All'Auditorium Paganini il Novecento raro dell'Orchestra d'Archi Italiana

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25/feb/2004 14.50.02 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma
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Il Novecento raro dell’Orchestra d’Archi Italiana

Sul podio dell’Auditorium Paganini il pianista François-Joël Thiollier

Venerdì 27 febbraio 2004, ore 20.30

 

       

       

A seguire le parentesi solistiche degli ultimi due appuntamenti concertistici, la Stagione Concertistica 2003/2004 del Teatro Regio di Parma prosegue all’Auditorium Paganini venerdì prossimo 27 febbraio alle ore 20.30 con una serata di particolare interesse, sia per la presenza di esecutori quali la compagine dell’Orchestra d’Archi Italiana assieme al pianista François-Joël Thiollier, sia per l’offerta del programma, che prevede l’esecuzione del Concerto BWV 1056 di J. S. Bach assieme a brani di raro ascolto di Camille Saint-Saëns, Ernest Bloch e Paul Hindemith.

 

L'Orchestra d'archi italiana (ODAI) è oggi sicuramente tra le più accreditate formazioni orchestrali italiane, nata nel 1994 e ormai conosciuta per le sue peculiari qualità sonore, timbriche ed interpretative, una compagine in presa diretta con la grande tradizione musicale e strumentale veneta. Nel 2000 l’Orchestra d'archi italiana conferma la sua presenza internazionale con un’importante tournèe asiatica che ha toccato Giappone Corea, Vietnam, Hong Kong e Singapore. Da ricordare anche il recente progetto artistico che nel corso del 2002/03 ha visto l’ODAI impegnata in un articolato cartellone musicale, Note di Viaggio, pensato da Mario Brunello con la collaborazione di Alessandro Baricco, presentato a Milano, Bologna e altre città italiane. Sotto la guida del celebre solista Mario Brunello, l’Orchestra ha ospitato numerosi, importanti interpreti quali Natalia Gutman, Andrea Lucchesini, Danilo Rossi, Ivano Battiston, Julius Berger, Yuri Bashmet. Intensa anche la produzione discografica, per la quale le incisioni Odai sono state elette in Giappone dischi dell’anno 2002.

 

La presente tournèe vede l’Orchestra d'archi italiana assieme al pianista François-Joël Thiollier, di certo tra i più accreditati interpreti del pianismo internazionale, noto per le sue numerose affermazioni ai concorsi quali il Reine Elisabeth ed il Čajkovskij di Mosca. Le sue colalborazioni con le più accreditate orchestre del mondo segnano concerti con il Concertgebouw di Amsterdam, l’Orchestra della RAI, l’Orchestre National de France, i Berliner Philharmoniker, ricordando inoltre la sua produzione discografica che include l’integrale delle opere per pianoforte di Rachmaninov, Ravel e Gershwin.

 

Come accennato, di particolare interesse le musiche in programma per il prossimo 27 febbraio all’Auditorium Paganini di Parma: oltre all’ascolto dello straordinario Concerto bachiano BWV 1056 la scaletta apre a rare pagine del Novecento storico, a iniziare da quel Wedding Cake di Camille Saint-Saëns, pagina di non facile ascolto nelle sale concertistiche, che completa, assieme alla Rhapsodie d’Auvergne, l’Allegro Appassionato e Africa la produzione pianistica con orchestra del musicista francese.

A seguire un altro brano pregiato quale il Concerto Grosso n. 1 in per archi e pianoforte obbligato di Ernest Bloch, composizione fra le più apprezzate del musicista ginevrino, esperienza “neoclassica” che si traduce in una partitura dalla forte connotazione ritmica, specialmente nel Preludio iniziale a cui fa contrasto il celebre “Canto Funebre” del secondo movimento.

Conclude la serata I quattro temperamenti, brano per pianoforte ed archi scritto nel 1940 da Paul Hindemith, pagina che notoriamente trova ispirazione nella teoria greca e poi medievale dei “temperamenti”, ossia nei quattro estremi o umori principali di sanguigno, flemmatico, collerico e malinconico: una partitura nella quale l’“oggettivo” Hindemith sembra ammorbidirsi all’insegna del Valzer (ed al suo mahleriano uso di questo genere musicale, semplice e “sanguigno “ allo stesso tempo), del “Malinconico” (nell’uso delle sordine e dello slow, appunto) e del “Collerico” (nei continui soprassalti d’umore dei tempi vivace, appassionato e maestoso).

  

 

 

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Auditorium Niccolò Paganini

venerdì 27 febbraio 2004, ore 20.30

 

ORCHESTRA D’ARCHI ITALIANA

pianoforte FRANÇOIS-JOËL THIOLLIER

 

Johann Sebastian Bach

Concerto n. 5 in fa minore per pianoforte e archi BWV 1056

 

Ernest Bloch

Concerto Grosso n. 1 in re minore per archi e pianoforte obbligato

 

Camille Saint-Saëns

Wedding Cake

 

Paul Hindemith

Die vier Temperamente

 

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Paolo Maier
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