I Lombardi alla prima Crociata protagonisti su Raitre di “Prima della prima”

17/gen/2009 19.07.30 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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I Lombardi alla prima Crociata protagonisti

su Raitre di Prima della prima

L’opera di Giuseppe Verdi in scena in questi giorni al Teatro Regio di Parma

nell’allestimento di Lamberto Puggelli, protagonisti Dimitra Theodossiou,

Francesco Meli, Michele Pertusi, con la direzione di Daniele Callegari

Raitre, martedì 20 gennaio 2009, ore 1.40

 

 

Sull’onda del successo che accompagna le recite in corso al Teatro Regio di Parma, “Prima della prima” martedì 20 gennaio 2009 alle ore 1.40 sarà interamente dedicata a I Lombardi alla prima Crociata, che la scorsa settimana hanno inaugurato la Stagione Lirica 2009. La trasmissione di Raitre di Rosaria Bronzetti che conduce i telespettatori nei luoghi sacri della musica colta italiana, ripercorrerà l’opera verdiana di cui le telecamere di Rai Tre hanno seguito le prove di regia, di assieme e la prova generale e la racconterà come di consueto direttamente con la voce dei protagonisti.

 

Sono il soprano Dimitra Theodossiou, il tenore Francesco Meli e il basso Michele Pertusi gli eccezionali protagonisti, che racconteranno il loro ruolo e il loro impegno nel melodramma verdiano concepito come una vasta e movimentata epopea popolare sul cammino della Terra Santa. Alla bacchetta di un maestro di riconosciuto talento come Daniele Callegari è affidata la direzione dell’allestimento, carico di suggestione, del Teatro Regio di Parma. Con le scene di Paolo Bregni, i costumi di Santuzza Calì, le luci di Andrea Borelli, lo spettacolo è firmato da Lamberto Puggelli, che mette l’accento su un conflitto di civiltà e di religioni quanto mai drammaticamente attuale.

La regia televisiva della puntata è di Daniele Biggiero.

 

La Stagione Lirica 2009 del Teatro Regio di Parma è realizzata anche grazie al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il sostegno di Banca Monte Parma, Barilla, Enìa, Agricar Mercedes Benz, Melegari Home, Consorzio del prosciutto di Parma.

 

 

 

 

 

 

Teatro Regio di Parma
martedì 13 gennaio 2009, ore 20.00 turno A
giovedì 15 gennaio 2009, ore 20.00 turno B
domenica 18 gennaio 2009, ore 15.30 turno D
mercoledì 21 gennaio 2009, ore 20.00 turno C
sabato 24 gennaio 2009, ore 17.00 turno E

 

I Lombardi alla prima Crociata

 

Dramma lirico in quattro atti su libretto di Temistocle Solera

dal poema omonimo di Tommaso Grossi

 

Musica di GIUSEPPE VERDI

 

Personaggi

Interpreti

Arvino

ROBERTO DE BIASIO

Pagano, poi Eremita

MICHELE PERTUSI

Viclinda

CRISTINA GIANNELLI

Giselda

DIMITRA THEODOSSIOU

SILVIA DALLA BENETTA (18)

Pirro

ROBERTO TAGLIAVINI

Un priore

GREGORY BONFATTI

Acciano

JANSONS VALDIS

Oronte

FRANCESCO MELI

Sofia

DANIELA PINI

 

 

Cittadini, claustrali, sgherri, ambasciatori, crociati, pellegrini, schiave

 

Maestro concertatore e direttore
DANIELE CALLEGARI

 

Regia
LAMBERTO PUGGELLI

 

Scene
PAOLO BREGNI

 

Costumi
SANTUZZA CALÍ

 

Regista collaboratore
LORENZA CANTINI

 

Luci
ANDREA BORELLI

 

Maestro del coro
MARTINO FAGGIANI

 

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

 

Allestimento del Teatro Regio di Parma

 

Spettacolo con sopratitoli

 

 

 

Lamberto Puggelli

La giusta causa

 

