Festival Verdi 2008 - La sfida di Rigoletto al Festival Verdi 2008

04/ott/2008 12.46.46 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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La sfida di Rigoletto al Festival Verdi 2008

Leo Nucci, Désirée Rancatore, Francesco Demuro

protagonisti dell’opera più amata di Giuseppe Verdi

nella nuova regia di Stefano Vizioli dello storico allestimento

di Pierluigi Samaritani diretto da Massimo Zanetti

Teatro Regio di Parma

6, 9, 11, 13, 16, 20, 22, 24, 26, 28 ottobre 2008

 

 

Un cast straordinario sarà impegnato nel terzo titolo del Festival Verdi 2008, Rigoletto in scena al Teatro Regio di Parma (6 ottobre, ore 20.00). Il capolavoro verdiano segna il ritorno del grande Leo Nucci nelle vesti del protagonista di cui è interprete insuperato in tutto il mondo. E con lui il soprano Désirée Rancatore che si alterna con Nino Machaidze e il tenore Francesco Demuro saranno i protagonisti dell’opera, con i complessi del Teatro Regio di Parma, affidati alla bacchetta sicura di Massimo Zanetti. Nuova la produzione del melodramma in cui le scene e i costumi dello storico allestimento, creato per Parma da Pierluigi Samaritani, ripresi per questa occasione da Alessandro Ciammarughi, rivivranno con la nuova regia di Stefano Vizioli.

 

“Rappresentare Rigoletto - spiega il regista Stefano Vizoli - è una sfida. Per me è un’opera di solitudini. A cominciare dalla figura del buffone. Si capisce che cosa poteva attrarre Verdi in questo personaggio e che cosa spingeva il musicista ad accostarlo alle figure del grande teatro shakesperiano. A mio parere, Rigoletto vive una scissione dentro di sè, una condizione schizofrenica. Da una parte è la conseguenza estrema di una corte corrotta, ma dall’altra è un padre, caratterizzato da un amore divorante ed egoistico. Nemmeno il Duca sfugge alla solitudine, perchè non si accorge che gli basta vivere la condizione di Don Giovanni per seminare la distruzione attorno a sé. E Gilda muore due volte, uccisa dall’amore e dall’egoismo. Trovo molto interessante – prosegue Vizioli - che il mio spettacolo possa avvalersi di alcuni suggerimenti visivi, per quanto riguarda le scene e i costumi, in questa occasione ripresi e ripensati da Alessandro Ciammarughi. Sono cresciuto alla scuola di Samaritani che considero uno dei grandi maestri della più nobile tradizione teatrale italiana”.

 

Nel Rigoletto del Festival Verdi 2008, in scena con Leo Nucci, Desirée Rancatore e Francesco Demuro, canteranno Marco Spotti, Stefanie Irany, Katarina Nicolic, Roberto Tagliavini, Orazio Mori, Mauro Buffoli, Ezio Maria Tisi, Scilla Cristiano e Alessandro Bianchini. Nei ruoli di Gilda e Rigoletto si avvicenderanno come interpreti il soprano Nino Machaidze e il baritono George Gagnidze. Maestro del Coro è Martino Faggiani.

 

Dopo il debutto la sera del 6 ottobre, sono previste ben nove repliche del Rigoletto al Teatro Regio di Parma (9, 11, 13, 16, 20, 22, 24, 26, 28 ottobre).

 

A riprova dello straordinario livello artistico delle produzioni del Festival Verdi 2008 gli spettacoli saranno ripresi in digitale e ad alta definizione, in collaborazione con partner prestigiosi quali Unitel-Decca e Rai Trade, nell’ambito di un progetto che prevede la registrazione di tutte le opere del compositore di Busseto per il bicentenario del 2013.

 

Il Festival Verdi è realizzato dal Teatro Regio di Parma - soci fondatori Comune di Parma, Provincia di Parma, Fondazione Cariparma, Fondazione Monte Parma - con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Major partner Fondazione Cariparma; main sponsor Cariparma Crédit Agricole, Barilla; media partner Mediaset. Il Festival Verdi è realizzato anche grazie al sostegno e alla collaborazione di: Enìa, Mercedes Benz Agricar Group, Radio Italia, Arcus, Reggio Parma Festival, Traiettorie, Teatro Verdi di Busseto, Teatro Comunale di Modena, iTeatri di Reggio Emilia.

