La celebre Orchestra del Gewandhaus di Lipsia al Festival Verdi

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06/mag/2004 19.03.29 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma

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La celebre Orchestra del Gewandhaus di Lipsia

al Festival Verdi in una delle sole tre date italiane

Il Mestro Herbert Blomstedt sostituito da Thomas Dausgaard

per gravi e improvvisi problemi di salute.

In programma due poemi sinfonici di Strauss

e la Sinfonia Dal nuovo mondo di Dvořák.

Auditorium Niccolò Paganini,

venerdì 7 maggio ore 20.30

 

       

        A seguire il successo inaugurale dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino assieme a Zubin Metha, il prestigioso cartellone concertistico del Festival Verdi 2004, prosegue venerdì 7 maggio alle ore 20.30 con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, a Parma in una delle tre sole date italiane, che per un improvviso, grave problema di salute occorso l'altra sera al suo Direttore Herbert Blomstedt, vedrà sul podio il Maestro Thomas Dausgaard.

 

        Il programma della serata prevede pagine orchestrali di particolare richiamo, con i due celebri poemi sinfonici, Don Giovanni e I tiri burloni di Till Eulenspiegel di Richard Strauss, assieme alla Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 Dal nuovo mondo di Antonín Dvořák che sostituisce la Quarta Sinfonia di Pëtr Il’ič Čaikowskij originariamente prevista.

  

        Partiture, quelle di Strauss, fortemente amate dal pubblico di ogni Paese per la ricchezza della tavolozza orchestrale e la pienezza narrativa che animano questi grandi affreschi sinfonici: del resto è lo stesso Strauss che, nel 1888, ci confida in una lettera come «La nostra arte è espressione, e un’opera musicale che sia priva di un vero contenuto poetico da esprimere a mio parere è tutto, fuorché musica».

Un programma che si completa idealmente con la celebre Sinfonia Dal nuovo mondo di Antonin Dvorák, quinta fatica (e di certo tra le più amate assieme all'Ottava) del grande musicista ceco. Una partitura che si offre nella quasi inesauribile miniera di temi e coloriture orchestrali in cui convivono idealmente le suggestioni del folclore americano (la Nona Sinfonia fu infatti composta durante il soggorno statunitense di Dvorák) assieme alle nostalgie popolari della nativa Boemia. E, di certo, nessun professore d'orchestra potrà mai confessare l'estrema gioia musicale con la quale, ogni singolo strumento, si accosta all'esecuzione di questo monumento del repertorio sinfonico.

 

        Danese di nascita, Thomas Dausgaard è Direttore Principale della Swedish Chamber Orchestra dalla stagione 1997/98. E' stato Direttore assistente alla Boston Symphony Orchestra dal 1993 al 1995. Dirige regolarmente le maggiori orchestre scandinave comprese la Danish National Radio e la Swedish Radio Symphony Orchestra con cui ha ottenuto grandi successi. Nel maggio 1996 in Italia ha sostituito Sir Georg Solti nella tournèe europea della Philharmonic Orchestra di San Pietroburgo. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e nel 1993 gli è stato assegnato in Danimarca il Premio del Circolo di Critici Musicali.

 

        Come tutti gli appassionati ben sanno, l’Orchestra del Gewandhaus è una tra le più antiche e prestigiose orchestre tedesche, fondata più di 250 anni or sono nella capitale sassone e alla sua direzione si sono susseguiti musicisti celebri quali Felix Mendelssohn, Arthur Nikisch, Wilhelm Furtwängler, Bruno Walter, Hermann Abendroth, Franz Konwitschny, Vaclav Neumann e Kurt Masur.

 

        Un vero e proprio “monumento musicale” europeo, non fosse che per le storiche “prime assolute” firmate dai suoi orchestrali tra le quali si ricordano il Concerto Triplo e l’Imperatore di Beethoven la Sinfonia Primavera di Schumann, la Scozzese e il Concerto per violino di Mendelssohn, il Preludio dei Maestri Cantori di Norimberga di Wagner, il Concerto per violino di Brahms e la Settima di Bruckner. Altri musicisti che hanno legato il loro nome a quello dell’Orchestra sono, in una stupefacente carrellata di personaggi, Liszt, Berlioz, Joseph Joachim, Mahler, Strauss, Čaikovskij, Grieg, Pablo Casals, Stravinskij, Toscanini, Menuhin, David e Igor Oistrakh, Bernstein, Karajan, Anne-Sophie Mutter e Daniel Barenboim.

 

         

 
 
 
Paolo Maier
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