A proposito di Hamlet Peter Brook scriveva che è impossibile accingersi a mettere in scena un testo senza accorgersi che a Gerusalemme ci sono uomini che uccidono altri uomini, e donne e bambini. I Lombardi alla prima Crociata è un testo che parla di uomini che uccidono uomini a Gerusalemme! Il testo, collocato nel suo tempo, vive degli spiriti guerreschi di un’Italia che cerca la sua unità e la sua ragione, vede le crociate nell’ottica eurocentrica ottocentesca eppure si apre al bellissimo grido di dolore di Giselda: “No! Giusta causa / non è d’Iddio / La terra spargere / di sangue umano / No, Dio nol vuole / Ei sol di pace scese a parlar!”. E la musica brunita che accompagna i grandi cori si fa mormorio doloroso che rimpiange “i prati lombardi e i purissimi laghi” o guarda la “città fatale” con gli occhi pieni di lacrime per il sacrificio dell’“Agnello del perdono”. Mi pare allora che, al di là della fruizione edonistica di una musica eccitante, si debba oggi riviverel’epopea tragica dei Lombardi non più attraverso il filtro dell’ideologia risorgimentale, ma assumendola come un’esortazione che il laico Verdi rivolge agli uomini di allora e di oggi per la “libertà” non solamente del Santo Sepolcro, ma di Gerusalemme e del mondo, per i cristiani e per i musulmani e per gli ebrei. Ma come fare? Non si può trasformare Temistocle Solera in Gotthold Ephraim Lessing! E i Lombardi non sono il Fidelio!

 

Ogni opera ci parla di qualcosa alludendo anche ad altro. Ed ogni opera viva viene intesa da pubblici diversi, in epoche diverse, in modo diverso. Così in quel 1843, in un’interpretazione forse ingenua, e certo per i nostri gusti oleografica, il pubblico che voleva Milano libera dagli Austriaci si identificava nei crociati che, nei secoli bui, combattevano per liberare Gerusalemme dagli infedeli. Oggi – aiutato da una messinscena stilizzata, metaforica, allusiva – il pubblico deve avvertire il problema di liberare ogni popolo, a Gerusalemme e ovunque, dalle opzioni sanguinose e identificarsi in Giselda e nella sua appassionata perorazione: “No, Dio nol vuole!”.

 

Una scena fissa, una landa desolata, una terra aspra dove gli uomini combattono, vivono, muoiono. Il primo atto si svolge in una tetra notte immersa in una fitta nebbia lombarda dove, a lampi, si intravedono ombre illuminate da torce. Poi siamo davanti al Muro del Pianto in una luce abbagliante dove si respira il deserto. O, a volte, una tenera notte mediterranea che si colora di nostalgia. E, alla fine, vedremo la Città Promessa, Utopia della Pace. E ci si immerge nell’oggi. Tutti si tolgono armature e orpelli guerreschi e si sorridono, cristiani e musulmani e... ebrei, e atei e buddisti, ieri e oggi, dobbiamo sperare, per sempre.

 

Raccolgo qualche nota sparsa e, accanto alla sinossi del libretto di Solera, pubblicheremo anche una “sinossi di uno spettacolo da fare”. Questo è soltanto un racconto che filtra suggestioni e intenzioni registiche prima dell’inizio delle prove. Sono appunti privati, forse non tutti intelligibili, ma sono un’utile traccia di lavoro.

 

Vediamo una giovane. Assisterà dalla ribalta a tutto il primo atto come fosse un antefatto che emerge a rapidi flash dall’oscurità del passato. Si intravede un bassorilievo romanico che raffigura Sant’Ambrogio in costruzione. Notte e nebbia. Voci nel buio. Torce vaganti. La nebbia che si è diradata sembra ora incenso: “Pace, pace”.

 