 

 

 

 

 

Teatro Regio di Parma
lunedì 6 ottobre 2008, ore 20.00 turno A
giovedì 9 ottobre 2008, ore 20.00 fuori abbonamento
sabato 11 ottobre 2008, ore 17.00 turno E
lunedì 13 ottobre 2008, ore 20.00 turno B
giovedì 16 ottobre 2008, ore 20.00 fuori abbonamento
lunedì 20 ottobre 2008, ore 20.00 turno C
mercoledì 22 ottobre 2008, ore 20.00 fuori abbonamento
venerdì 24 ottobre 2008, ore 20.00 fuori abbonamento
domenica 26 ottobre 2008, ore 15.30 turno D
martedì 28 ottobre 2008, ore 20.00 fuori abbonamento

 

Rigoletto

 

Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave
dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo

 

Musica di GIUSEPPE VERDI

 

Personaggi

Interpreti

Il duca

FRANCESCO DEMURO

Rigoletto

LEO NUCCI
GEORGE GAGNIDZE
(24, 26, 28)

Gilda

DÉSIRÉE RANCATORE
NINO MACHAIDZE
(9, 16, 20, 22, 26)

Sparafucile

MARCO SPOTTI

Maddalena

STEFANIE IRÁNYI

Giovanna

KATARINA NIKOLIC

Il conte di Monterone

ROBERTO TAGLIAVINI

Marullo

ORAZIO MORI

Matteo Borsa

MAURO BUFFOLI

Il conte di Ceprano

EZIO MARIA TISI

La contessa di Ceprano

SCILLA CRISTIANO

Un usciere di corte

ALESSANDRO BIANCHINI

Un paggio

SCILLA CRISTIANO

 

Cavalieri, dame, paggi, alabardieri

 

Maestro concertatore e direttore
MASSIMO ZANETTI

 

 

Regia
STEFANO VIZIOLI

Scene e costumi
PIERLUIGI SAMARITANI
ripresi a cura di ALESSANDRO CIAMMARUGHI

 

 

Maestro del coro
MARTINO FAGGIANI

 

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

 

Nuova produzione del Teatro Regio di Parma

 

Spettacolo con sopratitoli

 

 

 

 

Alessandro Taverna

Ma il Duca è solo

A colloquio con Stefano Vizioli

 

A scorrere le lettere di Verdi, dove si continua a parlare di “effetti” e “posizioni”, non c’è opera più di Rigoletto destinata ai registi...

 

Rappresentarla è una sfida, certo. Io vedo Rigoletto come un’opera di solitudini. A cominciare dalla figura del buffone. Si capisce che cosa poteva attrarre Verdi in questo personaggio e che cosa spingeva il musicista ad accostarlo alle figure del grande teatro shakesperiano. A mio parere, Rigoletto vive una scissione dentro di sè, una condizione schizofrenica. Da una parte è la conseguenza estrema di una corte corrotta, ma dall’altra è un padre, caratterizzato da un amore divorante e egoistico. Questa dicotomia è il punto nevralgico di tutta la lettura del personaggio.

 

Questa solitudine coinvolge anche gli altri personaggi?

 

Nemmeno il Duca sfugge alla solitudine, perchè non si accorge che gli basta vivere la condizione di Don Giovanni per seminare la distruzione attorno a sé. Lo fa quasi inconsapevolmente, come dimostra la leggerezza con cui si salva dalla morte alla fine dell’opera. La sua pratica da seduttore lo induce ad adottare atteggiamenti sempre diversi. È la sua libido che lo obbliga a sostenere tre comportamenti diversi a secondo di quale sia l’oggetto della sua concupiscenza. Lo vediamo nobile galante con la contessa di Ceprano e subito dopo lo ritroviamo in veste di studente amoroso e pieno di premure con Gilda, mentre si svela un cinico macho con Maddalena. Le tre donne assistono alla sua costante vittoria nel grande torneo della vita. E distruggendo la vita degli altri con questo slancio inconsapevole, il Duca non fa che accrescere la sua solitudine.

 

E la solitudine di Gilda?

