'eccezione

con Aquiles Machado, Désirée Rancatore, Patrizia Orciani,

Raffaella Angeletti, Francesca Provvisionato

e il basso parmigiano Michele Pertusi

Giovedì 29 gennaio, ore 20.00, domenica 1 febbraio, ore 15.30,

martedì 3, giovedì 5 febbraio 2004, ore 20.00

 

Opera coinvolgente, soggetto dal fascino crepuscolare, ironia dei personaggi, musica così alimentata tra operetta e dramma: questo il secondo e attesissimo appuntamento della Stagione Lirica 2003/2004, Les contes d’Hoffmann, quei racconti che già avevano così profondamente appassionato il pubblico del Teatro Regio di Parma nel memorabile “debutto” del 1988.

 

E proprio quell’allestimento viene oggi ripreso, sempre con la regia del M° Beppe De Tomasi, con un cast di particolare eccellenza che annovera Aquiles Machado (Hoffmann), Désirée Rancatore (Olympia), Patrizia Orciani (Giulietta), Raffaella Angeletti (Antonia), Francesca Provvisionato (Nicklausse) e il basso parmigiano Michele Pertusi (Lindorf, Coppelius, Dapertutto, Miracle). Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio (Maestro del Coro Martino Faggiani) la bacchetta di Daniele Callegari, recentemente nominato Direttore Stabile dell’Orchestra De Filharmonie di Anversa (Orchestra Filarmonica Reale delle Fiandre) e regolarmente invitato alle più importanti stagioni sinfoniche e d’opera del mondo, fra le quali Bayerische Staatsoper, Berlin Deutsche Oper, Staatsoper Unter den Linden, Dresden Musik Festspiel, Frankfurt Oper, Gurzenich Fil.Orchester, Liceu di Barcellona, M.D.R Orchester, Muncher Rundfunk Orchester, National Symphony Orchestra of Ireland, New Japan Foundation, Opera Marseille, Orchestra Sinfonica Nazionale della R.A.I, Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala, Orquestra Sinfonica de Madrid, Philarmonique de Montecarlo, Teatro Verdi di Trieste, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.

 

Titolo di confine, dunque, non fosse che per l’estrema fatica di Jacques Offenbach, in quel mirabile percorso della partitura che trascolora progressivamente dai toni dell’operetta sino alle atmosfere cupe di opera seria, passaporto manifesto per il quale il suo autore voleva fortemente lo schiudersi delle porte all’Opéra-Comique: complice quella  pièce di Jules Barbier e Michel Carré (i futuri librettisti del Faust di Gounod) che così profondamente aveva colpito «il piccolo Mozart dei Champs Elysées». Ecco dunque, all’ombra del crollo del Secondo Impero, prendere forma la traduzione musicale dei racconti fantastico-demoniaci del romantico E.T.A. Hoffmann: lettura teatrale, nella versione di Pierre Barbier del 1907, affidata al regista Beppe De Tomasi, che già ne curò la messinscena parmigiana del 1988. “Ci ripresentiamo a Parma con un’operazione di lifting che ci ha ridonato vent’anni!”, dichiara De Tomasi con un sorriso, e subito tributa una particolare lode all’équipe di scenografi, pittori, sarte e a tutte le maestranze che hanno fatto tornare a splendere le scene dipinte e i costumi che rivivranno in scena dopo così tanti anni. “Mi sono riaccostato a questa fortunata produzione, particolarmente amata dal pubblico parmigiano e che dal 1988 ha viaggiato in diversi paesi europei, con la maturità acquisita nei venti anni che da allora sono passati: la regia di questi Contes tiene conto sia del tempo trascorso e dunque delle diverse convenzioni e usi sociali, oggi più spregiudicati, sia della nuova compagnia di canto che li interpreterà, poiché ciascun artista in scena vive il proprio personaggio secondo il proprio temperamento”.

 

        Nel ruolo del protagonista Hoffmann il tenore Aquiles Machado (ormai acclamato tra i più significativi tenori del momento e reduce dai fortunati allestimenti dei Racconti di Hoffmann di Nizza e Roma) assieme al soprano Désirée Rancatore (già Olympia nei Racconti di Hoffmann al Teatro Massimo Bellini di Catania, ruolo nel quale si è successivamente distinta su alcuni tra i principali palcoscenici internazionali, quali l’Opéra National de Paris, la Royal Opera House-Covent Garden di Londra, la Wiener Staatsoper, l’Opernhaus di Zurigo, il Teatro Massimo di Palermo ed il Teatro dell’Opera di Roma), il soprano Patrizia Orciani (già Giulietta a Madrid, Barcellona, Tenerife, Las Palmas, Napoli e Catania a cui si aggiungono le due importanti presenze al Teatro Massimo di Palermo e alla Staatsoper di Vienna), il soprano Raffaella Angeletti (applaudita nei Racconti di Hoffmann sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma, a fianco di Ruggero Raimondi) e il mezzosoprano Francesca Provvisionato (già Nicklausse a Trieste nel 2001).

 

        Nome di spicco la figura del basso Michele Perusi (che vestirà i panni di Lindorf, Coppelius, Dapertutto, Miracle), di certo ormai tra le più importanti voci liriche italiane e già interprete dei Racconti sul palco del Covent Garden nella stagione 2000: “Ho imparato ad amare moltissimo quest’pera - confida Pertusi - un lavoro che considero bellissimo che si svolge nella più bella tradizione del teatro francese. Vi si possono ritrovare tutti gli influssi di un Massenet, di un Bizet di un Mayerbeer, ma tutto decantato alla luce della profonda sensibilità di Offenbach. Ciò che più mi affascina dei Racconti di Hoffmann, con particolare riferimento al personaggio di Miracle, è il risvolto sociale che permea la partitura, una riflessione alla quale Offenbach ci invita. Un’opera che ho studiato nella tradizione che fu di Krauss e Ghiuselev - conclude Pertusi - ma anche in una nuova lettura che, mi auguro, possa coinvolgere il pubblico”.

 

        Les contes d’Hoffmann sarà presentata al pubblico sabato 24 gennaio prossimo al ridotto del Teatro Regio alle ore 17.30, nell’ambito di Prima che si alzi il sipario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paolo Maier
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