Il Goethe di Berlioz: La dannazione di Faust al Festival Verdi

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18/mag/2004 20.04.27 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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Teatro Regio di Parma

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Il Goethe di Berlioz:

La dannazione di Faust al Festival Verdi

Adina Nitescu, Yasu Nakajima, Michele Pertusi e Riccardo Zanellato

affrescano la “leggenda drammatica” del compositore francese.

George Pehlivanian sul podio dell’Orchestra, del Coro

e del Coro di voci bianche del Teatro Regio di Parma

Teatro Regio, venerdì 21, sabato 22 maggio 2004 ore 20.30

 

Sono Virgilio e Shakespeare che mi hanno dettato le note: avrò capito bene i miei due maestri? Da tale “manifesto” artistico ben si intuiscono le attitudini espressive di Hector Berlioz, autore di quella “leggenda drammatica”, La dannazione di Faust, che arricchisce al Teatro Regio di Parma - venerdì 21 e sabato 22 maggio prossimi alle ore 20.30  - il denso cartellone musicale del Festival Verdi 2004.

 

È noto come il Faust di Berlioz sia una partitura per certi versi “anomala” così giocata tra il teatrale e l’oratorio, eseguita per la prima volta in forma di concerto nel 1846 - la rappresentazione teatrale venne infatti adattata solo mezzo secolo più tardi - davanti a una sala praticamente deserta (“Niente nella mia carriera d’artista mi ha ferito tanto profondamente quanto quell’indifferenza inaspettata” ricorderà amareggiato il compositore francese): il 2003, anno del bicentenario della nascita di Berlioz, ha pienamente consacrato il genio e il potente afflato dell'ispirazione musicale e letteraria dell’autore della Sinfonia Fantastica.

 

Appartengono al Parnaso del grande compositore romantico (i suoi “spiegatori di vita” come amava definirli Berlioz) anche le figure di Beethoven, Weber e Goethe: da quest’ultimo - complice la traduzione coeva di Gérard de Nerval - l’ispirazione per la celebre “Dannazione”, opera che a buon titolo si colloca tra le più importanti partiture (Gounod, Boito, Busoni) dedicate all’intramontabile mito di Faust.

 

           Come accennato, La dannazione di Faust è una leggenda drammatica in quattro parti, su libretto a quattro mani di Nerval e dello stesso Berlioz, opera che si discosta dall’originale goethiano per il drammatico finale dove, a seguito dell’“infernale” pandemonium sinfonico-corale, Faust viene trascinato nelle grotte infernali.

 

           Per questa edizione della Dannazione di Faust un cast di particolare pregio, con Adina Nitescu (Margherita), Michele Pertusi (Mefistofele), Yasu Nakajima (Faust) e Riccardo Zanellato (Brander), assieme all’Orchestra e Coro del Teatro Regio di Parma diretti da George Pehlivanian, maestro del coro Martino Faggiani, e al Coro di Voci Bianche Ars Canto del Teatro Regio di Parma, diretto da Silvia Rossi.

 

            Da subito segnalatosi all’attenzione internazionale vincendo a ventisette anni, primo americano, il primo premio al Concorso Internazionale per direttori d’orchestra di Besançon del 1991, George Pehlivanian da allora si è affermato come uno tra i più carismatici direttori della sua generazione, dirigendo famose orchestre  tra cui la London Philharmonic Orchestra, la BBC Philharmonic, la Filarmonica della Scala e, recentemente, la Filarmonica di Israele. Ha collaborato con famosi solisti, tra cui Gidon Kremer, Gil Shaham, Frank Peter Zimmermann, Cho-Liang Lin, Kim Kashkashian, Sabine Meyer, Hilary Hahn, Lynn Harrell, Håkan Hardenberger ed Emanuel Ax.