 

È la solitudine di chi è vittima due volte. Si, Gilda è vittima di un raggiro che la rende, lei così giovane e innamorata, una donna offesa e ferita. Ma è vittima anche del perverso potere esercitato su di lei dal padre che, inconsciamente, ne segna persino la morte. Gilda muore due volte, uccisa dall’amore e dall’egoismo.

 

Tante solitudini non impediscono all’opera di dimostrare, fin dal primo quadro, un dinamismo scenico davvero impressionante...

 

Perché Rigoletto è anche, a suo modo, un’opera per così dire circolare. È un melodramma permeato da un fatalismo onnipresente già dalle prime battute del preludio. Non è forse un’eterna storia quella del Duca e delle sue seduzioni? E le tre donne non sono forse l’aspetto di un unico femminino cui sempre si tende e mai si raggiunge? Santa o puttana, ci sarà sempre un uomo di potere pronto a sedurre la donna, a conquistarla, per poi gettarla via. L’opera vede all’inizio una figura paterna offesa e ferita, Monterone, la stessa sorte, sia pure ad un livello sociale e etico differente, toccherà a Rigoletto. Si inizia e si termina con la morte morale di un padre ucciso negli affetti più sacri e inviolabili. Così il cerchio si chiude.

 

Ma come raffigurare questo mondo?

 

Gli ambienti prescelti sono caratterizzati da pochissimi elementi decorativi: si vedranno tre letti, uno per scena, il letto sfarzoso e ricolmo di broccati del duca, il bianco e asettico nido di Gilda, il pagliericcio sfrontato di Maddalena. È come una specie di filo rosso, a rilevare un’unica visione della vicenda dove, sia pure passando attraverso diversi colori e tinte drammatiche, non cambia il suo assunto e il suo significato più profondo.

 

Nel suo lavoro quanto resta ancora viva la lezione di Pierluigi Samaritani?

 

Per quanto mi riguarda, Samaritani conosceva meglio di chiunque altro quel mestiere nel disegnare scene e costumi con cui ha saputo preservare e rinnovare una grande tradizione del teatro italiano. Il Rigoletto per il Teatro Regio di Parma era un allestimento tanto complesso dal punto scenico, da obbligare Samaritani a cercare una soluzione visiva diversa per il secondo atto. Ma la morte, sopraggiunta all’improvviso gli ha impedito di poter sincerarsi della bontà della nuova soluzione, di cui non era comunque persuaso, fin dalla fase progettuale. Trovo interessante che il mio spettacolo possa avvalersi di alcuni suggerimenti visivi, per quanto riguarda le scene e i costumi, in questa occasione ripresi e ripensati da Alessandro Ciammarughi. Ma il teatro non potrebbe vivere solo di questo. È vero: sono cresciuto alla scuola di Samaritani come ogni giovane che va alla bottega di un maestro per imparare il mestiere. E così ho cessato di essere un suo assistente nel momento in cui ho preso coscienza di essere un regista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Teatro Regio di Parma

1, 3, 7, 12, 17, 25 ottobre 2008

Giovanna d’Arco

Musica di GIUSEPPE VERDI

 

 

Teatro Regio di Parma

6, 9, 11, 13, 16, 20, 22, 24, 26, 28 ottobre 2008

Rigoletto

Musica di GIUSEPPE VERDI

 

 

Teatro Verdi di Busseto

2, 5, 15, 19, 21, 23, 27 ottobre 2008

Il corsaro

Musica di GIUSEPPE VERDI

 

 

Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia

4, 8, 12, 14, 18 ottobre 2008

Nabucco

Musica di GIUSEPPE VERDI

 

 

Teatro Regio di Parma

5 ottobre 2008

Yuri Temirkanov

Dirige

ORCHESTRA FILARMONICA DI SAN PIETROBURGO

 

 

Auditorium Niccolò Paganini

5, 9, 16, 21, 25, 27 ottobre 2008

Concerti in Auditorium

 

 

 

Voci Verdiane

Concorso internazionale “Città di Busseto”

Teatro Verdi di Busseto

venerdì 10 ottobre 2008

FINALE DEL CONCORSO

 

Imparolopera

l’opera per i giovanissimi

Teatro Regio di Parma

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