c.stampa live Nordgarden 21 gennaio 2009 Rintocco S. Giovanni in Marignano (RN)

Si ferma a Bologna e approda a Firenze, dove affascinato dalla proposta di un disco ma soprattutto ancor più affascinato dal vino toscano e dalle donne italiane, rimane.

19/dic/2008 10.43.04 Musincanta Contatta l'autore

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Con richiesta di pubblicazione

 

C.A.: REDAZIONE EVENTI E SPETTACOLI

COMUNICATO STAMPA

 

RINTOCCO - Contenitore di vini, musiche e mangiari

Via XX Settembre, 7 San Giovanni in Marignano (RN)

www.myspace.com/rintocco

infotel. 0541-955257 388 6535435

 

Direzione artistica: Marta Ileana Tomasicchio

Musincanta 329-0909716 musincanta@yahoo.it

www.musincanta.org

 

CONCERTO:

mercoledì 21 GENNAIO 2008

INGRESSO LIBERO

alle ore 22.00

 


NORDGARDEN

ACOUSTIC SOLO

Chitarra acustica, voce

(Oslo / Norvegia)

 

Terje Nordgarden è cantautore norvegese che molti già considerano una delle nuove stelle del panorama del rock. Proclamato dalla stampa "figlio di Jeff Buckley ", Nordgarden ha debuttato con un album che porta il suo nome, prodotto (artisticamente) da Paolo Benvegnù  e  ristampato dalla Stout music.  Ritorna in Italia per presentare il suo nuovo CD “A Path of Loveâ€.

www.myspace.com/nordgarden

 

 

BIOGRAFIA e RECENSIONI

di Graziano Staino (www.scanner.it)

 

Il ventiseienne Terje Nordgarden è un cantautore norvegese (prodotto a Firenze della Stout music nel 2003), che molti già considerano una delle nuove stelle del panorama del rock. Terje è tornato recentemente in Italia per un nuovo tour. Nordgarden ha debuttato con un album che porta il suo nome, presentando ben  13 brani scritti e "creati" nella fredda Norvegia e nella divertente Bologna. Questo lavoro, che è stato prodotto (artisticamente) da Paolo Benvegnù  è stato ristampato proprio in questi giorni dalla Stout music. C’è chi sostiene che abbia un carattere ribelle, chi che sia un "difficile". Di sicuro con Terje è spesso difficile lavorarci insieme, collaborarci, nel caso uno non sia stato "prescelto" da lui.

Non c’è da dargli torto, del resto, abituato nel suonare per strada in cambio di pochi spiccioli per dormire in altre città, Terje è andato via da quel paesino norvegese chiamato Hamar, dimostrandosi un cantante non interessato alla discografia ma allo stare bene utilizzando la musica come antidoto alla tristezza.

Per questo Terje Nordgarden strimpella la chitarra da Londra a Palermo per andare a Praga e avvicinarsi alla Sardegna. Un caos alimentato dai mille autostop e dalla sua sicura chitarra. Si ferma a Bologna e approda a  Firenze, dove affascinato dalla proposta di un disco ma soprattutto ancor più affascinato dal vino toscano e dalle donne italiane, rimane. E fa bene, visti le ultime performance, dove, simpatico e comunicativo sul palco, parla e relaziona col pubblico talmente bene da fare invidia ai timidi o a tanti presuntuosi cantanti  italiani.

Una voce potente, un ottimo chitarrista e una presenza sul paco consacrata dal bel aspetto che conquista anche le donzelle cadute casualmente nel locale.

Proclamato dalla stampa "figlio di Jeff Buckley ", Nordgarden rimane ancora troppo poco conosciuto in Italia perché straniero e troppo poco conosciuto all'estero perché prodotto in Italia: un paradosso "cosmico" pesante anche per la sua apparente leggerezza.

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Articolo di: Christian Verzeletti  Del 28/05/08 da www.mescalina.it

Sbocciato in Italia, questo songwriter norvegese si è messo sulla strada di un folk-soul d’autore che già aveva presentato nel precedente “A brighter kind of blue†(Stoutmusic, 2006).
Con “The path of love†Nordgarden – ora si fa chiamare così, solo col cognome - conferma di poter proseguire con le proprie gambe su un terreno per così dire più classico rispetto all’esordio di cinque anni fa. È la prova che Terje – noi continuiamo a chiamarlo così – non è più quel giovane sbarcato in Italia per caso, ma è maturato e soprattutto oggi è in grado di produrre dischi raffinati, completi: qua ogni canzone è calibrata tanto nelle interpretazioni quanto negli arrangiamenti. Registrato ad Oslo con Lasse Weeden (basso), Alexander Pettersen (batteria), Andreas Ulvo (keyborards), Peder Øiseth (tromba) ed Erik Johannesen (trombone), il disco canta d’amore in modo affatto banale, non perdendosi nemmeno nelle tracce più melodiose e più pop.
Tra tocchi che rimandano vagamente al folk britannico e qualche sfumatura in odore di jazz, soprattutto nelle spazzole e nei fiati, Terje ha trovato il modo migliore per valorizzare la sua voce, alzandola o distendendola a seconda dei casi su un tappetto d’autore.
Tra i pezzi più riusciti ci sono “Stay awayâ€, ballata che resta in mente col suo movimento distinto, “On London townâ€, una dedica a Londra per nulla retorica, e “Oh brotherâ€, ispirata invece da un viaggio in autostop in Sardegna. Ogni traccia è comunque impreziosita di arrangiamenti che si arricciano e si aprono su tocchi “esperti†nel creare un gioco di specchi coi moti interiori dei testi.
Il disco sembra fatto per essere suonato in un club ad una serata d’autore e, quasi a sublimare questa atmosfera, in scaletta si trova anche una cover dei Morphine, “The nightâ€, eseguita in penombra, con la sola voce e i tasti del piano riconoscibili tra le luci basse dell’ambiente.
Chiude una reprise della title-track, sempre per voce e piano, quasi un bis, un inchino di un giovane songwriter in grado di muoversi con portamento ormai signorile.
“The path of love†non ha ancora una distribuzione ufficiale in Italia, ma è disco che merita di essere corrisposto. Così come Terje Nordgarden è songwriter che merita di essere seguito.

Nordgarden ha debuttato con un album che porta il suo nome, presentando ben  13 brani scritti e "creati" nella fredda Norvegia e nella divertente Bologna. Questo lavoro, che è stato prodotto (artisticamente) da Paolo Benvegnù  è stato ristampato dalla Stout music.

Non c’è da dargli torto, del resto, abituato nel suonare per strada in cambio di pochi spiccioli per dormire in altre città, Terje è andato via da quel paesino norvegese chiamato Hamar, dimostrandosi un cantante non interessato alla discografia ma allo stare bene utilizzando la musica come antidoto alla tristezza.

Per questo Terje Nordgarden strimpella la chitarra da Londra a Palermo per andare a Praga e avvicinarsi alla Sardegna. Un caos alimentato dai mille autostop e dalla sua sicura chitarra. Si ferma a Bologna e approda a  Firenze, dove affascinato dalla proposta di un disco ma soprattutto ancor più affascinato dal vino toscano e dalle donne italiane, rimane. E fa bene, visti le ultime performance, dove, simpatico e comunicativo sul palco, parla e relaziona col pubblico talmente bene da fare invidia ai timidi o a tanti presuntuosi cantanti  italiani.

Una voce potente, un ottimo chitarrista e una presenza sul paco consacrata dal bel aspetto che conquista anche le donzelle cadute casualmente nel locale.

 



Marta Ileana Tomasicchio

Musincanta
Ass. cult. Timanfaya
Rimini
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