Per la prima volta in Italia Boulez dirige l'Ensemble Intercontemporain

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16/apr/2004 14.54.44 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma

Fondazione

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 Per la prima volta in Italia

Boulez dirige l’Ensemble Intercontemporain

Prestigiosa inaugurazione del Reggio Parma Festival

dedicata all'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare

Auditorium Paganini di Parma,

martedì 27 aprile 2004, ore 20.00

 

Prima nazionale di assoluto prestigio quella con cui il prossimo 27 aprile alle ore 20.00 all’Auditorium Niccolò Paganini di Parma il Reggio Parma Festival inaugurerà la sua edizione 2004. Occasione rara per il pubblico italiano che potrà ascoltare una fra le più straordinarie formazioni dei nostri giorni: l’Ensemble Intercontemporain diretto da Pierre Boulez, in un programma interamente dedicato ai grandi nomi del Novecento italiano, con partiture di Goffredo Petrassi (Estri), Luciano Berio (Points on the curve to find…), Franco Donadoni (Tema), assieme a Ivan Fedele di cui sarà eseguito in prima esecuzione italiana Ali di Cantor, brano del 2003.

 

Fondato in Francia nel 1976 da Pierre Boulez, nome storico, di per sé passaporto della più attenta ricerca sonora dei nostri tempi (il grande musicista francese è fra l’altro l’iniziatore di uno dei più importanti presidi della musica contemporanea, il celebre IRCAM di Parigi), l’Ensemble Intercontemporain si offre sin dall’inizio come strumento di studio e interpretazione dedicato all’intera musica del XX secolo. Formato da trentun solisti (ciascuno proveniente da altissime esperienze personali nel campo contemporaneo) l’Ensemble si esibisce in circa settanta concerti a stagione sia in Francia sia all’estero, vantando oltre 1900 titoli (dai “classici” della prima metà del secolo sino alle opere più significative scritte dal secondo dopoguerrra sino ad oggi, arricchendo ogni anno il repertorio con nuove partiture appositamente commissionate) e collaborando attivamente con l’Institut de Recherche et Coordination Acoustique.

 

Sin dal 1995 l’Ensemble Intercontemporain è stabile presso la Cité de la Musique di Parigi, e alla sua direzione musicale si sono avvicendati nomi importanti come David Robertson, seguito da Johnathan Nott a partire dall’agosto 2000.

 

            Alla serata, dedicata all'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare che proprio il 27 aprile terrà a Parma la prima riunione del Consiglio di Amministrazione, presenzierà il Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Prof. Giuliano Urbani. Saranno inoltre presenti il Ministro Plenipotenziario degli Affari Esteri Luigi Solari, i membri del Consiglio di amministrazione dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, rappresentanti del Consiglio Superiore delle Scuole Europee.

 

            I biglietti del concerto, con riduzioni per i giovani sino a 26 anni e per gli over 60, sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma, secondo i consueti orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 14.00 e dalle ore 17.00 alle 19.00, il sabato dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.00. La biglietteria è chiusa il lunedì e nei giorni festivi.

A partire da sabato 17 aprile i biglietti saranno disponibili anche alla biglietteria on line del Teatro Regio al sito www.teatroregioparma.org

Per informazioni tel. 0521 039399 ticket@teatroregioparma.org

 

 

Sono disponibili immagini ad alta definizione

 

 

 

 

 

p r o g r a m m a

 

 

Tema,

per dodici strumenti (1981)

di Franco Donatoni (1927 - 2000)

Organico: flauto, oboe, clarinetto, fagotto, due corni, tre violini, due viole, violoncello

Dedica: a Zoltán Peskó

Prima esecuzione: 8 febbraio 1982, Théâtre du Rond-Point, Parigi Interpreti: Ensemble Intercontemporain, direttore Zoltán Peskó

 

Si tratta di una riflessione su dei materiali articolati estratti da una partitura precedente.  Ma in questo caso le figure che emergono sono esenti da tutti tipi di limitazione del discorso nel tempo: ognuna di esse - nella sua continuità asimmetrica - si offre come un frammento in una sequenza nella quale la rottura tra un piano e l’altro - malgrado l’omogeneità dei materiali usati - rende manifesto il carattere di frammento dell’opera considerata in un suono intero. La riflessione sui materiali modifica l’apparenza delle figure con il gioco dell’invenzione di trasformazione, che è  guidata in modo preponderante da associazioni; non è possibile riconoscere in queste ultime la finalità di un progetto, se non i segni di un divenire immobile e gli aspetti periferici di una circolarità priva di centro.