È stato invitato come Direttore Artistico e Direttore d’Orchestra ai Corsi Musicali Internazionali di Gandia in Spagna nel luglio 2002. È stato Primo Direttore Ospite della Residentie Orkest dell’Aja dal 1996 al 1999 e della Wiener Kammerorchester dal 1996 al 2000. In campo operistico ha debuttato alla Long Beach Opera di Los Angeles e ha lavorato con l’Opera di Kirov, Gran Théâtre di Bordeaux e l’Opéra di St. Etienne.

 

Yasu Nakajima è stato selezionato come primo giapponese dall’accademia del Teatro alla Scala ed è stato scelto dal Maestro Jeffrey Tate per il ruolo del tenore italiano nel Rosenkavalier di Richard Strauss nella stagione Scaligera del 2003. Il suo curriculum artistico lo vede nel Pipistrello di Johann Strauss in lingua giapponese al teatro di Tokyo nel 1999; La Bohème di Giacomo Puccini al teatro di Tokyo nel 2000; Macbeth di Giuseppe Verdi al Teatro Bunkakaikan a Tokyo nel 2001 diretto da Renato Palumbo; Oberto, conte di San Bonifacio di Verdi al Teatro alla Scala e al teatro Carlo Felice di Genova diretto da Nicola Luisotti; La Bohème di Puccini al Teatro alla Scala diretta da Bruno Bartoletti; I due Foscari di Verdi al Teatro alla Scala diretto da Riccardo Muti, I Pescatori di perle di Bizet al Teatro la Fenice di Venezia.

 

Il basso Michele Pertusi ha cantato nei teatri e nelle sale da concerto più importanti del mondo e ha recentemente ricevuto la Medaglia d’Oro come Benemerito della Cultura da parte del Presidente della Repubblica. Di rilievo le sue recenti interpretazioni della Dannazione di Faust con la London Symphony Orchestra diretta da Colin Davis, del ruolo di Mahomet II in Le siège de Corynthe all’Opéra de Lyon, di Don Giovanni all’Arena di Verona, al Teatro Massimo di Palermo e alla Bayerische Staatsoper, nonché il ritorno al Teatro alla Scala per La Cenerentola, Lucrezia Borgia, L’italiana in Algeri e Vita di Tutino, al Teatro Massimo Bellini di Catania per Lucia di Lammermoor, al Teatro Regio di Torino per Don Quichotte e Semiramide e al Metropolitan Opera per interpretare Don Alfonso in Così fan tutte e il Conte d’Almaviva nelle Nozze di Figaro. Prestigioso il recente debutto nei panni del protagonista di Falstaff a Bologna con la direzione di Daniele Gatti.

 

Adina Nitescu debutta al Teatro alla Scala di Milano nel Die Zauberflöte del 1995 sotto la direzione di Riccardo Muti, che la dirigerà ancora nell’Armide di Gluck. Successivamente ha interpretato Manon Lescaut al Teatro Carlo Felice di Genova, La Bohème all’Opera di Amburgo, la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi al Ravenna Festival, il Mefistofele al Teatro Regio di Torino, la Madama Butterfly a Genova sotto la direzione del Maestro Bruno Bartoletti.

  

Riccardo Zanellato è risultato vincitore del concorso Operalia creato da Placido Domingo (Tokio 1996) e da allora ha una densa carriera che lo vede nei ruoli principali di Don Carlo, Rigoletto, La Bohème, Turandot, Il Barbiere di Siviglia, I Puritani, Don Giovanni, I Masnadieri, I due Foscari. Nel 2001 Zanellato ha partecipato al Gala Verdi, concerto celebrativo del 100° anniversario della morte di Verdi, e sempre nel 2001 ha debuttato in Maria Stuarda presso il Festival Donizetti di Bergamo e ne I Puritani al Teatro Verdi di Trieste.

Del 2003 si ricorda la produzione di Tancredi al Teatro Verdi di Trieste, il debutto alla Staatsoper di Berlino in Macbeth, la tournée in Giappone con il Teatro Bellini di Catania con Norma, il debutto all’Arena Sferisterio di Macerata con Lucia di Lammermoor e il debutto al Festival Pucciniano di Torre del Lago ne La Bohème.

 

         

 
 
Paolo Maier
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