L'affascinante viaggio musicale del Quartetto Prometeo

13/apr/2004 20.19.53 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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L'affascinante viaggio musicale del Quartetto Prometeo

Da Schubert a Schumann sino al contemporaneo Scodanibbio

giovedì 15 aprile 2004, ore 20.30

 

 

Con Schubert e Schumann il penultimo appuntamento della stagione concertistica all’Auditorium Paganini di Parma (giovedì 15 aprile alle ore 20.30) si apre al grande repertorio cameristico del XIX secolo: ospite della serata è il Quartetto Prometeo (Simone Bernardini - violino, Aldo Campagnari - violino, Carmelo Giallombardo - viola, Francesco Dillon - violoncello) tra le più importanti formazioni italiane che svolgono una intensa attività a livello internazionale: dopo essersi aggiudicata la cinquantesima edizione del Prague Spring International Music Competition nel maggio 1998, il Quartetto Prometeo, nell’ambito della stessa occasione, è stato infatti insignito del Premio Speciale Bärenreiter per la migliore esecuzione filologica del Quartetto K 590 di Mozart, del Premio Città di Praga come migliore quartetto e del Premio Pro Harmonia Mundi.

Nel 1998 il Quartetto Prometeo è stato eletto complesso residente della Britten Pears Academy di Aldeburgh e nel 1999 ha ricevuto il premio Thomas Infeld dalla Internationale Sommer Akademie Prag-Wien-Budapest per le «straordinarie capacità interpretative di una composizione del repertorio cameristico per archi» ed è risultato secondo al Concours International de Quatuors di Bordeaux. Nel 2000 è stato nuovamente insignito del Premio Speciale Bärenreiter al Concorso ARD di Monaco.

 

Somma di esperienze e di riconoscimenti che hanno permesso al Quartetto Prometeo di firmare importanti presenze concertistiche presso il Wexford Festival, il Musikverein di Vienna, la Salle Cortot di Parigi, il Wigmore Hall di Londra, l’Accademia Chigiana di Siena, il Prague Spring Festival, il Vorpommern Festival di Amburgo solo per citarne qualcuna, oltre alla prima esecuzione di pagine di significativi autori come Ivan Fedele, Stefano Gervasoni, Salvatore Sciarrino. La formazione quartettistica effettua inoltre registrazioni per la ARD di Monaco, la BBC inglese e irlandese, la Saarländischer Rundfunk, Radio France, l’ORF Austriaca, per la Bayerishe Rundfunk e regolarmente per la Rai Radio 3.

 

            Il programma di giovedì prossimo prevede pagine importanti dal grande repertorio ottocentesco, con il Quartetto in re minore n. 14 meglio conosciuto come “La morte e la fanciulla” di Franz Schubert, il Quartetto n. 3 dell’op. 41 di Robert Schumann e, attesa ricognizione nel contemporaneo, il Quartetto Mas lugares di Stefano Scodanibbio.

 

            Il celebre “La morte e la fanciulla” appartiene al grande trittico dei quartetti dell’op. 29 e dell’op. 161: la densità di queste opere non manca di delimitare un netto confine con le precedenti composizioni cameristiche, aprendo a quei misteriosi e tormentati percorsi interiori che appaiono come i tratti più suggestivi ed invitanti dell’ultimo Schubert.

Parimenti il Quartetto n. 3 di Robert Schumann è forse la pagina più nota dell’op. 41: è questa infatti una partitura alimentata da una energia creativa straordinaria ed intensa che trova ragione in una filigranata trama di rimandi tematici, laddove i refoli di una scrittura “pianistica” sembrano sottendere alla costruzione del discorso formale, un discorso pur sempre lirico e fantasioso che emerge a definire l’irruente afflato romantico schumanniano.

A sigillo del concerto la “voce” del quartetto si alimenta di un’opera strettamente contemporanea, Mas lugares (madrigali da Monteverdi) del compositore maceratese Stefano Scodanibbio. Noto anche fra i più attivi contrabbassisti italiani (molti autori gli hanno dedicato opere, come Donatoni, Xenakis, Ferneyhough) e già docente presso i Darmstadt Ferienkurse, Scodanibbio ha all’attivo un corposo catalogo di composizioni dedicate a formazioni di archi e in più d’una occasione sue opere sono state individuate dalla SIMC, la nota Società Internazionale di Musica Contemporanea.

 

 

 

 

Paolo Maier
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