 

Estri,

per quindici esecutori (1967)

di Goffredo Petrassi (1904 - 2003)

Organico: flauto e ottavino, clarinetto, clarinetto basso, corno, tromba, trombone, viola, violoncello, contrabbasso, celesta e glockenspiel, clavicembalo, vibrafono, tre percussioni

Dedica: A Rosetta

Prima esecuzione: Hanover, New Hampshire, Dartmonth College, Hopkins Center, 2 agosto 1967 Interpreti: direttore Mario Bonaventura Versione coreografica: Spoleto, Caio Melisso, 31° Festival dei Due Mondi, 11 luglio 1968; coreografie di Aurelio Miloss, interpreti Elisabetta Terabust, Alfredo Rainò, Giancarlo Vantaggio, strumentisti dello Juilliard Ensemble, direttore Luciano Berio.

 

È uno dei vertici della musica, non solo da camera, di Petrassi, ed uno dei suoi brani più godibili, una sorta di concerto neo-barocco dove svetta il cembalo. Il titolo prende il nome da una tipica parola del lessico veneto, “estro” appunto, molto usata dalla moglie del compositore, la pittrice veneziana Rosetta Acerbi, a cui il lavoro è dedicato. Una sorta di “ritratto nascosto”, dunque, fiorito, leggero, spumeggiante, punteggiato da sortite solistiche.

 

 

 

Points on the Curve to Find…

per pianoforte e ventidue esecutori (1974)

Luciano Berio (1925 - 2003)

Organico: pianoforte solista, tre flauti, due oboi, tre clarinetti,

due fagotti, sassofono contralto, due corni, due trombe, trombone, tuba, pianoforte, viola, due violoncelli, contrabbasso.

Dedica: A Dorothy di Bonaventura

Prima esecuzione: Rotterdam, 1974 Interpreti: Orchestra Filarmonica di Rotterdam, pianoforte Antonio di Bonaventura, direttore Luciano Berio

 

“Il titolo di quest’opera descrive principalmente il modo in cui fu composta. Ho scritto tutta la parte di pianoforte e successivamente le parti strumentali che la descrivono. La sola parte di pianoforte (quasi sempre monofonica) può essere considerata una curva, una linea continua e  quasi sempre periodica sulla quale gli altri strumenti si posano per interpretarne e renderne evidente il carattere armonico. Come un “disegno trovato” sul quale si aggiungono, in punti diversi, delle altre linee che ne modificano il senso, mettendone in luce le proprietà nascoste”. Luciano Berio

 

 

Ali di Cantor (2003)

Ivan Fedele (1953)

Prima Nazionale

“Ali di Cantor è un titolo a prima vista ermetico ma che racchiude in sé le tematiche fondamentali di questa composizione. Innanzitutto si tratta di un pezzo per quattro gruppi strumentali disposti secondo una geometria particolare: ai lati della scena si trovano, uno di fronte all'altro, due ensemble identici i quali vengono utilizzati ora in relazioni "battente" (ovvero di "doppio coro"), ora in congiunzione "stereofonica". Queste sono le ALI dell'ensemble, il vettore principale della composizione. Al centro sono disposti sette archi e una tastiera elettronica; in fondo alla scena un gruppo di strumenti a fiato gravi, una percussione e due pianoforti (questi ultimi posti a due estremità opposte) assicurano uno sfondo suggestivo di risonanza. La "drammatizzazione dello spazio" (definizione che mi è cara e che ho usato spesso per sintetizzare la mia poetica nei pezzi in cui la spazializzazione gioca un ruolo centrale), avviene secondo i principi elementari della "teoria degli insiemi" di cui il matematico Georg Cantor è stato uno dei massimi teorici (principi di appartenenza, estraneità, condivisione, contiguità, intersezione, ecc.). Ma Cantor (in tedesco con la “K”) era anche l'appellativo di Johann Sebastian Bach! E qui arriviamo alla seconda tematica portante della composizione. Infatti in essa vengono usate largamente alcune tecniche contrappuntistiche tra le più note (soprattutto il canone, nelle sue molteplici varianti, e l'Hoquetus) per elaborare un materiale armonico di natura e origine eminentemente spettralista. La composizione è dedicata a Pierre Boulez, che ne dirigerà la prima esecuzione e al quale la mia generazione deve un insegnamento illuminante”. Ivan Fedele

 

 

 

 

 

 

PIERRE BOULEZ

Nato nel 1925 a Montbrison (Loire), Pierre Boulez segue i corsi di armonia di Olivier Messiaen al Conservatorio di Parigi. Nel 1946 è incaricato direttore di musica di scena alla Compagnie Renaud-Barrault. Per diffondere la musica contemporanea Pierre Boulez fonda nel 1954 i concerti del Domaine Musicale che dirige fino al 1967, poi nel 1976  l'Institut de Recherche et Coordination Acoustique / Musique (IRCAM) e quindi l'Ensemble Intercontemporain.

Parallelamente, inizia una carriera internazionale di direttore d'orchestra: nel 1971 è nominato direttore stabile della BBC Symphony Orchestra e direttore musicale della New York Philharmonic Orchestra.

Direttore dell'IRCAM fino al 1991, professore al Collège de France dal 1976 al 1995, Pierre Boulez è l'autore di numerosi scritti sulla musica.

