Al MEI Faenza 2008 le canzoni d’autore di Luca De Nuzzo

25/ott/2008 07.14.30 Michela Barbero Contatta l'autore

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Musica d’autore, ritmi ancestrali fatti di violini, nacchere, violoncelli, bassi e chitarre, il dialetto di San Severo e contenuti impegnati, che esplorano l’umano, la realtà, le sensazioni e le emozioni di sempre. È la musica e la canzone d’autore di Luca De Nuzzo, vincitore del Premio De André nel 2004, che sarà ospite il 29 novembre a Faenza in occasione della Fiera MEI 2008, in una serata musicale dove ritroverete le melodie e i temi più vicini ai grandi cantautori come De André, Brassens o Brel.

Luca De Nuzzo canterà al MEI di Faenza alcune delle sue canzoni più significative e amate dal pubblico che lo segue da anni. Al nuovo sito di Luca De Nuzzo potete apprezzare in anteprima alcuni dei brani dialettali e non, più ascoltati:L'òme l'uère, Lecàntrepe Frousaut, N’drète au pèdre, Nonna Estela.

In occasione della serata musicale al MEI, Luca De Nuzzo intratterrà il pubblico con un ventaglio di brani dove si incontrano leggerezza ed impegno, svago e riflessione, dedicando poi una parte della sua intervista al linguaggio, alla funzione ed al ruolo del dialetto nelle sue canzoni e nella vita culturale ed artistica. Invitato dal noto giornalista e critico musicale Enrico Deregibus, ed intervistato da Annino La posta, Luca sarà poi accompagnato alla chitarra da Federico Ferrandina, al basso elettrico Paolo Sturniolo e al flauto e percussioni da Federico di Maio.

La serata di De Nuzzo sarà incentrata sull’importanza della canzone d’autore, sull’uso del dialetto inteso come ritrovamento di un nuovo senso di identità, o meglio, ri-valorizzazione della cultura rispetto alla massificazione delle abitudini e dei pensieri, seguendo la strada tracciata dai grandi maestri e cantautori italiani del passato come Tenco e De Andrè.

Amante della canzone d’autore francese, De Nuzzo ha incluso nel suo repertorio musicale anche un omaggio a Brassens con la canzone ”, “I cumpàgne pe prime”, nella versione originale “Les copains d’abord”.

Nel nuovo sito www.lucadenuzzo.com, è possibile inoltre leggere le traduzioni di tutte le canzoni dialettali dell’artista. Tuttavia, nonostante la difficoltà nel comprendere un dialetto circoscritto alla realtà di San Severo, le canzoni di De Nuzzo toccano con le note e le parole coloro che sanno ascoltare con sensibilità non solo musicale…Forse, per chiarire meglio l’entusiasmo che generano le canzoni d’autore fresche del compositore, è sufficiente leggere la riflessione di Dori Ghezzi, scritta in occasione del suo primo album in seguito alla vincita del Premio De André 2004: “Luca reinventa giochi, ritmi e colori". Pizzica" dalle sue radici come Modugno elabora la sua musica in modo colto e raffinato come Conte, ride e ironizza fra Carosone e De André.Contamina i generi, risolve i più grandi e trova De Nuzzo.”

Il dialetto non intralcia la comprensione ma la colora. Da San Severo (FG) il linguaggio locale ci parla lealmente della realtà di oggi e di ieri e ci fa ballare al ritmo di musiche che portano con sé i colori e i ritmi del nostro Sud. Ritmi che accompagnano anche canzoni dalle tematiche internazionali, oltre alla realtà locale: chi non si commuove alle parole di Nonna Estela? Chi non si ritrova nella voglia di appartenenza, nella voglia di difendere la propria identità di Luca?

Queste sono solo alcune delle tematiche di cui si parlerà a Faenza, al MEI, con l’intervista di Annino La Posta, sabato 29 novembre, all’insegna della grande musica e canzone d’autore italiana.

 

 

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