Prima che si alzi il Sipario Simon Boccanegrai

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23/apr/2004 23.35.20 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma

Fondazione

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Prima che si alzi il Sipario

Simon Boccanegra

presentazione dell'opera a cura di Marina Montacutelli e Guido Turchi

Ridotto del Teatro Regio,

sabato 24 aprile 2004, ore 17.30

 

      

            A pochi giorni dall’inaugurazione del Festival Verdi 2004, c’è grande attesa per la prima delle due opere verdiane in calendario, il Simon Boccanegra, opera fra le più controverse del Maestro Verdi, che nell'edizione del 1881, rivista e corretta da Giuseppe Verdi con la collaborazione di Arrigo Boito, ottenne grandiosi consensi. Proprio questa versione dell'opera aprirà il Festival Verdi il prossimo 4 maggio con la direzione del Maestro Bruno Bartoletti, regia, scene e costumi firmati da Hugo De Ana e un cast di interpreti di vero prestigio.

        Per avvicinarsi all'opera, conoscerne le vicende, sabato 24 aprile presso il ridotto del Teatro Regio alle ore 17.30 l'illustre compositore Maestro Guido Turchi e la storiografa Dott.ssa Marina Montacutelli incontreranno il pubblico di Prima che si alzi il Sipario.

            Il Maestro Guido Turchi ripercorrerà l'opera al pianoforte e metterà in luce le contraddizioni e la maestosa drammaturgia del Simon Boccanegra. Già allievo di Ildebrando Pizzetti all’Accademia di Santa Cecilia, Guido Turchi è legato alla città di Parma ove è stato direttore del Conservatorio “Arrigo Boito” dal 1967 al 1970. Grande il suo impegno in ambito musicologico, dove ha studiato tra l'altro le linee tracciate dai compositori della generazione precedente la sua, fra cui spiccano le sue riflessioni su Hindemith e il mondo sonoro di Bartok.

            Marina Montacutelli, proporrà una visione storica del Simone verdiano. Ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche in servizio presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, si occupa da tempo delle vicende - economiche e politiche - che trasformarono Genova, una città “condannata da una geografia costrittiva, circondata da un sipario di montagne sterili”, nella “città - opulenta e sordida - dei ricchissimi, dei miracoli”.

 

  

 

Paolo Maier
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