Invitato regolarmente ai Festival di Salisburgo, Lucerna, Edimburgo e Aix-en-Provence, dirige le più importanti orchestre al mondo (quelle di Chicago, Cleveland, Londra, Berlino, Vienna, Los Angeles) mentre continua il lavoro con l'Ensemble Intercontemporain con cui intraprende numerose tournée. L'anno dei suoi 70 anni è segnato da una tournée mondiale con la London Symphony Orchestra e dalla messa in scena di Mosè e Aronne all'Opera di Amsterdam con la regia di Peter Stein.

Invitato al Festival d'Art Lyrique di Aix-en-Provence nel luglio 1998, dirige una nuova produzione del Castello del principe Barbablù di Bartók con la collaborazione della coreografa Pina Bausch. Trascorre i primi otto mesi dell'anno del suo 75° compleanno impegnato in una serie di concerti con la London Symphony Orchestra in Europa e negli Stati Uniti,presentando il prediletto repertorio orchestrale del XX secolo. Compositore, direttore d'orchestra, autore e promotore  Pierre Boulez riceve vari premi quali il Premio della Fondazione Siemens, il Premio Leonie Sonning, il Premio Imperiale del Giappone, il Premio Polar Music, il Graweneyer Award per la sua composizione Incises, il Grammy Award per la migliore composizione contemporanea per Répons. Registra una trentina di opere quali Sonate per pianoforte, Dialogue de l'ombre double per clarinetto, Anthèmes per violino, nonché composizioni per grande orchestra e cori (Le Visage nuptial, Le Soleil des eaux) o per ensemble ed elettronica (Répons, ?explosante-fixe?). La sua ultima composizione Dérive 2 è stata eseguita nel settembre 2002 a Lucerna.

 

 

ENSEMBLE INTERCONTEMPORAIN

Fondato da Pierre Boulez nel 1976, l'Ensemble Intercontemporain è composto da 31 solisti, tutti virtuosi solisti del loro strumento, che hanno scelto di adoperarsi per la diffusione della musica del Novecento storico e dei nostri giorni.

Curiosi di tutte le forme d'espressione artistica, i musicisti dell'Ensemble partecipano a numerosi progetti innovativi, associando la musica al teatro, al cinema, alla danza, al video...

In collaborazione con l'Ircam (Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique) e con i compositori, i solisti si dedicano all'esplorazione di nuove prospettive musicali. Il repertorio dell'Ensemble comprende più di 1900 opere, da quelle "classiche" del XX secolo alle creazioni più recenti. Ogni anno l'Ensemble commissiona nuove opere a numerosi compositori selezionati da un comitato di lettura, in accordo con l'Ircam.

Una simile e vasta diversità di epoche e di correnti musicali consente la piena espressione di ciascuno dei 31 solisti, che condividono con il pubblico un’esperienza musicale ricca di scoperte e di emozioni.

L'Ensemble esegue circa settanta concerti all'anno a Parigi, in Francia e all'estero. É regolarmente invitato dai più grandi festival internazionali.

Dal 1995, l'Ensemble risiede nella Cité de la Musique a Parigi. Attualmente il direttore ospite principale è Jonathan Nott.

Accanto alla sua abituale attività concertistica, l'Ensemble promuove attività di sensibilizzazione del pubblico e si adopera per la formazione di giovani musicisti e compositori.

 

 

Pianista solista                    Dimitri Vassilakis

 

Odile Auboin                     Viola

Vincent Bauer                     Percussione

Alain Billard                       Clarinetto basso

Arnaud Boukhitine             Tuba

Michel Cerutti                     Percussione

Sophie Cherrier                   Flauto

Jeanne-Marie Conquer         Violino

Eric-Maria Couturier           Violoncello

Antoine Curé                      Tromba

Alain Damiens                    Clarinetto

Christophe Desjardins        Viola

Samuel Favre                      Percussione

Pascal Gallois                      Fagotto

Jean-Jacques Gaudon          Tromba

László Hadady                    Oboe

Hae-Sun Kang                    Violino

Jens McManama                  Corno

Hidéki Nagano                    Pianoforte

Jérôme Naulais                   Trombone

Emmanuelle Ophèle           Flauto

Didier Pateau                      Oboe

Paul Riveaux                       Fagotto

Ashot Sarkissjan                 Violino

Benny Sluchin                     Trombone

Frédéric Stochl                    Contrabbasso

Pierre Strauch                      Violoncello

André Trouttet                   Clarinetto

Dimitri Vassilakis               Pianoforte

Jean-Christophe Vervoitte   Corno

Michael Wendeberg             Pianoforte

 

Musicisti aggiunti

Mathieu Gauci-Ancelin        Flauto

Christian Wirth                   Sassofono

Hervé Trovel                       Percussione

 

 

 

 

Paolo Maier
Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione
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