Chiarore grigio. Pagano e Arvino hanno lo stesso trucco, un cespuglio nero di capelli, barba e baffi (poi Pagano sarà completamente glabro, con una testa pelata e una benda nera su un occhio: inequivocabilmente cattivo e non immediatamente riconoscibile). Brillio di vetrate nel buio. Si alternano immagini terribili di guerra, devastazione e morte. Nebbia. Uno scheletrico albero. Coro di monache. Vagano fiammelle di candela. Ad una ad una si spengono le candele dei lampadari. Buio. La luce inonda il muro di fondo con ebrei di spalle, riconoscibili come tali – cappelli e cappottino nero, cernecchi sulle orecchie. Ancora silenzio. Alla ribalta dall’inizio dello spettacolo ci sono recipienti, bacili, anfore, di metallo, di legno, di vetro, con sabbia, bastoncini d’incenso, sassi e acqua. I quattro elementi. Poi il sole e la luna. Il coro, a vista, nel modo più semplice possibile, qualche turbante, qualche copricapo arabo, qualcuno si rimbocca la lunga veste o indossa un leggero caffettano, si trasforma da “popolo lombardo” in “popolo musulmano”. Nessuna caratterizzazione, né moderna, né medievale: un’ambiguità che deve essere il tratto distintivo anche dei costumi. Comparse portano in scena alcuni tappeti I Lombardi cantano “Stolto Allah!” – che, attenzione, è una bestemmia! Sono feroci e criminali. Immagini di guerra e morte nel deserto. “No, no giusta causa” è il pezzo forte, centrale in ogni senso del nostro spettacolo. Giselda lo grida a tutti, anche al pubblico. Ebrei contro il muro. È il Muro del Pianto. Coro di pellegrini. “Oh Signore dal tetto natio”. Scendono lentamente assetati, disperati. Nostalgia. “Al Siloe” lo dice solo Giselda. Il coro si spoglia e butta ai lati della scena il costume da pellegrini, afferra le armi e forma una specie di ‘testuggine’ alla ribalta. Per la terza volta immagini di guerra e morte “Guerra, guerra”. Battaglia. Tutti contro tutti. Arvino sorreggendo Pagano, avanza fra i cadaveri. Terzetto. Coro si solleva appena e canta. Si apre il muro. Aurora. Si vede Gerusalemme come un diamante luminoso. Arcobaleno. Sole al tramonto. Notte con grande luna.

 

Iniziano le prove e in scena le intenzioni si precisano e subiscono metamorfosi suggerite dal palcoscenico, dal ritmo vitale, dalle pulsazioni musicali ed emozionali che si incarnano negli attori. Ecco: blocchi di emozioni che spieghino l’errore e l’orrore della guerra – solo questo dobbiamo riuscire a comunicare. Tentando, come Verdi, di “inventare il vero”, dentro il proprio tempo, dentro la storia, dentro l’anima dell’uomo.

 

 

 

 

 

 

Stagione Lirica 2009

del Teatro Regio di Parma

 

 

Teatro Regio di Parma

 

 

13, 15, 18, 21, 24 gennaio 2009

I Lombardi alla prima Crociata

Musica di Giuseppe Verdi

 

 

19, 21, 24, 26 febbraio 2009

1 marzo 2009

Lucia di Lammermoor

Musica di Gaetano Donizetti

 

 

2, 5, 8, 11, 14, 17 aprile 2009

Tosca

Musica di Giacomo Puccini

 

 

 

 

 

 

 

Biglietteria del Teatro Regio di Parma

 

Biglietteria del Teatro Regio di Parma

Via Garibaldi, 16/A 43100 Parma

Tel. 0521 039399 - Fax 0521 504224

biglietteria@teatroregioparma.org

www.teatroregioparma.org

 

Orario

martedì - venerdì ore 10 -14, 17-19

sabato ore 10-13, 16 -19

e un’ora e mezza precedente lo spettacolo.

Chiuso la domenica, il lunedì e i giorni festivi.

In caso di spettacolo nei giorni di chiusura:

domenica ore 10-12, 14-16

lunedì ore 10-12, 17-20.30

 

Il pagamento presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma può

essere effettuato con denaro contante in euro, con assegno

circolare non trasferibile intestato a Fondazione Teatro Regio di

Parma, con PagoBancomat, con carte di credito Visa, Cartasì,

Diners, Mastercard, American Express.

 

 

Biglietteria dell’Auditorium Paganini

via Toscana 5/A 43100 Parma

Tel.0521 039005

 

Orario

solo nei giorni di concerto, un’ora e mezza precedente il concerto.

In caso di spettacolo nei giorni di chiusura:

domenica ore 10-12 (Biglietteria del Teatro Regio)

ore 15.30-17.30 (Biglietteria dell’Auditorium Paganini)

lunedì ore 10-12 (Biglietteria del Teatro Regio)

ore 18.30-20.30 (Biglietteria dell’Auditorium Paganini)

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